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  • 1 giorno fa
Chi frequenta la travolgente costola musicale di Fabbrica Europa, il Festival au Désert, avrà visto decine di volte suonare una m’bira, l’idiofono africano che si suona con i pollici con un movimento di polso che vagamente richiama il joystick di un videogioco. È uno spettacolo nello spettacolo, e trascina l'ascoltatore in un gorgo di ritmo e beatitudine difficilmente replicabili altrimenti. Probabilmente però non ha mai visto suonare una m’bira elettrica. Anche perché in pochi sanno o sapevano – compreso chi scrive – che tale evoluzione di quell’antico e strano congegno di legno potesse esistere.Ebbene esiste. E lo suona magistralmente Joachim Cooder. No, il nome non è casuale, non è un omonimo: è proprio il figlio della leggenda Ry Cooder (di cui è stato anche batterista). Un cantautore, cantastorie, narratore, affabulatore, ironico e divertente, che sembra uscito da un film dei fratelli Coen, creatore di storie in forma canzone che tengono squisitamente in equilibrio racconti e atmosfere della sua vita californiana con pezzi di quel percorso musicale al fianco di giganti dello scorso secolo con cui si è formato. Come quello insieme al Bob Dylan africano Alì Farka Touré e progetti entrati nella storia come Buena Vista Social Club dove papà Ry era uno dei principali protagonisti.Firenze ha scoperto la magia di Joachim Cooder al Parc delle Cascine per uno dei concerti più attesi di Toscana Produzione Musica, a cura di Maurizio Busia: il Dreamer’s Motel di Cooder jr insieme al talentuosissimo chitarrista Adriano Viterbini, conosciuto per aver dato vita ai Bud Spencer Blues Explosion. Un concerto intimo e personale, dolce, sognante, avvolgente, tra mondo country alternativo e storie di viaggi, strade, foreste, treni, immigrazione, polvere e personaggi improbabili. Un incanto che prende vita alle porte delle Cascine di Firenze.

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