Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
Barcellona-Real Madrid è la singola partita più importante e prestigiosa del calcio mondiale, per la quantità di campioni che generazione dopo generazione vanno in campo, per la profondità di una rivalità che è anche molto politica, per i metodi opposti che i due club applicano per coltivare la loro grandezza in patria e a livello internazionale. Che poi parlare di patria è relativo, se pensate che il Barcellona è stato definito “l’esercito disarmato della Catalogna” da uno scrittore del calibro di Manuel Vasquez Montalban. Ma tant’è.Questa partita viene chiamata Clasico, e quello di domenica al Camp Nou ha portato al Barça la 29esima vittoria della Liga, lo scudetto spagnolo. Il Real Madrid resta avanti a quota 36, e la sua superiorità si vede anche meglio a livello europeo, dove le Coppe dei Campioni o Champions League in bacheca sono 15 contro le 5 dei catalani. Negli ultimi vent’anni però il Barcellona ha vinto 11 campionati contro i 7 del Real, e lo slogan coniato per descrivere il confronto ha il suo fascino: cantera contro cartera, ovvero il vivaio del Barcellona contro il portafoglio del Real. Uno cresce in casa i suoi campioni, l’altro spende tantissimo sul mercato mondiale per ingaggiare i suoi.C’è una verità di fondo in questo slogan, perché dagli anni di Guardiola a questi di Flick il Barcellona ha sempre giocato con più di mezza squadra proveniente dal settore giovanile, mentre è dai tempi di Raul e Casillas che il Real non esprime una stella prodotta in casa. Poi però è stato il Barcellona a risultare tecnicamente fallito qualche anno fa, quando emersero le cifre investite per trattenere Leo Messi, cresciuto sì nella cantera ma poi coperto d’oro a ogni rinnovo di contratto; e c’è voluta una sorta di acquiescenza di Florentino Perez, il presidente-padrone del Real, per consentire al suo omologo catalano Joan Laporta di mettere una pezza qui e una lì per proseguire l’attività. A quel punto il vivaio ha sfornato Yamal e altri prodigi, e il Barça è tornato dominante. Degli ultimi quattro campionati, ne ha vinti tre.A Madrid invece le cose sono andate di male in peggio perché la leadership bonaria di Carlo Ancelotti era l’unica in grado di governare uno spogliatoio popolato di campioni alfa maldisposti verso una divisione degli onori. L’arrivo di Kylian Mbappé è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e nel tutti contro tutti che ne è scaturito si è arrivati persino alle vie di fatto come il match pugilistico tra Valverde e Tchouameni, costato un passaggio ospedaliero al primo e 500mila euro di multa a entrambi. Mai sentita una multa simile. Florentino ritiene gli allenatori un male necessario mentre ama i suoi fuoriclasse, e questa è la radice di ogni problema perché tanto più lo spogliatoio ribolle, tanto più un tecnico avrebbe bisogno di autorità per non farsene sopraffare. Ma se il club banalmente non multa chi si ribella, com’è successo a Vinicius con Xabi Alonso, l’allenatore è perduto. E dunque o è così bravo da non farsi remare contro per rispetto, come succedeva ad Ancelotti, o è così cattivo da farsi temere e, dunque, rispettare. L’ipotesi di un ritorno di Mourinho, di cui si parla da giorni, ha esattamente questa genesi.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:06Barcellona-Real Madrid è la singola partita più importante e prestigiosa del calcio mondiale per
00:11la quantità di campioni che generazione dopo generazione vanno in campo, per la profondità
00:16di una rivalità che è anche molto politica, per i metodi opposti che i due club applicano per
00:21coltivare la loro grandezza in patria e a livello internazionale. Che poi parlare di patria è
00:27relativo se pensate che il Barcellona è stato definito l'esercito disarmato della Catalogna da
00:33uno scrittore del calibro di Manuel Vázquez Montalbán. Ma tant'è, questa partita viene chiamata classico e
00:40quello di domenica al Camp Nou ha portato al Barça la ventinovesima vittoria della Liga, lo scudetto
00:46spagnolo. Il Real Madrid resta avanti a quota 36 e la sua superiorità si vede anche meglio a livello
00:53europeo dove le coppe dei campioni o Champions League in Bacheca sono 15 contro le 5 dei
00:59catalani. Negli ultimi vent'anni però il Barcellona ha vinto 11 campionati contro i 7 del Real e lo slogan
01:07cuniato per descrivere il confronto ha il suo fascino, cantera contro cartera, ovvero il vivaio
01:15del Barcellona contro il portafoglio del Real. Uno cresce in casa i suoi campioni, l'altro spende
01:22tantissimo sul mercato mondiale per ingaggiare i suoi campioni. C'è una verità di fondo in questo
01:28slogan perché dagli anni di Guardiola a questi di Flick il Barcellona ha sempre giocato con più
01:34di mezza squadra proveniente dal settore giovanile, mentre dai tempi di Raúl e Casillas che il Real non
01:41esprime una stella prodotta in casa. Poi però è stato il Barcellona a risultare tecnicamente fallito
01:49qualche anno fa, quando emersero le cifre investite per trattenere le omessi, cresciuto
01:55sì nella cantera ma poi coperto d'oro letteralmente a ogni rinnovo di contratto. E ci è voluta una sorta
02:02di acquiescenza di Florentino Perez, il presidente padrone del Real, per consentire al suo omologo
02:09catalano Joan Laporta di mettere una pezza qui e una lì per proseguire l'attività. A quel punto il
02:16Vivaio ha sfornato Yamal e altri prodigi e il Barça è tornato dominante. Negli ultimi quattro
02:21campionati ne ha 23. A Madrid invece le cose sono andate di male in peggio perché la leadership
02:26bonaria di Carlo Ancelotti era l'unica in grado di governare uno spogliatoio popolato di campioni
02:34alfa maldisposti verso una divisione degli onori. L'arrivo di Kylian Mbappé è stata la goccia che ha fatto
02:40traboccare il vaso e nel tutti contro tutti che ne è scaturito si è arrivati persino alle vie di
02:45fatto come il match pugilistico tra Valverde e Chouameni costato un passaggio ospedaliero al
02:51primo e 500.000 euro di multa in tram mai sentita una multa simile. Florentino ritiene agli allenatori
03:00un male necessario mentre ama i suoi fuori classe e questa è la radice di ogni problema perché tanto
03:06più lo spogliatoio ribolle tanto più un tecnico avrebbe bisogno di autorità per non farsene
03:12sopraffare. Ma se il club banalmente non multa chi si ribella come successo a Vinicius con Sabi
03:18Alonso l'allenatore è perduto e dunque o è così bravo da non farsi remare contro per rispetto come
03:26succedeva ad Ancelotti o è così cattivo da farsi temere e dunque rispettare. L'ipotesi di un ritorno
03:33di Murigno di cui si parla da Chouameni ha esattamente questa genesi.
Commenti

Consigliato