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  • 1 giorno fa
(LaPresse) «Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere per dare nuovo impulso alla società e all'economia italiana. Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne. L'occupazione femminile in Italia è anch'essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla celebrazione della Festa del lavoro nell'auditorium dello stabilimento Piaggio di Pontedera (Pisa). «L'altro punto critico da intendere come 'riserva' di potenziale sviluppo è il lavoro dei giovani», aggiunge il Capo dello Stato. «Ancora troppo alta l'età di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati. C'è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo ai lavoratori definiti 'indipendenti' che lavorano per un solo datore - insomma lavoratori autonomi senza autonomia - scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30. Sono numerosi i ragazzi ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all'estero. Sono più di quelli che vengono in Italia. Nell'interesse del Paese questa tendenza va invertita», ha concluso il capo dello Stato.

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00:00L'occupazione femminile in Italia è anch'essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi
00:06che per noi costituiscono un primato. Tuttavia, resta consistente il gap da colmare rispetto
00:14alla media europea. Il divaro di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione,
00:21ma anche dalla disparità che perdura nelle attribuzioni e nelle carriere, va colmato
00:27e va colmato con un complesso di interventi e attenzioni sui fattori strutturali e sui
00:35contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione
00:43con gli altri impegni di vita. L'altro punto critico da intendere come riserva di potenziale
00:51sviluppo da attivare è il lavoro dei giovani. Ancora troppo alta l'età di ingresso nel
00:59mercato del lavoro. Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati, c'è una scarsa
01:07attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo i lavoratori definiti
01:15indipendenti che lavorano per un solo datore, insomma lavoratori autonomi senza autonomia, scopriamo
01:24che la parte più consistente è formata proprio da under 30. Sono numerosi i giovani ben istruiti
01:32che lasciano il nostro Paese per lavorare all'estero. Sono più di quelli che vengono
01:38in Italia. Nell'interesse del Paese, nell'interesse nazionale, questa tendenza va invertita.
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