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  • 2 giorni fa
Roma, 23 apr. (askanews) - Nel mercato italiano degli idrocarburi, le piccole e medie aziende di distribuzione si trovano sempre più spesso in difficoltà: condizioni di pagamento sfavorevoli, capitali da anticipare senza certezze sui tempi di incasso, margini compressi dalla dipendenza dai grandi operatori. Una criticità che colpisce soprattutto i distributori indipendenti del Mezzogiorno e che ha trovato una risposta concreta nell'acquisizione di SC Petroli da parte di Urus Europa Global SL. L'operazione, avviata a luglio e conclusa a dicembre 2025, segna il ritorno dell'imprenditoria italiana all'estero nel tessuto produttivo del Sud. Michele La Porta, amministratore delegato di Urus Europa Global SL, insieme al co-founder e amministratore Jeronimo Tejada, ha rilevato il 100% delle azioni di SC Petroli, realtà calabrese con sede a Crotone che genera 60 milioni di euro di fatturato annuo distribuendo oltre 40 milioni di litri di carburante."Questa acquisizione non è solo business, ma un ritorno alle radici", spiega Michele La Porta. "Il mio cuore è siciliano e, nonostante viva nella penisola iberica, sento un forte richiamo verso il Sud Italia. SC Petroli rappresenta una storia di famiglia che meritava di essere preservata e valorizzata". Fondata nel 1966 come ditta individuale dalla famiglia Cerrelli, SC Petroli si è affermata nel tempo come una delle realtà più solide del comparto energetico calabrese, potendo contare su una flotta di 19 cisterne, sei stazioni di servizio e un patrimonio immobiliare di rilievo. La decisione di cedere l'azienda a Urus, pur in presenza di offerte economicamente superiori da parte di gruppi più strutturati, è stata guidata dalla volontà di tutelare l'identità aziendale e i posti di lavoro."Abbiamo scelto Urus perché garantiva continuità alla nostra storia", afferma Silvestro Cerrelli, direttore commerciale e anima pulsante dell'azienda. "Altri acquirenti avrebbero cancellato con un colpo di spugna la nostra identità, trasformandoci in un semplice numero di bilancio". Al centro della strategia di Urus c'è un modello di business fondato sull'intermediazione nel cash-flow del settore idrocarburi. "Ci posizioniamo tra i depositi commerciali e i distributori finali, anticipando il pagamento del carburante e concedendo ai clienti 24-48 ore per il saldo", spiega Tejada. "Questo sistema win-win elimina i problemi di liquidità per i distributori e garantisce flussi costanti ai fornitori".Sul fronte occupazionale, l'impatto è già tangibile. "Non abbiamo toccato un solo dipendente", sottolinea La Porta. "Anzi, nel secondo trimestre 2026 assumeremo due nuove figure: un amministrativo e un commerciale. Abbiamo inoltre creato partnership con i fratelli Cerrelli, mantenendo Domenico nella logistica e Salvatore nel supporto commerciale".Il piano industriale delinea traguardi ambiziosi: raggiungere i 100 milioni di litri distribuiti e 130 milioni di euro di fatturato entro il 2026, aprire tre nuove stazioni di servizio in Calabria e acquisire due impianti nel Nord Italia. L'azienda, che assumerà la nuova denominazione SC Urus Petroli Spa, punta alla quotazione in borsa entro il 2031."Il nostro obiettivo è creare una struttura manageriale solida che possa supportare la crescita verso la quotazione", dichiara Tejada. "Vogliamo dimostrare che investire nel Sud Italia non è solo possibile, ma può essere estremamente redditizio quando si combinano innovazione, rispetto per le tradizioni locali e visione strategica", conclude La Porta.Urus Europa Global SL proseguirà in parallelo le attività di trading energetico in Italia, Spagna e Portogallo, dove sono in fase di sviluppo nuovi accordi commerciali. L'espansione nel mercato portoghese rappresenta il prossimo passo della crescita internazionale del gruppo, che conta già oltre cento collaboratori a livello europeo.In un momento in cui, gli investimenti in energia in Italia sono stimati in crescita per il 2026, l'acquisizione di SC Petroli si propone come un modello virtuoso per il Mezzogiorno: la dimostrazione che il settore energetico italiano può attrarre capitali esteri di qualità, capaci di coniugare sviluppo economico e responsabilità sociale.

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00:00Il mercato del petrolio e del gas in Italia affronta sfide significative, tra cui la necessità di modernizzazione e l
00:07'adattamento alle nuove dinamiche energetiche.
00:09In questo contesto l'acquisizione di SC Petroli da parte di Urus Gruppo Europa rappresenta un passo strategico per rilanciare
00:17un'azienda storica calabrese.
00:19La SC Petroli ha a disposizione sei stazioni di servizio e depositi propri. Questo ha permesso a SC ad avere
00:29un autoconsumo molto alto del prodotto diesel agricolo e benzina e la possibilità di poter immagazzinare il prodotto direttamente nel
00:45suo deposito.
00:45Questo ha generato un aumento importante della marginalità, per cui non pagando deposito a terze parti e potendo vendere il
00:57prodotto direttamente alle proprie stazioni di servizio,
01:00che sono tutte date in gestione, quindi ha una gestione particolarmente snella perché scarica i costi delle stazioni di servizio
01:12alla società che gestisce le stesse e ha permesso di poter aumentare la marginalità.
01:19L'impatto positivo di questa operazione si riflette non solo nel potenziale economico, ma anche nel rilancio di un'area
01:25spesso trascurata come la Calabria e nel mantenimento e poi nell'ampliamento della pianta organica, il tutto con l'obiettivo
01:32di essere quotati in borsa.
01:34La visione di Urus è una visione di creare una struttura manageriale molto solida, non solamente per la crescita a
01:45livello territoriale, ma con una visione a respiro nazionale.
01:49Non solamente per le possibilità e le risorse che SC Petroli da sola può portare, ma anche grazie al grande
01:59contributo che il gruppo Urus può mettere a disposizione per nuovi investimenti per far crescere l'azienda.
02:06Tra gli obiettivi più importanti che abbiamo, come già dichiarato, è quello di portare la società ad una quotazione in
02:15borsa da qua a qualche anno.
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