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04:34Matilde di Canossa sicuramente è passata di qui
04:37Gregorio VII ha abitato queste stanze
04:41non ovviamente con questa forma
04:43il castello era un altro all'epoca di Matilde
04:45poi sono venuti Canossa
04:47cioè coloro i quali per quasi
04:49600 anni hanno tenuto il castello
04:52per conto dell'imperatore
04:55e dei duchi di Modena Reggio Emilia
04:58fino ad arrivato alla fine
04:59quando l'ultimo proprietario, la famiglia Cremonini-Cantelli di Parma, ha venduto al comune di Quattrocastella l'intera proprietà.
05:09Per cui è una storia lunghissima, in cui periodi conosciamo meglio, periodi di buio.
05:15Pensate che dopo l'arrivo di Napoleone il castello viene incamerato nei beni del nuovo Regno d'Italia e viene
05:23saccheggiato,
05:24cioè tutto quello che all'interno, mobili a redio alto, vengono completamente asportati.
05:31Sarà poi un genovese, paradossalmente, che compra questo castello nel 1881, Carlo Bacigalupo,
05:39che lo ricostruirà, lo riammodernerà, lo riammobilierà e ne farà la sua residenza.
05:45Quindi quello che noi vediamo oggi è davvero l'immagine di una residenza dell'inizio del Novecento,
05:52molto elegante, il cui proprietario, pur non essendo di qua, a un certo punto decide di
05:58vivere stabilmente in questo posto, diventare castellese, ne fu sindaco di Quattrocastella
06:04dal 1902-2111.
06:07Quindi, come dire, uno straniero, anzi come si diceva una volta un furastea, cioè un forestiero,
06:13è venuto qui, è venuto a abitare qui ed è diventato uno dei simboli e anche uno dei proprietari
06:18del paese stesso.
06:35Qui siamo nella cosiddetta stanza di Matilde, noi siamo molto affezionati a Matilde di Canossa,
06:42tanto da immaginare che ancora oggi abbia una camera da letto nel castello di Vianello,
06:47ma semplicemente guardandosi intorno ci si accorge che questi mobili sono molto più
06:53tardi.
06:54Comunque, in ogni caso, questa per noi è la stanza di Matilde, anche perché alle mie spalle
07:00esiste uno dei tanti ritratti di Matilde di Canossa.
07:04Allora, guardate, questo ritratto non sappiamo bene se sia davvero di Matilde di Canossa,
07:10però questa signora, che noi chiamiamo la signora con il melograno, ha appunto un melograno,
07:15che è uno dei simboli di Matilde di Canossa.
07:22La signora ritratta in questo dipinto non è dell'epoca di Matilde, è di 400 anni dopo,
07:29si parla di inizi del XV secolo e questo lo si nota dall'abito che porta.
07:34È una storia molto lunga di questo ritratto, che è stato appiccicato alla parete, ma sappiamo
07:40benissimo che è stato Francesco V, l'ultimo duca di Modena e Reggio Emilia, a volere questo
07:47ritratto da portarsi in Accademia e lo fece ricopiare da questo famoso ritrattista dell'epoca,
07:52Giuseppe Ogolini.
07:54E poi per uno stranissimo giro dopo la fine della dinastia austriestense, tornerà al castello
08:00di Bianello. Ma la cosa che voglio dirvi, proprio per capire il valore che ha ancora
08:08oggi la storia di Matilde per noi di Quattro Castella, è il colore di questo abito, è
08:14il rosso. E quattro anni fa abbiamo rifatto l'impianto elettrico esterno del castello
08:20grazie ai fondi del Ministero dell'Ambiente, al giubileo della luce voluto da Papa Francesco,
08:25i 100.000 euro che arrivavano al comune di Quattro Castella furono spesi per rimettere
08:30a posto tutto l'impianto. E noi prevedemmo, proprio in questa fase di progettazione, l'ipotesi
08:38di poter illuminare di rosso, durante alcuni eventi significativi, il castello di Bianello.
08:44Chiunque di voi avrà la fortuna di passare di qui durante il corteo matildico o nelle feste
08:50più tradizionali verrà appunto il castello illuminato di rosso, ma il rosso non è casuale,
08:56il rosso è il rosso di questo ritratto. È come se noi durante il corteo storico, durante
09:02le feste nazionali, durante le ricorrenze più significative per quanto riguarda il comune
09:08di Quattro Castella e in particolare Quattro Castella frazione, volessimo che Matilde uscisse
09:14dal castello e guardasse di nuovo con il colore rosso i suoi fedeli soldi.
09:53Ho interpretato Matilde di Canossa nel 2013, qui a Quattro Castella, dove ogni anno c'è
10:03questo corteo matildico che oramai è più di 70 anni che viene fatto, che viene allestito,
10:13che viene creato. Ogni anno naturalmente gli interpreti cambiano, interpreti illustri, quindi
10:23per me è stato un onore interpretare il ruolo di Matilde, una donna che ho da subito ammirato
10:35per la sua modernità. Parliamo di una donna che è vissuta tra il 1000 e 1100, quindi una
10:44donna che già allora ha potuto studiare, quindi una donna colta, una donna che ha incontrato
10:54papi e imperatori, quindi una donna molto importante, una donna forte, una donna coraggiosa, una donna
11:05che ha avuto la possibilità di diventare madre, che ha avuto anche il dolore di perdere la figlia
11:13perché sembra che la figlia nata poi sia morta pochi giorni dopo e che per questa ragione
11:23ha dovuto anche lasciare il marito, un marito naturalmente che non era un matrimonio d'amore
11:32ma un matrimonio assolutamente di interesse per salvaguardare dei beni perché Matilde veniva
11:38da una famiglia molto molto ricca, quindi all'epoca i matrimoni servivano per tenere uniti i poteri
11:51ecco e le proprie ricchezze.
12:17Matilde in questo luogo al castello di Bianello ha incontrato papi e imperatori.
12:23E' molto importante questo luogo perché era un luogo dove di importanza diplomatica
12:34più che il castello di Canossa dove magari durante la guerra invece ci si riusciva a proteggere
12:41quindi era un luogo tattico per difendersi da invasori, mentre invece proprio questo luogo
12:50il castello di Bianello diventa un luogo di incontro per autorità importantissime dell'epoca.
13:33Siamo nella cappella di San Giovanni, la cappella privata della famiglia dei Canossa
13:38qui venivano celebrati le funzioni religiose appunto della famiglia, mentre invece quando
13:44i Canossa e Matilde volevano incontrare il proprio popolo scendevano in paese nella chiesa di Sant'Antonino
13:52e la chiesa matildica anch'essa, tra l'altro all'interno della chiesa c'è questa pietra di arenaria
13:59con la data del 1112 che testimonia l'incontro tra Matilde e il papa Pasquale II in occasione
14:08della ristrutturazione della chiesa di Sant'Antonino.
14:34Siamo nella torre del castello di Bianello, la parte più antica di questo castello, riconducibile
14:41al X secolo, in un primo tempo era stata adibita anche a prigione, vedete gli anelli
14:47presenti sul muro, oggi è la sede della confraternita dell'aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia.
14:56Con Matilde c'è un legame molto forte con l'aceto balsamico perché nel 1046 l'imperatore
15:03Enrico III, che era Piacenza, fa la richiesta al padre di Matilde Bonifacio di questo balsamo
15:10particolare che era stato prodotto all'interno del castello di Canossa.
15:15Quindi Bonifacio, ben volentieri essendo un suo vassallo, fa partire questa botticella
15:21d'argento contenente l'aceto balsamico e lo fa partire da arrivare presso l'imperatore
15:30Enrico III a Piacenza.
15:43Siamo nella parte più alta della torre, siamo a un'altezza di 296 metri sul livello
15:50del mare, da qui si può godere di una bellissima visione su tutta la pianura, da questo punto
15:56si possono vedere le città di Parma, di Reggio Emilia e di Modena.
16:18Altra caratteristica di questo castello è la simbologia rappresentata dall'araldica
16:25che è presente in questo castello, il primo che vediamo rappresenta la simbologia precisa
16:30dei Canossa, col tipico cane con l'osso in bocca, il resto viene rappresentata la figura
16:38di Matilde e la parte invece che riguarda il papato, che racchiude un po' quel periodo
16:44della lotta dell'investitura tra Matilde e il papato stesso.
16:55Lo stemma che vedete alle mie spalle rappresenta un po' un mistero perché in questo castello
17:02ci sono diversi misteri e questo è uno di quelli. Lo stemma che è rappresentato non si
17:08sapeva a chi apparteneva perché non c'è nome, non c'è niente, però un esperto di Rebus
17:13che l'ha studiato per anni è arrivato a decifrarlo, diciamo.
17:21Il proprietario di questo castello si chiamava Baccicca Lupo, l'ultimo proprietario è quello
17:27che l'ha restaurato e messo a posto. Allora questo castello rappresenta una bilancia con
17:34un lupo sopra e due grifoni che sorreggono la bilancia. Allora si è pensato perché questa
17:41bilancia in dialetto genovese, siccome che il proprietario era genovese, la bilancia in
17:46genovese si dice Baccica e sopra al piatto c'è il lupo. Allora leggendo leggi Baccica Lupo
17:56e sarebbe il nome del proprietario che ha restaurato questo castello.
18:02Lui non era nobile e non poteva fare uno stemma col nome. Allora si è inventato questo Rebus
18:08perché era un uomo astuto, furbo, intelligente, perché è un uomo di mondo, ha girato tutto
18:16il mondo e ha fatto questo Rebus, Baccica Lupo.
18:30Ogni anno, alla fine di maggio, rievochiamo un episodio storico realmente accaduto a Quattro
18:36Castello il 6 maggio del 1111, quando l'imperatore Enrico V, dopo essere stato incoronato a Roma,
18:43sulla strada di ritorno vuole conoscere assolutamente Matilde e si ferma per tre giorni al castello
18:51di Vianello. Alla fine di queste tre giornate l'imperatore nomina Matilde Vicaria Imperiale in Italia.
19:14Alla fine di queste tre giornate. Alla fine di queste tre giornate. Alla fine di queste tre giornate.
19:46La rappresentazione viene fatta tra mille, circa mille comparse. Gli interpreti maggiori sono personaggi
19:57del teatro e del cinema e il corteo viene preceduto comunque da altre giornate dove ci sono delle
20:04manifestazioni, tra cui torneo di bandiere, torneo di arco storico, spettacolo di fuoco, giullari.
20:11Il tutto si conclude con l'evento clou finale della domenica sera, quando viene fatta questa
20:17rappresentazione teatrale della reinfeudazione. Di fatto l'imperatore con questo gesto della
20:25reinfeudazione restituisce tutti quei beni, quei terreni, quei territori che il padre Enrico IV
20:33aveva tolto a Matilde 30 anni prima col bando di Lucca. Quindi un successo politico anche per
20:40Matilde importante, un riconoscimento fondamentale per la vita di Matilde.
21:00Questa prigione è stata utilizzata dal 1500 al 1800, fine 1800.
21:17Questa sicuramente delle tre prisioni del Castello di Bianello è la più cattiva, o li mettevano
21:22in punizione quando non si comportavano bene, qui non riesci mica a stare al diretto, deve
21:29restare solo chinato. E questa che ho sulla mia destra è ancora più bassa.
21:39Anche qui abbiamo graffiti, abbiamo cose, abbiamo di tutto, di croci, date, d'attorno, pieno
21:47qui, dappertutto, iscrizioni. Noi le abbiamo fotografate tutte, riusciremo un domani a fare questa
21:54pubblicazione, questo libro.
22:04Da Salimbene di Adam abbiamo delle notizie importanti per il nostro territorio, perché
22:10lui è nato a Parma, però invece di fare il cavallire per l'impero, suo fratello era morto
22:17in battaglia, ha preferito adarsi alle lettere e è diventato un frate. E in questa sua vita
22:23ha scritto un libro che si chiama Cronaca e in questa cronaca parla delle cose che ha
22:27visto e toccato con mano. Allora, i dieci anni che ha abitato la nostra zona, che era nel
22:32convento di Monte Falcone, parla del nostro territorio e correva l'anno 1285. E quell'anno
22:40lì racconta che era tirato un grosso terremoto ed era crollata la torre di Bianello e la torre
22:47di Monteluccio e a Monteluccio era rimasta in piedi solo la chiesa di San Leonardo. Allora
22:53questa notizia ci ha dato l'input per scavare Monteluccio.
23:12La zona dei quattro castelli è una zona Lipu, è un'oasi che uno viene a camminare, visita
23:20e ci sono anche gli accompagnatori della Lipu che fanno fare delle escursioni.
23:32Io abito a Quattro Castella e abitualmente passeggio per questi luoghi perché comunque
23:39oltre al castello c'è un parco meraviglioso fatto di sentieri che si snodano proprio per
23:45questi boschi e devo dire che la magia del tempo, la magia della storia, della natura penetra
23:59dentro l'anima, cioè è qualche cosa che senti in maniera molto forte quando passeggi in questi
24:09luoghi e quindi io sono molto legata sia alla figura di Matilde sia a questi meravigliosi
24:17luoghi dove veramente è passata la storia e dove si respira tutto questo.
24:34Chi viene qui può fare un'escursione nella natura e l'ambiente è intatto e ci sono
24:40diversi animali, io per esempio ho visto due volte il lupo, mi sono imbattuto, qua volpi,
24:46lupi, c'è di tutto, poi adesso è arrivato anche dalla Toscana, ha avvalicato l'Appennino,
24:54l'Istrice che prima non c'era mai stata, adesso abbiamo anche l'Istrice.
25:09Si dice che non ci sia un castello che non abbia un fantasma, il castello di Vianello è abitato,
25:16così dicono di notte, di giorno, da chi forse non vediamo ma a chi sentiamo.
25:24Un po' di tempo fa una signora qui in questo castello, che lo abitava allora, mentre tagliava
25:32le verdure per fare un minestrone, chiacchierava con me del più e del meno, mi raccontò una
25:37storia.
25:38Mi disse che lei una sera aveva incontrato questa signora, mentre scendeva dalle scale
25:44della cucina, vestita di bianco, che passava come se nulla fosse, e l'ha sfiorata prima
25:51di entrare nel muro della cucina.
25:56Io rimasi molto sorpreso, perché non ero così tanto in confidenza con questa signora,
26:02da raccogliere quella che per me era una confidenza intima di un fatto molto particolare.
26:10Lei smise di tritare le sue verdure, mi guardò e mi disse, Danilo, tu non devi avere paura
26:15di questo fantasma.
26:17Lei, cioè è una signora, lei protegge il castello e farà in modo che passi sempre a
26:24persone che lo amano.
26:26Io non so e non osai chiedere da dove venisse questa storia o come lei facesse a sapere
26:33questo, però me lo disse, io raccolsi questa confidenza, adesso è diventata patrimonio,
26:43è diventata storia del castello stesso.
26:45Tante altre volte da quel giorno la signora si è fatta vedere, si è fatta sentire, dà
26:53segno della sua presenza.
26:55Per noi è diventata una compagnia.
26:59Non sappiamo come si chiama, non sappiamo chi è, ma due persone che non si conoscevano
27:08e che, come si dice oggi, sono sensitive, che io ho accompagnato in queste stanze, mi
27:15hanno detto la stessa cosa.
27:17Devo dirvi che è stata abbastanza impressionante, quando due persone in due momenti diversi, che
27:23non si sono mai conosciute tra di loro, mi hanno detto, lei ha fatto tanto per avere
27:29questo castello e non se ne vuole più andare.
27:33non vi darà alcun fastidio, però sappiate che lei c'è, fate riferimento a lei e noi
27:40continuiamo a fare riferimento a lei.
27:43Quando porto i gruppi qua dentro, mi capita raramente, ma è sempre un divertimento, chiedo
27:47sempre a tutti quanti di chiedere permesso, perché lei vuole così.
27:54Bisogna rispettare queste storie, non si tratta di credere o non credere ai fantasmi, non
28:02si tratta di sentirli o non sentirli, si tratta di avere rispetto per queste storie, per queste
28:08tradizioni e per un sacco di energie e di vita che c'è stata qua dentro.
28:15Lo specchio della stanza di Matilde ha riflesso un'immagine molto bella di donna, casualmente,
28:24è una delle immagini più famose del castello di Bianello, in cui questa signora appunto
28:30sembra leggere qualcosa, pregare o ricamare, un'immagine molto bella e per noi lei è così,
28:36bella, giovane, dolce, possessiva, a cui noi dobbiamo rispetto.
28:43Mi hanno chiesto, è Matilde di Canossa? Non lo sapremo mai, ma in questo momento, intorno
28:49a questo tavolo, vedete queste figure che sono persone del paese, persone che amano il castello
28:56forse più di me, ma che rappresentano la tanta vita che è passata qua dentro e che per noi
29:04è incarnata dalla Signora.
29:44Grazie a tutti.
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