Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 8 mesi fa
Genova, 2 gen. (askanews) - Trecento immagini recuperate che mostrano l'Italia che rinasceva nel secondo dopoguerra e un racconto ricco sulla carriera del fotografo Paolo Di Paolo, a cento anni dalla nascita. La mostra che Palazzo Ducale a Genova dedica al reporter scomparso nel 2023 si intitola "Fotografie Ritrovate" e offre una nuova prospettiva sul suo lavoro. Ma è anche l'occasione per riguardare i suoi ritratti di intellettuali e personaggi delle cultura e dello spettacolo, da Giorgio De Chirico a Pasolini, da Monica Vitti ad Anna Magnani. "Paolo Di Paolo - ha detto ad askanews Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale - in qualche modo sa sempre scattare andando al di fuori di quella che l'immagine pubblica e creare un rapporto personale con queste figure e ogni singolo scatto, anche se fa parte di una serie, diventa così un momento magico capace di schiudere qualcosa che racconta il personaggio, il suo modo di essere, di pensare, ma ogni tanto anche portandoli fuori dalla loro comfort zone come Ungaretti con il gatto, piuttosto che Bruno Munari: ce li mostra davvero in un modo inaspettato".Sono ritratti che hanno forza e intensità, che raccontano una storia più complessa e appassionata, che sanno essere ironici, ma sempre affettuosi verso i soggetti e che, in qualche modo, riescono ad apparire assolutamente naturali anche se un elemento di posa o, quanto meno, di costruzione dello scatto, appare indiscutibile. Non sono insomma, solo "foto rubate"."Si rubava lo scatto - ha aggiunto Bonacossa - ma se lo faceva regalare più che rubarlo e quindi c'è questo misto tra mettere in scena e rubare il momento, perché sicuramente c'era una fase di dialogo che anticipava lo scatto con questi personaggi famosi e poi in quel momento il dialogo era il suo occhio speciale, che sapeva catturare un attimo preciso e indimenticabile".La carriera di fotografo di Paolo Di Paolo si è costruita intorno alle riviste, dalla Settimana Incom a Il Mondo, per poi prendere una piega diversa dopo il 1968 con la chiusura di molti giornali seguita all'avvento della televisione. Anche questo è un aspetto su cui oggi la mostra di Genova ci può portare a riflettere, anche per il suo parallelismo con i tempi che viviamo. Quello che è certo è che, anche 50 anni dopo, lo sguardo sulla società di un Pier Paolo Pasolini ci farebbe molto comodo e, in un certo senso, le fotografie di Di Paolo ce lo conservano, almeno come ritratto ideale.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00300 immagini recuperate che mostrano l'Italia che rinasceva nel secondo dopoguerra
00:04e un racconto ricco sulla carriera del fotografo Paolo Di Paolo a 100 anni dalla nascita.
00:09La mostra che Palazzo Ducale di Genova dedica al reporter scomparsi nel 2023
00:13si intitola Fotografie ritrovate e offre una nuova prospettiva sul suo lavoro,
00:18ma è anche l'occasione per riguardare i suoi ritrati di intellettuali e personaggi della cultura e dello spettacolo
00:22da Giorgio De Chirico Pasolini, da Monica Vitti e da Anna Magnani.
00:26Paolo Di Paolo in qualche modo sa sempre scattare andando al di fuori di quella che è l'immagine pubblica
00:31e creare un rapporto personale con queste figure e ogni singolo scatto, anche se fa parte di una serie,
00:37diventa così un momento magico capace di schiudere qualcosa che racconta il personaggio, il suo modo di essere, di pensare,
00:45ma ogni tanto anche portandoli fuori dalla loro comfort zone come un garettico il gatto
00:50piuttosto che Bruno Munari te li fa vedere davvero in un modo inaspettato.
00:54Sono ritrati che hanno forza e intensità, che raccontano una storia più complessa e appassionata,
00:58che sanno essere ironici, ma sempre affettuosi verso i soggetti e che, in qualche modo,
01:03riescono ad apparire assolutamente naturali, sebbene un elemento di posa o quantomeno di costruzione dello scatto
01:08appaia indiscutibile. Non sono insomma soltanto fotografie rubate.
01:13Si rubava lo scatto ma se lo faceva regalare più che rubarlo e quindi questo misto tra mettere in scena
01:19e rubare il momento, perché sicuramente c'era un momento di dialogo che anticipava lo scatto con questi personaggi famosi
01:26e poi in questo momento il dialogo era il suo occhio speciale che sapeva catturare un attimo preciso e indimenticabile.
01:33La carriera di fotografo di Paolo Di Paolo si è costruita intorno alle riviste, dalla Settimana Incoma e Il Mondo,
01:38per poi prendere una piega diversa dopo il 1968 con la chiusura di molti giornali seguita l'avvento della televisione.
01:45Anche questo è un aspetto su cui oggi la Mostra di Genova ci può portare a riflettere,
01:49per il suo parallelismo con i tempi che viviamo.
01:51Quello che è certo è che anche 50 anni dopo lo sguardo sulla società di un Pierpaolo Pasolini ci farebbe molto comodo
01:57e in un certo senso le fotografie di Di Paolo ce lo conservano, almeno come ritratto ideale.
Commenti

Consigliato