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  • 8 mesi fa
Milano, 30 mag. (askanews) - Una nuova lettura delle collezioni di Intesa Sanpaolo attraverso la lente della figura seminale di Robert Rauschenberg e, intorno a lui, dell'arte che ha segnato il secondo Novecento, dando forma a ciò che oggi pensiamo come contemporaneo. La mostra "Una collezione inattesa", alle Gallerie d'Italia di Piazza Scala è un percorso attraverso diversi movimenti e molti artisti di primissimo piano ed è stata curata da Luca Massimo Barbero, curatore associato delle collezioni di arte moderna e contemporanea della banca."È un momento unico per qualche mese - ha detto Barbero ad askanews - per vedere riunite opere della collezione e che in un qualche modo raccontano la storia, ma anche i due piani di dialogo di quest'arte nata appunto negli anni 60 che arriva fino agli anni '70 e primissimi anni '80 quindi da un lato la grande arte concettuale minimale che parte certamente con Yves Klein, parte con Fontana, ma anche con Kounellis, quindi l'arte povera, il minimalismo, insieme alle radici dell'arte Pop. Perciò è un momento straordinario per vedere veramente le due sorgenti e la grande fortuna e la grande attualità dell'arte degli anni 60 e 70".Un'attualità che passa dalla lezione dei grandi nomi, ma anche dalla capacità delle loro opere di restare tremendamente vive: pensiamo ai lavori di Giulio Paolini, che resta un illuminista sempre nostro contemporaneo, pensiamo a un pavimento di Carl Andre, alle pareti di Mao di Andy Warhol, alle opere in piombo di Jasper Johns. E naturalmente si parla di Rauschenberg, che è forse l'artista che più di tutti a inizio anni 60 ha aperto la via a quello che sarebbe venuto dopo, ha aperto, in un certo senso, le porte al futuro. Guardato anche in questa prospettiva il nucleo di opere alle Gallerie d'Italia diventa ancora più affascinante.

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00:00Una nuova lettura delle collezioni di Intesa San Paolo attraverso la lente della figura seminale di Robert Rauschenberg e, intorno a lui, dell'arte che ha segnato il secondo novecento, dando forma a ciò che oggi pensiamo come contemporaneo.
00:13La mostra è una collezione in attesa alle Gallerie d'Italia di Piazza Scala, è un percorso attraverso diversi movimenti e molti artisti di premissimo piano ed è stata curata da Luca Massimo Barbero, curatore associato alle collezioni di arte moderne e contemporanea della Banca.
00:25È un momento unico per qualche mese per vedere riunite opere della collezione e che in un qualche modo raccontano la storia ma anche i due piani di dialogo di quest'arte nata appunto negli anni sessanta e che arriva fino agli anni settanta e primissimi ottanta.
00:42Quindi da un lato la grande arte concettuale, minimale, che parte certamente con Yves Clanc, che parte con Fontana, ma anche con Cunelis, quindi l'arte povera, il minimalismo, insieme alle radici dell'arte pop.
00:57Quindi è un momento straordinario per vedere veramente le due sorgenti e la grande fortuna e la grande attualità dell'arte degli anni sessanta e settanta.
01:06Un'attualità che passa dalla lezione dei grandi nomi, ma anche dalla capacità delle loro opere di restare tremendamente vive.
01:13Pensiamo ai lavori di Giulio Paolini, che resta un illuminista sempre nostro contemporaneo.
01:17Pensiamo a un pavimento di Carl Ander, alle pareti di Mao di Andy Warhol, alle opere di Piombo di Jasper Jones.
01:23E naturalmente si parla di Rauschenberg, che è forse l'artista che più di tutti a inizio anni sessanta ha aperto la via a quello che sarebbe venuto dopo, ha aperto la via in qualche modo al futuro.
01:32Guardato anche in questa prospettiva, il nucleo di opere alle Gallerie d'Italia diventa ancora più affascinante.
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