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Trascrizione
00:05Se volete capire un po' di più di quanto sta accadendo a livello geopolitico, bene questo
00:10è l'approfondimento da guardare al nostro Market Intelligence, con noi il nostro specialista
00:15Alessandro Martello della North Star Support Group, buongiorno Martello, ben ritrovato.
00:21Buongiorno, buongiorno Emmerich, tre spettatori, sempre un piacere essere qui con voi.
00:25È sempre un piacere averte in collegamento perché non c'è solo Ormuz, benché sia uno dei fronti più caldi
00:33e a tal proposito a che punto siamo, Martello, prima di introdurre tutti gli altri temi caldi mondiali?
00:42Siamo Emmerich in una fase di stallo, nel senso che abbiamo ben capito che gli americani non vogliono cedere
00:51agli iraniani il controllo dello stretto e la comunità internazionale non vuole cedere su questo
00:58e dall'altra parte è sempre la tematica del nucleare.
01:04Quello che vorrei enfatizzare io è che in queste settimane di tregua gli americani hanno continuato
01:11a creare un build up di capabilities militari, quindi non dobbiamo pensare che questa fase di stallo
01:22significhi poi una fine di quelle che possono essere le attività militari, anzi potrebbero riprendere
01:30con un'enfasi molto più elevata nei prossimi giorni, vedremo un po'.
01:35Va bene, dai, allora, come detto, nell'attesa che salti fuori una pseudosoluzione per Ormuz
01:44noi andiamo a vedere quali sono gli altri fronti caldi nel mondo.
01:49Alessandro Martello, vedo una svolta fiscale in Europa per il prestito da 90 miliardi per l'Ucraina
01:57approvato dopo che l'Ungheria ha tolto il veto, Giappone liberalizzazione dell'export di difesa
02:05e Messico il bypass logistico.
02:07Approfondiamo, Martello.
02:10Bene, direi, Emeric, di partire con il Giappone, visto che ne hai parlato anche te nella tua trasmissione
02:17precedente, menzionando la banca centrale giapponese, di rilievo perché?
02:22Perché Tokyo sblocca l'export di armi letali e questo ci tocca da vicino perché in Italia,
02:29per noi come Italia, non è un tema lontano, ma ci entra perfettamente il Global Combat Air Programme,
02:37meglio conosciuto come GCAP, con Leonardo parte di questa joint venture consorzio.
02:44La prima volta che dal 67 il Giappone passa dal vincolo non letale di export a un framework
02:53di export completo per il letale, quindi un cambio strutturale non da poco.
03:01Quello che è successo nel dettaglio è che il 21 aprile 26 il governo Takaichi approva
03:06la rimozione delle ultime restrizioni, creando quello che sarà un export consentito verso
03:1217 paesi con degli accordi bilaterali.
03:16Tutto questo, per curiosità, si basava su quello che era la regola dei tre principi
03:22giapponesi del 67 che ruotavano attorno alla proliferazione nucleare.
03:27Tre principi che poi alla fine erano quattro perché il quarto diceva che i tre principi
03:33potevano essere cambiati nel momento in cui non c'erano più le condizioni per mantenerli.
03:41Ricapitolando, Giappone che implementa un export strutturale, quindi non più eccezioni.
03:47Il GCAP che diventa esportabile per design, quindi Tokyo può vendere il programma, aumenta
03:55il mercato e qui sorge quella che è la problematica della potenziale competizione intra-alleata.
04:02Quindi Giappone e Europa non competono più solamente contro Cina e Russia, ma anche tra
04:09loro su contratti asiatici di fascia alta, soprattutto.
04:13Dando qualche numero sul GCAP parliamo di un contratto assegnato di 690 milioni di sterline
04:21con un impegno pubblico italiano vicino ai 9 miliardi di euro, con Leonardo che è coinvolta
04:28con circa 2.500 dipendenti in questo programma.
04:33C'è già stato un segnale da parte del Giappone in merito all'export e riguarda quello che è
04:41il contratto con l'Australia per la fornitura di tre fregate Mogami.
04:45Un contratto di circa 10 miliardi di dollari australiani.
04:51Come possiamo ben capire, la parte preoccupata qui della situazione è sostanzialmente la Cina
04:58che ha già alzato la voce in merito a questo cambiamento strutturale.
05:03Driver positivi, Emeric, più export potenziale, più volumi e poi un effetto ecosistema per sensori,
05:12avionica, mission system e quant'altro.
05:16Rischi relativi, sovranità tecnologica e poi quella che è la compliance e l'end user monitoring.
05:23Quindi più costi burocratici, più costi di compliance.
05:28Aziende italiane coinvolte, abbiamo già menzionato Leonardo,
05:32che può vedere un'accelerazione su questa piattaforma GCAP,
05:36ma anche poi con un rischio a livello di competizione interna su mercati terzi.
05:43Fincantieri, perché abbiamo un nuovo benchmark a livello di Giappone sull'export di navi,
05:50anche se possiamo pensare in maniera positiva a possibili sinergie future su determinate categorie.
05:56E officina stellare per una domanda diretta di sensori,
06:00rinanzate e crescita di domanda di difesa collegata a queste piattaforme.
06:06Qui per chiudere questo topic, Emeric, lascerei una domanda provocatoria.
06:11Se il Giappone può esportare la tecnologia sviluppata con l'Europa,
06:15cosa impedisce a Tokyo in dieci anni di diventare un competitor?
06:20Ehm, buttiamo lì, assolutamente.
06:25La buttiamo lì.
06:26Va bene, allora, andiamo a lavorare sul bypass logistico del Messico, Alessandro?
06:33Andiamo in Messico, bypass terrestre di Panama, sostanzialmente, Emeric.
06:40In questo momento cruciale, dove abbiamo due choke point globali, Hormuz e Panama,
06:47i messicani spingono su quello che è il corridoio intraoceanico dell'ismo di Tujantembek.
06:53Stiamo parlando di circa 310 chilometri di ferrovia che vanno a unire Pacifico e Atlantico
07:00e saranno a regime, a pieno regime nel 2026.
07:04Il corridoio già funziona, ma diciamo che la funzionalità totale sarà nel corso dell'anno 2026.
07:11Cioè, praticamente, per passare da qua a di là, giusto?
07:17Corretto, corretto.
07:18O viceversa, chiaramente.
07:21Non passiamo più esclusivamente per Panama, ma abbiamo un corridoio terrestre ferroviario
07:28che non sostituisce Panama sulle meganavi, ma può diventare quella che è una valvola di sfogo
07:35e può cambiare quello che è il potere di prezzo del canale.
07:40Il corridoio collega sostanzialmente Salina Cruz sull'oceano Pacifico con Costa Qualcos nel Golfo del Messico.
07:50Come dicevamo prima, 310 chilometri di linea ferroviaria, una modernizzazione di quattro porti
07:58e la creazione di quattordici poli industriali, con un dispiegamento poi di forze
08:04a garanzia della sicurezza di circa 2.500 addetti.
08:10La tematica security in quest'area rimane sempre qualcosa di molto, molto delicato.
08:18Ma, come dicevamo, in questa dinamica, in questa situazione, con i prezzi del passaggio
08:25attraverso Panama, che sono andati alle stelle nell'ultimo periodo, si parla di tariffe
08:31che hanno raggiunto anche 4 milioni di dollari per passaggio, per avere dei passaggi poi prioritari.
08:39Questo può diventare una valvola di spogo.
08:44Perché è importante?
08:45Le tre considerazioni geopolitiche da fare.
08:49Come dicevamo prima, il rischio del choke point.
08:52La crisi rende assicurabile, finanziabile, un rischio che prima era sottovalutato.
08:58Il near shoring, Messico, che è già centrale nell'accordo di libero scambio tra Messico, USA e Canada.
09:04Ora ha anche una leva potenziale logistica intraoceanica.
09:09E poi il potere negoziale.
09:12Se esiste un'alternativa credibile a Panama, Panama perde parte del suo pricing power.
09:21Interessante all'interno di questo contesto il fatto che poi era cambiata la proprietà del canale di Panama,
09:29passando dai cinesi, diciamo, agli americani o comunque sia simpatizzanti occidentali.
09:38Qua cambia tutto.
09:39La domanda è, chi è il proprietario di questa infrastruttura in Messico?
09:43I messicani?
09:45Diciamo che teoricamente i messicani, nel senso che poi i real beneficiaries in questo momento sono altri.
09:53Ovviamente gli interessi americani e canadesi sono molto forti dietro a tutta questa situazione.
10:01Dunque, allora vediamo doppio checkpoint su Ormuz e Panama simultanei.
10:0614 poli industriali, 2400 militari di Semar, in clave near shore, in fortificata, operatività piena, metà 2026.
10:14Quindi è lì, oramai ci siamo.
10:16E lì stiamo puntando, si punta a Emerick, diciamo, a un target di 1,4 miliardi di container all'anno.
10:26C'è già stato un test nell'ambito automotive dove Hyundai ha trasportato 900 veicoli attraverso questa linea
10:35e la cosa sorprendente è che il trasporto è stato fatto in nove ore e il ciclo totale non ha
10:41superato i cinque giorni.
10:43Quando parlo del ciclo totale parlo poi di incluse pratiche, handling e quant'altro.
10:48Quindi sta diventando sicuramente, come dicevamo prima, una valvola di sfogo che può avere un impatto molto interessante.
10:57Panama ultimamente implicava cinque giorni più di attesa senza prenotazione per il passaggio.
11:05Quindi Panama sta soffrendo moltissimo il traffico.
11:12Va bene, chi è coinvolto, chi potrebbe essere coinvolto all'interno di questo, diciamo, fattore?
11:20Noi Emerick abbiamo individuato quattro aziende.
11:24Abbiamo menzionato Stellantis con delle opportunità di rerouting per componenti asiatici verso gli impianti in Messico.
11:32Anche se rimane poi, come dicevamo prima, il rischio dell'affidabilità e della scalabilità di questo corridoio.
11:40Brembo, Near Shoring Acceldera, quindi componenti locali diventano più competitivi quando l'import asiatico rincara.
11:48Eurogroup Laminations posiziona la supply chain nordamericana in un senso più vicino per la produzione ai clienti locali,
11:58quando i costi logistici marittimi restano molto alti.
12:02E poi abbiamo Sogefi con produzione in Messico, riduce la dipendenza da quelle che sono le rotte marittime,
12:11quindi vantaggio competitivo se il premio resta alto a livello strutturale.
12:16Va bene, terza e ultima analisi quest'oggi è legata al prestito da 90 miliardi per l'Ucraina da parte
12:30dell'Europa.
12:31A te.
12:32Elezioni in Ungheria, Emerick, che sbloccano 90 miliardi di finanziamento,
12:41con poi un altro pacchetto di sanzioni che viene approvato.
12:47Quindi un singolo cambio politico nazionale sblocca in pochi giorni quello che è il più grande prestito UE della storia.
12:56Qui la lentezza UE non c'entra, il pacchetto era pronto, era solamente bloccato da quello che era un veto
13:05ed è quello che può essere definito un caso scuola, come il rischio politico interno diventa rischio a livello di
13:12policy europea.
13:14Dando qualche dettaglio e più, il 23 aprile 26 il Consiglio UE finalizza il prestito da 90 miliardi a supporto
13:23dell'Ucraina
13:24con 45 miliardi totali finanziati al momento e 28 miliardi a livello di capacità industriale difesa.
13:37Lo sblocco che avviene a Emerick 11 giorni dopo la sconfitta elettorale di Orban.
13:44Nello stesso momento viene, come dicevamo prima, approvato quello che è il ventesimo pacchetto di sanzioni UE
13:50con altre 46 navi aggiunte alla lista della Shadow Fleet di cui abbiamo parlato, credo, nelle nostre prime puntate.
14:00Viene imposta una due diligence obbligatoria sulle vendite dei tanker
14:05e quindi si sta cercando di stringere un po' molto la morsa sulla situazione anche delle Shadow Fleet.
14:17Perché è importante Emerick questo a livello geopolitico?
14:22Perché la velocità di approvazione non era un limite tecnico ma era un veto
14:28quindi abbiamo visto che una volta tolto il veto la macchina si è mosse in maniera molto veloce.
14:34Difesa industriale 28,3 miliardi approvati per il 2026 con preferenza su industria ucraina UE
14:43e poi finanza e compliance Shadow Fleet che vengono lista che viene ampliata
14:51banche e assicurazioni che si trovano nelle condizioni di rinforzare quella che è la loro compliance
14:58quindi con screening, due diligence e relativi rischi a livello reputazionale.
15:04Allora, quali sono le società che potrebbero essere interessate da questo nuovo sistema,
15:14questo nuovo accordo?
15:17Abbiamo menzionato Emerick intesa San Paolo, visti i cambiamenti che ci sono stati in Ungheria
15:24e una possibile normalizzazione a livello politico, avio con un possibile spillover a livello di difesa industriale
15:35e poi assicurazioni generali con quello che è il miglioramento del rischio paese e quella che è la stabilità regolatoria
15:42in Ungheria.
15:45Allora, Alessandro Martello, il suo lavoro in questa fase di status quo si è tranquillizzato o sempre sul pezzo, Martello?
15:54C'è tranquillità dal punto di vista non nostro ma devo dire dal punto di vista dei nostri clienti
16:03e secondo me questo è poi uno degli errori sistematici nella nostra industria
16:09nel senso che quando le pallottole smettono di volare
16:14ci si tranquillizza tutti quanti e si torna a quella che è la normalità
16:18e quindi credo sia questo sia un rilassamento prematuro.
16:24Come dicevamo all'inizio, il gioco non è chiuso, ci sono ancora un sacco di scenari aperti possibili
16:32i scenari che possono portare a una stabilizzazione più lunga del tutto
16:38ma scenari che implicano anche problematiche di tipo diverso
16:43quindi credo che come consiglio quello che posso dire è che non è il momento di abbassare la guardia ancora.
16:50Va bene e noi ascoltiamo i consigli degli specialisti
16:55specie in intelligence eccetera eccetera
17:00grazie al nostro Alessandro Martello della North Star Support Group
17:03che ci fa sempre il punto ogni settimana di tutti i fronti caldi nel mondo
17:07e non solo insomma di Ormus che chiaramente sta cannibalizzando l'attenzione degli operatori
17:13ma c'è molto altro. Grazie Martello, alla prossima!
17:16Grazie, giornata!
17:18Alessandro Martello, North Star Support Group
17:20ora andiamo in pausa e rimanete con noi perché dopo l'approfondimento
17:23sulle questioni di intelligence andiamo a fare l'approfondimento sulle questioni obbligazionarie.
17:32Grazie a tutti!
17:34Grazie a tutti!
17:34Grazie a tutti!
17:34Grazie a tutti!
17:34Grazie a tutti!
17:34Grazie a tutti!
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