Alle 9 in punto il Papa è arrivato Pompei in occasione della visita pastorale di oggi, a un anno dalla sua elezione al soglio Pontificio. Lo ha annunciato lo scampanio del campanile e le gesta festose dei pellegrini. La piazza e le strade laterali erano già pienissime. Ai fedeli muniti di pass se ne sono aggiunti centinaia di altri che sostavano lungo le transenne. In tanti sono arrivati già durante la notte portandosi delle sedie pieghevoli. Mentre la folla fremeva per vedere il Pontefice, Prevost ha raggiunto a piedi la Sala Luisa Trapani dell'area meeting ed ha avuto un incontro con gli ospiti della Carità del Santuario.Papa Leone è stato accolto da monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, delegato pontificio per il Santuario; Roberto Fico, presidente della Regione Campania; Michele di Bari, prefetto di Napoli; Gaetano Manfredi, sindaco della Città Metropolitana di Napoli e Andreina Esposito, sindaco di Pompei. Leone XIV ha ricordato nelle sue prime parole la figura di Bartolo Longo. «Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da pochi contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti. Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo - ha ricordato -: nei grandi e nei piccoli, e in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati, a cui fece sentire, con la sua tenerezza, il palpito del cuore di Dio. A chi poi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l'amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che, in ogni campo d'azione, solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive». Da qui una sua considerazione: «Aveva ragione e lo ha dimostrato facendo di questo luogo, con fede e con impegno, un centro di vita cristiana e di devozione a Maria conosciuto in tutto il mondo. Alla base di tutto, però c'è la preghiera e in particolare il Santo Rosario. Posto simbolicamente a fondamento del Santuario e della città, esso è il motore nascosto che rende possibile tutto il resto. Raccomando perciò a tutti voi di tenere sempre viva e di diffondere questa antica e bellissima devozione».
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