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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:03L'Italia si conferma leader europeo dell'economia circolare, ma resta fortemente dipendente
00:09dall'estero per l'approvvigionamento di materie prime strategiche. È il quadro che
00:13emerge dall'ottavo rapporto del Circular Economy Network presentato alla Conferenza Nazionale
00:18sull'economia circolare 2026 a Roma, dove è stato ribadito come la transizione circolare
00:23non sia più soltanto una scelta ambientale, ma una necessità industriale e geopolitica.
00:29Il rapporto evidenzia come l'Italia abbia raggiunto un tasso di utilizzo circolare di
00:33materia del 21,6%, il più alto in Europa. Tuttavia continua a dipendere per il 46,6% da
00:41materie prime trasformate e importate, con una spesa che nel 2025 ha sfiorato i 600 miliardi
00:47di euro. Lo stesso ministro dell'Ambiente e della Sicurezza
00:50Energetica, Gilberto Picchetto Fratin, ha evidenziato in un videomessaggio che l'economia circolare
00:55è una sfida centrale per il paese e rappresenta un asse strategico per lo sviluppo dell'Italia
01:00e dell'Europa.
01:01L'Ocse ha misurato la crescita delle restrizioni che si applicano alle esportazioni di materie
01:07prime critiche nel mondo dal 2009 al 2024. Queste restrizioni che vuol dire dazi, limitazioni
01:15delle quantità e di vieti di esportazioni sono aumentate di 5 volte. Quindi noi abbiamo
01:21oltre che una preoccupazione per l'approvvigionamento di fossili, cioè del petrolio e del gas, un
01:26problema di sicurezza di approvvigionamento di molte materie prime. Infatti le chiamiamo
01:33critiche e l'Europa ne classifica ben 34, 17 delle quali sono strategiche per il nostro
01:40sviluppo.
01:41Nel contesto di tensioni internazionali, dazi e restrizioni crescenti sull'export di materie
01:46prime critiche, il modello italiano viene indicato come un punto di riferimento europeo.
01:51In questo scenario spicca il ruolo del CONOU, il Consorzio Nazionale degli Oli Minerali
01:56Usati, considerato uno degli esempi più avanzati e consolidati di economia circolare applicata
02:01su scala industriale.
02:03L'economia circolare non è spontanea. Se noi siamo arrivati a una circolarità del
02:0798%, che credo sia un record mondiale assoluto, è perché grazie al lavoro del CONOU e di tutte
02:15le aziende di raccolta e di rigenerazione italiane, noi indirizziamo in maniera spontanea
02:21i flussi, incentivando adeguatamente con le risorse delle PR le imprese, facendo in modo
02:28che i produttori dei rifiuti si comportino nel modo giusto e il tutto in modo naturale.
02:32Bisogna organizzare un modello organizzativo, come il modello consortile italiano dell'olio
02:38usato e altri modelli consortili, che faccia in modo che le cose si muovano nella giusta direzione
02:43in maniera, fra virgolette direi, automatica.
02:46Il rapporto sottolinea inoltre che l'Europa rischia di non raggiungere gli obiettivi fissati
02:51al 2030 sulla circolarità, nonostante i nuovi strumenti normativi in arrivo, a partire
02:56dal futuro Circular Economy Act.
02:58Dobbiamo andare velocemente, non solo a livello paese, ma anche a livello europeo, con la regolamentazione
03:05e soprattutto con i sostegni al mercato delle materie prime e seconde, che non possiamo
03:09evidentemente definire in modo isolato.
03:12Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dei mercati delle materie prime e seconde, maggiori
03:18incentivi del riciclo e riuso e una più forte integrazione della circolarità nelle politiche
03:23industriali europee.
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