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  • 6 settimane fa

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Trascrizione
00:20Abito è una mostra che nasce insieme al Ministero degli Esteri che vuole portare in
00:27giro per il mondo la cultura italiana. Noi siamo uno studio di architettura e di design Palomba
00:33Serafini e la mostra si chiama Abito perché noi abbiamo un abito ma contemporaneamente noi
00:40abitiamo perché uno spazio se vuoto viene percorso ma non abitato. Noi per abitare abbiamo bisogno di
00:46mobili dove ti siedi, dove scrivi, dove mangi, dove vedi la televisione, dove fai delle attività.
00:53Dunque nasce questa mostra in cui il ruolo della donna è centrale per raccontare il cambiamento
00:59della società dall'inizio del secolo a oggi in Italia, ma insomma questo succede un po' in tutto
01:04il mondo, attraverso il vestito che cambia, cambia la postura, cambia il ruolo della donna nel mondo.
01:11La donna inizia ad acquisire degli spazi pubblici, a trovare il suo spazio.
01:24Questa mostra è divisa per decadi per semplificare il racconto e ci sono i vestiti che sono di una
01:30collezione molto famosa in tutto il mondo, qui in Totinarelli e insieme all'abito di quel periodo
01:37c'è il design di quel periodo. Il primo è un busto, la donna aveva un busto che la costringeva
01:43sia a
01:44sedersi in una posizione molto retta e composta, anche gli uomini però diciamo in quel periodo,
01:49ma il busto costringeva la donna a girare sempre con una persona perché sveniva ogni
01:54due per tre, per cui era il controllo. Ma siccome l'intelligenza non ha sesso, non è
01:59né maschio né donna, alla fine vuol dire rinunciare a una parte del valore di una società.
02:05Ma dopo vent'anni il busto sparisce, anzi vengono i vestiti con la vita bassa, i famosi
02:11vestiti anni venti e in quel momento Poltrona Frau fa una poltrona in cui lo schienale è molto
02:19allungato dietro e fa questa comunicazione, siamo nel 1919, un poster, perché erano
02:25disegnati, non esiste una fotografia, di questa donna reclinata così che per di più ha una
02:30sigaretta in mano e fuma. E infatti quella poltrona lì ha un po' da scenere. Per cui
02:34in vent'anni accade la rivoluzione.
02:39Poi piano piano nelle varie decadi accade che si arricchiscono i mobili, si arricchiscono
02:45la comunicazione, le famiglie, la società cambia, iniziano le case dove tu puoi ricevere,
02:52ma anche in un modo più easy, cambiano le sedute e arriviamo al sacco. Questo sacco
02:56meraviglioso che arriva negli anni 60-70, è un momento di grande ribellione, inizia il
03:02pop, inizia la rivoluzione del 68, tutto quanto e il jeans rappresenta l'indumento, siccome
03:10è legato al mondo del lavoro, gli operai girano in jeans, diventa il simbolo degli hippie,
03:16il simbolo di ciò che è la ribellione. Le donne e gli uomini si vestono in questo modo.
03:21Nasce il sacco, abbiamo inserito un jeans meraviglioso di fiorucci tutto ricamato, perché
03:27le donne si possono sedere sul sacco, non avendo più obbligatoriamente la gonna, possono assumere
03:34anche delle posizioni meno composte. E così via vano continua la decada fino ad arrivare
03:39all'ultima, la contemporaneità, dove invece l'abito è ancora in produzione, è un capotto
03:46di Max Marr dell'84 e racconta quello che siamo oggi. L'indumento non è più né maschile
03:53né femminile, è usato da entrambi, la società si fluidifica, il concetto di sesso si perde,
03:59inizia il concetto di vera umanità. La poltrona che abbiamo inserito sotto è una poltrona
04:05che è un unico gesto di cuoio che gira e che fa il piede, ruota, fa lo schienale, si rigira
04:14e rifiuta il piede. Tutto è organico, tutto si può raccontare e mischiare, perché insieme
04:21ci sono anche delle lampade a batteria, dei tavolini in vetro completamente trasparenti. Questo
04:27modo di vivere cambia completamente.
04:34Questa mostra nasce con l'idea del Ministero degli Esteri di portare in giro l'italianità,
04:40la nostra cultura, dove all'estero ma nei musei, nelle ambasciate, delle volte anche
04:45nelle consulate o negli istituti di cultura, sono generalmente degli ambienti più piccoli.
04:50Allora nasce l'idea di fare delle foto di queste modelle meravigliose che vestono
04:56gli abiti che sono in mostra della collezione Quinto Tinarelli, sono state pensate per poter
05:02essere impacchettate e trasportate nei luoghi dove l'esposizione è più piccola. Le foto
05:07sono dell'architetto Roberto Palomba, che è uno dei due soci dello studio Palomba Serefini,
05:13curatore della mostra. Così diciamo l'interpretazione è completa di come vuole raccontare questo cambiamento
05:20della società. Lo spazio in cui noi ci troviamo è un ovale per cui non ci sono angoli, è tutto
05:27molto fruibile, se uno si mette in centro questa gora esposta, vedi un secolo di storia ed è
05:35incredibile come capisci la modificazione tra il design e il vestito, tra la postura e il pensiero,
05:44tra noi che ci evolviamo e i ruoli che prendiamo mano a mano.
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