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00:00...
00:07Energy Summit, oltre la crisi di Ormuz, la tecnologia, in particolare l'infrastruttura, le reti saranno fondamentali per la tenuta
00:16dei nostri sistemi in futuro e le reti corrono anche sui cavi.
00:19Per questo è importante sentire chi è leader in questa industria come Prismian.
00:23Noi abbiamo in collegamento Cristina Bifulco che è Chief Strategy, M&A Investor Relations Communication Officer di Prismian.
00:29Grazie di essere con noi Cristina Bifulco.
00:31Grazie mille Andrea e grazie a voi per l'invito.
00:34Beh innanzitutto io partirei proprio dal tema che il contesto geopolitico, l'ha detto anche il vostro amministratore delegato Massimo
00:40Battaini, in questa fase ci spinge tutti, lo abbiamo capito anche in questa nostra iniziativa, verso una maggiore autosufficienza energetica.
00:49Per ottenerla servono anche reti di nuova generazione, reti più capaci anche di sostenere il flusso dell'energia.
00:56Come Prismian può fare concretamente la differenza da questo punto di vista? Come vi state muovendo per affrontare questa sfida?
01:04È una domanda super interessante, la risposta è un po' complessa.
01:09Però sicuramente le infrastrutture giocano un ruolo essenziale perché che si parli di indipendenza energetica, che si parli di processi
01:17di elettrificazione, che si tratti di creare flessibilità piuttosto che accessibilità, sicuramente le infrastrutture rappresentano la condizione necessaria.
01:29Le infrastrutture elettriche e chiaramente anche le infrastrutture digitali e noi abbiamo il privilegio come Prismian di giocare un ruolo
01:37di leader in entrambi i settori.
01:39Noi siamo leader nel nostro settore, ma leader non soltanto in termini di scala, perché quando pensiamo al ruolo e
01:45alla rilevanza, certamente la capacità produttiva o la capacità di installazione fanno una grande differenza,
01:52però è anche una questione di tecnologia, di innovazione e di riuscire a sviluppare le reti che siano in grado
01:59di soddisfare i bisogni del futuro.
02:01Perché le reti di cui noi avremo bisogno avranno bisogno di una tecnologia che sia coerente con l'accessibilità, l
02:11'inclusività, la sicurezza e anche tutto il tema della protezione dei dati.
02:18Quindi noi riteniamo, abbiamo investito negli anni, abbiamo investito negli anni organicamente, abbiamo anche effettuato delle M&A
02:26che ci hanno consentito di arricchire, di completare il portafoglio in questa direzione e riteniamo di poter, come dire, assicurare
02:37ai nostri clienti,
02:38ma anche in generale poi ai fruitori della rete la migliore tecnologia disponibile.
02:43Cristina Bifulco, non si tratta solo di sviluppare le reti, di garantire i clienti, ma anche di proteggere queste reti
02:49che portano dati, portano informazioni sensibili
02:52e non solo, anche spesso in fondo al mare, quindi l'area sottomarina.
02:56Quanto concreto è il rischio oggi di hackeraggi, di attacchi da questo punto di vista?
03:02E come vi confrontate voi anche in termini di investimenti per proteggere la rete?
03:10Dipende chiaramente dal business, dipende se parliamo di infrastrutture sottomarine elettriche piuttosto che di telecomunicazioni.
03:17Comunque di sicuro, come dire, l'innovazione e la soluzione che noi forniamo deve andare nella direzione di rendere sempre
03:25più sicuro il cavo e il progetto in generale,
03:30quindi l'infrastruttura di cui il cavo rappresenta una componente.
03:35Noi siamo sempre stati sostenitori della sicurezza e quindi anche dell'innovazione tecnologica che vada in questa direzione.
03:43Credo che adesso ci sia un livello di sensibilità superiore.
03:48L'attenzione, la vulnerabilità è sempre stata storicamente più sui cavi delle infrastrutture sottomarine di telecomunicazioni
03:56che non su quelle elettriche perché la modalità di installazione è diversa, l'armatura del cavo è diversa,
04:04però credo che poi ci sia un tema anche proprio di qualità del cavo e anche, come dire, far sì
04:11che la tecnologia consenta la resilienza
04:15e anche associare al cavo, complementare la soluzione con device, sistemi di monitoraggio
04:22che consentano di anticipare problemi e quindi di intervenire anzitempo per evitare che ci sia un problema sull'infrastruttura
04:31che può essere il sabotaggio ma che può essere anche un problema tecnico.
04:36Cristina Bifulco, noi raccontiamo l'azienda anche come azienda quotata.
04:39Allora c'è tutto che va un po' nella vostra direzione dai temi del reshoring, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale,
04:45la connessione anche dei data center, il tema della protezione, delle sicurezze delle reti di energia.
04:53Sta iniziando una sorta di super ciclo strutturale per il vostro mondo, quello dei cavi, della connettività di rete
05:00oppure il mercato comunque ha già apprezzato anche tutto quello che di positivo poteva esserci in questa fase?
05:08Io ammetto di essere di parte nel dire che non si è mai troppo ottimisti rispetto a Prismian
05:14ma credo che in realtà il nostro punto di forza sia quello di essere esposti a driver di lungo periodo
05:21in diversi, di lungo periodo che abbracciano diversi segmenti e diverse geografie
05:25che sia l'elettrificazione, che sia lo shift dal fossil fuel alle energie rinnovabili,
05:32che sia la digitalizzazione e in realtà c'è la convergenza tra il processo di elettrificazione e quello di digitalizzazione
05:39noi abbiamo un ruolo di leadership, una presenza, un'innovazione che ci consente di cogliere tutte queste opportunità.
05:47Quindi direi che in ogni caso ci sarà sempre il fabbisogno di continuare a investire,
05:53continuare a rinnovare nelle reti perché le reti di domani necessariamente avranno bisogno di una tecnologia di innovazione
06:00che le renderà sempre più coerenti con i fabbisogni di dopo domani.
06:03Quindi io credo che noi abbiamo il privilegio, la fortuna in qualche modo costruita anche in maniera consapevole
06:10di avere un portafoglio di business e geografico che ci consente di guardare alla crescita di medio e lungo periodo
06:17con grande visibilità.
06:19Allora grazie ancora Cristina Bifulco che è Chief Strategy M&A Investor Relations Officer di Prismian
06:25perché adesso ci ha raggiunto invece in collegamento Luca Dagnese,
06:29Luca Dagnese è direttore investimenti, tecnologi e strategi di CDP Equity.
06:34Grazie di essere con noi Luca Dagnese, bentornato.
06:36Dovremmo avere in collegamento anche Roger Abravan e l'autore, saggista, membro di board di grandi aziende internazionali.
06:42Vediamo se si sta in aeroporto per cui si sta aggiustando il collegamento.
06:47Luca Dagnese, vi abbiamo invitato perché avete sostanzialmente elaborato una nuova proposta,
06:52avete lavorato su questi temi anche la transizione, l'energia, il clima in questi anni.
06:57Beh, una nuova proposta che dice l'Europa se vuole cavarsela guardando anche al futuro
07:01e partendo dalla crisi che abbiamo raccontato per tutto il nostro evento,
07:05deve sviluppare anche nuove istituzioni e per semplificare si è parlato della proposta
07:10di creare una BCE europea dell'energia.
07:13Ma Luca Dagnese, in cosa consiste questa idea?
07:16Beh, innanzitutto grazie dell'invito.
07:19Credo che per raccontarla dobbiamo partire da due fatti.
07:22Il primo, abbastanza evidente, è che il tema dell'energia che, diciamo,
07:28fino a poco tempo fa era soprattutto centrato sui temi del costo dell'energia
07:34o dell'impatto ambientale, sta diventando sempre più un tema di sicurezza.
07:39Lo abbiamo visto con la guerra in Ucraina, ma il tema si ripropone oggi
07:43in modo, se possibile, anche più drammatico dal punto di vista delle prospettive
07:48di scarsità energetica per un paese come l'Italia.
07:51Il secondo elemento è quello della politica europea relativa alla decarbonizzazione
07:59e in particolare al cosiddetto meccanismo ETS, cioè il meccanismo di scambio europeo
08:05dei certificati di emissione.
08:08In Europa tutte le industrie e tutte le aziende che hanno dei processi produttivi
08:12per cui bruciano combustibili fossili ed emettono quindi CO2 nell'atmosfera
08:17devono comprare questi certificati che vengono venduti dai loro stati.
08:22Il punto è che il meccanismo europeo, in particolare il cosiddetto Green Deal,
08:28riduce anno su anno la quantità di certificati che possono essere venduti
08:33e quindi questo fa sì che o le industrie si adeguano e bruciano sempre meno combustibili fossili
08:40oppure devono comprare una quantità sempre più limitata di certificati
08:44a prezzi tendenzialmente crescenti.
08:46Questo meccanismo è oggi fortemente in discussione perché molte aziende
08:53si ritrovano a fronteggiare da un lato l'aumento dei costi di questi certificati
08:58dall'altro l'aumento dei prezzi dei combustibili fossili.
09:01Ricordiamo che il prezzo del gas dall'inizio della guerra in contro di rame
09:07è rattoppiato al suo livello di picco e anche oggi si mantiene al 50% più alto
09:13dei livelli di prezzo preguerra.
09:16Allora, quello che è la nostra proposta è quello di copiare un po'
09:20quello che è stato fatto per un altro elemento fondamentale dell'economia
09:25cioè il costo del denaro.
09:27In tutte le economie avanzate il costo del denaro non viene deciso dalla politica
09:33la quantità di moneta che viene messa in circolazione non viene decisa dalla politica
09:38ma viene deciso da un'istituzione dipendente che è la banca centrale.
09:42Pensiamo che questa stessa cosa possa essere fatta nel mondo dell'energia
09:47in cui i certificati di emissione invece di essere decisi dai trattati dei paesi
09:53che ne fissano in modo rigido la quantità per tutti gli anni
09:57da adesso al momento della completa decarbonizzazione
10:01possa essere affidato invece a un organismo tecnico
10:04che è molto più veloce nel rivedere la quantità di certificati in circolazione
10:10sotto la guida di un mandato che mentre nella BCE è quello di mantenere l'inflazione al 2%
10:17per questo organismo potrebbe essere analogamente con quello
10:20come quello che ispira i trattati alla base del Green Deal
10:25quello di ottenere la decarbonizzazione dell'economia europea
10:28ma a questo punto rispondendo in modo più flessibile
10:31alle oscillazioni del mercato che a volte possono essere anche molto forti
10:36come vediamo oggi.
10:37D'Agnese, ma come l'hanno presa in Europa?
10:39Qualcuno vi sta ascoltando su questa proposta della Bici dell'energia?
10:43Allora, innanzitutto l'abbiamo appena formulata
10:45è chiaro che questa proposta oggi si inserisce all'interno di un dibattito
10:51che vediamo fondamentalmente un po' sbagliato
10:55tra chi dice che bisognerebbe eliminare completamente questo meccanismo
10:59il che è anche abbastanza macronistico
11:02perché in realtà l'Europa è stata pioniera di questo
11:04e oggi molti altri paesi
11:06tra cui prima di tutto la Cina ne sta adottando uno simile
11:10e quindi c'è un grande interesse verso i mercati del CO2
11:15e l'Europa potrebbe essere pioniera in questo
11:18e dall'altro chi invece dice che va tutto bene
11:22e secondo me sottostima un po' gli effetti
11:25di quella che è la progressione di tagli
11:29che devono essere fatti in Europa
11:31alla quantità di nitride carbonica ammessa
11:35perché non è detto che l'industria europea
11:37saprà rispondere con la stessa velocità
11:40a questo programma di riconversione forzata
11:45che è deciso un po' top down
11:48diciamo così e in maniera forse troppo rigida.
11:51Luca D'Agnese ci ha raggiunto però dall'aeroporto
11:53quindi è un po' in bilico
11:54ma lo saluto e lo ringrazio
11:55Roger Abravanel
11:56che appunto ha firmato anche e confirmato questa proposta
12:00vediamo se riusciamo a metterlo in onda
12:02eccolo qui
12:03allora Roger innanzitutto siamo partiti anche con Luca D'Agnese
12:07a parlare degli ETS, del meccanismo europeo
12:09che però abbiamo sentito proprio in questa trasmissione
12:11Confindustria chiedere di nuovo
12:13di sospendere, di interrompere, di dire lo stop agli ETS
12:17voi non mi sembra che siate d'accordo su questo
12:28perché?
12:30è in muto forse ancora in muto Roger
12:32mi sente?
12:33ma io ho solito parlare
12:35adesso sì
12:35adesso sì
12:36perfetto
12:36dicevo
12:37in realtà
12:39stiamo entrando in una nuova fase
12:41della lotta al scaldamento climatico
12:44quando noi siamo usciti con il nostro saggio
12:46c'era questo dibattito fra chi era a favore della sostenibilità
12:50e chi è a favore del clima
12:51abbiamo detto che i fanatici della sostenibilità
12:54avrebbero aperto le porte ai negazionisti
12:58e i neonegazionisti come Trump
13:00è successo
13:01e quindi sta succedendo
13:03è successo l'anno scorso
13:05e si è buttato
13:07e si è cominciato a buttare il bambino con l'acqua sporca
13:09l'acqua sporca è tutto il fanatismo degli ESG
13:12e della sostenibilità
13:13è il bambino e la lotta al clima
13:15adesso stiamo entrando in una nuova fase
13:18che è la fase in cui ci si rende conto
13:20che le fonti rinnovabili
13:22possono aiutare enormemente a rendere
13:24a dare sicurezza energetica
13:26allora una situazione di questo genere
13:28richiede una visione molto più a lungo termine
13:31di quello che hanno i politici
13:33e quelli che condizionano i loro voti
13:34i lobbisti come Confindustria
13:36come i partiti politici
13:38quindi bisogna estrarre dalla politica
13:40e darlo a un'autorità indipendente
13:43che è un po' quello che ha spiegato Daniese prima
13:46però ovviamente è un momento in cui ci vuole molta visione
13:51una visione a lungo termine
13:53non soltanto di guardare a breve
13:54perché i pressi del gas stanno salendo
13:56per colpa della guerra
13:57Luca Daniese
13:58torno per chiudere anche
14:00e ringrazio Roger Abravanel
14:02in mezzo al suo aeroporto
14:03perché anche in questo libro
14:05che ricordava le grandi progresie
14:06sul clima che avete scritto insieme
14:09si parla anche dell'energia in Europa
14:11allora la Banca Centrale Europea
14:12che lei citava prima Luca Daniese
14:14ha da una parte i tassi di interesse
14:17come strumento di potere
14:19di intervento sull'economia
14:20dall'altro però ha anche la moneta
14:21e noi abbiamo una moneta unica
14:23ma non abbiamo un'energia unica
14:25per tutto il giorno ci siamo sentiti ripetere
14:27come la Spagna abbia costi più convenienti
14:29di quelli italiani
14:30la Francia altrettanto
14:31la Germania in difficoltà come noi
14:33si può andare verso un'Europa dell'energia
14:36concretamente
14:37per riuscire a uniformare in qualche modo
14:39la situazione
14:40evitare che la competizione sia tutta interna
14:42mentre dall'estero
14:43invece dalla Cina agli Stati Uniti
14:45possono godere di condizioni ottimali
14:47per le loro imprese e la loro economia
14:51a fare davvero un mercato unico
14:54dell'Europa
14:55per quanto riguarda l'energia elettrica
14:57è un'operazione che richiede
15:00dei grandi investimenti
15:02fondamentalmente sono necessari
15:04ne parlavate proprio prima
15:05degli investimenti molto importanti
15:08nell'aumentare la capacità di interconnessione
15:10tra diversi paesi
15:11l'Italia tutto sommato
15:13è abbastanza interconnessa
15:15in termini di capacità assoluta
15:19però per il fatto di avere
15:21un mix energetico
15:22fortemente spostato
15:24verso fonti abbastanza care
15:26come il gas
15:27si trova da diversi ormai decenni
15:30ad essere un importatore netto di energia
15:32e a saturare abbastanza
15:35tranne dei momenti un po' particolari
15:38la capacità di importazione
15:40e quindi avere un mercato diverso dagli altri
15:42una situazione molto simile alla nostra
15:45però in senso positivo
15:46ce l'ha invece la Spagna
15:48che è un paese abbastanza isolato
15:51molto più dell'Italia tutto sommato
15:53e che riesce a sconnettersi
15:57dalle variazioni di prezzo
15:59del mercato europeo dell'energia
16:01che è molto ancorato
16:02ai combustibili fossili
16:03perché avendo un mix
16:05che è costituito per l'80%
16:07da rinnovabili e da nucleare
16:08riesce alla fine
16:10a essere abbastanza diciamo immune
16:13da questa crescita dei prezzi
16:17e quindi a godere di prezzi
16:18dell'energia elettrica
16:19che non sono saliti come nel resto d'Europa
16:22quindi è vero che ci può essere
16:25diciamo come dire
16:26una gestione uniforme
16:28di mercati come quelli della CO2
16:30ma senza un grande incremento
16:33delle interconnessioni fisiche
16:34il mercato dell'energia elettrica europeo
16:37non si farà del tutto
16:38ricordiamo però che da questo punto di vista
16:41l'Europa non è la sola
16:42gli Stati Uniti sono fatti
16:44da diversi mercati
16:45completamente separati tra di loro
16:47e lo stesso Giappone
16:48addirittura è costituito
16:50da due mercati elettrici
16:51che addirittura funzionano
16:52su due frequenze diverse
16:54per cui non si scambiano
16:55affatto energia l'uno con l'altro
16:57questo della frammentazione
16:58ai mercati
16:59è un tema davvero importante
17:01per tutto il mondo
17:01è un tema aperto
17:03da un sacco di tempo
17:04che pesa tantissimo
17:05sulla nostra economia
17:06ma se non lo affrontiamo
17:08anche adesso
17:09che il rubinetto di Ormuzzo è chiuso
17:10e quindi siamo sotto schiaffo
17:12e una situazione di emergenza
17:14quando lo faremo
17:15grazie ancora
17:15a Luca Dagnese
17:16che è appunto
17:17direttore investment technology strategy
17:19di Cdp Equity
17:20e grazie ancora
17:21a Roger Abrava
17:22nel autore saggista
17:24che era in collegamento
17:25in itinerante
17:27e noi ci vediamo
17:28tra qualche istante
17:29dopo una rapida interruzione
17:30grazie a tutti
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