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  • 2 giorni fa
“Continuare a festeggiare è il miglior modo per perdere. Dobbiamo essere come la Brignone”: presentata la Milano la Stagione Azzurra, tra VNL e Europei. De Giorgi e Velasco hanno parlato di obiettivi e di come affrontare la pressione dei pronostici.

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Sport
Trascrizione
00:00A Milano è stata presentata la stagione azzurra 2026 con la VNL e gli europei, la grande estate
00:09delle nostre nazionali di pallavolo che ci arrivano entrambe da campioni del mondo.
00:13Prima di tutto io penso che noi dobbiamo pensare che abbiamo perso.
00:21Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace di grande entusiasmo
00:25per il miglior modo di perdere e continuano a festeggiare.
00:30Detto questo c'è stato fatto un documentario che mi ha fatto toccare anche le scarpe
00:36che diceva nate per vincere.
00:41Nessuno nasce per vincere, nessuno.
00:44Ogni anno solo comincia da zero.
00:48E mentre noi guardiamo i nostri festeggiamenti, tutti quelli che hanno perso
00:53studia, no, e hanno rabbia, hanno fame, non vedono l'ora di vantaccio.
01:00Come è noto, nelle prime settimane di VNL, Julio Velasco lascerà a casa alcune delle big,
01:05con qualche precisazione.
01:08Perché a volte c'è un po' di confusione, secondo me.
01:12Noi facciamo, il femminile fa il club Italia.
01:15Ed è stato molte volte che il club Italia è la funcina di giocatrice della nazionale.
01:20Questo non è così.
01:23Il club Italia è la funcina dei giocatrici per la 2 e qualcuna per la 1.
01:28La funcina dei giocatori per la nazionale sono i club di serie A.
01:33Che hai sempre detto?
01:35A cui ringrazio molto perché senza loro noi non avremmo una nazionale forte.
01:42Arrivare forti nei due titoli mondiali ti dà una responsabilità, ti mette pressione.
01:47Tutti e due i Citi, Ferdinando Vegiorgi e Julio Velasco, hanno parlato molto di questo aspetto
01:52e curiosamente entrambi hanno fatto riferimento all'Olimpiade Invernale, al pattinatore Ilia Malinin e non solo a lui.
01:59Queste storie del Milano Cortina è stata il viciliare, quella di Ilia Malinin è un viciliare, è un messaggio potentissimo
02:06per il mondo dello sport.
02:08Il pattinatore Malinin, non se ne sbaglio il nome, super favorito, il migliore delle storie, eccetera, eccetera.
02:16Chi ha vinto ha detto, ho battuto il migliore delle storie, a tutti i tempi, è caduto tre volte nel
02:22momento decisivo.
02:23E quando l'hanno chiuso perché ha detto che l'ha ammazzato, l'ho ridotto e vince.
02:28Lui è rimasto, non è andato via, la cosa viciliare che ha fatto è che bisogna insegnare ai nostri giocatori
02:34e a noi stessi,
02:35che lui non è andato via d'Olimpiade, lui è rimasto fino alla fine, ha tifato per i suoi compagni
02:41e ha chiesto di partecipare al ballo finale, perché le medaglie fanno lo spettacolo finale,
02:49gliel'hanno accordato, lui ha fatto di nuovo l'esercizio, si è presentato, adesso ci sono qui,
02:54si è presentato con una maglia costritta sopra, fear, paura, perché quando fallisci, sai quante paure vengono?
03:03E lui l'ha voluto affrontare subito, il messaggio potente è quello, io fallisco, non scompaio,
03:10io fallisco, affronto le mie paure, perché la cultura sportiva non è sempre vincere,
03:16ma affrontare le cose, affrontare anche le paure e dare sempre il meglio di sé,
03:22questo secondo me è il senso di quello che facciamo.
03:27Dall'altra parte abbiamo la Frelica Magnoni, che ha fatto un'impresa, credo che sarà ricordata per secoli,
03:34che invece si è rilassata perché veniva da un infortunio che diceva,
03:40questa ciliera è straordinaria, ha vinto un oro, e sappiamo tutti quello che significa.
03:44Quindi noi puntiamo a che le nostre ragazze facciano la riunione,
03:50giochino rilassate, giochino senza essere obbligo di vincere,
03:54giochino meglio degli avversari, perché c'è questo piccolo particolare che a volte si parte di vista,
04:00che sembra che se uno gioca meglio, vince, non è così.
04:04Noi dobbiamo giochare meglio degli altri, di tutti gli altri.
04:08Quindi non è semplice, però ho fiducia che ce la faremo.
04:12Non la vedremo a farlo, non lo so che ce la faremo.
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