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  • 11 ore fa
Trascrizione
00:15Grazie a tutti
00:33Guardando a un fenomeno dirompente e di fama mondiale come i Pokémon, fa strano pensare
00:38che questo impero gigantesco abbia in realtà delle origini piccolissime.
00:42La serie di videogiochi va avanti da 20 anni e oggi questo franchise è un colosso dell'industria
00:48dell'intrattenimento.
00:50Tuttavia, prima di Ash Ketchum e Pikachu, prima dei giochi di carte e di Pokémon GO, c'era
00:55soltanto un bambino giapponese di nome Satoshi Tajiri.
01:03Figlio di una casalinga e di un venditore di auto, Satoshi Tajiri nacque nel 1965 a Macida,
01:10un tranquillo villaggio rurale dove l'esplosione tecnologica e urbanistica della vicina Tokyo
01:15non era ancora arrivata.
01:16Senza televisione o videogiochi, Tajiri è cresciuto passando le sue giornate all'aria aperta, alimentando
01:23quella che era la sua più grande passione, andare a caccia di insetti nei boschi vicino
01:27casa.
01:28Era talmente affascinato da coleotteri, grigli e farfalle che gli altri bambini lo prendevano
01:33in giro, chiamandolo dottor insetto.
01:35Ma lui non importava.
01:37Desiderava diventare uno studioso degli insetti e sarebbe probabilmente diventato un entomologo
01:42se non fosse stato per l'arrivo di un diverso tipo di creature.
01:46Un'invasione di mostri e alieni.
01:52Dagli anni 60 il Giappone si vide trasformato dal suo miracolo economico.
01:57L'avanzamento tecnologico, l'arrivo della televisione e l'urbanizzazione che stava coinvolgendo
02:02Tokyo finirono per travolgere anche il tranquillo villaggio di Macida.
02:06Boschi e campagne lasciarono il posto a palazzi, centri commerciali e sale giochi e così anche
02:12gli insetti migrarono altrove, in cerca di posti più tranquilli.
02:16Come altri ragazzini della sua età, Tajiri cominciò così a trascorrere le giornate
02:21leggendo manga e guardando anime e serie tv di fantascienza.
02:25Una delle sue preferite era Ultraman, il poliziotto galattico che protegge la Terra da giganteschi
02:30mostri.
02:31Nel suo seguito, chiamato Ultraseven, il protagonista possedeva tre mostri, Windham, Mikulas e Agira.
02:38Li conservava in piccole capsule tascabili che poi lanciava per permettere a queste enormi
02:43creature di combattere al suo posto.
02:45Ma la nuova passione di Tajiri riguardava altri tipi di alieni.
02:49Alieni fatti di pixel e che popolavano le buie e rumorose sale giochi della città.
02:55Alla fine degli anni 70, Space Invaders era diventato un fenomeno senza precedenti.
03:00Gli iconici alieni del gioco prodotto dalla compagnia Taito erano solo buffe immagini in uno
03:05schermo, ma in Giappone la loro invasione nel mondo fu più reale che mai.
03:10Sale giochi cominciarono ad aprire una dopo l'altra e i cabinati di Space Invaders erano
03:14praticamente ovunque.
03:16Durante gli anni del liceo stregato da Space Invaders, Tajiri saltava le lezioni per andare
03:21a giocare e per condividere il proprio amore per i videogiochi decise di realizzare una rivista
03:26indipendente in cui scriveva recensioni, guide e strategie dei suoi arcade preferiti.
03:31La chiamò Game Freak. Dopo i primi grezzi volumi, Tajiri fu affiancato dall'amico Ken
03:38Sugimori, che si occupò di disegnare le copertine e le illustrazioni al suo interno.
03:43Per essere un magazine amatoriale, Game Freak si conquistò un buon numero di lettori appassionati
03:48e andò avanti per 4 anni, per un totale di oltre 20 numeri. Tuttavia, a Tajiri non bastava
03:54scrivere di giochi arcade e da tanto tempo desiderava creare i suoi videogiochi. All'età
04:00di 16 anni smontò il Nintendo Famicom che gli avevano regalato i genitori per capire
04:04meglio come funzionasse la console. Imparò il linguaggio di programmazione basic e, sempre
04:09in quel periodo, partecipò a un concorso di game design organizzato da Sega, a cui inviò
04:14un'idea per un videogioco. Nel 1989, assieme a Sugimori e al giovane programmatore e compositore
04:22Junichi Mazda, fece così il grande passo. Trasformò Game Freak da rivista indipendente a sviluppatore
04:29di videogiochi, cominciando a realizzare una serie di piccoli progetti per Famicom e
04:33per Mega Drive e collaborando a giochi su licenza Nintendo come Yoshi o Mario & Wario.
04:39Mentre pubblicava i suoi primi giochi per console, Game Freak aveva in cantiere un progetto molto
04:44più ambizioso e originale. Un gioco in cui Tajiri voleva raccontare le sue esperienze da bambino
04:50e le sue passioni, dal collezionare insetti ai combattimenti tra mostri che aveva visto
04:54in Ultraman. Questo gioco si chiamava Capsule Monsters.
05:00L'idea per Capsule Monsters venne a Tajiri quando Nintendo mise in commercio il cavo Game Link,
05:06un accessorio che permetteva di collegare due Game Boy tra loro così da sfidare un amico
05:11a giochi come Tetris o Double Dragon. Tajiri immaginò dei piccoli insetti che si spostavano
05:17lungo il cavo, passando da un Game Boy all'altro. Partendo da questa curiosa immagine, realizzò
05:22il concept di un gioco d'avventura in cui il protagonista sarebbe stato un allenatore
05:27di mostri. Le avrebbe collezionati, portandoli con sé all'interno di piccole sfere ispirate
05:32ai Gashapon, le capsule con sorpresa molto popolari in Giappone. Come nella serie televisiva
05:38Ultra 7, il giocatore avrebbe utilizzato i mostri in emozionanti combattimenti e per completare
05:44la collezione avrebbe potuto scambiare le sue creature con quelli di un amico, utilizzando
05:48il cavo Game Link del Game Boy. In questo concept primordiale c'erano già idee ben definite.
05:55Il protagonista avrebbe visitato città, boschi e caverne, avrebbe trovato ristoro negli hotel
06:00e acquistato provviste nei supermarket. Ci sarebbero stati oltre 200 mostri da collezionare, alcuni
06:07dei quali ispirati per aspetto ai Kaiju, i giganteschi mostri della fantascienza giapponesi.
06:13Convinto di avere tra le mani un progetto eccezionale, Tajiri propose l'idea di Capsule
06:17Monsters direttamente a Nintendo, la compagnia produttrice del Game Boy. In un primo momento
06:23il concept iniziale non venne approvato da Nintendo, ma l'entusiasmo dimostrato da Tajiri
06:28assieme all'originalità e all'ambizione del progetto, alla fine riuscì a convincere
06:33il publisher. Nintendo e Game Freak avrebbero collaborato alla realizzazione di Capsule Monsters
06:39e per concretizzare l'idea Tajiri sarebbe stato affiancato dal popolare game designer
06:44Shigeru Miyamoto, l'autore di Super Mario e The Legend of Zelda. Una delle idee di Miyamoto
06:51fu quella di pubblicare il gioco in due versioni diverse, ognuna delle quali avrebbe avuto alcuni
06:56mostri esclusivi. In questo modo i giocatori avrebbero dovuto per forza collaborare se volevano
07:01completare la propria collezione. L'affiatamento di Tajiri e Miyamoto fu tale che nella versione
07:06giapponese del gioco, il protagonista e il suo rivale vennero chiamati con i loro rispettivi
07:11nomi, Satoshi e Shigeru. Per il mondo di gioco, Tajiri si ispirò alla prefettura di Tokyo,
07:18non solo nella sua forma, ma anche nei luoghi di interesse. Dove nella realtà sorge la centrale
07:23nucleare di Tokai, nel mondo di gioco c'è una centrale elettrica. L'enorme quartiere commerciale
07:29di Shinjuku corrisponde alla moderna e vivace Azzurropoli, mentre il centro portuale di Aranciopoli
07:35si basa sulla città costiera di Yokohama. A sud c'è l'isola di Cannella, esattamente
07:40dove in Giappone si troverebbe l'isola vulcanica di Isuoshima. Ma uno dei luoghi più interessanti
07:46è senza dubbio Biancavilla, il piccolo villaggio dove il giocatore avrebbe cominciato il suo
07:50viaggio, e che nella realtà coincide esattamente con Machida, la città natale di Tajiri.
07:56C'è però una differenza importante tra la regione del canto all'interno del videogioco
08:01e quella nella realtà. Tajiri aveva infatti rappresentato il mondo come lo ricordava
08:05lui da bambino, prima che il Giappone venisse stravolto dall'avanzamento tecnologico.
08:10Nell'ambientazione del gioco le città erano separate da boschetti, fiumi e caverne. Ci
08:15si spostava in bicicletta e non in treno. Le strade erano tranquille, non caotiche e affollate.
08:28Molto presto nello sviluppo diventò tuttavia chiaro che Nintendo e Game Freak non avrebbero
08:34potuto utilizzare il nome Capsule Monsters per il loro gioco. Dopotutto è così che venivano
08:40chiamati i mostri di Ultraman, e per evitare problemi di copyright si cominciò a cercare
08:44un'alternativa. Capsule Monsters fu prima abbreviato in Capumon, poi cambiò ancora,
08:50diventando Pocket Monsters. C'era però ancora un altro problema. Il nome Pocket Monsters era
08:57troppo simile a quello di un franchise americano specializzato in giocattoli e chiamato Monster
09:01in my Pocket. Per i mercati occidentali si decise così di abbreviare il nome da Pocket Monsters
09:07a Pokémon.
09:09Mentre in Giappone si sarebbero continuati a chiamare Pocket Monsters, in Occidente le
09:14creature prendevano il nome di Pokémon. Sul logo Nintendo mise un accento acuto sulla
09:20E. Questo segno grafico tentava di evitare che il pubblico anglofono, confondendo il titolo
09:25con il verbo Pok, picchiettare, finisse per pronunciarlo Pokémon. Tuttavia, negli anni
09:32il pubblico americano finì comunque per storpiare questa pronuncia, e infatti oggi lo sentiamo
09:37chiamare Pokémon o addirittura Pokémon.
09:44Dopo sei anni di sviluppo, nel febbraio del 1996, Pokémon uscì in Giappone e come suggerito
09:51da Miyamoto venne pubblicato in due versioni, Pokémon verde e Pokémon rosso. Con 150 Pokémon
09:57da catturare e una lunga avventura in grado di durare decine e decine di ore, era uno dei
10:02giochi più ricchi e ambiziosi mai apparsi su Game Boy, rivaleggiando con titoli come
10:07Zelda, Link's Awakening e Final Fantasy Legend. Sarebbe stato il canto del cigno della console
10:13portatile di Nintendo, ma al lancio in Giappone le vendite di Pokémon furono tutt'altro che
10:18stellari. La sua popolarità crebbe pian piano, soprattutto tra i giovanissimi che non potevano
10:23permettersi costose console di nuova generazione come PlayStation e Sega Saturn. Furono proprio
10:29loro attraverso il passaparola a far conoscere sempre di più questo gioco così strano eppure
10:34così divertente e ricco. Sempre più ragazzi volevano affrontare quel viaggio in miniatura,
10:40collezionare quei buffi mostriciattoli e allenare una squadra per affrontare i propri amici.
10:45A contribuire a questo passaparola ci fu però la trovata di un programmatore di Game Freak
10:50di nome Shigeki Morimoto. Una volta terminato lo sviluppo del gioco e la fase di testing, sulla
10:56cartuccia era rimasto un microscopico spazio libero. Appena 300 byte che Morimoto decise
11:02di riempire inserendo un centocinquantunesimo Pokémon chiamato Mew. Il team era a conoscenza
11:08dello scherzo, ma non se n'era preoccupato. Anzi, Tajiri aveva addirittura stuzzicato i
11:13fan dicendo che nel gioco c'era un Pokémon segreto, pur sapendo che anche se era presente
11:17nei dati della cartuccia, Mew non sarebbe mai apparso nel corso dell'avventura. Mai.
11:28Beh, quasi mai, perché a causa di un particolare bug alcuni giocatori hanno cominciato a incontrare
11:34e catturare Mew nel gioco. E tra i ragazzi si sono iniziate così a diffondere voci, ipotesi
11:40e leggende metropolitane su come si poteva ottenere il leggendario Pokémon numero 151.
11:47Nintendo ne approfittò e assieme alla famosa rivista Korokoro organizzò un concorso che
11:52avrebbe permesso a 20 vincitori di ricevere Mew sulle loro cartucce di gioco. All'iniziativa
11:57parteciparono quasi 80.000 persone e anche grazie a questo evento la popolarità di Pokémon
12:02in Giappone salì alle stelle. Dopo appena pochi mesi, Nintendo pubblicò nel mercato
12:08giapponese Pokémon Blue, una nuova versione del gioco che ne migliorava la grafica e gli
12:12effetti sonori. E fu proprio a partire da queste migliorie che l'azienda realizzò le
12:17due edizioni che sarebbero state pubblicate in occidente, ovvero Pokémon Rosso e Pokémon
12:22Blue. Pokémon Rosso e Blue arrivò prima negli Stati
12:26Uniti nel 1998 e poi un anno dopo in Europa. E il successo dei mostri collezionabili di Nintendo
12:32fu clamoroso al punto tale da far esplodere in tutto il mondo una vera e propria Pokémon-mania.
12:37Sui Pokémon venne realizzato un gioco di carte collezionabili, vennero aperti i Pokémon
12:42Center in cui acquistare merchandise, arrivarono i primi manga e venne prodotta una serie animata
12:47diventata talmente popolare da far conoscere Pokémon anche a chi non aveva mai sentito
12:51parlare del videogioco. L'anime di Pokémon introdusse personaggi inediti, arrivò al cinema
12:56con un lungometraggio e soprattutto fece emergere quella che diventò immediatamente la mascotte
13:01del franchise, il Pokémon Pikachu. Il successo dell'anime fu tale da spingere Nintendo
13:07a pubblicare nel 1999 Pokémon Giallo, una nuova variante di Pokémon rosso e blu che
13:13aggiungeva i personaggi del cartone animato, introduceva modifiche estetiche e vedeva il
13:18protagonista accompagnato dall'inizio del viaggio proprio da Pikachu.
13:21Con oltre 30 milioni di copie vendute divise tra le versioni rosso, verde e blu, Pokémon è
13:27stato il gioco di maggior successo nella storia del Game Boy, e come prevedibile Nintendo decise
13:32di spremere questa gallina dalle uova d'oro realizzando nuovi videogiochi.
13:38La serie debutò su Nintendo 64 con Pokémon Stadium, permettendo di trasferire le creature
13:43catturate in rosso, blu e giallo utilizzando una periferica chiamata Transfer Pack. Fu poi
13:49il turno di Pokémon Snap, un gioco in cui scattare fotografie ai Pokémon selvatici, oppure
13:54di Hey You Pikachu, in cui prendersi cura e giocare con la mascotte della serie tramite l'utilizzo
13:59della propria voce. Sempre su Nintendo 64, Pikachu faceva la sua comparsa nel picchiaduro
14:05Super Smash Bros, mentre su Game Boy arrivarono invece un flipper chiamato Pokémon Pinball
14:10e una conversione digitale del gioco di carte collezionabili.
14:14Per riuscire a stare dietro a una tale quantità di prodotti c'era bisogno di una struttura molto
14:19più articolata, e così si arrivò a un accordo composto da quattro attori. Game Freak, che avrebbe
14:24sviluppato i capitoli principali come Pokémon rosso, blu e giallo. Il team di sviluppo Creatures,
14:30che aveva aiutato Game Freak nello sviluppo di Pokémon rosso e verde, avrebbe invece realizzato
14:34gli spin-off e i giochi di carte. Nintendo, che pubblicava i videogiochi di Pokémon su console
14:39ed era proprietaria del marchio Pokémon. E infine The Pokémon Center Company, ribattezzata
14:45poi The Pokémon Company. Una società creata in comunione da Nintendo, Game Freak e Creatures
14:50allo scopo di supervisionare e velocizzare l'utilizzo della licenza tra i diversi produttori
14:55di merchandise. Pokémon era ovunque, in TV, nei negozi di giocattoli e nei supermarket,
15:02sulle scatole dei cereali e sugli spazzolini da denti. Ma una tale popolarità non mancò
15:07di attirare critiche e controversie. Visto che nei giochi i Pokémon possono evolvere e cambiare
15:13forma, i creazionisti hanno accusato Nintendo di imprimere la teoria evoluzionistica di Darwin
15:17nelle menti dei bambini, o addirittura di supportare il satanismo e altre pratiche occulte.
15:23Gruppi di animalisti hanno poi puntato il dito contro il franchise per il modo in cui rappresentava
15:27il combattimento tra le creature e la loro cattura all'interno di piccole sfere. Il caso
15:32più eclatante è però quello che la stampa nipponica descrisse come Pokémon Shock. Nel
15:37dicembre del 1997 andò in onda in Giappone un episodio del cartone animato in cui, a seguito
15:43di un attacco di Pikachu, l'immagine cominciava a lampeggiare rapidamente con luci rosse e blu
15:47che causarono convulsioni e casi di epilessia in migliaia di spettatori. Non ci furono vittime,
15:53ma quasi 700 bambini finirono in ospedale, portando l'emittente TV Tokyo a scusarsi pubblicamente
15:59e sospendere per quattro mesi il programma televisivo.
16:02Eppure polemiche e incidenti come il Pokémon Shock non intaccarono la popolarità dei Pokémon,
16:08che anzi diventarono in breve tempo una delle icone più riconoscibili della cultura pop
16:12giapponese, al pari di Hello Kitty e Super Mario.
16:20Per quanto successo potessero avere gli spin-off, i giocattoli e i gadget legati al marchio Pokémon,
16:26l'attenzione dei fan era tutta rivolta alla serie principale. Subito dopo l'uscita di rosso
16:31e verde in Giappone, infatti, Game Freak si era messa all'opera per sviluppare un seguito
16:36per Game Boy Color. Annunciato con il nome provvisorio di Pokémon 2, questo nuovo capitolo
16:41avrebbe dovuto espandere e migliorare l'idea originale, ma soprattutto doveva essere l'episodio
16:46conclusivo nella serie. Nelle intenzioni degli sviluppatori non ci sarebbero stati altri giochi
16:51della serie Pokémon dopo questo, e così decisero di inserire tutte le idee che avevano scartato
16:56per limiti tecnici o di tempo da rosso, verde e blu. Ancora una volta si decise di pubblicare
17:02il gioco in due diverse versioni, ma proprio perché questo doveva essere il Pokémon definitivo,
17:07per i nomi si decise di utilizzare quelli dei metalli più preziosi. L'oro e l'argento.
17:13Per fomentare il lancio di Pokémon oro e Pokémon argento vennero sparsi un po' di indizi
17:18prima del lancio, i nuovi Pokémon mai visti prima apparsero per la prima volta nel cartone
17:23animato. Il progetto era talmente ambizioso che richiese più tempo del previsto e dopo un
17:28posticipo durato quasi due anni, nel novembre del 1999, Pokémon oro e Pokémon argento arrivarono
17:35con una forza travolgente. L'avventura vedeva personaggi tutti nuovi ed era ambientata nella
17:40regione di Yoto, ispirata a sua volta all'area giapponese del Kansai, con ambientazioni che
17:45ricordavano le città di Kyoto, Nara o il Monte Fuji. Era possibile incontrare e catturare 100 nuovi
17:51Pokémon. Era stato introdotto un orologio interno con un ciclo giorno-notte. Era possibile far
17:57accoppiare due Pokémon per ottenere delle uova, e per la prima volta comparivano i Pokémon
18:02shiny, varianti rarissime e con una colorazione diversa. Come se non bastasse, gli sviluppatori
18:07avevano inserito una sorpresa per i fan. Una volta portato a termine il viaggio, battuta
18:12la lega Pokémon e diventati i campioni di Yoto, i giocatori scoprirono che l'avventura
18:17era tutt'altro che finita. Potevano infatti visitare Kanto, la regione di Pokémon rosso,
18:22verde-blu, esplorare l'intera mappa, affrontare gli allenatori nelle varie città, fino a incontrare
18:28e sfidare proprio il protagonista della vecchia avventura.
18:48Con una tale quantità di contenuti, tante meccaniche inedite e un enorme numero di creature
18:53da catturare, Pokémon oro e argento ricevette un'accoglienza stellare. Fu acclamato dalla
18:59critica e ancora una volta vennero vendute milioni di copie. Pokémon oro e argento sarebbe
19:05dovuto essere l'ultimo capitolo della serie, l'apice del franchise, ma con il successo ottenuto
19:10dimostrò a Nintendo, a Game Freak e al mondo intero una cosa. I Pokémon non erano pronti
19:16per andare in pensione e anzi sarebbero andati avanti per anni e anni. E così fu. Dal Game Boy
19:23Advance al Nintendo DS e 3DS. Ogni console portatile di Nintendo ha visto nuovi giochi
19:28della serie principale Pokémon arrivati sempre in doppia versione e qualche volta con un terzo
19:33episodio extra, come fu per Pokémon giallo. Nuovi episodi introducevano nuove generazioni
19:38di Pokémon, meccaniche originali e inedite ambientazioni sempre ispirate a luoghi reali.
19:44La regione di Sinnoh, apparsa in diamante perla, si basa sull'isola dell'Hokkaido. Pokémon
19:48nero e bianco è ambientato nella moderna Unova, che ricorda l'area metropolitana di
19:53New York City, mentre la regione di Alola, vista in Pokémon sole e luna, si rifà chiaramente
19:58alle isole Hawaii. Negli anni non sono mancati remake degli episodi più popolari e altri spin-off
20:04appartenenti ai generi più disparati, come puzzle game, giochi educativi e picchiaduro. Sono stati
20:11prodotti anche innumerevoli e bizzarri gadget e periferiche, da podometri a varianti del Tamagotchi,
20:17da lettori di carte collezionabili a bracciali giocattolo che permettono di lanciare mosse
20:21speciali all'interno dei videogiochi. Nel 2001 è stata prodotta anche una minuscola
20:27consola cartucce chiamata Pokémon Mini, sulla quale era possibile giocare piccoli giochi
20:31con protagoniste, le creature Nintendo. Negli oltre vent'anni passati dall'uscita di
20:36Rosso e Verde sono stati pubblicati più di 120 videogiochi dedicati ai Pokémon, apparsi
20:42su console Nintendo, ma anche su computer, cellulari e in sala giochi. I titoli di maggior
20:47successo sono però sempre stati quelli della serie principale sviluppata da Game Freak e
20:52apparsa sulle console portatili Nintendo. O almeno così è stato, fino a quando il mondo non venne
20:57travolto da una nuova Pokémon Mania. Nel 2014 The Pokémon Company e Google collaborarono per
21:04realizzare un pesce d'aprile molto particolare. Annunciarono Google Maps Pokémon Challenge, una
21:10presunta applicazione per smartphone che avrebbe permesso utilizzando la fotocamera del cellulare
21:15di vedere i Pokémon nel mondo reale, catturarli e aggiungerli alla propria collezione. Il fatto
21:20che si trattasse di un pesce d'aprile era evidente, eppure l'idea conquistò talmente
21:25tanto gli appassionati che alla fine divenne realtà. Nell'estate del 2016 è stato infatti
21:31pubblicato Pokémon Go, un gioco per smartphone sviluppato dalla compagnia americana Niantic e
21:36che prometteva proprio di portare i Pokémon nel mondo reale. L'accoglienza è stata senza
21:41precedenti, con milioni di persone che hanno affollato i parchi e le strade delle città
21:45di tutto il mondo allo scopo di catturare i Pokémon più rari.
21:48Al lancio, Pokémon Go è stato il gioco di maggior successo mai apparso su dispositivi
21:53mobile. Nell'arco di un mese è stato scaricato più di 130 milioni di volte e ha incassato
21:58oltre 200 milioni di dollari in acquisti digitali. È stato un fenomeno dirompente che ha visto giocare
22:04assieme persone di ogni età e attraverso i Pokémon ha permesso a milioni di appassionati
22:09di socializzare all'aria aperta. Non sono mancate critiche e problemi, con persone beccate
22:15a giocare Pokémon Go in luoghi sacri o poco opportuni, oppure incidenti che si sono verificati
22:20a causa di ragazzi distratti dal gioco. Nonostante l'effetto novità sia passato e il fenomeno
22:26si sia attenuato, Pokémon Go resta a due anni di distanza uno dei giochi più giocati
22:30su dispositivi mobile, al punto tale che il mastodontico successo dell'applicazione
22:35ha spinto Nintendo a realizzare sulla sua ultima console, Nintendo Switch, Pokémon Let's
22:40Go Pikachu e Let's Go Eevee. Una nuova coppia di giochi che non solo può interagire con Pokémon
22:45Go, ma ne riprende anche diverse idee e meccaniche.
22:48Satoshi Tajiri oggi copre il ruolo di CEO di Game Freak, ma da diversi anni ha lasciato
22:54la direzione dei videogiochi della serie Pokémon nelle mani del suo collaboratore di vecchia
22:58data, Junichi Mazda. Intanto, la serie sta per vedere il suo primo lungometraggio live
23:03action con Detective Pikachu, mentre il presidente di The Pokémon Company, Tsunekasu Ishiara,
23:09ha annunciato che un nuovo videogioco del filone principale arriverà nel 2019 su Nintendo
23:15Switch, fomentando l'attesa e la curiosità dei milioni e milioni di appassionati in giro
23:20per il mondo.
23:28Nintendo, Game Freaks e Pokémon Company pensavano che la serie si sarebbe conclusa venti anni
23:32fa, subito dopo i capitoli oro e argento. E invece la realtà è stata ben diversa. Il
23:38brand è oggi più forte che mai. Pokémon Go gode di ottima salute, su Switch è stato
23:42appena pubblicato un capitolo e l'anno prossimo ne arriverà un altro. Pikachu è diventato
23:47un'icona popolarissima, forse seconda soltanto a Topolino. E il marchio Pokémon ha incassato
23:53negli anni quasi 60 miliardi di dollari. Più di Harry Potter, di Star Wars, di Hello Kitty.
23:59È insomma un colosso leggendario che è davvero destinato a durare ancora per molto tempo.
24:21e il marchio Pokémon ha incassato
24:59Grazie per la visione!
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