- 2 giorni fa
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NovitàTrascrizione
00:00Musica
00:35Sì, questo è il grano con il piccolo
00:48Questo qui ci va a Romagnosi, Bertolucci, Mainetti
00:55Bertolucci, Mainetti, Giordani, Ulivi
00:58Gli altri, vabbè, me li dica, giusto per curiosità
01:01Marconi, zaffa fermi, li raccogliamo per strada
01:07Toschi, melloni
01:09Toschi, melloni
01:17Nessun posto?
01:19No, guarda
01:21E davanti?
01:23Siamo partendo
01:25Sì, adesso vediamo che ci siano posti per tutti
01:28Che siano tanti a posto
01:30Che non ci siano problemi
01:31Viaggio lungo, faticoso, ma questo è un po' lungo
01:34Sì, è un po' lungo, questo sì
01:36Però dal resto non si sa come fare
01:39Però vuol dire che anche questo fa parte del progetto
01:55Come tutti gli anni, quel distacco
01:59Perché non si sa bene dove si sta andando
02:02Ma con grande voglia di andare, di vedere, di capire
02:06Come tutti gli anni, sono delle buone premesse
02:11Vediamo se riusciamo a coinvolgere fino in fondo
02:16Allora, adesso secondo me non ci sta andando più niente
02:19No, se nessuno lo ha detto ieri
02:21Sì, grazie
02:44Sì, grazie
03:12Sì, grazie
03:38Sono le 10 e mezza
03:4120 minuti di tempo
03:42Alle 10 e 50 il pullman parte
03:45Chi c'è c'è?
03:47Chi c'è c'è?
03:48Non è un minuto porto
03:49Chi c'è?
03:50Dovendiamo prendere il ritorno
04:00Scusa, mister
04:07Per la gazzetta ogni sera due o tre testi
04:10Che poi daremo a Giuseppe e a Matteo
04:17Che viaggiano con noi
04:19Che poi penseranno a inoltrarla alla gazzetta
04:40Sette ore, sette ore e secondo me siamo a pranzo
04:44Poi dipende quanto per tempo perdiamo
04:46Soprattutto nel confine cicoslovano
04:49Cieco
04:50Germania, cicoslovano, cieco
04:52Perché dobbiamo fermarsi e fare il loro go box
04:54C'è, è vero
04:57È lunga, è lunga
05:28Io in questi anni ho accompagnato parecchie volte ad Auschwitz, a Mauthausen, a Tachau
05:34e ho visto varie tipologie di ragazzi, dai ragazzi delle medie ai ragazzi delle superiori
05:41e devo dire ragazzi completamente diversi per cui alcuni di loro la vivono come un'emozione forte
05:49come un'esperienza di vita che probabilmente cambia la vita
05:55e altri di loro la vivono invece in modo un po' più superficiale
06:00penso che dipenda tanto dall'educazione che hanno avuto e soprattutto dal supporto che è stato dato
06:07nel corso dei tempi precedenti e durante il viaggio dagli insegnanti
06:10io credo che lo studio della storia rimane molto astratto se nel corso del cammino formativo
06:17non si vedono con gli occhi, non si toccano con mano i luoghi in cui gli avvedimenti del passato sono
06:23accaduti
06:23questo vale per i monumenti belli della storia umana, i castelli, le piazze, i musei
06:28ma vale anche per le tragedie che l'uomo ha costruito nel tempo
06:32come appunto i campi di concentramento della seconda guerra mondiale
06:36come quello che andremo a vedere a Theresienstadt
06:39pensi di essere maturo? Forse l'importante non è essere maturo prima
06:46ma arrivare maturati dopo il viaggio
06:49è difficile forse prepararsi a un'esperienza così dura
06:52perché è complicato, forse non sai neanche cosa aspettarsi
06:57mi aspetto di toccare con mano i luoghi di cui si è parlato anche durante gli incontri
07:04all'istituto storico della Resistenza e nell'ultima assemblea di ieri
07:10presso di Cielo Romagnosi
07:11e insomma andare a vedere anche in questo periodo dell'anno vicino alla giornata della memoria
07:18quali sono stati questi luoghi storici in cui sono avvenuti avvenimenti comunque terribili
07:25ma che è importante sempre ricordare per la memoria comune
07:29Si riflette sul Pullman, si scrive
07:32il viaggio come primo momento importante di discussione
07:35perché il viaggio di oggi è anche per ricordare il viaggio dei deportati verso l'olocausto
07:41Ci stiamo interrogando su cosa pensavano loro durante il viaggio
07:47come vivevano, come era vissuto da loro e come lo stiamo vivendo noi
07:50le certezze che abbiamo noi e quelle che loro non avevano
07:54Nonostante questo viaggio sia ricco di comunità per noi
07:57è un viaggio faticoso, sono 12 ore di Pullman
08:02e la nostra riflessione è partita da questo
08:04dal fatto che noi in 12 ore di Pullman siamo stanchi
08:06pensare magari dei giorni in vagoni merci, in vagoni bestiame senza riscaldamento
08:12d'inverno si gelava, d'estate si moriva del caldo senza cibo, senza servizi igienici, senza soste
08:18e come queste persone hanno fatto arrivare là ancora come delle persone
08:25perché ti distrugge secondo me un viaggio nelle condizioni di un animale
09:04qui le giovedono
09:21Grazie a tutti.
09:37Andremo a vedere nello specifico il campo di Terezin che era un campo di concentramento modello in cui venivano rinchiusi
09:45gli ebrei e addirittura era stato fatto dai nazisti anche un film che non venne mai pubblicato, un film di
09:52falsa propaganda per vedere che gli ebrei vivevano comunque una situazione non del tutto negativa.
10:24Il campo di Terezin era semplicemente un luogo transitorio dopo il quale venivano deportati ad Auschwitz e sterminati brutalmente.
11:03Grazie.
12:34E' visto che molti ebrei di questi 5 milioni e 100, 6 milioni di ebrei che muoiono, molti muoiono nei
12:42ghetti.
12:42Cioè non pensiamo solo appunto alla, forse può colpire di più emotivamente, il campo di sterminio, no, molti muoiono dentro
12:51una città, dentro quello che era il ghetto per le condizioni di vita pessime, perché si moriva di fame, perché...
12:57Ecco, quindi siamo dentro questo sistema, cioè siamo dentro questo parte, questo ingranaggio che è appunto Terezin, dentro un sistema
13:05che è veramente molto molto più complesso e più grande.
13:25Loro vita qua era molto dura, in questo cielo comune solo dormevano qua, 60 fino a 90 prigionieri ebrei.
13:37Loro vita qua, 60 fino a 90 prigionieri ebrei.
14:15Loro vita qua, 60 fino a 100 prigionieri ebrei.
14:36E c'erano qua circa 120 persone sempre. Allora immaginatevi, la metà siamo noi qua, 120 persone.
14:47Allora queste persone nude andavano nell'altra stanza dove c'è la doccia.
15:01Quando per esempio di domenica i nazisti si annoiavano, due ebrei dovevano andare laggiù nel fossato,
15:11prendevano bastoni e dovevano fare, diciamo, quel gioco di gladiatori, non so se si può dire così.
15:27Allora immaginatevi, doveva fare per l'angertare, doveva fare la nostra prontata.
15:36Allora, a la città, doveva fare la città.gia,
15:39ristotto per l'angertare, non so se possono tricare il ovale. Allora
15:52immagini d'aricare, in cui si fosse qualcuno è sasso,
16:06Il campo delle esecuzioni.
16:08Qui stanno esecuzioni in grande squadra.
16:10Sono 12-6 anni.
16:12Ci sono due due due due due due due due due due due due.
16:13Ci sono due due due nazisti.
16:17Ci sono i ragazzi che spavano il cuore e la testa.
16:21Non c'è la forza perché quindi hanno impiegato tre Polaciche.
16:25E la patria si trovate dove glace al tretto miaia.
16:27Quindi iniziamo alla colla lì.
16:30Quindi c'è tutti i uviche.
16:32Il 30. rai del fratture è stato evitato Hitler.
16:35Il 30. rai del 1945.
16:38Hitler si è suicidato.
16:39E la prima volta che fosse la morte.
16:42E le due due due giorni dopo le sua morte.
16:46Il suo uomo è stato fatto l'ultima esecuzione.
17:04Grazie a tutti
17:18Il comandante in città Inghito ordine con i brai di costruire crematorium
17:26e hanno enterato sottoterra qua 9000
17:30E il crematorium era costruito in maggio 1942 fino a ottobre
17:39In ottobre 1942 il crematorium è costruito di cremari e di cadavere di piccola fortezza
17:48città ghetto e campo concentramento delle tommerizze dovevano fabbricare pizze di motore e macchine audio
18:00Ci troviamo qua un attimo per fermarci
18:06prima di proseguire a visitare Teresi in l'altra parte
18:11perché crediamo sia importante riunirsi tutti
18:17anche in modo simbolico ma non solo
18:20per condividere alcune parole e condividere un gesto
18:25ovviamente siamo in un luogo di sofferenza, di dolore, di tortura, di morte
18:31come avete visto complesso
18:34carcere, ghetto, nazionalità, religioni
18:40però c'è qualcosa che li unisce tutti in questa tragedia
18:44Teresin fu fame, malattia
18:46il ghetto con le sue strade e piazze militarmente disegnate a reticolo
18:50era fortemente inquinato
18:52aveva come confine un bastione oltre il quale non potevo andare
18:56e una sovrappopolazione che rendeva quasi impossibile trovare ogni tanto un angolo
19:01in cui parlare con un'altra prigioniera
19:03sicché era un trionfo quando con qualche sforzo
19:06si riusciva invece a scovare un luogo simile
19:09la libertà di movimento era limitata a un chilometro quadrato
19:13e dentro l'hager si era esposti completamente a una volontà anonima
19:17che in ogni momento poteva spedirci oltre
19:20io credo che sia importante soprattutto per le giovani generazioni
19:24per voi, per chi verrà dopo di voi
19:26avere sempre qualcosa in cui credere
19:29avere sempre un motivo e un sogno da portare avanti nella vita
19:33nel rispetto degli altri
19:35cercare sempre di essere vicini a chi si trova in condizioni peggiori della nostra
19:40e soprattutto credere nelle proprie idee
19:42e non dimenticare che tutti ce la possiamo fare
19:46quando si vedono situazioni di scene di disperazione
19:50come quelle che sono state vissute all'interno dei campi di concentramento
19:54viene da pensare come abbiano potuto essere umani
19:56riuscire a tenere duro in situazioni di difficoltà come quelle
19:59beh io credo che la speranza della libertà abbia dato anche la forza
20:04o in me solo a qualcuno di riuscire a sopravvivere
20:07bene non perdiamola mai questa speranza
20:38non perdiamola mai questa speranza
20:39non perdiamola mai questa speranza
20:39non perdiamola mai questa speranza
20:44non perdiamola mai questa speranza
20:46non perdiamola mai questa speranza
21:19Oggi Terez è una città che praticamente sta morendo, i vecchi edifici, le vecchie caserme
21:25del periodo asburgico che durante la seconda guerra mondiale hanno ospitato, gli ebrei
21:29stanno lentamente cadendo senza restauri, senza interventi da parte del governo. Le
21:36attività economiche presenti in questa cittadina che dopo essere stata campo di concentramento
21:41è tornata a essere una città, ormai stanno lentamente chiudendosi, la popolazione si
21:46trasferisce a Praga dove spera di trovare opportunità economiche. E qui sta decadendo un po' tutto,
21:52fortunatamente resta la memoria, anche se quella è sempre più difficile da ricordare, visto
21:57appunto la presenza di questi edifici che diventano sempre più difficili da recuperare.
22:05La parte che mi ha colpito di più è stato il forno crematorio, perché pensare alla fine
22:14che facevano tutte quelle persone che comunque venivano praticamente bruciate da altri ebrei,
22:22ebrei che venivano bruciati da altri ebrei, è una cosa molto sconvolgente.
22:26È stata un'esperienza per adesso molto significativa, che ci ha fatto riflettere molto e ancora
22:33riflessioni stanno nascendo in noi, soprattutto le cose che abbiamo ascoltato e soprattutto
22:39quelle che abbiamo visto ci ha fatto nascere dentro di noi sicuramente un pensiero diverso
22:45su quello che era successo durante la Seconda Guerra Mondiale.
22:56E le riflessioni sono proseguiti alla sera, in albergo in un incontro dove studenti,
23:01professori e accompagnatori si sono confrontati.
23:04Il racconto di Terzin è diventato testo per il blog, foto per le pagine internet sul viaggio,
23:10parole, pensieri, emozioni.
23:22L'importanza ad affrontare un viaggio del genere è nel vedere il modo in cui usciamo da un'esperienza
23:31così forte, tra virgolette, anche...
23:35Oppure qual è stata per esempio la differenza tra un campo come secondo te può essere Auschwitz
23:41o può essere Mauthausen e invece quello che abbiamo visto oggi, le città del ghetto ebraico?
23:47Beh, vabbè, io non essendo mai stata a Auschwitz o a Mauthausen non lo so, però già quella di oggi
23:52è stata comunque un'esperienza forte, un'esperienza che mi rimarrà.
23:56Poi avrò modo magari anche di visitare Auschwitz o a Mauthausen e saprò farti un paragone.
24:02Ma io ho visto i ragazzi molto attenti e concentrati nelle cose che stavano vedendo,
24:11a cui stavano partecipando, quindi credo che sia stata per loro un'occasione importantissima
24:15per poter capire un po' di più la nostra storia passata, la nostra storia europea
24:21e penso anche per rendersi un po' più responsabili rispetto al proprio tempo, al proprio presente.
24:32Un'occasione per imparare dal passato e imparare anche a discernere quali sono le occasioni
24:44in cui dovranno confrontarsi con il male e poter rispondere in modo responsabile e positivo
24:51come tanti hanno fatto pur pagando con la loro vita.
25:04E' l'ultimo giorno di visita prima del lungo percorso di ritorno verso Parma
25:09per i cento ragazzi del Viaggio della Memoria.
25:12E' il giorno di Praga del quartiere ebraico, il più antico d'Europa,
25:15con le sue sinagoghe e i suoi musei, ma con lo stesso spirito che ha contraddistinto
25:19la giornata di visita a Terezin, capire come in Europa nella seconda guerra mondiale
25:23sia potuta avvenire la tragedia della Shoah.
25:26A Praga si trovano circa, viva noch, vorrei dire, circa 800, massimo mille duecento
25:35degli ebrei, locali, tutta Repubblica circa 3 mila. Prima della guerra seconda,
25:44di Praga, 100 mila degli ebrei, ma 77 mila deportati in Auschwitz, assassinati.
25:56Però i nazisti, a differenza di quello che fecero in tutta Europa, qui decisero di congelare
26:01la realtà a quella che avevano trovato. Perché? Perché qui avevano intenzione di realizzare,
26:07usiamo un termine brutale ma efficace, un parco giochi per ricordare la razza estinta.
26:12La razza ariana e i tedeschi volevano qui ricordarsi cos'erano gli ebrei una volta sterminati
26:17e questo i ragazzi hanno potuto conoscere assieme ai loro accompagnatori, queste le loro impressioni.
26:22Per me questa è stata un'esperienza molto interessante perché conoscevo già quello che era successo
26:30agli ebrei durante la seconda guerra mondiale, ma vederlo con i miei occhi di sicuro mi ha dato
26:37molto, che penso che non dimenticherò mai comunque questa esperienza.
26:45Vedere come tre, quattro anni di sterminio da parte del potere nazista abbia completamente
26:52cambiato la morfologia e le persone che abitavano questi luoghi.
26:58E sembra appunto che se ne siano appena andati, che abbiano lasciato un po' la loro vita,
27:03le loro case, quello che avevano avuto fino ad ora e siano spariti semplicemente da un momento all'altro.
27:08E quindi la difficoltà di immaginarsi dentro queste stanze come sono adesso queste persone,
27:14il loro modo di vivere e la loro disumanizzazione e ti trovi tu, una persona che sta bene,
27:19con la pancia piena, coperta dentro queste stanze, la difficoltà di capire come una persona
27:25riesca ad arrivare a pensare e a cercare di portare a fine questo progetto e soprattutto
27:31le persone che hanno seguito questa ideologia.
27:33Vedendo per esempio oggi i disegni dei bambini o i nomi di tutte le persone cieche, morte
27:40e nei campi di concentramento mi ha sconvolto, quindi penso che tornando a casa avrò delle cose da raccontare
27:52e spero che questa esperienza mi aiuti anche a rendermi conto di come tante volte la vita ti mette di
28:02fronte
28:02a delle situazioni molto più gravi di quelli che io ritengo essere i miei piccoli problemi di ogni giorno.
28:21All around me are familiar faces, worn out places, worn out faces, bright and early for their daily races,
28:37going nowhere, going nowhere, their tears are filling up their glasses, no expression, no expression.
28:53La valutazione reale la si farà fra qualche mese, quando quello che loro oggi hanno visto,
28:59il lavoro che stanno facendo quotidianamente tra di loro, scrivendo, fotografando, riflettendo,
29:06verrà fuori fra qualche mese, riusciremo a capire realmente quanto questa esperienza li abbia formati.
29:14Adesso è su piano istintivo, come è ovvio, direi che mi sembra che stia andando molto bene,
29:22soprattutto loro sono molto coscienti di quello che stanno facendo, sono molto attenti.
29:28Teresi non è una realtà molto lineare, è un campo di concentramento complesso, con una realtà non sempre facile.
29:35Il luogo della memoria non concede molto, nel senso che sono edifici abbandonati,
29:42in fondo non c'è una mostra, non c'è molta rielaborazione.
29:46E quindi non è facile, però vedo che loro sono ancora molto partecipi, restano a discutere,
29:55sono lontani da una gita qualunque e quindi questo secondo me sta andando molto bene.
30:00Chi invece come noi di TV Parma l'ha seguito per la prima volta ci ha sorpreso soprattutto il fatto
30:05che i ragazzi sono protagonisti
30:07nei gruppi di lavoro, durante anche gli spostamenti, il viaggio, c'è già una volontà subito e immediatamente
30:12con il loro computer, con il loro taccuino di iniziare subito a scrivere e cercare immediatamente di fermare
30:18le emozioni, le impressioni, le caratteristiche del luogo che hanno vissuto.
30:23Credo che è quello, è quello che fa funzionare questo progetto, fin da subito ma soprattutto anche grazie agli insegnanti
30:32che da qualche anno ci accompagnano nel viaggio, loro capiscono subito che realmente sono i protagonisti,
30:39che spetta loro, sono loro che portano la memoria nel campo che stanno visitando.
30:45Quella fascia sulla corona di fiori che avete posto di fronte al monumento che ricorda le vittime di Terzi
30:50e di tutti i campi di concentramento, c'era scritto le scuole di parola, questo è un viaggio che l
30:56'Istituto Storico
30:56della Resistenza promuove ovviamente assieme alle istituzioni e assieme anche a degli enti privati
31:01che fortunatamente danno il contributo, ma sono le scuole di parola che partecipano attivamente.
31:06Certo, è quello che dicevamo prima, fin dall'inizio noi abbiamo pensato che questi ragazzi che venivano via
31:14venivano via per sé, ma avevano un dovere verso i loro compagni, le altre scuole, la città
31:21e quindi erano anche in rappresentanza di altri e questi altri però sono le scuole, cioè sono loro.
31:28Loro saranno letti dai loro compagni di scuola, quando torneranno faranno una serie di attività con loro
31:36e quindi quel nastro e i fiori fin dal primo viaggio noi abbiamo sempre fatto questa piccola,
31:42chiamiamola cerimonia finale, nel quale ancora una volta sono loro, cioè a nome delle scuole di Parma
31:49non siamo all'Istituto, non sono le istituzioni, sono loro che lasciano un segno.
31:55Io immagino che chi passerà domani, postdomani, da quel cortile in cui abbiamo fatto la piccola cerimonia
32:03dirà di qua sono passati dei ragazzi studenti delle scuole di Parma.
32:51Vorrei esprimere a nome dell'Istituto ma anche di tutti i ragazzi un ringraziamento per gli enti e le associazioni
33:01che ci hanno sostenuti in questa nostra avventura, diciamo.
33:06In primo luogo il professor Carlo Gabbi, presidente della fondazione Cari Parma,
33:11che è stato il maggior aiuto che si è stato fordito.
33:17Il dottor Giovanni Borri, presidente dell'Unione Industriale di Parma,
33:23Vincenzo Bernazzoli, presidente della provincia di Parma,
33:26e Federico Pizzarotti, sindaco di Parma.
33:30Inoltre un ringraziamento alla TEP che ci ha fornito in parte i mezzi per arrivare qua.
33:37Questa è la prima osservazione.
33:38Seconda cosa è la ricerca, oltre che la curiosità, le necessità di vedere, di capire,
33:48di andare alle radici di questo fenomeno terribile che ha sconvolto l'ultima guerra mondiale
33:56in maniera drammatica, diventando sicuramente l'elemento più pesante, più duro, più violento di tutto il secolo scorso.
34:07Quando un popolo distrugge un altro popolo senza alcun motivo, se non quello di essere di razza diversa,
34:15che poi il concetto di razza è un concetto che non esiste.
34:19Esiste l'uomo, un solo uomo, con le sue speranze, la sua storia, il suo vissuto e il suo futuro.
34:30Esiste un solo uomo.
34:54Grazie a tutti.
35:35Grazie.
36:05Grazie.
36:31Grazie.
36:37Grazie.
36:37Grazie.
36:37Grazie.
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