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  • 1 giorno fa
Il Corriere della Sera ha ospitato quest'oggi nella storica Sala Albertini gli allievi della scuola di giornalismo Walter Tobagi per la dodicesima edizione del Premio Stracca, il riconoscimento che porta il nome di Roberto Stracca, collega scomparso nel novembre del 2010 a soli 40 anni. Ospite d'eccezione Christian Vieri, che si è rivolto ai ragazzi parlando anche di Nazionale e della lotta scudetto. Fra i premiati per i loro elaborati Francesca Fulghesu, Francesca Menna, Andrea Pauri e Giovanni Santarelli. 

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Trascrizione
00:07Bobo, qua tantissimi giovani, i giovani allievi della scuola di giornalismo Walter Tobagi, un consiglio che ti senti di dare
00:15a questi giovani?
00:16No, che devono dare tutto quello che hanno, dare sempre il massimo che è fondamentale e la preparazione è fondamentale.
00:26Quando si vanno a intervistare dei personaggi dobbiamo sapere tutto di loro e fare le domande dove a volte il
00:34personaggio non si aspetta, quindi invece la preparazione sia la cosa più importante.
00:39La nazionale ce l'ha fatta andare al mondiale? Sì oppure no?
00:42Questo non lo sa nessuno però dopo domani finalmente arriva questo spareggio e dobbiamo giocarlo in maniera forte, positiva, non
00:54sarà facile perché comunque il spareggio anche l'Irlanda vuole andare al mondiale.
01:00Giochiamo a Bergamo quindi tutti i tifosi italiani è importante, devono essere molto carichi, avere grande voglia ma sicuramente ce
01:09l'hanno i ragazzi.
01:10Sarà una partita difficile però noi siamo l'Italia e dobbiamo andare al mondiale no?
01:16E comunque l'Italia, il mondiale senza Italia non va bene quindi c'è il primo spareggio poi c'è
01:22il secondo, molto importante e difficile.
01:25Matteo che emozione suscita in te questo premio e soprattutto il celebrarlo in sala Albertini, nella sala storica del Corriere?
01:34Direi che è un premio che è importante, un premio che cresce negli anni, un premio che porta un nome
01:38straordinario che è quello di Roberto Stracca che è stato un grande giornalista, che ci ha lasciato troppo presto.
01:43Peraltro il primo grande pensiero va alla mamma Maria Pia che è sempre presente in questi momenti del premio, quest
01:50'anno era collegata ed è importante, è importante questo premio, è importante quello che fa il Corriere per la memoria
01:57di Roberto Stracca, quindi ogni anno premiare i migliori elaborati.
02:00È bellissimo farlo in questa sala, è il Sancta Santorum del giornalismo italiano, in questa stanza qui che Albertini volle
02:08esattamente sullo stesso modello del Times di Londra, è passata la storia del giornalismo italiano perché tutti i migliori da
02:14questa stanza sono passati e qui si sono riuniti, quindi è quasi un brivido che si prova nello stare qui
02:19dentro.
02:19Sono molto contento per i ragazzi, intanto perché ovviamente è un'esperienza già venire qui, è un'esperienza aver partecipato
02:26a questo premio Stracca e poi chiaramente per alcuni loro è anche la possibilità di vedere riconosciuto il loro lavoro,
02:33quindi con un premio, ma il premio in qualche modo l'hanno preso tutti.
02:36Credo che sia un'iniziativa molto bella e come ha detto giustamente Venanza Postiglione, vice direttore del Corriere della Sera,
02:42un'immagine che condivido molto, è un premio sentimentale e direi che questo sentimento, questa emozione si è vissuta benissimo
02:48questa mattina in sala.
02:51Che emozioni si prova a stare qua dentro?
02:56Sono sia stupita che emozionata, ho un po' riflettuto proprio su come è nato nel mio caso il mio articolo
03:03perché è nato da una sorta di errore giornalistico perché io sono andata a Sarajevo, parla un po' di questo,
03:09le Olimpiadi di Sarajevo, il mio articolo, proprio nei giorni in cui le Olimpiadi di Milano iniziavano e quindi ho
03:13pensato, oddio, forse per una giovane giornalista andare via da Milano proprio in quei giorni non è una scelta così
03:18saggia
03:18e però proprio lì ho scoperto le Olimpiadi dell'84 e ho poi avuto l'idea per il parallelismo che
03:25ho condotto nell'articolo, quindi viva gli errori e viva la storia del giornalismo.
03:31Io anche, difficile da dire, insomma sono molto emozionata però è un premio che sento molto affine in realtà a
03:38me per quanto io non sia una sportiva neanche una giornalista sportiva perché comunque lo sport fa parte della storia
03:44della mia famiglia e anche della mia lateralmente
03:46perché a casa mia sono tifosa del Napoli, i miei genitori più che io sono tifosi del Napoli e ogni
03:53volta a guardare le partite insieme era una liturgia vera e propria, c'erano proprio dei riti in cui dovevamo
03:58partecipare tutti, tutti i componenti della famiglia
04:01e io in realtà per sottrarmi, perché un po' mi annoiavo all'obbligo di guardare la partita del Napoli, mi
04:07inventavo che avevo degli esami, delle interrogazioni e quindi questa era la scusa suprema che almeno non faceva arrabbiare mio
04:13nonno.
04:14Colleghiamoci alla Walter Tobagi, se vi dovessi chiedere qual è l'insegnamento più grande che vi ha dato o il
04:21valore più grande che vi ha trasmesso, cosa mi rispondereste?
04:25Scrivere con chiarezza, io ho proprio notato come rispetto a prima di venire alla Tobagi, come scrivevo per l'università
04:34eccetera, era più uno scrivere per far vedere che sapevo qualcosa
04:37La scuola di giornalismo invece mi ha insegnato come scrivere con semplicità, con chiarezza per farmi capire da chi legge,
04:45questo è l'obiettivo e questo è quello che ci è stato trasmesso fin dal primo giorno
04:49A me è stato trasmesso che non è vero che il giornalismo è morto, c'è ancora bisogno di giornalismo
04:55e di buon giornalismo, soprattutto in un'epoca in cui è sempre più difficile distinguere cosa è vero da cosa
05:01è falso
05:02il ruolo del giornalismo, del buon giornalismo è quello di essere oggi più che mai un vero presidio di democrazia
05:08Grazie
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