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  • 1 giorno fa
Trascrizione
00:01Era il 1970 quando durante i lavori per l'adeguamento del presbiterio all'enorme del concilio vaticano
00:08secondo terminato 5 anni prima, venne ritrovata all'interno dell'antico altare in legno un
00:14mortaio in marmo con la scritta Reliqui di Santa Fortunata. Al suo interno una ciotola
00:19in terracotta contenente due locianette d'olio, due ampolle in cristallo e una croce reliquiare
00:25in bronzo. Una scoperta importante che richiamò tanti esperti. Il parroco di allora decise
00:30di ingrandirla e la fece posizionare sopra l'altare maggiore della pieve di Santa Maria Assunta.
00:36In pochi però hanno avuto la possibilità di ammirare l'originale. A 55 anni di distanza
00:42il parroco attuale Don Matteo Visioli ha deciso di mostrarle raccontarla dedicandole un pomeriggio,
00:48un evento che ha riscosso un grande successo con la pieve gremita come nelle grandi occasioni.
00:52A raccontarla anche Don Mauro Pongolini, il parroco del quartiere San Leonardo di Parma,
00:58che fece i suoi primi anni da sacerdote proprio assieme a Monsignor Malpeli, protagonista del
01:03ritrovamento archeologico.
01:05Penso che oggi ci insegni una fedeltà, una perseveranza. Anche il fedele che portava questa
01:12croce, probabilmente siamo nel VII secolo, trovava un mondo estremamente vario, variegato,
01:20insicuro, con contesti culturali, sociali in continua evoluzione. La nostra stessa zona
01:27non era una zona tranquilla dal punto di vista politico. Però questo fedele evidentemente
01:32nella croce trovava un senso, una ragione per camminare nella vita. Probabilmente anche
01:38noi abbiamo bisogno di rivestire l'immagine della croce, non farne un oggetto museale o
01:45d'arredamento, ma farlo diventare quella persona che non ci lascia mai soli nella vita.
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