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  • 4 mesi fa
Milano, 16 mag. (askanews) - Fino al 14 giugno 2026, Fondazione Elpis presenta Di pietra e di cielo. La curatrice Sofia Schubert introduce l'esibizione: "Di pietra e di cielo è la mostra di Gabriele Ermini e Caterina Morigi, attualmente negli spazi della Villa di Fondazione Elpis, che restituisce i lavori sviluppati nel corso della residenza Atelier Elpis. Gli artisti si sono concentrati sull'aspetto archeologico della città di Milano, interrogando le tracce del passato non come elementi statici, ma come presenze vive che possono essere riattivate anche attraverso il dialogo con il contemporaneo. Gli artisti si sono quindi messi in dialogo e in relazione con il contesto archeologico e antico della città di Milano, non con un approccio di studio scientifico o accademico, ma cercando di interpretare tutte quelle forme e quei simboli che la città di Milano conserva, non solo nei siti archeologici, ma anche nei contesti museali, e prenderli come spunti di partenza per creare nuove narrazioni". Rispetto ad altre grandi città, la persistenza dell'antico appare meno visibile nella città di Milano. Il passato archeologico giace spesso nascosto, riaffiorando solo a tratti nella quotidianità urbana: sotto il centro storico, nelle stratificazioni del suolo e nelle collezioni dei musei della città.Il lavoro di Gabriele Ermini si articola in un corpus di opere distribuite tra lo spazio interno ed esterno della Fondazione: opere pittoriche e ceramiche. La vista alla Fondazione Rovati ha suggerito a Ermini alcune idee. Il quadro Gli illesi, introduce un'ambientazione notturna in cui figure enigmatiche si mimetizzano tra gli alberi di un bosco fitto. Al centro dello spazio, Il devoto, dipinto su carta giapponese, sfrutta la trasparenza del materiale: una composizione di parti del corpo simili a ex voto anatomici, che evocano tanto il gesto di un amante quanto frammenti di una statua desiderata. Due tavolette in ceramica introducono infine l'esito del percorso nel giardino: il tombarolo - archeologo - collezionista ha finalmente trovato l'oggetto del suo desiderio e, esausto, giaceaccanto ai resti emersi. L'artista spiega: "Tutti i lavori sono ispirati dalle figure dei tombaroli, dal loro tipo di ricerca e di ossessione verso gli oggetti che cercano dentro le tombe. C'è un qualcosa secondo me di molto affine fra il loro tipo di ricerca e il mio tipo di ricerca pittorica. Sondano, lavorano in superficie per cercare un qualcosa che in profondità può portare loro della ricchezza. Allo stesso modo io lavoro su una superficie, ma cerco di andare in profondità con velature, livelli, sovrapposizioni. Tramite quello che faccio cerco appunto di trovare, spero di trovare un qualcosa che abbia un valore per me e ovviamente per la pittura".Elektron, il lavoro di Caterina Morigi trae ispirazione dall'osservazione di una coroncina per capelli rinvenuta in una sepoltura femminile romana nell'area di Sant'Ambrogio a Milano, composta da perle a forma di foglie d'edera ma realizzata in ambra. Da questa Morigi ha creato una raccolta di oggetti verosimili: manufatti quotidiani - boccette, specchi, bracciali, collane, dadi eforme più enigmatiche - che richiamano i corredi funerari femminili diffusi nell'antichità. Se un tempo erano realizzati in materiali preziosi, qui sono presenze evanescenti, ombre di ciò che sono stati. Ognuno diventa così rappresentazione della propria mancanza, frammento di un insieme più ampio. L'artista ne illustra il senso: "Il tema alla base dell'opera è la maggioranza assente, ovvero tutta quella parte della cultura materiale che era maggiormente diffusa nel passato, ma che non si è conservata. La maggioranza della sostanza,degli oggetti lavorati del passato non ci sono pervenuti e così ho realizzato una sorta di corredo: gli elementi quotidiani, come gli unguentari, gli elementi per filare, per tessere, si trasformano in sculture quasi evanescenti, perché sono realizzate in cera e in ambra. Io mi concentro sugli elementi organici, gli elementi più morbidi, che possono essere vegetali, e mostro come sono svaniti. E al loro posto inserisco l'ambra. Queste gocce di ambra vanno ad attivare, a riattivare questi oggetti verosimili con queste colature sulla cera, che è l'altro materiale che compone le sculture. Anche la cera è un materiale molto evanescente, come se fosse un po' in qualche modo l'ombra bianca di quello che non c'è rimasto".Il progetto alla base della mostra Di pietra e di cielo nasce nell'ambito della seconda edizione del ciclo di residenze di Atelier Elpis, che offre agli artisti un periodo di soggiorno in cui sviluppare la propria ricerca in relazione al contesto urbano della città di Milano e alle sue dimensioni sociali, culturali e simboliche.

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00:00Di Pietre di Cielo è la mostra di Gabriele Ermini e Caterina Morigi, attualmente negli spazi di Villa di Fondazione
00:07Elpis,
00:07che restituisce i lavori sviluppati nel corso della residenza Atelier Elpis.
00:13Gli artisti si sono concentrati sull'aspetto archeologico della città di Milano,
00:18interrogando le tracce del passato non come elementi statici, ma come presenze vive che possono essere riattivate
00:26anche attraverso il dialogo con il contemporaneo.
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00:37Milano,
00:37non con un approccio di studio scientifico o accademico, ma cercando di interpretare tutte quelle forme e quei simboli
00:46che la città di Milano conserva non solo nei siti archeologici, ma anche nei contesti museali,
00:52e prenderli come spunti di partenza per creare nuove narrazioni.
00:57Tutti i lavori sono ispirati dalla figura del tombarolo, dal loro tipo di ricerca e di ossessione,
01:03verso gli oggetti che cercano dentro le tombe.
01:07C'è un qualcosa, secondo me, di molto affine con il loro tipo di ricerca e il mio tipo di
01:11ricerca pittorica.
01:13Sondano, lavorano in superficie per cercare un qualcosa che in profondità può portargli della ricchezza.
01:22Allo stesso modo io lavoro su una superficie, ma cerco di andare in profondità con velature, livelli,
01:30sebrapposizioni. Tramite quello che faccio cerco appunto di trovare, spero di trovare un qualcosa
01:37che abbia un valore per me e ovviamente per la pittura.
01:41Il tema alla base dell'opera è la maggioranza assente, ovvero tutta quella parte della cultura materiale
01:48che era maggiormente diffusa ma che non si è conservata.
01:52La maggioranza della sostanza, degli oggetti lavorati, del passato non ci sono pervenuti.
01:58E così ho realizzato una sorta di corredo.
02:01Gli elementi quotidiani come gli unguentari, gli elementi per filare, per tessere,
02:05si trasformano in sculture quasi evanescenti perché sono realizzate in cera e in ambra.
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02:18e mostro come sono svaniti e al suo posto inserisco l'ambra, queste gocci di ambra
02:24che vanno ad attivare, a riattivare questi oggetti verosimili con queste colature sulla cera
02:33che invece è l'altro materiale che compone le sculture ed è un materiale molto evanescente
02:38come fosse un po' in qualche modo l'ombra bianca di quello che non c'è rimasto.
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