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  • 2 giorni fa
A Rimini è stata completamente demolita l’ex colonia Enel. Realizzata tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta l’edificio, che aveva un volume di 22.500 metri cubi, era abbandonato da tempo come gran parte delle coline disseminate (spesso come cattedrali fatiscenti nel deserto) in tutta la Riviera Romagnola. Situata a Marebello a pochi passi dal mare nel litorale sud della città lascia spazio ad una nuova piazza che si affaccia sul nuovo Parco del Mare e che con un primo intervento di riqualificazione sarà già fruibile nella prossima estate, nell’ambito di un intervento fortemente voluto dal comune romagnolo. L’intervento era infatti atteso in città come sottolineato dal sindaco Jamil Sadegholvaad. “È un vuoto che riempie gli occhi quello che si scorge da qualche giorno passando là dove, fino a nemmeno un mese fa, si ergeva l’ex Colonia Enel. Un luogo abbandonato da anni, il cui nome si accostava istintivamente al degrado, che si poneva come una ferita che oggi possiamo dire in fase di guarigione. I lavori di demolizione si sono completati e sono già partite le operazioni per la prima immediata riqualificazione della nuova area verde e illuminata. Si tratterà di una prima sistemazione, in prospettiva della vera e propria valorizzazione dello spazio urbano che sarà completata il prossimo anno, con la realizzazione di una piazza polifunzionale con ritrovata vista sul mare e sul Parco del Mare”. Ecodemolizioni, la ditta che si occupata delle opere di abbattimento, ha impiegato 45 giorni per concludere i lavori. L’Ex Colonia Enel era stata realizzata in accostamento ad un villino del1939 danneggiato dalla guerra. Successivamente la società SADE (che all’inizio degli anni Sessanta fu inglobata in Enel) tra il 1948 e il 1949, acquisisce l'area per realizzare la colonia per i figli dei propri dipendenti. Negli anni Settanta la colonia ha ospitato un’attività alberghiera stagionale. Nel 1981 fu utilizzata come scuola privata, ma di lì a poco verrà chiusa e abbandonata. Dal 1950 e il 1984 sono intervenute numerose modifiche ed ampliamenti, fino ad arrivare al volume odierno complessivo di circa 22.500mc. A seguito dell’abbandono il fabbricato ha subito un repentino deterioramento (complice l’aria salmastra) ed è presto diventato rifugio per persone senza fissa dimora.

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