00:00vi farò uscire dalle vostre tombe. Questo è l'oracolo di Ezechiele che ascoltiamo in questa
00:05quinta domenica di Quaresima, appunto dalle parole del profeta. Io vi salverò. È un oracolo che in
00:13qualche modo anticipa questa sostituzione del nostro cuore vecchio, il nostro cuore di pietra,
00:20con il cuore di carne, con il cuore di Gesù. E anticipa proprio il brano di Vangelo che ci
00:26parla della risurrezione di Lazzaro. Ancora prima Paolo nella seconda lettura, tratta dalla lettera
00:32ai Romani, ci parla di uno spirito che vive in noi e che ci fa risorgere già vita nuova. Dentro
00:40di noi
00:41pulsa lo Spirito Santo. Lo sentiamo? Sentiamo questa forza che ci dice che siamo vivi, che la morte,
00:49ogni morta che ci assedia non è la parola definitiva, perché la vita abita in noi. È un
00:55grande mistero, questo che il capitolotto della lettera ai Romani ci ricorda, che vi invito a
01:01leggere con profondità, perché poi ci introduce al grande tema del Vangelo che leggeremo oggi,
01:08in questa quinta domenica, che è il Vangelo di Lazzaro, in cui c'è Gesù lontano, a cui annunciano
01:13che questo suo amico, il suo forse più grande amico di cui narrono i Vangeli, sta morendo, il fratello
01:18di Marte e Maria, questi tre fratelli di Betania, non lontani da Gerusalemme, e Gesù, ecco, si racconta
01:26di questo cammino, arriva a casa delle sorelle, le quali piangono e le quali dubitano di lui. E Gesù
01:34piange davanti alla tomba di Lazzaro. Dio si emoziona, si commuove di fronte al dolore e alla morte
01:42dell'amico, di fronte alla morte di ciascuno di noi. La compassione è il grande segno di Dio,
01:51è la grande forza di Dio che smuove e fa risorgere questa commozione, che è anche dentro di noi,
01:59che ci fa commuovere per i dolori del mondo. Sembra che tutto sia perduto, Gesù arriva, Marta e Maria
02:05sono disperate, eppure proprio lì, nel luogo della morte e della delusione, Gesù rivela il volto di un
02:12Dio che non resta distante dal dolore umano. E ancora prima del miracolo, ecco, Gesù chiede di fidarsi
02:19di lui. Togliete la pietra, questo è il comando che lui dà agli uomini. Ma signore, il suo cadavere è
02:27morto
02:28da tre giorni, il suo cadavere ormai manda cattivo odore. Togliete la pietra. Che cos'è quella pietra?
02:35Quella pietra è la nostra paura, la rassegnazione, la sfiducia. Quel togliete la pietra, oggi il Signore
02:44lo dice a noi. Togliete la pietra delle vostre paure, delle vostre fatiche, delle vostre rassegnazioni,
02:50del vostro non credere in più. Solo allora la parola di Gesù può raggiungere quello che
02:58è dentro la grotta, cioè i nostri desideri più profondi. Ma occorre che quella pietra
03:03sia rimossa. E allora il Vangelo di oggi ci dice che nessuna notte è definitiva, che ogni
03:11notte può essere sconfitta se accettiamo nella fede che il Signore entri nelle nostre
03:18fatica, nelle nostre disperazioni, mancanze di fede, nel nostro non credere più a quello
03:25che ci sta intorno. Diciamolo dentro di noi, Signore aiutami a togliere la pietra dalla porta
03:33del mio cuore ed entra e fa risorgere in me quello che Tu hai creato, cioè la bellezza
03:40della mia vita e della mia persona. Chiediamolo con fede perché questo avvicinandoci alla Pasqua
03:47e il grande messaggio di gioia che oggi il Signore ci vuole dare. Buona domenica.
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