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  • 2 giorni fa
Roma, 11 mag. (askanews) - Come siamo e come dovremmo apparire secondo certi stereotipi imposti. Corpi e difetti che si fatica ad accettare. Nasce come uno spazio dove sentirsi bene per come si è, imperfetti, il progetto "Lìberati", mostra fotografica sull'imperfezione di Pamela Lippolis. A Roma, nel suo studio fotografico, ha accolto donne di tutte le età, anche un uomo, che si sono liberati dalla paura di sentirsi inadeguati fisicamente o emotivamente, affidandosi e fidandosi di lei.Un progetto, racconta la fotografa, nato nel 2023 "da un desiderio mio e anche di tutte le donne che sono venute qui in studio per condividere luci e ombre di se stesse". "Ho iniziato questo progetto pensando di fotografare solo imperfezioni fisiche, quindi nei, cicatrici, pance molli, cellulite e tra l'altro anche in un percorso fotografico liberatorio, perché di solito chi si mette davanti alla macchina fotografica, io compresa, ha la tendenza a mostrarsi nel suo lato migliore, nel suo profilo migliore e invece in questo tipo di esperienza il fatto di andare a ricercare proprio quell'imperfezione ha reso ogni sessione interessante; poi piano piano queste imperfezioni sono diventate anche imperfezioni più profonde, determinate proprio da un non sentirsi abbastanza, abbastanza belli, abbastanza magri, abbastanza alti".Alla mostra è associato lo spettacolo "L'elogio della crepa", a cura della psicoterapeuta Nadia Daffinà (regia di Daniela Coppola) con la partecipazione di Antonella Giannini e Silvio Alessandroni, tra ossessioni e modelli imposti di bellezza e fragilità, chiamando in causa Narciso, Pirandello, Oscar Wilde e con le storie di alcune donne che hanno partecipato al progetto attraverso il filtro emotivo di Pamela che le ha vissute."L'obiettivo ultimo è quello di raccontare la crepa come una fessura attraverso la quale passa la luce e questa luce è l'unicità di ognuno di noi", racconta ancora. Un progetto che vorrebbe far arrivare anche in teatro e magari, visto il tema, nelle scuole. "L'ambizione sicuramente è quella di portare Lìberati fuori dal mio studio", dice."Lìberati è proprio la testimonianza visiva, il corpo diventa un manifesto politico come se si volesse raccontare che ognuno vale per quello che è, perché un corpo non è mai solo un corpo, è una storia e ogni storia è degna di essere raccontata".

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00:00Come siamo e come dovremmo apparire secondo certi stereotipi imposti.
00:04Corpi e difetti che si fa fatica ad accettare.
00:07Nasce come uno spazio dove sentirsi bene per come si è, imperfetti.
00:10Il progetto Liberati, mostra fotografica sull'imperfezione di Pamela Lippolis.
00:15A Roma, nel suo studio fotografico, ha accolto donne di tutte le età, anche un uomo,
00:20che si sono liberati dalla paura di sentirsi inadeguati fisicamente o emotivamente,
00:24affidandosi e fidandosi di lei.
00:26Un progetto, racconta la fotografa, nato nel 2023.
00:29Un desiderio mio e anche di tutte le donne che sono venute qui in studio,
00:34nel condividere luci e ombre di se stesse.
00:36Ho iniziato questo progetto pensando di fotografare solo imperfezioni fisiche,
00:41quindi nei cicatrici, pance molli, cellulite,
00:46e tra l'altro anche in un percorso fotografico liberatorio,
00:49perché di solito chi si mette davanti alla macchina fotografica,
00:52e io compresa, ha la tendenza a mostrarsi nel suo lato migliore,
00:58e nel suo profilo migliore.
00:59Invece, in questo tipo di esperienza, il fatto di andare a ricercare proprio quell'imperfezione
01:05ha reso ogni sessione interessante.
01:09Piano piano queste imperfezioni sono diventate anche imperfezioni più profonde,
01:14determinate proprio da un non sentirsi abbastanza,
01:18abbastanza belli, abbastanza magri, abbastanza alti.
01:21Alla mostra è associato lo spettacolo L'elogio della crepa,
01:24cura della psicoterapeuta Nadia Daffinà,
01:26con la partecipazione di Antonella Giannini e Silvio Alessandroni,
01:29tra ossessioni e modelli imposti di bellezza e fragilità,
01:32chiamando in causa Narciso, Pirandello, Oscar Wilde,
01:35e con le storie di alcune donne che hanno partecipato al progetto
01:38attraverso il filtro emotivo di Pamela che le ha vissute.
01:52L'obiettivo ultimo è quello di raccontare la crepa come una fessura
01:57attraverso la quale passa la luce,
01:59e questa luce è l'udicità di ognuno di noi.
02:03Un progetto che vorrebbe far arrivare anche in teatro
02:05e magari visto il tema nelle scuole.
02:07L'ambizione sicuramente è quella di portare Liberati fuori dal mio studio.
02:11Liberati è proprio la testimonianza visiva,
02:14il corpo diventa un manifesto politico,
02:16come se si volesse raccontare che ognuno vale per quello che è,
02:21perché un corpo non è mai solo un corpo,
02:23è una storia, è una storia degna di essere raccontata.
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