00:03La mostra Temporary Rooms di Davide Stucchi si inserisce molto bene nella programmazione e
00:09nella mission di Triennale perché interseca attraverso le discipline. Questa idea del
00:14mettere in scena gli oggetti è molto forte ed evidente nel contesto espositivo.
00:19La mia pratica artistica è sicuramente molto influenzata anche dall'essere un scenografo per
00:26professione e di conseguenza credo che l'idea di palco o comunque di scena che troviamo al centro
00:32della stanza sia strettamente connessa a quelle che sono le opere che entreranno in scena in una
00:37successiva configurazione delle stanze temporanee. Un altro elemento che emerge è quello della
00:44transitorietà, della precarietà, della fragilità di questi interni domestici che vengono di volta in
00:51messi in questione, trasformati, riattivati. Ha al suo centro quello che è un'ipotesi di modulo
00:58abitativo assolutamente precario, una rete che di solito è utilizzata per dividere gli spazi di
01:04cantiere quindi spazi di costruzione è un pretesto, un pretesto per parlare di quello che è la dinamica
01:09di vivere, di abitare, del domestico, di quello che è privato e pubblico. Nella mostra è presente uno skyline
01:15sul fondo di questa stanza che mima quello che è una sorta di paesaggio di una città, quasi come se
01:23fosse lì ad aspettarci a costruirsi e a decostruirsi con lo stesso ritmo con cui abitiamo lo spazio
01:30espositivo. Questa idea della trasformazione dell'oggetto genera un cortocircuito percettivo
01:36nell'osservatore, nel visitatore perché forme apparentemente familiari quando ci si avvicina
01:42si rivelano altro da sé. È un portare l'attenzione sull'anima degli oggetti che ci fa riportare
01:49all'attenzione quelle che sono le dinamiche che si creano fra opera d'arte, oggetto d'arte, oggetto
01:54di design e l'ambiguità e proprio su questa soglia di ambiguità si muove il lavoro di stucchi.
02:00L'idea di realizzare una mostra che ha quattro opening e quindi si dilata nel tempo che come potete
02:05vedere può anche essere girata tutto attorno, fa vedere il retro delle opere, sono state delle grosse
02:11scommesse anche nei confronti di me stesso perché non sono il canone solito con cui siamo
02:15abituati a mostrare ma anche come visitatori a approcciarci al formato di una mostra.
02:21Un altro elemento che emerge è quello di una presenza umana in realtà in assenza. Le assenze,
02:29le mancanze, i vuoti sono altri elementi che connotano la pratica di Davide Stucchi perché ci parlano
02:34di qualcosa che è potenzialmente presente ma non è poeticamente evocato ma anche ironicamente
02:39evocato perché anche la cifra dell'ironia e della leggerezza appartengono all'essico
02:44di Stucchi.
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