È morto Gino Paoli, uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone d’autore italiana, figura centrale della scuola genovese e interprete di un’idea di musica essenziale, lontana dalle mode e profondamente legata alla parola. Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, ha attraversato oltre mezzo secolo di storia musicale e si è spento nella sua casa sulle alture di Quinto, nel capoluogo ligure, con la vista a picco su mare e città.
È morto Gino Paoli: con De Andrè e Tenco fondò la "scuola genovese" Insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco, Umberto Bindi e Bruno Lauzi, Paoli ha contribuito a rinnovare profondamente la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, introducendo una scrittura più intima, meno convenzionale, a tratti scanzonata. Il suo nome resta indissolubilmente legato a Il cielo in una stanza, pubblicata nel 1960 e resa celebre anche da Mina, una canzone che ha segnato un punto di svolta per intensità emotiva e libertà espressiva. Accanto brani come Sapore di sale e Una lunga storia d’amore, entrati stabilmente nell’immaginario collettivo.
L'amore con Stefania Sandrelli e Ornella Vanoni e il tentativo di suicidio Alla musica si è sempre intrecciata una vita privata complessa e spesso esposta. Storica la relazione con Stefania Sandrelli, da cui nacque Amanda Sandrelli, e quella con Ornella Vanoni, con cui ebbe una lunga e tormentata storia d'amore negli Anni 60. Dalla prima moglie, Anna Fabbri, ha avuto un figlio, Giovanni, morto nel 2025. Il 1963 rappresenta uno spartiacque nella sua biografia: il tentativo di suicidio, cui sopravvisse portando per tutta la vita un proiettile vicino al cuore, contribuì a definire l’immagine pubblica di un artista fragile e tormentato, ma anche profondamente consapevole. Negli anni successivi ha alternato momenti di grande popolarità a fasi più appartate, senza mai rinunciare all'autonomia artistica. È stato anche presidente della SIAE, ruolo che ha rafforzato la sua centralità nel sistema culturale italiano. Con la sua scomparsa si chiude una stagione fondamentale della musica italiana: quella in cui la canzone è diventata racconto personale e l’autore una voce critica del proprio tempo. Resta un repertorio capace di attraversare le generazioni, mantenendo intatta la sua forza espressiva. [amica-related]
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