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Trascrizione
00:05Unicredit ha lanciato un'offerta pubblica di scambio per salire oltre il 30% di Commerce Bank,
00:11operazione che riaccende l'entusiasmo intorno al risico bancario, ma noi proviamo ad allargare
00:15lo sguardo andando a discutere sul potenziale impatto di un rapporto sempre più stretto tra
00:20l'istituto di credito italiano e quello tedesco all'interno del contesto finanziario europeo.
00:25Per farlo siamo in compagnia di Loriana Pellizzon, Finance Professor all'Hebnis Institute for Finance and Research.
00:32Buongiorno Pellizzon e grazie per essere qui con noi.
00:36Buongiorno, grazie dell'invito. Sono anche professora alla Greta University e sono part-time professor
00:42a Ca' Fosca University, quindi gioco due ruoli in questa intervista.
00:48Perfetto, io ricordo che il Leibniz Institute promuove la ricerca interdisciplinare e fornisce
00:55consulenza politica indipendente sul sistema finanziario internazionale con particolare
00:59attenzione all'Europa. Ed è proprio in questo contesto che avete scritto anche dei brevi report
01:04sull'operazione della quale stiamo parlando. Io vorrei partire proprio da qui chiedendole intanto
01:09se è rimasta sorpresa dalla mossa di Andrea Orcel oppure la trova in linea con il percorso
01:14già in atto da Unicredit su Commerce Bank e soprattutto quali effetti potrebbe avere
01:19un'operazione di grande scala fra Unicredit e Commerce Bank sul processo di integrazione
01:23finanziaria europea?
01:26Allora, ovviamente non si poteva prevedere quando sarebbe successo ma era l'aria che ci
01:33sarebbe stata appunto una seconda mossa da parte di Unicredit nel tentativo di acquisire
01:40Commerce Bank, quindi non è una sorpresa. Ovviamente i dettagli non potevano essere previsti ma appunto
01:48il fatto che ci fosse un secondo tentativo di aumentare il controllo e quindi l'acquisizione
02:01di azioni da parte Unicredit delle azioni di Commerce Bank non è una sorpresa. Lo dobbiamo
02:10guardare questo tipo di operazione dal punto di vista dell'Europa e questo tipo di operazione
02:17è un esperamento importante perché da anni stiamo parlando di quello che si chiama banking
02:24union, cioè l'unione bancaria. Il fatto che quindi abbiamo un'unione per quanto riguarda
02:29il mercato del credito ma che per ora non è in realtà ancora realizzata al 100%. Abbiamo
02:40una supervisione delle grosse banche europee centralizzata presso la banca centrale europea
02:47però non abbiamo ancora da un lato dei colossi, dei campioni appunto europei. Abbiamo tanti
02:55campioni nazionali ma nessuno di loro è un campione sovranazionale che consentirebbe
03:01quindi all'Europa di avere appunto un competitor che riesce a competere a livello
03:07internazionale, cioè come appunto per esempio i colossi americani. E quindi appunto ci troviamo
03:14in questa situazione in cui l'unione bancaria viene in qualche modo promossa a Bruxelles ma
03:22in realtà siamo abbastanza lontani dal suo completamento. Il primo vincolo che fa sì
03:31che non abbiamo questo tipo di unione bancaria è che per esempio non abbiamo trasferimenti
03:37cross-border, cioè anche Unicredit che possiede Aipo Bank, quindi è una banca tedesca, quindi
03:44il fatto che Unicredit possiede già una banca tedesca, però in realtà i depositi, i fondi
03:50che derivano dai depositi che raccoglie per esempio in Germania non li può usare per
03:55fare prestiti in Italia, come anche i depositi che raccoglie in Italia non li può usare
03:58per fare prestiti in Germania. Quindi è un'unione bancaria un po' zoppa.
04:04Un po' zoppa anche perché vediamo continuamente delle ostilità da parte dei governi, ad esempio
04:09in questo caso il governo tedesco, prima col cancelliere Merz, poi con il ministro delle
04:13finanze, si stanno opponendo a questa operazione da parte di Unicredit, cercando di sostenere
04:19come sia importante invece mantenere l'indipendenza di commerce. Ecco, secondo lei perché questa
04:24ostilità da parte dei governi e invece questo intervento dovrebbe arrivare proprio da parte
04:29dei policymaker per andare verso questa integrazione finanziaria?
04:34Ma non ci dovrebbe sorprendere questo tipo di atteggiamento, lo vediamo in altri, molti
04:39altri casi, quando appunto c'è l'interesse europeo e l'interesse nazionale e purtroppo
04:46nel breve periodo questi due aspetti vanno un po' a cozzare e la tendenza dei politici
04:53che abbiamo è quella di far prevalere in realtà il loro interesse politico che è soprattutto
04:59nazionale, a discapito purtroppo dell'interesse europeo e il risultato è che l'Europa appunto
05:07non è effettivamente un insieme di stati che stanno tutti lavorando per lo stesso obiettivo
05:15e cioè fare in modo di essere più competitivi a livello internazionale, ma continua a fare
05:21competizione all'interno tra i diversi paesi facendo prevalere sempre gli interessi nazionali,
05:28poi ovviamente non sta aiutando il populismo che sta crescendo e quindi dal punto di vista
05:35dei singoli politici anche se sulla carta magari sarebbero interessati o vedono una
05:42prospettiva a livello europeo nel breve periodo ovviamente risulta più interessante e più
05:49utile per loro ascoltare e tener conto in qualche modo delle pressioni populiste e quindi
05:58far prevalere un interesse tra virgolette nazionale, ma è solo un interesse nazionale
06:02del breve periodo, perché nel lungo periodo non potrà sopravvivere il singolo Stato, dovremo
06:09essere più forti a livello europeo e come siamo organizzati adesso non può funzionare.
06:15E in questo si inserisce anche la presenza all'interno del capitale e dei grandi istituti
06:19di credito ancora da parte dei governi, in questo lei vede dei rischi potenziali?
06:25Allora qui vorrei sottolineare alcuni aspetti, il motivo per cui abbiamo questa presenza significativa
06:32dei governi nei capitali delle banche è storico ed è dovuto al fatto che c'è stato un forte
06:39bail out, cioè in qualche modo un'immissione di capitale pubblico dopo la crisi del 2008-2009
06:52e quindi appunto perché altrimenti queste banche sarebbero in qualche modo fallite.
06:56Quindi c'è stato un bail out da parte degli Stati europei che ovviamente contribuendo
07:03capitale hanno acquisito una quota di azioni.
07:07Se andiamo a vedere come è stato fatto il bail out negli Stati Uniti, è stato fatto
07:11in maniera totalmente diversa ed è stato fatto in modo tale che in realtà il contributo
07:17che il governo ha dato, in quel caso lì molto significativo, derivava dal fatto che poi
07:24queste azioni intanto non erano azioni commerciali, quindi non avevano nessun controllo dell'azienda
07:31ma erano solo privilegiate, cioè ricevevano dei dividendi e c'era la regola che questi dividendi
07:41dovevano essere abbastanza, diciamo così, significativi e se le banche, in questo caso
07:46americane, avessero in qualche modo, non avessero pagato questi dividendi per almeno
07:51sei quarter, al sesto quarter, quando appunto avrebbero saltato il sesto quarter di payment,
07:57il governo avrebbe avuto la possibilità di inserire nel board di questa banca due, diciamo
08:05così, suoi membri. Quindi appunto questa penalità ha fatto sì, infatti ho uno studio
08:12che è stato pubblicato, che gran parte delle banche americane, primo hanno sempre pagato
08:17i loro dividendi, hanno evitato di non pagarli per sei volte e secondo il primo possibile hanno
08:25cercato di fare in modo di rimborsare il governo americano e quindi non avere questa presenza
08:33ingombrante. In Europa si è fatto il bail out e questi soldi ai governi non sono mai stati
08:41restituiti. E abbiamo il problema adesso che appunto questi governi sono ancora nel capitale
08:49di queste banche, quando non ci dovrebbero più essere.
08:53Cambiamo invece operazione perché al di là di queste fusioni trasfrontaliere vediamo anche
08:59altre operazioni più leggere, se mi concede il termine, come quella fra Credit Agricole
09:04e Banco BPM. In questo caso Credit Agricole parla di partnership strategica con una quota
09:10intorno al 20%. Ecco, secondo lei questo può essere un canale parallelo a quello delle fusioni
09:16che va verso un miglioramento dell'efficienza bancaria europea o è un'alternativa debole?
09:23Allora, dobbiamo considerare che le partecipazioni derivano da una scelta strategica che è quella
09:29di iniziare a collaborare e che si sono identificati dei settori in cui appunto questa collaborazione
09:36è benefica per tutti e due gli attori. Per esempio il caso Credit Agricole BPM hanno iniziato
09:47a fare collaborazioni sulle assicurazioni che vengono distribuite dalla banca, sul credito
09:53al consumo e così via. Un tipo di strategia di questo genere tra Unicredit e Commerce Bank
09:59non sarebbe ottimale perché in realtà l'obiettivo è, diciamo così, quello che rende questo tipo
10:05di fusione ottimale è che si inizi effettivamente a creare efficienza, ad avere un unico sistema
10:14integrato e innovativo a livello tecnologico, una riduzione delle filiali perché appunto
10:22sarebbero rindondanti, quindi più economia di scala piuttosto che andare a collaborare
10:27su un particolare settore. Quindi in questo caso non avrebbe tanto senso fare una partnership
10:32da un punto di vista strategico, dopodiché ovviamente sappiamo che gli aspetti, diciamo
10:40così, economico strategici in questo caso vanno ad impattare con, da un lato una volontà
10:46politica, dall'altro una situazione complicata a livello di regolamentazione europea.
10:52Io vorrei approfittare anche della sua presenza per andare più nello specifico sulla Capital
10:56Market Union perché finora abbiamo parlato del consolidamento bancario ma non è l'unico
11:01settore in cui si forma questo tipo di operazioni. Ecco, secondo lei quali sono oggi le principali
11:07sfide e le opportunità per l'Europa attraverso la Capital Market Union?
11:12Ma appunto al SAFE stiamo scrivendo molto riguardo alla Capital Market Union. La sfida principale
11:17è quella che effettivamente non abbiamo regole diverse per quanto riguarda i mercati finanziari,
11:24cioè che non abbiamo 27 regole diverse, ma che in qualche modo queste regole che vengono
11:30definite a Bruxelles vengono in qualche modo adottate e implementate in maniera uguale nei
11:36diversi paesi. Questa è la prima cosa che bisogna fare, cioè evitare tutte le frammentazioni che
11:43sono dovute alla regolamentazione. La seconda che è fondamentale è che la supervisione, quindi non
11:49solo la regolamentazione, ma anche la supervisione venga fatta a livello centralizzato e che quindi ci
11:55sia un supervisore unico che usa gli stessi metodi, gli stessi approcci e che quindi ha lo stesso
12:01mandato. Allo stato attuale, in realtà, la supervisione dei mercati finanziari è un
12:08calendoscopio di modi diversi. Per esempio in Italia i mercati vengono supervisionati dalla
12:13Consob, in Germania da Baffin, che però è anche quello che controlla anche le banche, in Francia
12:21abbiamo una situazione simile a quella, diciamo, dell'Italia, in Irlanda invece è tutto controllato
12:29dalla banca centrale. Quindi abbiamo una supervisione che non solo usa, adotta regole diverse, ma è
12:36proprio strutturata in maniera diversa e quindi non si può pensare di avere una capital market union
12:41se le regole sono diverse, la supervisione è diversa e quindi appunto la struttura è
12:47completamente diversa.
12:49Per chiudere, le vorrei invece fare una domanda sull'innovazione finanziaria, perché
12:53si è tanto dibattuto negli ultimi tempi di strumenti come l'euro digitale, che dovrebbe
12:58a breve entrare in vigore, ma anche le stable coin, che secondo alcuni possono essere una minaccia
13:03per i mercati finanziari. Ecco, lei cosa ritiene di questi strumenti? Sono processi inevitabili
13:10o diventano priorità per i regolatori da gestire?
13:14Allora, di sicuro sono inevitabili e vanno visti in maniera positiva, nel senso che comunque
13:21le innovazioni che derivano dalla tecnologia portano a potenziale efficienza, migliori servizi,
13:29quindi appunto non vanno viste come un problema, ma devono essere visti come un'opportunità.
13:37si inserisce questo all'interno proprio della dinamica che stiamo osservando nel settore
13:41bancario. Il settore bancario non può pensare di rimanere com'è, deve evolversi, perché
13:46appunto ci sono competizioni che derivano sia da banche, che adesso abbiamo un sacco di
13:51banche online, sia in Germania che in Italia, derivano dalle istituzioni fintech, che non
13:58sono banche, ma che riescono comunque a fornire servizi simili a quelli forniti dalle banche,
14:03e quindi questo fa sì che il sistema sta evolvendo, il ruolo ovviamente dei regolatori
14:10è quello di mantenere e garantire che ci sia stabilità, quindi dare regole che siano in
14:16qualche modo uniformi e in linea appunto con i rischi che queste istituzioni possono generare
14:21a livello di sistema, ma non si può pensare che tutto rimanga come adesso. Ci saranno variazioni,
14:30ci saranno cambiamenti, ecco perché è importante che il settore bancario europeo si prepari
14:37ed evolga ed evolva anche dal punto di vista tecnologico. Ovviamente per fare questo ha bisogno
14:43di capitali e per fare questo è necessario che quindi ci sia un'evoluzione e si inizia appunto
14:49a eliminare le inefficienze. Allora grazie, grazie a Loriana Pelizzon per essere stata qui con noi
14:56e ci rivediamo presto. Certo, grazie a voi. Grazie, arrivederci e per ora è tutto, qualche
15:04sante di pubblicità.
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