Un arresto, tre denunce, ventuno veicoli rimossi, ottantaquattro persone identificate. Numeri che raccontano solo in parte ciò che accade durante un controllo sotto i piloni della statale, a Poggioreale, nel campo nomadi di via del Macello. Il resto lo restituiscono l’odore dei roghi e gli sguardi, soprattutto quelli dei bambini. L’intervento dei carabinieri della compagnia Napoli Poggioreale, guidati dal capitano Tiziano Laganà, si muove lungo due direttrici: repressione e controllo del territorio. Ma sullo sfondo resta una realtà sospesa, dove il sole fatica a filtrare tra cemento e lamiere, e il degrado si stratifica come la cenere che continua a bruciare sotto i rifiuti. Le pattuglie presidiano ogni angolo dell’insediamento. Molti militari indossano mascherine, non per un virus ma per difendersi dal fumo tossico che si alza dai cumuli di immondizia. Attorno alle uniformi, i bambini si avvicinano incuriositi, trattenuti a distanza dalle voci delle madri. Ridono, osservano, poi tornano indietro. Ma continuano a guardare. Non tutti accettano i controlli. «Siamo persone per bene», protesta qualcuno. Altri consegnano i documenti senza discutere. C’è chi si giustifica, chi alza la voce, chi rivendica la necessità di lavorare. La tensione sale soprattutto durante le operazioni sui veicoli. Alla fine saranno ventuno le auto rimosse: mezzi abbandonati, privi di assicurazione o addirittura cancellati dal Pubblico registro automobilistico ma ancora utilizzati. Durante uno dei sequestri, un conducente del carro attrezzi viene aggredito e colpito alla testa con una chiave inglese: sette giorni di prognosi. L’aggressore finisce in manette per violenza a incaricato di pubblico servizio. Altri tre uomini vengono denunciati per aver danneggiato con martelli alcune auto già sottoposte a sequestro. È una protesta rabbiosa, disordinata, che accompagna gran parte delle operazioni. Nel corso dei controlli emergono anche altri reati: un manufatto abusivo di circa 80 metri quadrati, realizzato in muratura e lamiera; cinquantacinque pacchetti di sigarette di contrabbando, per oltre un chilogrammo complessivo; un caso di abbandono di animali. Due i cani recuperati: un maremmano sequestrato e affidato alle cure dell’ASL veterinaria, e un pitbull trovato in condizioni precarie, per il quale sono state impartite prescrizioni urgenti. Vivono tra i rifiuti, legati con mezzi di fortuna, in un contesto che riflette lo stato generale dell’area. Complessivamente sono 84 le persone identificate, 37 delle quali già note alle forze dell’ordine. Elevate anche 14 sanzioni per violazioni al Codice della strada: guida senza patente, veicoli non immatricolati, assenza di assicurazione, mancata custodia di mezzi sequestrati. (Gennaro Scala)
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