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Trascrizione
00:04Eccoci di nuovo in diretta, siamo in compagnia di Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASVIS.
00:10Vogliamo partire ovviamente da quello che è stato il bilancio di questo primo mese di guerra.
00:14A noi il gas in Europa, il prezzo è salito nel giro di un mese di oltre il 70%.
00:19Ecco, in questa situazione lei teme di più l'impatto a livello di prezzo e quindi sull'inflazione
00:24o teme di più quello che sarà l'impatto a livello di crescita?
00:28Ma chiaramente frenerà la crescita anche tutto questo?
00:30In realtà ambe due, perché non è solo un problema di prezzi e l'energia, ci sono anche altre materie
00:37prime,
00:37pensiamo ai fertilizzanti, che sono state bloccate da questa guerra.
00:42Quindi certamente c'è un impatto inflazionistico, vedremo quanto profondo, dipende dalla lunghezza di questo conflitto,
00:50ma l'effetto sulle aspettative e dunque anche sulla crescita nel 2026 sarà molto rilevante.
00:58È chiaro che in una situazione di incertezza di questo tipo tante imprese rinvieranno gli investimenti
01:05e non a caso questo non accadrà solo in Europa o in Italia, ma anche in altre parti del mondo,
01:13perché la politica americana ha generato incertezza continua nell'ultimo anno da tanti punti di vista.
01:22Ecco, però l'Europa ancora una volta di fatto si riscopre particolarmente vulnerabile sul piano energetico,
01:29perché questo è già accaduto nel 2022 e anche questa volta accade lo stesso,
01:33con l'impressione che non si possa però andare avanti così.
01:35Ma in realtà alcuni paesi europei hanno operato imparando dalla lezione del 2022,
01:42per esempio la Spagna, aumentando notevolmente la percentuale di rinnovabili
01:46e quindi rendendosi più immuni da un aumento dei prezzi dei fossili.
01:52L'Italia è uno di quei paesi che non ha imparato nulla, lo dico da ex ministro del governo Draghi,
01:57quando ci troviamo di fronte alla crisi e indiciamo chiaramente la scelta per le rinnovabili
02:04come un modo non solo per proteggere l'ambiente, ma per avere maggiore autonomia energetica.
02:10Purtroppo in questi anni non è successo nulla o quasi.
02:14Noi abbiamo aumentato la nostra quota di rinnovabili solo del 2%,
02:18altri paesi europei come la Spagna l'hanno fatto del 20%.
02:22Quindi sono d'accordo, non si può andare avanti così.
02:26Per ciò che concerne l'Italia, accelerazione al massimo di rinnovabili.
02:31L'Europa, l'interconnessione tra i paesi, che potrebbe dare una maggiore stabilità, resilienza anche,
02:41ha shock di questo tipo, perché arriveranno, ce ne saranno altri di shock di questo tipo.
02:46Nel 2022, quando discutevamo del futuro dell'energia, un'altra guerra in Medio Oriente
02:52era altamente probabile, quindi non possiamo essere sorpresi.
02:56Siamo stati miopi in Italia, ma ripeto, anche l'Europa deve fare la sua parte, per esempio,
03:03favorendo l'interconnessione tra paesi, nello scambio di energia,
03:08quella Unione Europea dell'energia che purtroppo resta sulla carta.
03:14Quindi quel mercato unico dell'energia che ha inserito anche Letta nel suo rapporto.
03:18Esattamente, di cui si ricomincia a parlare, ma sappiamo bene che ci sono paesi che resistono
03:25e li sappiamo anche quali sono questi paesi.
03:28La Francia è uno di questi, verso l'interconnessione, verso la Spagna, ma anche i paesi nordici.
03:34Cioè, se noi reagiamo a questa crisi, ognuno per sé,
03:38questa è proprio la dimostrazione che non stiamo imparando.
03:42Mentre l'Unione Europea, che per fortuna non è direttamente impattata sulle forniture,
03:49se non in maniera marginale, come successe per le forniture del gas dalla Russia,
03:54deve darsi una strategia integrata sull'energia, che vuol dire competitività,
04:00che vuol dire anche la transizione ecologica per un migliore ambiente per tutti.
04:05Ecco, a proposito di quelle che sono state le reazioni di fronte alla crisi appunto in Medio Oriente,
04:10a proposito di Cara Energia, l'Italia chiede la sospensione dell'ETS,
04:15il sistema europeo di scambio di quote di CO2.
04:18Lei è d'accordo con questo?
04:19No, assolutamente no.
04:21Però è vero che l'ETS, che è fondamentalmente una tassa,
04:25per chi emette di più gas climalteranti o inquinanti,
04:31è stato immaginato per un mondo stabile,
04:35cioè un mondo che evolveva senza scosse,
04:40che invece sono molto frequenti.
04:42Quindi non ci sarebbe nulla di male a modificare nel brevissimo termine come funziona,
04:48anche perché nel frattempo il sistema è diventato anche preda degli speculatori finanziari,
04:54in particolare americani, e quindi c'è una distorsione,
04:58ma c'è un grande ma, l'ETS produce gettito fiscale molto rilevante
05:04e l'Italia non lo usa per fare la transizione energetica.
05:09I tanti miliardi che noi abbiamo ricevuto in questi anni
05:13sono stati usati per solo il 9% per fare la transizione energetica.
05:19Tutto il resto è andato a ridurre il deficit pubblico.
05:22E' chiaro che in questo modo le imprese, le famiglie,
05:26non hanno visto i benefici di quel sistema,
05:29ma questa è colpa nostra, non è colpa del sistema in sé,
05:32che lo ripeto può essere affinato, aggiustato,
05:35soprattutto per assorbire shock come quelli che stiamo vedendo.
05:39Quindi una riforma la ritiene appropriata?
05:42La riforma è una parola così generica.
05:46Bisogna proseguire, come ha detto il Consiglio europeo,
05:50a usare l'ETS per una transizione energetica, climatica,
05:55di cui abbiamo assoluto bisogno.
05:57Nel breve termine anche il governo Draghi usò il gettito dell'ETS
06:02per abbassare le bollette, ma è una soluzione tampone.
06:07A proposito di quella che è la direzione,
06:11il MEF, il Tesoro, sta valutando di rivedere a ribasso,
06:14secondo le indiscrezioni, quella che è la stima di crescita
06:17per quanto riguarda l'Italia quest'anno.
06:19Quel più 0,7% ad aprile potrebbe essere rivisto,
06:22si dice, a un più 0,5%.
06:23Le sembra verosimile?
06:25Effettivamente dovremmo rivedere a ribasso che prospettive abbiamo?
06:29Potrebbe bene, diciamo così, perché alcuni analisti temono invece
06:34l'instaurarsi di una vera e propria recessione.
06:38Io su questo sono più prudente, dipenderà molto anche,
06:40come abbiamo detto, dalla durata di questa crisi,
06:44ma il punto cruciale è che 0,5% vuol dire sostanzialmente
06:48il trascinamento che viene dal 2025.
06:53Vuol dire cioè una crescita congiunturale sostanzialmente zero
06:58per tutto l'anno intero.
07:00Questo all'arrivo della fine del PNRR,
07:06che comunque sta ancora spingendo alcuni settori,
07:10vuol dire che alcuni settori cominceranno già a peggiorare.
07:13Quindi dovremo anche guardare la composizione settoriale
07:17dell'andamento del PIL, perché questo potrebbe avere
07:20effetti occupazionali rilevanti.
07:22Ricordiamo che abbiamo tanta cassa integrazione
07:25che è solo un primo passo, diciamo così,
07:30verso uno stato di crisi, quindi l'incertezza è forte
07:34e non c'è dubbio che gli spazi nel bilancio pubblico italiano
07:39sono stati in gran parte erosi con la manovra di bilancio
07:44e quindi non c'è molto spazio per una ricomposizione,
07:48per esempio, della spesa.
07:49Grazie, grazie a Enrico Giovannini, direttore scientifico dell'ASBIS.
07:53Grazie.
07:53Grazie.
07:54Grazie.
07:55Grazie.
07:57Grazie.
07:58Grazie.
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