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Roma, 15 apr. (askanews) - Le guerre, per la popolazione civile, non finiscono con la firma dei trattati di pace. Ci sono conflitti che continuano in silenzio, come quello contro le mine nel Karabakh, territorio azerbaigiano a lungo segnato dalla guerra tra Baku e Yerevan.Oggi il 12% del territorio dell'Azerbaigian è contaminato da mine antipersona, ordigni e munizioni inesplose. Aree rese invivibili, con residuati bellici presenti nei cimiteri, nelle zone abitative e nei terreni agricoli. Un territorio ferito che prova a tornare alla vita grazie alle operazioni di sminamento avviate dal governo di Baku.Per mantenere alta l'attenzione su questo tema, il senatore Marco Scurria, Presidente del Gruppo di amicizia Unione parlamentare Italia-Azerbaigian, ha promosso una conferenza al Senato della Repubblica, nella Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, dal titolo: "Sminamento: prevenire il pericolo, ricostruire il futuro. Il punto di vista dell'Azerbaigian".L'incontro, moderato da Annamaria Esposito, vice caporedattore Esteri di Rainews24, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore, tra cui l'onorevole Ettore Rosato, il consigliere d'ambasciata Gianluca Brusco, insieme alle testimonianze di Samir Poladov, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ANAMA, di Giuseppe Schiavello, Direttore Campagna Italiana contro le Mine ONLUS e di Fabrizio Conti, direttore creativo dell'ArtCloud network international. Le conclusioni dell'evento sono state affidate all'ambasciatore azerbaigiano in Italia Rashad Aslanov.Dalla fine della Seconda guerra del Karabakh, nel 2020, sono 422 le vittime causate dalle mine. Una minaccia ancora attuale, che continua a colpire. Proprio oggi, il vicepresidente dell'agenzia nazionale per lo sminamento ANAMA, Samir Poladov, ha annunciato la morte di un operatore durante il suo intervento.Samir Poladov, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di ANAMA: "Oggi, 14 aprile, uno dei nostri operatori di sminamento manuale, durante la sua operazione, è stato coinvolto in un'esplosione; a seguito di questa esplosione, la persona è morta. Sebbene la guerra sia finita, la nostra guerra continua con la bonifica di queste mine terrestri. Sono semi nascosti di morte e, purtroppo, questo tipo di incidenti si verifica di tanto in tanto. Facciamo tutto il possibile per prevenire che questo accada e indagheremo sulle cause profonde di questo incidente, assicurandoci che non si ripeta in futuro".Le mine non distinguono tra civili e militari e intere comunità continuano a vivere nella paura. Lo ha sottolineato l'ambasciatore Aslanov, evidenziando l'impegno del governo di Baku per avviare una nuova fase in queste aree.Rashad Aslanov, Ambasciatore dell'Azerbaigian in Italia: "Siamo qui per parlare della problematica delle mine. Purtroppo, l'Azerbaigian è uno dei Paesi che è stato contaminato quasi, possiamo dire, il 12% del territorio dopo il conflitto. Stiamo facendo tanti sforzi per sminare questi territori liberati, per costruire e fare in modo che i nostri sfollati possano ritornare a casa in pace, in serenità, e vivere lì senza pericolo. Però oggi possiamo dire che le mine non sono solo un problema dell'Azerbaigian, ma anche un grave problema del mondo. Per questo voglio ringraziare il Governo e anche il Parlamento italiano per questa iniziativa di parlare delle problematiche delle mine, parlare dell'esperienza dell'Azerbaigian e non dimenticare questo problema, ma anche aiutare ad avere una cooperazione reale ed efficace per lo sminamento".Nel corso della conferenza è stata ricordato l'appuntamento di settembre, a Baku, alla IV Conferenza Internazionale sull'Azione contro le Mine dal tema "Sminamento umanitario per la ripresa urbana: definire gli standard di eccellenza per insediamenti sicuri", che mirerà a promuovere approcci innovativi e rafforzare il ruolo dell'azione contro le mine come fondamento per comunità resilienti e sicure.

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00:00Le guerre per la popolazione civile non finiscono con la firma dei trattati di pace.
00:04Ci sono conflitti che continuano in silenzio, come quello contro le mine del Karabakh,
00:08territorio azerbaggiano a lungo segnato dalla guerra tra Baku e Yerevan.
00:11Oggi il 12% del territorio dell'Azerbaijan è contaminato da minente persona, ordigni e munizioni inesplose,
00:18aree rese invivibili con residuati bellici presenti nei cimiteri, nelle zone abitative e nei terreni agricoli.
00:24Un territorio ferito che prova a tornare alla vita grazie alle operazioni di sminamento avviate dal governo di Baku.
00:30Per mantenere alta l'attenzione su questo tema, il senatore Marco Scurria,
00:33presidente del gruppo di amicizia e unioni parlamentari dell'Azerbaijan,
00:36ha promosso una conferenza al Senato della Repubblica, nella sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro,
00:40dal titolo Sminamento, prevenire il pericolo, ricostruire il futuro, il punto di vista dell'Azerbaijan.
00:45L'incontro, moderato da Anna Maria Esposito, vice caporedattore esteri di Renus24,
00:50ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore,
00:54tra cui l'onorevole Ettore Rosato, il consigliere d'ambasciata Gianluca Brusco,
00:57insieme alle testimonianze di Samir Poladov, vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di Anama,
01:02di Giuseppe Schiavello, direttore campagna italiana contro le mine Onlus,
01:06e di Fabrizio Conti, direttore creativo dell'Art Cloud Network International.
01:09Le conclusioni dell'evento sono state affidate all'ambasciatore azerbaijan in Italia, Rashad Aslanov.
01:14Dalla fine della seconda guerra del Karabakh, nel 2020, sono 422 le vittime causate dalle mine,
01:20una minaccia ancora attuale, che continua a colpire.
01:23Proprio oggi, il vicepresidente dell'Agenzia Nazionale per lo sminamento a Nama, Samir Poladov,
01:27ha annunciato la morte di un operatore durante il suo intervento.
01:30Oggi, il 14 aprile, uno dei nostri operatori di sminamento manuale,
01:38durante la sua operazione, è stato coinvolto in un'esplosione.
01:41A seguito di questa esplosione, la persona è morta.
01:43Sebbene la guerra sia finita, la nostra guerra continua con la bonifica di queste mine terrestri.
01:48Sono semi nascosti e, purtroppo, questo tipo di incidenti si verifica di tanto in tanto.
01:54Facciamo tutto il possibile per prevenire che questo accada,
01:56e indacheremo sulle cause profonde di questo incidente, assicurandoci che non si ripeta in futuro.
02:01Le mine non distinguono tra civili e militari e intere comunità continuano a vivere nella paura.
02:06Lo ha sottolineato l'ambasciatore Aslanov, evidenziando l'impegno del governo di Baku
02:10per avviare una nuova fase di queste aree.
02:13Oggi siamo qui per parlare sulla problematica delle mine.
02:17Purtroppo, Azerbaijan è uno dei paesi che ha contaminato quasi, possiamo dire,
02:27il 12% sul territorio dopo il conflitto.
02:30Stiamo facendo tante sforze per seminare questi territori liberati,
02:36per costruire che i nostri sfollati possano ritornare a sua casa in pace e in serenità
02:46e vivere lì senza pericolo.
02:48Però oggi possiamo dire che le mine non sono un problema dell'Azerbaijan,
02:52ma anche un problema grave del mondo.
02:55Per cui voglio ringraziare al governo, anche al Parlamento Italia,
03:00per questa iniziativa di parlare sulle problematiche delle mine,
03:05parlare sull'esperienza dell'Azerbaijan e non ci dare di dimenticare questo problema,
03:13anche aiutare di avere una cooperazione reale, efficace per l'asseminamento.
03:22Nel corso della conferenza è stato ricordato l'appuntamento di settembre a Baku
03:26alla quarta conferenza internazionale sull'azione contro le mine dal tema
03:30Sminamento umanitario per la ripresa urbana,
03:33definire gli standard di eccellenza per insediamenti sicuri,
03:35che mirerà a promuovere l'approccio innovativo e rafforzare il ruolo dell'azione contro le mine
03:39come fondamento per comunità resilienti e sicure.
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