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  • 2 giorni fa
Milano, 9 apr. (askanews) - "Nonostante le tensioni geopolitiche degli ultimi anni e crisi di vario genere di vari mercati, l'arte resta comunque un posto dove la gente ha piacere a stare. Il mercato dell'arte è un mercato che tiene nonostante ci siano state delle delle decise diminuzioni sia di numeri sia di volumi, anche se più di numeri che di volumi, ma in generale tiene, tiene molto. E ovviamente il nostro obiettivo, quello di chi fa il mio lavoro, è quello di portare giovani generazioni, perché siamo in un momento di ricambio generazionale importantissimo: tutti quelli che erano i collezionisti e gli artisti, che hanno trasformato quello che oggi è l'arte contemporanea, che quindi hanno esordito nella loro carriera negli anni 60 e 70 sono arrivati a un certo punto della loro vita che li porta ad essere meno attivi. Quindi dobbiamo guardare dalle giovani generazioni. Storicamente si salta una generazione e pertanto dobbiamo guardare alla generazione degli attuali trentenni o quarantenni". Lo ha detto ad askanews, in occasione di un evento a Milao di Banca Generali, Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer and Global Director di Art Basel Fair.

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00:00Nonostante le recenti, che ormai sono di qualche anno, tensioni geopolitiche, crisi di vario genere, di vari mercati, l'arte
00:12resta comunque un posto dove la gente ha piacere a stare.
00:17Il mercato dell'arte è un mercato che tiene, nonostante ci siano state delle decise diminuzioni sia di numeri che
00:34di quantità, che di volumi, anche se più di numeri che di volumi in realtà, tiene molto.
00:41E' ovviamente il nostro obiettivo, quello di chi fa il mio lavoro, quello di portare giovani generazioni, perché siamo in
00:47un momento di ricambio generazionale importantissimo.
00:51Tutti quelli che erano i collezionisti e gli artisti, che hanno trasformato quello che oggi è l'arte contemporanea e
00:57che quindi hanno esordito nelle loro carriere negli anni 60 e 70, sono arrivati a un certo punto della loro
01:03vita che li porta a essere meno attivi.
01:08Quindi dobbiamo guardare dalle giovani generazioni, storicamente si salta una generazione e pertanto dobbiamo guardare dalle generazioni delle attuali trentenni
01:18o quarantenni.
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