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Trascrizione
00:05Ben ritrovati il nostro approfondimento dedicato alle prossime mosse delle banche centrali
00:11alla luce dei primi segnali che arrivano sul fronte del rialzo dell'inflazione inevitabile
00:15con il caro energia alle stelle.
00:18Ne parliamo subito con Fabio Balboni, senior European economist HSBC.
00:24Ben ritrovato, dottor Balboni, grazie di aver accettato il nostro invito.
00:28Grazie a voi, buon pomeriggio.
00:30Io partirei subito dalle indicazioni che arrivano dalla Banca Centrale Europea,
00:34poi arriviamo anche all'inflazione in Spagna, perché Christine Lagarde in un'intervista
00:39ha detto chiaramente che forse i mercati finanziari sono eccessivamente ottimisti
00:44nella speranza che lo scenario positivo sul fronte della guerra in Medio Oriente si concretizzi
00:50e che si possa tornare alla normalità sul fronte dello Stato di Ormuz in tempi brevi.
00:55Si ricorda, dottor Balboni, quando recentemente nell'ultimo meeting della Banca Centrale Europea
01:00effettivamente Christine Lagarde aveva fatto diversi scenari,
01:04quello negativo, quello avverso, quello severo.
01:08Condivide l'analisi che fa Christine Lagarde?
01:12Io credo che per ammissione stessa della BCE lo scenario centrale proposto dalla BCE due settimane fa
01:22diventa uno scenario che è ormai desueto, cioè siamo sempre più vicini effettivamente
01:28a quello che la BCE ha definito uno scenario avverso, quindi uno scenario in cui comunque
01:35questo shock energetico è più prolungato e soprattutto gli effetti poi sull'inflazione
01:43potrebbero portarsi in maniera più prolungata nel tempo.
01:46Quindi credo che comunque la BCE, anzi proprio per ammissione stessa di Christine Lagarde
01:51già anche alla conferenza di questa settimana, abbia appunto detto che siamo più vicini
01:55in uno scenario di tipo avverso. Per quanto riguarda i mercati, però in realtà io credo
02:00che forse bisogna fare una distinzione tra mercato azionario e mercato obbligazionario
02:04perché se è vero che forse la correzione sul mercato azionario ad oggi è stata effettivamente
02:10limitata e quindi probabilmente si sta ancora scontando una risoluzione abbastanza temporanea
02:15della crisi, invece per quanto riguarda il mercato obbligazionario comunque stiamo già
02:20scontando una serie di rialzi dei tassi abbastanza importanti da parte appunto
02:25della BCE, più di tre rialzi dei tassi scontati per quest'anno che quindi presuppongono
02:31comunque una visione di un protrarsi di questa crisi prolungata nel tempo e quindi diciamo
02:38viene sempre più scartata una probabilità di invece una risoluzione della crisi
02:44diciamo nelle prossime settimane come si poteva pensare diciamo inizialmente.
02:49Dottor Balboni, lei ha subito centrato il punto. Da un lato il mercato azionario
02:52sembra scommettere che l'ossetto di Hormuz si riapre, che si ritorni diciamo
02:58in poche mesi, poche settimane e pochi mesi a una sorta di normalità. Il mercato
03:04obbligazionario abbiamo visto lo spread tornare sopra quota 100 nei confronti del
03:09Bund tedesco. Il Bund tedesco ampiamente è sopra il 3%, le aste dei BTP degli ultimi
03:15giorni che hanno visto tutti i rendimenti e era inevitabile in forte rialzo. Quindi
03:21come valuta quello che sta succedendo sul fronte del mercato obbligazionario? E lei
03:27dal suo osservatorio quanti rialzi dei tassi si aspetta in questo 2026? Cominciamo dalla
03:32Banca Centrale Europea.
03:34Assolutamente, credo che il mercato obbligazionario scontasse anche un posizionamento particolarmente
03:42dovish prima di questo shock. Quindi si continuava comunque a scommettere su potenziale riduzione
03:48dei tassi da parte della BCE a fronte di un potenziale undershooting dell'inflazione dell'obiettivo
03:55del 2%, ma ancora e molto di più sugli Stati Uniti dove si continuava a scommettere ancora
04:00su 2-3 riduzioni dei tassi da parte della Fed. Quindi credo che questo posizionamento
04:05iniziale spieghi anche in parte la reazione che stiamo vedendo in senso opposto e quindi
04:12con questi rialzi dei tassi che vengono pressati da parte delle banche centrali. Credo che la
04:18comunicazione soprattutto da parte della BCE fino ad oggi sia stata molto buona nel senso
04:24di sottolineare comunque come le condizioni di partenza siano fondamentalmente buone, un'inflazione
04:30che comunque era molto vicino al 2%, a differenza ad esempio del 2022 in cui era già al 5%
04:37prima dell'inizio del conflitto in Ucraina, però è altrettanto vero che l'esperienza del
04:422022 in cui la BCE fondamentalmente fu in ritardo ad attuare rispetto all'aumento dell'inflazione,
04:50si stava addirittura ancora facendo QI quando l'inflazione era già vicina all'8%, è chiaro
04:56che rende la BCE molto più attenta a potenziali rischi inflazionistici e quindi penso che il
05:02mercato questo lo stia interpretando bene, quindi man mano che perdura questi prezzi energetici
05:08molto elevati, più diventano elevati la probabilità che ci ritroviamo in uno scenario come lo ha
05:14definito la BCE avverso o severo in cui avremo un'inflazione che ha un picco anche vicino
05:21al 5% potenzialmente 6% e quindi che comunque rialzi dei tassi sarebbero inevitabili.
05:28Noi abbiamo come molti in queste situazioni diversi scenari, quindi manteniamo ancora uno
05:34scenario di base in cui a fronte di una risoluzione del conflitto nelle prossime settimane una BCE
05:41non avrebbe necessità di alzare i tassi perché si tratterebbe del classico shock di offerta
05:48temporaneo e quindi come si dice nel Gego gli economisti in cui una banca centrale potrebbe
05:53look through, cioè non necessariamente reagire all'aumento temporaneo dell'inflazione anche
05:59perché comunque questo sarebbe accompagnato da uno shock negativo della crescita e quindi
06:05che rallenterebbe la domanda, però col perdurare di questa crisi e con comunque una probabilità
06:10sempre maggiore purtroppo che ci ritroveremo in una situazione di prezzi elevati per un lungo
06:16periodo del tempo, aumenti la probabilità che la BCE debba attuare e penso che in questo
06:21caso anche la possibilità di un rialzo dei tassi già a partire di aprile aumenti proprio
06:26anche come una situazione di management del rischio.
06:31Che probabilità c'è che ad aprile ci sia il rialzo dei tassi?
06:35È sempre difficile dare probabilità su questo tipo di cose, però penso che comunque ci sia
06:41una possibilità abbastanza elevate che ci sia già un rialzo d'aprile. Penso che se
06:46diciamo, se ci ritroviamo con prezzo del petrolio, anche per dare un po' diciamo di condizionalità
06:51alle mie aspettative, con un prezzo del petrolio ancora vicino ai 100 dollari al barile sulla
06:56seconda metà di aprile, penso che un rialzo dei tassi sia molto probabile, anche proprio
07:00per segnalare il fatto che si vuole, c'è un'attenzione a certe diamiche infezionistiche,
07:06soprattutto per evitare gli effetti di secondo giro sulle aspettative infezionistiche, sui
07:10salari. Quindi credo che se ci troviamo in situazioni di prezzo del petrolio ancora
07:13elevato, probabilmente un rialzo dei tassi ci sarà.
07:16Rapidissimamente un commento all'inflazione spagnola, l'avvista aumentata al 3,3% a marzo,
07:22è la prima volta che vediamo un dato che incorpora gli effetti del caro Ermenergia, giusto per
07:28dare un confronto ai telespettatori e ai telespettatrici, nel mese di febbraio era al 2,3%, il dato
07:35comunque è inferiore al consenso degli economisti che avevano ipotizzato anche il 3,6%.
07:39In un flash il suo commento all'inflazione spagnola, vedremo poi i dati dell'Eurozona
07:44sempre di marzo, perché poi vorrei la sua opinione anche sul fronte Fed.
07:49Infatti l'inflazione spagnola in sé ha sorpreso leggermente a ribasso perché incorporava certe
07:56misure fiscali che si stanno iniziando a vedere, una riduzione dell'IVA sui prezzi dell'energia,
08:03simile a quello che è stato fatto in Italia, quindi non penso sia stata tanta la sorpresa
08:07in sé che stia creando queste azioni di mercati, è semplicemente il perdurare della crisi che
08:13ci sposta sempre di più sullo scenario più negativo.
08:16Quindi io a dati al momento attuale mi aspetto un'inflazione della zona Euro che comunque
08:21supererà il 3% a maggio e che quindi appunto rimarrà a questi livelli per un periodo abbastanza
08:30prolungato nel tempo.
08:32Arriviamo invece alla Federal Reserve, qui c'è anche il tema del cambio della guardia
08:37a partire da metà maggio, ho visto anche le ultime dichiarazioni dei vari governatori
08:43e dottor Balboni, qui sono in tanti aver detto se effettivamente è stato bene aver lasciato
08:49invariati tassi altro che taglio di Donald Trump che forse sta anche un po' meno insistendo
08:55su un taglio.
08:56Cosa succederà lato Federal Reserve?
09:00Beh è chiaro che questo shock colpisce molto più negativamente la zona Euro che gli Stati
09:06Uniti dal punto di vista della crescita, perché comunque la zona Euro è un'area che
09:11importa energia, petrolio, gas naturale, mentre gli Stati Uniti che sono esportatori di questi
09:18due prodotti da un punto di vista della crescita non vengono impattati in maniera così negativa,
09:24ci sarà senz'altro un effetto sull'inflazione che noi ci aspettiamo a questo punto superiore
09:29al 3% su quest'anno, però non abbastanza per creare un impatto molto negativo sulla crescita
09:35che noi abbiamo rivisto relativamente poco a ribasso sugli Stati Uniti dal 2.3 al 2.1
09:40quest'anno, quindi senz'altro è una situazione in cui diventa molto difficile per la Fed tagliare
09:47i tassi, quindi abbiamo una crescita comunque abbastanza sostenuta, anche poi tutto legato
09:51al boom delle AI che senz'altro non sarà impattato, senz'altro non nel brevissimo periodo
09:57da questa situazione, quindi diventa un trade off più complicato.
10:00Noi già non vedevamo riduzioni dei tassi prima, perché comunque c'era un contesto di
10:05crescita che dal nostro punto di vista non le rendeva necessario, diventa ancora più
10:11improbabile una riduzione dei tassi in questo contesto, quindi noi in realtà non abbiamo
10:15cambiato le nostre aspettative dal punto di vista della Fed.
10:20È chiaro che l'arrivo di Kevin Walsh cambia certe dinamiche di politica, però diventerà
10:25sempre più difficile dal nostro punto di vista, anche a fronte di una potenziale volentà
10:29di Kevin Walsh di ridurre i tassi, di convincere in generale una maggioranza all'interno
10:34del board della Fed favorevole a una potenziale riduzione dei tassi.
10:41Potenzialmente più interessante potrebbe essere guardare all'impatto sulle curve medio-lungo
10:45periodo, perché dovessimo trovarci in situazioni di politiche fiscali ancora più espansive,
10:51non necessariamente sulla Fed, ma anche dal punto di vista della BCE.
10:54È chiaro che queste tensioni, accennava prima anche dello spread sull'Italia, già vicino
10:59ai 100 punti base, questo potrebbe diventare più un punto di attenzione proprio per le
11:03banche centrali, quindi evidentemente potenziali cambiamenti sulla politica anche di QE, QT
11:08nei prossimi mesi potrebbero verificarsi.
11:13Siamo proprio in conclusione, ha visto l'Ox che ha ridotto il PIL italiano per il 2026
11:19allo 0,4%, ci sono rischi recessione in quest'anno?
11:23Rischi recessione ci sono, senza altro l'Italia purtroppo è impattata più negativamente degli
11:28altri paesi da questo tipo di shock per le esposizioni alle importazioni energetiche,
11:33soprattutto anche dal Qatar, noi siamo a livelli molto simili a quelli dell'Ox, è chiaro
11:39che si passa da una situazione per i tagli in cui diciamo avere 20 in coda abbastanza
11:44positivi anche per il governo italiano, una situazione che diventa più complicata anche
11:48con il referendum, il non essere riusciti a ridurre il deficit sotto al 3% l'anno scorso,
11:55quindi ecco diventa probabilmente una situazione più complicata anche sui mercati da qui a fine
12:00anno con potenziali appunto i rischi e questo allargamento dello spread possa diventare strutturale.
12:05Fabio Balboni, signor European Economist HSBC, grazie davvero dottor Balboni e prestissimo.
12:11Grazie a voi, arrivederci.
12:13E' tutto per il nostro approfondimento sul tema dei bond e crescita economica.
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