- 1 giorno fa
“La città dei vivi”, il romanzo di Nicola Lagioia ispirato al delitto del Collatino, è il secondo classico contemporaneo dopo “La Russia di Putin” di Anna Politkovskaja che i lettori troveranno in edicola per la collana sul giornalismo d’inchiesta proposta da Corriere della Sera e Solferino Libri in occasione dei 150 anni del nostro giornale. Su Corriere Tv oggi parliamo dell’opera e del rapporto tra letteratura e indagine giornalistica con l’autore della nuova prefazione, lo scrittore e critico letterario Emanuele Trevi. Conduce Maria Serena Natale.Il libro è in edicola con il Corriere da sabato 21 marzo a 9,99 euro più il costo del quotidiano.
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:06Marzo 2016, periferia est di Roma. Luca Varani, un ragazzo di 23 anni, viene torturato e ucciso
00:13da due appena trentenni. Manuel Foffo, che poi sarà condannato a 30 anni di carcere,
00:18e Marco Prato, che invece morirà suicida in carcere ancora prima del processo. Fu una delle
00:24storie di cronaca italiana destinate a rimanere indelebili nella memoria collettiva, uno dei
00:30casi di cronaca nera più angoscianti degli ultimi decenni. Ci mise davanti, ci scaraventò
00:36con violenza, davanti alla vacuità, al vuoto che talvolta può riempire, sorreggere però
00:42senza mai risolverlo il mistero del male nelle umane vicende, dieci anni fa il delitto del
00:48collatino. Questa storia, la storia dell'omicidio terribile
00:51di Luca Varani è l'innesco del romanzo di Nicola La Gioia, La città dei vivi, che
00:56è la seconda uscita della collana dedicata al giornalismo d'inchiesta che il Corriere
01:01della Sera, insieme a Solferino Editore, ripropongono, lanciano per i 150 anni del quotidiano e sarà
01:08in edicola, la troverete con il Corriere a partire da sabato 21 marzo. La prima, lo ricordate,
01:13ne abbiamo parlato proprio qui dagli studi di Corriere TV, è stata invece la Russia di Putin
01:18di Anna Politkovskaya in edicola con il Corriere da sabato 14 marzo. Ebbene, sono dei
01:22grandi classici contemporanei che riproponiamo con delle prefazioni scritte appositamente
01:28per questa nuova iniziativa, prefazioni d'autore e nel caso della città dei vivi l'introduzione
01:35è firmata da un grande critico, scrittore Emanuele Trevi, che vedo in collegamento pronto.
01:40Buongiorno Emanuele, grazie per essere con noi. Buongiorno. Se non sbaglio, tra l'altro
01:45in questa bellissima collana, Nicola Laggioia rappresenta insomma la letteratura italiana.
01:51La letteratura italiana e la letteratura che nella prefazione Emanuele Trevi dice potremmo
01:58definire letteratura di investigazione. No, alla fine partiamo proprio da questo punto, questo
02:04scambio proficuo, continuo, questo rapporto profondo tra letteratura e inchiesta, indagine
02:11giornalistica. Lo facciamo dal Corriere della Sera che ha da sempre, tra i propri collaboratori
02:15grandi, poeti, romanzieri, visionari. Emanuele Trevi è un prezioso collaboratore del Corriere
02:20della Sera. Sì, voi avete questa generosità storicamente di ospitarci. E naturalmente non
02:27si esaurisce qui, no? Non è soltanto un rapporto di prossimità professionale, come dire, inviati
02:34che poi scrivono, oppure scrittori che trovano ispirazione nelle storie raccontate dai giornali.
02:39È una storia lunga. È un rapporto anche quotidiano, molto intenso, con gli amici
02:43della lettura sono praticamente una coppia di fatto. Ma il problema che lei pone è una
02:50domanda che mi è molto gradita, perché uno dice, ah faccio, che cosa vuol dire la scrittura
02:57rispetto al giornalismo o altre cose che può, cioè non è tanto scrivere il mito di una
03:03cosa che potrebbe andare lo stesso, come un reportaggio, un articolo di cronaca, e poi
03:08arriva lo scrittore e lo infioretta, no? Di qualche parola strana o di qualche musicalità
03:15della frase. Non è quello. È che la letteratura, e direi che Nicola Laggioia in questo è consapevole,
03:26aggiunge un sapere rispetto al fatto reale che non consiste nello scrivere bene. Lo scrivere
03:35bene sono buoni pure gli asini. Consiste nel registrare anche la percezione soggettiva
03:43dell'evento. Per questo diventa un romanzo. La Gioia racconta di essere stato inviato da
03:52un settimanale, temo della concorrenza, ma insomma questo adesso non ha nessuna importanza,
03:59a fare un primo... doveva essere solo un articolo praticamente, dato che il delitto, come lei stessa
04:11ha ricordato, ha preso il nome di un quartiere, il Collatino, no? Lui è andato a vedere questa
04:20casa, il luogo dove al decimo piano avviene questo terribile, atroce delitto. E questo
04:28è l'ingaggio letterario. Cioè lui è rimasto colpito dalla sinistra eloquenza di quel luogo.
04:34Perché sinistra eloquenza? Perché è un luogo normalissimo. È una delle case in cui tutti
04:39noi viviamo, insomma. Quindi l'idea è che una tale mostruosità, efferatezza e anche, sono
04:47d'accordo con quello che dice lei, è un'efferatezza che a differenza di altri delitti è frutto
04:52di un vuoto totale, di una specie di assoluta mancanza di contenuti.
05:04Allora lo scrittore si trova di fronte a un fatto reale come di fronte a una commedia
05:09di Beckett, no? Cerca di orientarsi in una particolare, diciamo, continente del male, che
05:20è quello del male senza ragioni. Allora qui siamo in un tema letterario, proprio così
05:26come, per citare un altro libro che uscirà nella collana, Emanuel Carrer segue tra i cronisti
05:34giudiziari il processo per gli attentati al Bataclan, portando dentro una capacità di
05:42empatia, di ritratto dei protagonisti che non è direttamente richiesto all'articolo
05:48di cronaca giudiziaria. È sempre una percezione soggettiva quella che dà in più la letteratura.
05:55Che è quella percezione soggettiva che poi ha questa misteriosa, prodigiosa capacità
06:00di diventare universale, no? Di elevarsi.
06:03Ti fa immaginare, ti fa immaginare, perché noi sappiamo tutto. Abbiamo i colpevoli, abbiamo
06:09la vittima, abbiamo una terrificante assenza di movente che però di per sé, come motore
06:15narrativo giornalistico è come un movimento, è la notizia tra l'altro, no? E quindi
06:26anche secondo me si tratta un poco che noi spesso subiamo le notizie perché sono tantissime
06:32e questo accadeva da prima dei social, non bisogna esagerare, no? Noi siamo bombardati
06:39sempre da informazioni in quanto esseri umani facenti parte del mondo, no? Però spesso
06:46non abbiamo tempo, non abbiamo la capacità di rallentare questo ritmo, come nel tempo
06:51di una lettura di un libro anche abbastanza lungo. E in questo rallentamento noi diamo
06:55sostanza morale alle cose. Perché? Che cosa sono per noi? In che maniera ci riguardano?
07:00In che maniera anche possiamo percepire con fastidio l'appartenere a un'umanità che è
07:07con fastidio, con paura, con angoscia, con dolore, un'umanità capace di simili orrori.
07:15Quanto alla dinamica anche tra i personaggi, no? Uno dei paragoni che fu fatto al tempo fu
07:22con a sangue freddo di Truman Capote, ma lei nella prefazione scrive in realtà proprio
07:27questo impalpabile legame tra i due cattivi della storia. Mi ricorda altro, mi ricorda
07:36Revolutionary Road di Richard Yates, che poi divenne anche un bellissimo film.
07:41Sì, allora, Revolutionary Road è un esempio che mi è anche venuto proprio dal punto di...
07:48perché La Gioia è stato anche, diciamo, lavorava nella casa editrice che lo ha riscoperto
07:55in Italia e pubblicato. Poi è stato un successo enorme il film con Di Caprio e Kate Winslet.
08:04Però chiaramente sia per la struttura appunto di uno scrittore che indaga per un delitto,
08:11che per il duplice colpevole, chiaramente a tutti quanti venne in mente Truman Capote.
08:19subito il grande libro di Truman Capote, a sangue freddo. Però lì c'è una gerarchia.
08:25E lì c'è, tra i due assassini, c'è un corruttore, è una persona ai limiti della demenza, insomma.
08:34E quindi lì, tra i due colpevoli che descrive Nicola, il lavoro è molto più difficile.
08:42Perché non sai chi inizia e chi finisce. E questa è una situazione terribile dal punto di vista
08:49della responsabilità. Cioè, due persone non sono semplicemente una somma aritmetica, no?
08:58Uno più uno. Questo forse si potrebbe dire di più su tre persone.
09:01Tra due persone può accadere una cosa, si infila il diabolico.
09:06Cioè, queste due persone ne producono una terza, che non appartiene né alla prima né alla seconda,
09:13e che in qualche modo svincola dall'aspetto morale, dalla percezione della propria responsabilità
09:20o anche semplicemente dalle conseguenze di quello che fa il pensiero.
09:24Quindi, a un certo punto, il clou del libro è proprio che, alla fine, le cose potevano andare diversamente
09:31e queste due persone dopo... Allora si possono dare tante cose, no?
09:37L'assunzione di droga, alcol, psicofarmaci, quei giorni vissuti in una maniera così bestiale
09:46dai due assassini, va bene.
09:49Però nulla ci porta a determinare sicuramente un esito tragico del genere, no?
09:59Quanta gente perde tempo insieme o fa stupidaggini e poi se ne va a casa a dormire
10:05senza essersi lasciato alle spalle un cadavere.
10:08E poi ucciso in una maniera così atroce.
10:12A Roma si venne paragonato al famoso delitto del Canaro, no?
10:18E quindi questa cosa è stata questa terribile capacità di due persone
10:27di dare luogo a una terza persona malefica che, in qualche maniera,
10:31non appartenendo a nessuna delle due, rende possibile delle cose che il singolo avrebbe rifiutato.
10:39L'ho collegato a un grandissimo libro che è Revolutionary Road di Yates,
10:46dove due coniugi si rovinano la vita e non si sa chi comincia e chi finisce.
10:52Tra l'altro, per proprio segnalare quanto è difficile,
10:56lei parlava del film poi che ne viene tratto con questi due grandi attori,
11:00il film di Sam Mendes,
11:02nella sceneggiatura questo effetto non è possibile,
11:06come temo non sarà possibile anche nel film,
11:09perché in qualche maniera, se guardiamo il film,
11:14Kate Winslet è più colpevole di DiCaprio,
11:18DiCaprio è una vittima, no?
11:19Perché questa cosa che rimangano che la catastrofe non abbia nessuna responsabilità
11:30è proprio un effetto di scrittura,
11:32si segue con i dialoghi,
11:35è molto difficile da ottenere,
11:38perché tra due persone noi diciamo sempre
11:40questo è il cattivo e quello è il poveraccio che l'ha seguito,
11:43no?
11:43è una logica che il cinema è costretto a seguire,
11:47non poteva arrivare a quello,
11:49e quindi mi è venuto in mente un modello letterario più alto,
11:53insomma, poi mi sono anche confrontato con la gioia su questo punto,
11:57che appunto, oltre che è stato anche, diciamo,
12:01ai tempi lavorava nella casa editrice che ha pubblicato Revolutionary Road,
12:05e mi ha confessato di essersi offerto,
12:08di avere fatto un giro di bozze in più per il gusto di rileggerlo,
12:13quindi insomma ne abbiamo parlato,
12:17perché è un grande...
12:18Certo, una cosa è inventare una storia anche tragica come quella di Eitz,
12:23è una cosa è poi confrontarsi anche con una certa resistenza del mezzo
12:27che il fatto vero impone allo scrittore,
12:31anche dal punto di vista della documentazione,
12:34questo è un libro di Dagiòia,
12:36è anche esemplare con la pazienza in cui ha frugato negli atti,
12:41insomma, ecco, questi sono i fatti veri rispetto ai fatti inventati,
12:45lasciano delle tracce che sono molto ambigue,
12:47sono molto difficili anche da decifrare,
12:51e impongono magari certe volte il ricorso ad esperti,
12:56perché noi scrittori poi non siamo specialisti di nulla,
12:59e insomma devo dire che appunto,
13:02come dicevamo all'inizio,
13:04questo libro figura benissimo,
13:07e ne siamo orgogliosi,
13:09dentro un bouquet di autori internazionali
13:13che hanno scritto dei libri straordinari appunto.
13:17E all'inizio parlava del...
13:20della collana.
13:22Del collatino, del quartiere,
13:24di questo quartiere periferico,
13:26che è un po' un anonimo non luogo
13:29dove un po' tutti ci possiamo ritrovare,
13:31ma c'è anche un'altra potenza raccontata in questo libro,
13:37che come dice lei,
13:38l'autonomia del male,
13:40che a un certo punto si presenta come terzo soggetto,
13:43c'è anche Roma,
13:45è un grande, grandioso, allucinato appunto di Roma.
13:48Questo libro esce durante il lockdown.
13:512020.
13:53No, in questa città che era Roma,
13:55tutte le città sono state spettrali,
13:57che era la nostra città,
13:59ed era assolutamente spettrali.
14:02Quindi era una lettura che facevamo in casa,
14:05spesso da soli,
14:06stando così,
14:07in questo silenzio.
14:09E che cos'è col latino?
14:11Cioè, come dire,
14:12adesso come potrebbe essere
14:14qualsiasi quartiere di Milano,
14:19che non è particolarmente caratterizzato.
14:22No?
14:25E quindi è un sinonimo di normalità.
14:28Cioè, se stessimo a Milano,
14:30non direi Brera,
14:31direi Lambrate.
14:35E quindi è più un toponimo
14:37che dice, guarda,
14:38è dalla parte del Roma-Est,
14:40diciamo,
14:41poi è la parte
14:43verso l'Est di Roma.
14:45Ma appunto,
14:50il generarsi
14:51di un'atrocità del genere
14:53nel seno
14:54della più scontata
14:57normalità borghese,
14:58come si chiamano questi posti?
15:00I quartieri dormitorio.
15:03Tra l'altro,
15:03il col latino
15:04è un ottimo quartiere dormitorio,
15:05insomma,
15:06nel senso che è già
15:07di gente privilegiata,
15:08perché ha i suoi servizi,
15:09alla sua,
15:10non è...
15:11Perché,
15:12no,
15:13se uno dice,
15:13no,
15:13la periferia è anche più devastata,
15:15no,
15:15si aspetta
15:19la...
15:20dal...
15:20magari dalla miseria,
15:22dal degrado sociale,
15:24ambientale,
15:25no?
15:28L'atrocità.
15:30Altro è
15:31il quartiere bene,
15:32Perché lì è tutta
15:33un'altra dinamica,
15:35no?
15:37Proprio
15:38nel quartiere ricco
15:39c'è il tipo di...
15:40Invece questa cosa,
15:42e proprio per questo,
15:43a mio parere,
15:44poi nel linguaggio
15:45giornalistico,
15:48il luogo
15:49assume
15:50un'importanza
15:53che diventa
15:54poi il fatto
15:55per antonomasia,
15:57no?
15:57Perché
15:58delitto
15:58del collatino,
16:00in quanto
16:00non è una strada,
16:02ad esempio,
16:02no?
16:04Allora,
16:06non è la via
16:07merulana
16:07di Gadda,
16:08capito?
16:10Che ha un'identità
16:11forte,
16:12no?
16:12Un sapore,
16:13proprio,
16:14che...
16:14merulana,
16:15quel pasticciaccio brutto,
16:16invece lo sposta,
16:18quel pasticciaccio brutto
16:19del collatino,
16:20no?
16:20Che cosa vuol dire?
16:21E questa è una cosa
16:22che...
16:23Io ricordo,
16:24ecco,
16:25sia il momento
16:26del delitto,
16:27sia il momento
16:27dell'uscita del libro,
16:29quattro anni dopo,
16:30nel senso che il libro
16:31fu un proprio
16:32per tanti,
16:33beh,
16:33il delitto era più
16:34universalmente radio,
16:38televisioni,
16:39giornali,
16:40insomma,
16:42aveva un bacino,
16:43diciamo,
16:44di utenza
16:44più...
16:45più largo,
16:47chiaramente,
16:48come ogni tragedia,
16:50però questa...
16:52questo libro
16:55incise molto sulle...
16:56è uno straordinario
16:58ritratto di Roma
16:59ed è scritto
17:01da una persona
17:02che non è di Roma,
17:03perché Roma
17:04ha questa...
17:05mentre c'è molta letteratura
17:08su Milano
17:09fatta dai milanesi,
17:10no?
17:11Roma ha un destino,
17:13che le persone
17:13che hanno parlato
17:14di Roma
17:16raramente
17:17sono di Roma,
17:18cioè,
17:19perché nella struttura
17:20narrativa
17:21c'è anche l'arrivare
17:22a Roma
17:22e la gioia c'era...
17:24Sembra non entrarci niente
17:26il fatto che ci racconti
17:27come lui
17:29è arrivato a Roma
17:30da ragazzo
17:31e invece c'è
17:32entrato tantissimo.
17:34La morta bellezza
17:35che soverchiava tutti,
17:37no?
17:37Dice a un certo punto,
17:38si legge a un certo punto
17:39nel romanzo,
17:40la bellezza di Roma
17:41che appare
17:42con questa sua incrinatura,
17:44non è una bellezza
17:46che accoglie,
17:47è una bellezza
17:47anche a tratti respingenti.
17:48Forse una risposta,
17:49una parte della risposta
17:51a questo punto
17:52che pone
17:53sta nel fatto
17:54che come scrive
17:55nel romanzo La Gioia,
17:56per i romani
17:57in qualche modo
17:57le cose ultime
17:58sono molto prossime,
17:59la fine del mondo
18:00c'è già stata,
18:01c'è un po'
18:02questo senso
18:03di essere sopravvissuti.
18:04Ci sono due posti
18:05nel mondo
18:05che sembrano
18:06il tappo della vasca,
18:09che sono Roma
18:09e Varanasi.
18:11E questo è
18:11il nostro...
18:13come cosa vuol dire
18:14il tappo della vasca?
18:15Se il mondo deve finire
18:16finisce in quel buco lì,
18:18insomma.
18:19Un buco nero?
18:21Che cos'è?
18:21Anche un principio spirituale,
18:25sto parlando
18:25delle due città
18:26più sacre del mondo
18:27forse,
18:28senza nulla
18:28togliere
18:29altre città sacre.
18:31Ci dica proprio
18:32la cosa
18:33che porta con sé
18:35di questo libro.
18:36Perché è un libro
18:37da leggere?
18:38Perché è un bellissimo libro
18:39alla fine della prefazione
18:40dice,
18:40meno male,
18:41continuiamo a mandare
18:42gli scrittori
18:43a seguire fatti di cronaca,
18:44così ne vengono
18:45bellissimi libri.
18:45Perché?
18:46Eh sì,
18:47è veramente appassionante.
18:49Però la mia cosa
18:50era scrittori scrupolosi
18:52come la gioia,
18:53perché per esempio
18:53se mi mandate a me
18:54il libro
18:55era un fallimento totale,
18:56perché proprio la noia
18:57di leggere atti,
18:58eccetera,
18:59quindi insomma
18:59diciamo che
19:00il sottinteso era
19:02scrittore bravo,
19:04che cosa vuol dire
19:04scrittore bravo?
19:05Appunto,
19:06di leggere
19:07con l'intelligenza
19:08magari delle cose
19:09che sono anche
19:10proprio atti processuali,
19:12testimonianze,
19:13eccetera,
19:13un po'
19:13con l'intelligenza vivida
19:16del,
19:17non voglio dire
19:18del critico letterario,
19:19però proprio
19:20dello scrittore
19:21che cerca
19:21un significato umano
19:22anche magari
19:23in un linguaggio
19:24burocratico,
19:25nel linguaggio
19:26dei referti
19:27è terribile,
19:28no?
19:30Allora,
19:31grazie a Emanuele Trevi,
19:33mi permetta
19:33di ricordare
19:34che in questi giorni
19:35in scena
19:36al Teatro Argentina
19:37c'è il suo
19:38adattamento teatrale
19:39di furore
19:40di John Steinbeck
19:41con ideazione
19:42e voce
19:43di Massimo Popolizio,
19:44grazie
19:44per la prefazione
19:45al libro
19:46e per questa maniera.
19:48Siamo in scena
19:48proprio questi giorni
19:50e poi
19:51siamo stati
19:51a Milano
19:52insomma
19:52e quindi
19:55e sabato
19:56abbiamo
19:56l'appuntamento
19:57con questo libro.
20:00Allora,
20:01grazie
20:01per la prefazione
20:02e grazie
20:02per il suo tempo,
20:03grazie Emanuele Trevi.
20:04Noi naturalmente
20:05vi ringraziamo
20:06per la vostra attenzione
20:08come sempre
20:08e come ci ricordava
20:09Emanuele Trevi
20:10in collegamento
20:11da sabato
20:1221 marzo
20:13è in edicola
20:14con il Corriere della Sera
20:15La città dei vivi
20:16di Nicola Laggioia
20:17la seconda uscita
20:18della collana
20:19realizzata da Corriere della Sera
20:21con Solferino
20:22editore per i 150 anni
20:23del Corriere
20:25io vi ringrazio
20:26per essere stati
20:27con noi oggi
20:27vi auguro
20:28una buona giornata
20:29e vi do appuntamento
20:30alla prossima diretta.
20:32Grazie a tutti.
20:33Grazie a tutti.
20:34Grazie a tutti.
20:35Grazie a tutti.
20:36Grazie a tutti.
Commenti