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  • 1 giorno fa
«Ho dei bellissimi ricordi legati al Corriere della Sera e al Fiorentino, non solo per le classiche interviste che mi sono state fatte, ma soprattutto per la presenza dimostrata in alcuni momenti importanti della mia vita, come quando ho partecipato al Festival di Sanremo» racconta Chiara Francini, con quel sorriso fatto di luce come il nome che porta. Dal palco alla tv, dal cinema alla scrittura, per lei potersi esprimere in modi diversi è «una gran fortuna, una chiave in più di accesso alla libertà». Come ci disse durante un incontro: «Penso sia cosa comune aprire le ali e volare in direzioni diverse. Ho solo un’opportunità in più, quella di avere infinite tele da imbrattare con tutti i colori che voglio». Il legame col nostro giornale va oltre il lavoro: «È una presenza che non sembra quella di un quotidiano, ma di un amico, di qualcuno che ti vede e che è felice dei tuoi successi. Perché, come dico spesso, i veri amici non sono quelli che soffrono quando tu soffri, ma quelli che gioiscono quando tu gioisci. E il Corriere Fiorentino ha sempre gioito per me e con me».

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00:00Ho dei bellissimi ricordi legati al Corriere Fiorentino, non solo per le classiche interviste che mi sono state fatte,
00:12ma soprattutto per l'avvicinanza in determinati ed importanti momenti della mia vita, come quando ho partecipato al Festival di
00:20Sanremo.
00:22Gli aggettivi o comunque l'avvicinanza erano non di un quotidiano, ma veramente come di un amico e di una
00:33persona che veramente ti vede e che è felice per i tuoi successi.
00:38Perché come dico sempre, i veri amici non sono quelli che patiscono quando tu patisci, i veri amici sono quelli
00:45che godono quando tu godi.
00:47Il Corriere Fiorentino ha sempre goduto per e con me.
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