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  • 5 mesi fa
«Siamo felici di restituire a Firenze, e idealmente al mondo intero, la bellezza di San Miniato al Monte: una bellezza che troviamo nella sua facciata, come uno specchio capace di riflettere l’infinito del cielo e, insieme, la complessità e la ricchezza della città, che in questo luogo ritrova ispirazione, speranza e visione per il futuro» ha detto padre Bernardo Francesco Gianni, abate di San Miniato al Monte, durante l’inaugurazione della Basilica dopo la fine dei lavori. Le operazioni di restauro, iniziate nel 2024 e finanziate dal ministero della Cultura con fondi Pnrr per un importo pari a 3,6 milioni di euro, sono state svolte nel massimo rispetto e conservazione di quella che è una delle basiliche più antiche di Firenze. Durante tutto il periodo di messa in sicurezza la struttura è stata ricoperta da rivestimenti trasparenti sui ponteggi così da mantenere sempre visibile la facciata e l’abbazia è sempre rimasta aperta sia ai fedeli che ai turisti, dando la possibilità ai visitatori di salire sulle impalcature, osservando da vicino lo scrupoloso restauro. Diciotto lunghi mesi di lavoro che hanno riguardato prima tra tutte la facciata, con pulitura e trattamenti per contrastare l’inquinamento, ma anche tutto un processo di salvaguardia degli elementi scultorei e del mosaico. Ma non solo. Architetti e restauratori hanno concentrato la propria attenzione anche sulle coperture, le capriate, le murature e naturalmente sul campanile e sull’aquila che dall’alto della Basilica osserva tutta Firenze. «L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di preservare questo tesoro millenario che per la città ha un significato affettivo e rendendo quasi impercettibili gli interventi fatti su tutti gli elementi dell’abbazia, dai marmi, alle pitture, ai pavimenti proprio per conservarne la bellezza — ha spiegato Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città di Firenze e la provincia di Prato — È stato un lavoro complesso elaborato con uno studio approfondito di architetti esperti come l’architetto Carlo Blasi che ha lavorato anche alla ristrutturazione di Notre-Dame a Parigi dopo l’incendio. Tra i principali obiettivi anche quello di migliorare il complesso dal punto di vista sismico».

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Trascrizione
00:00E' molto buio.
00:06Oggi è una giornata ancora più di festa perché si inaugura la fine dei restauri di questo
00:15che è un luogo prezioso.
00:18E' un luogo prezioso per la città, è un luogo che è prezioso per i fiorentini e per tutti
00:25i visitatori che vengono da fuori, è un luogo prezioso per l'arte, è un luogo prezioso
00:32per l'anima e per lo spirito, per tantissime motivazioni.
00:38E sono stati lavori importanti, sono stati lavori importanti che sono stati guidati con
00:46attenzione, con scrupolo e soprattutto con una voglia di coinvolgimento della cittadinanza
00:54dei cittadini, perché io ci vengo a ricordarlo, durante tutto il percorso dei lavori c'è
01:00stata la possibilità di accedere e di visitare il cantiere, per cui un cantiere partecipato
01:06che è andato avanti lungo tutto il lavoro.
01:11Da una parte la sindaca, dall'altra la direttrice, Eugenio che fa...
01:17Ecco, vai via, senza non farvi male.
01:27Ecco...
01:28Grazie.
01:30Grazie.
01:31Grazie.
01:34Grazie.
01:34Grazie.
01:35Grazie.
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