00:22Oggi incontriamo uno dei capolavori del Vangelo di Marco, è la guarigione di Bartimeo,
00:28questo cieco accartocciato ai margini della vita, buttato lì su un marciapiede, a cui gli viene detto che sta passando
00:36Gesù.
00:37Bartimeo è l'immagine, il simbolo di quell'umanità bloccata in un eterno presente, che non è più capace di
00:44andare avanti perché non vede,
00:46perché non ha una prospettiva davanti a sé. E la forza della disperazione davanti alla folla che gli dice
00:53guarda che sta passando Gesù il Nazareno, lo fa gridare come mai forse nella vita, gli fa generare attorno a
01:02sé tanta confusione,
01:04al punto che la folla stessa comincia a metterlo a tacere.
01:09Ecco, questo Vangelo potrebbe essere letto pensando che il protagonista sia Bartimeo, oppure pensando che il protagonista sia la folla.
01:18Teniamo conto che Matteo scrive la sua opera pensando alla sua comunità, scrive il suo Vangelo pensando che quelle pagine
01:27possono servire
01:28alla folla, alla comunità del luogo dentro cui lui viveva, dentro cui pregava, come edificazione, come strumento di crescita nella
01:38loro fede.
01:38Quindi ogni qualvolta nel Vangelo di Marco troviamo l'elemento della folla, è un po' il simbolo della Chiesa, della
01:45sua Chiesa, ma poi per estensione di tutta la Chiesa.
01:48E allora dovrebbe farci pensare questo aspetto, perché la folla che è chiamata ad annunciare, che annuncia la presenza di
01:57Gesù,
01:57è la stessa folla che impedisce alle persone disperate, che hanno ricominciato a sperare,
02:02grazie all'annuncio che hanno ricevuto, impedisce loro la salvezza, la guarigione, lo mette a tacere.
02:09Ricordiamoci che depotenziare la portata rivoluzionaria del cristianesimo e avere quindi una vita spirale un pochino più sobria,
02:19è un peccato di omissione.
02:21Noi siamo chiamati a continuare a testimoniare la grandezza del Vangelo
02:26e a lasciare che i tanti disperati della storia possano rialzarsi e ricominciare a vedere, ricominciare ad avere un futuro.
02:58Noi siamo chiamati a continuare a vedere, ricominciare ad avere un futuro.
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