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  • 22 ore fa

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Trascrizione
00:20Grazie a voi, buongiorno a tutti.
00:25Partiamo dal nuovo piano strategico triennale che avete presentato nella giornata di ieri, insieme ai risultati del 2025.
00:32Il mercato ha apprezzato sia il fatto che i risultati siano andati un po' oltre la guidance che avevate fornito,
00:38sia anche un piano che punta a oltre 14 miliardi di investimenti.
00:42Su quali saranno però i punti chiave anche nell'execution di questo piano che faranno la differenza?
00:50Un piano di 14 miliardi di euro fino al 2030 è un piano che vuole rafforzare la centralità, la resilienza
00:58delle infrastrutture nazionali.
01:03Purtroppo dobbiamo prendere atto laddove ce ne fosse stato bisogno, che questo è un tema centrale,
01:07ce lo ricorda quello che sta succedendo in questi giorni e ce lo ricorda quello che è successo in questi
01:12ultimi anni.
01:13Un'infrastruttura strutturale, strategica, vitale come l'infrastruttura del trasporto gas è vitale per la libertà e l'indipendenza energetica
01:23dei paesi
01:24e vediamo in che misura questo è un rischio che deve essere sempre gestito con attenzione dalle nazioni.
01:31Questi 14 miliardi di euro servono a rafforzare l'infrastruttura nazionale,
01:36infrastrutturale che nel corso degli anni si è molto diversificata proprio a seguito della crisi precedente
01:42che era quella ucraina proprio di 4 anni fa che abbiamo tristemente ricordato da poco.
01:47Un'infrastruttura che adesso prevede 10 punti d'ingresso del gas, 5 terrestri, 5 marini
01:54e possiamo quindi molto più agevolmente del passato diversificare le forniture dalle varie parti del mondo
02:01e dalle varie forme con cui le possiamo ricevere.
02:05Trasporto, stoccaggi, però anche diversificazione, oltre che alla rigassificazione sono tra le priorità
02:11e voi annunciate anche una rotazione di asset, quindi anche una gestione del portafoglio come leva per creare valore.
02:18Ma che cosa pensa sostanzialmente in concreto? Dove punterà in questa direzione?
02:23Allora di questi 14 miliardi, 9 miliardi sono legati al business del trasporto,
02:28il cornerstone del nostro piano è questo evidentemente, rinforzare la tendenza nazionale,
02:33è completare il passaggio della linea adriatica, che è una verticale di trasporto da sud a nord,
02:37ricorderete quanto questo è importante, per importare maggiori quantitativi di gas da sud.
02:432 miliardi per il potenziamento dei siti di stoccaggio, questo è un argomento di cui si parla poco.
02:48L'Italia vanta una capacità di stoccaggio enorme,
02:51noi consumiamo circa fra i 62 e i 65 miliardi di metri cubi
02:55e possiamo stoccare quasi 20 miliardi di metri cubi, sono circa 4 mesi di consumo.
03:00E su questo argomento tornerò fra un minuto.
03:03Un miliardo di euro per rinforzare il nostro business marino,
03:07con la ristrutturazione, il rifacimento e l'espansione del terminale di Panigaglia,
03:12e anche progetti importanti, come per esempio quello della meccanizzazione della Sardegna,
03:17che sarà basato anche col posizionamento di un altro ricassificatore galleggiante nel porto di Oristano.
03:24Parliamo anche di quello che voi avete promesso agli investitori guardando avanti,
03:28sia in termini di politica di dividendi, quindi anche di remunerazione degli azionisti,
03:33sia in termini di crescita attesa.
03:35Che cosa si può attendere il mercato oltre agli annunci di ieri?
03:39Abbiamo scelto di mantenere inalterata la politica dei dividendi,
03:43che abbiamo trascinato dal piano precedente con un payout massimo complessivo dell'80%,
03:49e una crescita stabile in arcopiano.
03:53Crediamo che sia molto importante affiancare questo tipo di messaggio
03:56con un piano di investimento che garantisce una crescita elevata,
04:0014 miliardi di euro di investimenti è associata a una crescita della nostra base asset remunerata equivalente,
04:06che dà una crescita complessiva di oltre il 5%.
04:09Quindi crediamo che i nostri investitori possono contare su un titolo solido,
04:13con fondamentali molto solidi, una situazione finanziaria e una flessibilità finanziaria molto alta.
04:19Questo è un punto che mi piace ricordare.
04:23Questa flessibilità finanziaria in questi tempi può fare davvero la differenza.
04:28Crediamo, Isnam, che sia finito il tempo in cui il debito sia un tuo amico.
04:32Siamo nella fase finale del PNRR.
04:35Non credo che torneremo presto in una situazione a tassi zero.
04:39Per un soggetto che fa investimenti, avere cassa, sufficienza e flessibilità è un elemento determinante.
04:45Abbiamo una grande disponibilità anche di ibridi che non prevediamo di utilizzare nel piano
04:50e abbiamo una strategia di asset rotation con cui prevediamo ulteriormente di contribuire al miglioramento del profilo di indebitamento.
04:59Quindi sul finanziamento degli investimenti lei si sente tranquillo da questo punto di vista?
05:04Quanto debito e come verrà gestito anche il debito in futuro?
05:09Allora partiamo da un debito che intanto è molto più basso rispetto alle attese.
05:15Avevamo comunicato per il 2025 18 miliardi e mezzo, siamo a 17 miliardi e mezzo,
05:20quindi un miliardo in meno, quindi più basso delle guidance, più basso delle aspettative degli analisti.
05:25Permettetemi questo risultato di un lavoro straordinario fatto dalle nostre strutture
05:29per l'ottimizzazione del working capita.
05:31Quindi partiamo da un livello più basso.
05:33Continueremo ad avere un profilo di finanziamento molto stabile, molto solido,
05:37con un blend sul fisso e variabile comunque costante,
05:40fra il 75 sul fisso e il 25% sul variabile.
05:44È un tasso di crescita del costo del debito che arriverà in fondo al piano nell'intorno del 3%,
05:51poco più del 3% partendo dai valori attuali che sono ovviamente più bassi,
05:56mantenendo sempre però, come dicevo prima,
05:59un grande firepower aggiuntivo per far fronte alle opportunità,
06:03alle necessità che si dovessero presentare sul percorso.
06:07Senta Scornaienchi, siamo partiti ricordando che è praticamente una settimana
06:12che questo conflitto è iniziato, è una settimana che lo stretto di Hormuz,
06:15che è lo snodo cruciale del mondo dell'energia globale, è chiuso.
06:19I prezzi di gas e petrolio sono saliti, ma soprattutto non passano.
06:23I tanker, cioè le petroliere, le navi metaniere,
06:26come si presenta questa sfida per il Paese oggi, per l'Italia?
06:30Come siamo messi di fronte a quello che sta succedendo ora e a quello che potrebbe accadere?
06:35Allora, lo stretto di Hormuz è un passaggio cruciale per molte cose,
06:41per molte merci, non soltanto per i prodotti petroliferi,
06:44i prodotti agricoli, fertilizzanti e anche, come lei ha correttamente detto,
06:48olio e gas.
06:50Per quanto riguarda il gas, il gas è quello che viene prodotto in Qatar
06:54e che viene importato anche in Italia.
06:56Su base annuale il gas catarino vale circa il 10% del gas globale,
07:03quindi un ammontare importante, ma non così determinante per il bilancio nazionale.
07:08Però vediamo che cosa sta succedendo nel breve e che preoccupazioni abbiamo.
07:13Per quanto riguarda il mese di marzo, fortunatamente le navi metaniere
07:17che avevano caricato in Qatar e che devono fare il giro per il capo di Buona Speranza,
07:22erano partite in tempi precedenti allo scoppio della crisi,
07:25quindi sono tutte regolarmente in viaggio, qualcuna è già arrivata in Mediterraneo
07:29e quindi le consegne che sono previste, peraltro, tutte nel nostro terminal di Rovigo,
07:34operate da Edison, sono al momento tutte confermate.
07:38Passiamo evidentemente al mese di aprile, dove abbiamo maggiori preoccupazioni
07:41perché immaginiamo che qualche carico salterà e stiamo lavorando con gli operatori,
07:47voi sapete che noi il gas lo trasportiamo sulla rete nazionale,
07:50ma sono gli operatori che ce lo portano, stiamo lavorando con gli operatori
07:53per cercare di ricoprire quelle slot che dovessero rimanere libere.
07:58In termini di volumi, ripeto, fortunatamente entriamo in una stagione
08:03in cui i consumi naturalmente tendono ad abbassarsi,
08:06a questo punto però lo sguardo va alla durata di questa crisi
08:10e al fatto che se è vero che da una parte in primavera si consuma meno gas,
08:15è anche vero che in primavera il gas bisogna cominciare ad accumularlo
08:18per l'inverno successivo.
08:20Abbiamo una dotazione di stoccaggi più alta rispetto alla media europea,
08:23siamo nell'ordine del 45%, chiuderemo la stagione invernale a 40%,
08:28più o meno adesso vedremo quali saranno le effettive temperature,
08:31però dobbiamo guardare per tempo alla curva di riempimento dell'anno prossimo.
08:35Quello che sta succedendo oggi sui prezzi evidentemente non aiuta,
08:38perché gli operatori, che sono quelli che ci portano il gas per lo stoccaggio,
08:42normalmente lo comprano in primavera quando i prezzi scendono,
08:45per poi venderlo in inverno quando i prezzi sono più alti,
08:47è chiaro che se in primavera per un effetto straordinario come quello del conflitto in corso
08:52i prezzi sono molto alti, gli operatori non hanno interesse a fare questo.
08:55Lo avevamo già visto, lo avevamo già visto, era successo nella crisi precedente,
09:01siamo in collaborazione con le istituzioni, ricordiamo che qui parliamo di un problema grave,
09:06molto grave, che vale 7 miliardi di metri cubi, quattro anni fa ne gestimmo uno da 32 miliardi di metri
09:12cubi,
09:13perché venne a mancare il gas russo immediatamente dopo lo scoppio della crisi.
09:18Oskor Naiecki, tutti speriamo che sia una grande tragedia questa guerra,
09:22che finisca prima possibile ovviamente per tanti motivi, innanzitutto quelli umanitari,
09:27ma se invece lo stretto dovesse restare chiuso per un periodo più lungo,
09:31esiste un piano B, quali sono le alternative per comunque garantirsi il gas che servirà anche
09:36per gli stoccaggi e per le esigenze energetiche del Paese?
09:40Dottore, mi permetta, se lo stretto di Hormuz rimane chiuso,
09:44vuol dire che siamo in uno scenario evidentemente che tutti noi vorremmo evitare.
09:49Certamente penso che dal punto di vista energetico l'unico piano B sia la diversificazione,
09:56continuare a investire sulla diversificazione delle fonti.
09:59Fortunatamente siamo in una situazione un po' più flessibile rispetto a quella di qualche anno fa,
10:03perché abbiamo due ricassificatori in più, sono quelli che sono stati installati a Piombino e a Ravenna,
10:08non c'erano tre anni fa, abbiamo il TAP che è in pieno funzionamento,
10:12abbiamo i flussi da sud che sono stati potenziati.
10:16L'unica cosa che può fare, e questo mi faccio a dire, l'abbiamo ribadito con forza nel nostro piano,
10:21l'unica cosa che può fare un'infrastruttura di approvvigionamento energetico in un Paese
10:27che è un importatore netto e resterà un importatore netto,
10:31perché l'Italia produce marginalmente una parte dell'energia che consuma,
10:35ma il grosso viene importato.
10:37L'unica cosa che può fare un Paese in questa condizione,
10:40che è una condizione che non si modifica nel breve termine,
10:42è diversificare le fonti di approvvigionamento,
10:45in grado di switchare a seconda di quelle che sono le inevitabili variabili geopolitiche
10:51che sono sempre in movimento e, come abbiamo imparato,
10:53sono sempre in movimento con tempistiche sempre più rafficinate.
10:57Allora, Scornayenchi, abbiamo già visto che, ad esempio,
10:59anche solo sui carburanti e sulla benzina e il diesel,
11:02i prezzi stanno salendo.
11:04L'effetto di questo lei se lo aspetta come un'ulteriore tassa anche sulla crescita economica.
11:10Quali dimensioni potrebbe raggiungere l'incremento del costo dell'energia
11:13in questa fase?
11:16Certamente l'incremento delle materie prime energetiche
11:20ha un effetto negativo su tanti comparti dell'economia
11:23e, come sempre succede, operando gli operatori,
11:27a cui non va nessuna critica, è un fatto,
11:30operano in regime di libero mercato
11:32e queste sono situazioni nelle quali i prezzi tendono a salire.
11:36Ci auguriamo tutti che questa crisi venga contingentata e ridotta
11:40il prima possibile, credo che sia un problema per tante parti del mondo.
11:45Per l'Europa, per gli Stati Uniti, per l'Asia,
11:48una grande parte dei prodotti petroliferi,
11:50prodotti che passano per Hormuz, passa per l'Asia
11:53e, ovviamente, anche per lo stesso regime
11:55che in questo momento ha provocato il blocco
11:57che trae grandi redditi, evidentemente, dai traffici in quello stretto.
12:02Infine, Scornaienchi, la nostra dipendenza dal gas,
12:05lei osserva realisticamente che continuerà anche in futuro,
12:09al tempo stesso, anche il nostro piano integrato,
12:11economia e clima, quello del governo,
12:13punta a una diversificazione anche verso le rinnovabili
12:16con tempi più veloci.
12:18Da questo punto di vista, voi ritenete che il gas
12:21continuerà a essere la molecola cosiddetta della transizione,
12:23a essere centrale?
12:24O anche quello che sta accadendo è una lezione
12:26per spingere di più anche verso le rinnovabili?
12:29Direttore, la ringrazio per questa domanda.
12:31Io credo che negli ultimi anni si sia parlato
12:33moltissimo di transizione energetica,
12:35ma purtroppo lo si è fatto in un modo un po' italiano,
12:38cioè in termini alternativi, quasi, come posso dire,
12:42da battaglia campanilistica tra le fonti rinnovabili
12:46e le fonti tradizionali, il solare rispetto al gas.
12:49Quello che noi abbiamo spiegato con una certa insistenza
12:55è che dobbiamo andare oltre questo concetto,
12:58perché tutte le fonti devono essere integrate.
13:01Quello di cui c'è bisogno è integrare le risorse rinnovabili
13:05che hanno grandi vantaggi perché producono a costo zero,
13:08ma hanno anche dei limiti tecnici perché non sono modulabili,
13:11non sono accumulabili e presentano, come posso dire,
13:15delle criticità nella gestione delle reti.
13:18Basti ricordare quello che è successo in Spagna giusto la primavera scorsa.
13:23Quindi se da un lato abbiamo un contributo crescente dei rinnovabili
13:26e dall'altro abbiamo bisogno di fornire un certo livello di stabilità
13:29in un mondo che comunque evolve,
13:31in cui i consumi cresceranno e la tipologia dei consumi,
13:36basti pensare a quelli che saranno i consumi
13:38dei grandi centri di elaborazione dati, dei data center,
13:40che avranno richieste di energia cosiddetta base load, stabile,
13:44che non potrà essere fornita dalle rinnovabili,
13:46così come per un paese come l'Italia,
13:48che per esempio ha grandi importazioni di elettricità dalla Francia,
13:51che ci dà tanto nucleare, con impianti,
13:54quelli francesi che hanno una certa età
13:56e quindi nel lungo termine anche quel tipo di energia
13:59dovrà essere sostituito.
14:01Quindi non più un'alternatività fra le fonti,
14:03un conflitto così un po' sconclusionato,
14:06ma un concetto di integrazione dove tutte le fonti collaborano
14:10per cercare di fornire un'energia a costo accessibile per le imprese
14:16e questo è un enorme fattore di competitività per le famiglie
14:19e come gli eventi di questi giorni ci hanno ricordato,
14:24un servizio sicuro, perché senza sicurezza energetica
14:27non c'è indipendenza economica, non c'è indipendenza politica,
14:31non c'è indipendenza democratica.
14:33Agostino Scornaienchi, grazie di averci presentato il piano
14:36e di averci aiutato a capire cosa succede
14:38nello scenario dell'energia in questa fase.
14:39Buon lavoro e a presto l'amministratore delegato di Snam.
14:42Grazie, grazie a voi, buona giornata.
14:44E grazie a voi per aver seguito Ciotalk,
14:46ma vi lascio subito agli aggiornamenti dai mercati,
14:48dalla cronaca dell'economia.
14:49Grazie a voi.
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