00:00Benvenuti a Il piacere della lettura, oggi con noi Anna Voltaggio, benvenuta.
00:05Grazie.
00:06Il libro di oggi è La Santa degli Altri, edito da Neripozza.
00:10In una Palermo sospesa tra fede e segreti inconfessabili,
00:14seguiamo il viaggio di chi resta a cercare e chi invece è fuggito.
00:19Un'indagine dell'anima tra la devozione a Santa Rita e le ombre del passato,
00:24perché a volte, solo svelando il mistero degli altri,
00:27possiamo davvero ritrovare noi stessi.
00:30Ci puoi parlare della genesi del tuo romanzo, l'idea è nata all'improvviso
00:34o è stata covata dentro di te a lungo prima di prendere forma in parole?
00:40L'idea di questo libro è nata lentamente.
00:44Addirittura quando stavo scrivendo il precedente libro, questa storia si era depositata
00:50e in qualche modo aveva cominciato a mettere delle piccole tracce dentro di me,
00:56perché è una storia ambientata nella mia città, che è Palermo,
01:01ed è una storia che ha a che fare quindi in parte con la mia memoria,
01:05sia il rapporto con il luogo, ma anche proprio tutta una memoria anche familiare, personale.
01:14Ci sono delle tracce di me all'interno di questo libro, avevo bisogno di tempo per lasciare sedimentare
01:23e poi piano piano è venuto fuori.
01:24Il titolo del romanzo, La Santa degli altri, è riferito a Santa Rita.
01:28Cos'intendi con questa espressione?
01:31E chi è nell'economia del romanzo e non solo Santa Rita?
01:34Santa Rita è la figura che è il perno un po' di due storie.
01:40Questo romanzo è composto da due storie, è un'ambientata ai nostri giorni
01:43e un'ambientata in una Sicilia, in una Palermo molto più arcaica.
01:47Santa Rita è l'annello di congiunzione per me, perché è attraverso questa figura
01:54che è molto potente e molto importante per le donne della mia città,
01:59oltre che insomma di larga parte del mondo, e anche appunto per i personaggi di questo libro.
02:07È una figura che viene raccontata in maniera credo più laica,
02:14quindi cerco di tirare fuori la potenza di questa santa
02:21nell'idea che il mio personaggio contemporaneo e anche poi i personaggi che invece racconto nel passato
02:29riescono a instaurare con lei questo rapporto così forte e così diverso.
02:34La Santa degli Altri però è anche un po' riferito a tutte le donne del mio libro.
02:40In qualche modo Gelsomina, che è un personaggio, è una santa degli altri,
02:46lo è Nika, la protagonista della storia contemporanea.
02:50È proprio ragione intorno alla figura del sacro in un'esistenza più laica.
02:55Come hai accennato, il romanzo viaggia su due linee temporali e narrative diverse.
03:01Nella prima, quella del presente, troviamo Tommaso e Nika.
03:04Ci puoi introdurre questi due personaggi e ci parli del loro rapporto.
03:08Allora, la storia contemporanea, che è ambientata appunto ai giorni nostri,
03:11è raccontata in prima persona e la voce narrante è quella di Tommaso.
03:17Eppure la protagonista, forse reale, è Nika, che è una protagonista in assenza.
03:23Tommaso resta impigliato nell'ossessione della mancanza di questa donna,
03:28che improvvisamente sparisce dalla sua vita da un giorno all'altro.
03:33Nika viene raccontata attraverso lo sguardo di lui.
03:38Mi interessava molto la percezione, cioè mi interessa,
03:43la percezione di noi che si può avere nello sguardo di un'altra persona.
03:47Quello che noi siamo non è soltanto quello che noi conosciamo di noi,
03:52ma anche quello che noi riusciamo ad essere per gli altri.
03:57È una storia appunto di assenza, di ricerca, di desiderio.
04:02Nella seconda linea temporale, quella del passato,
04:05abbiamo invece Gelsomina e le figlie Margherita e Maria.
04:09Ci puoi parlare di questo trittico talmente bello e sfaccettato da sembrare un dipinto?
04:14Grazie per questa definizione, questo trittico che sembra un dipinto.
04:19Gelsomina, Margherita e Maria sono appunto le tre donne intorno a cui ragiono
04:25e che compongono la storia di questa Sicilia invece arcaica.
04:31Vivono molto, sono molto legate tra di loro, sono figure estremamente diverse
04:36e alla fine sono la memoria familiare di Nika, del personaggio della storia contemporanea.
04:45Ho raccontato un rapporto madre-figlia sia rispetto a Gelsomina e Margherita,
04:53molto caldo, simbiotico, un rapporto di amore profondissimo,
04:58ma anche poi di bisogno di fuga da questo amore.
05:03Il rapporto invece di Gelsomina e Maria, l'altra sua figlia,
05:08è un rapporto interrotto, un rapporto che non si può compiere.
05:14Mi interessava vedere una maternità impreparata in questo senso,
05:20perché in quella Sicilia degli anni 60, insomma,
05:25di una famiglia popolare senza nessuna struttura culturale
05:29che poteva aiutare un po' a decifrare le anomalie della vita.
05:35Mi interessava un po' a capire che rapporti in purezza venivano fuori
05:41e poi sono appunto quelli che si depositano nella mia protagonista della storia contemporanea.
05:46Scrivi, ci sono segreti che non confidiamo e altri che non raccontiamo neanche a noi stessi.
05:52Il tema del segreto è centrale nel romanzo.
05:55Esistono davvero verità che non diciamo nemmeno a noi stessi per poter andare avanti?
06:00Cos'è per te un segreto?
06:02Io credo di sì.
06:03Credo che ci sono delle cose che in alcuni casi ci feriscono troppo
06:08oppure che ci spaventano troppo e talvolta una delle difese che adottiamo
06:14è quella di lasciare che restino segreti un po' anche per noi stessi,
06:20cioè non osiamo inabissarci per cercare di capire meglio, per cercare di sapere di più.
06:28Questo però ci preclude alle volte un pezzo di conoscenza di noi stessi
06:33che in un momento della vita, forse in un momento più di maturità,
06:36diventa importante per ricentrarci.
06:40Il segreto è, come dire, una componente, la componente misteriosa di cui siamo tutti fatti.
06:47Nessuno di noi conosce a fondo le verità di un'altra persona
06:51e appunto talvolta anche di noi stessi ci sono appunto delle cose che restano sfumate
06:57e che lasciamo stare lì, non le tocchiamo mai.
06:59Scrivi, la nostra storia viene raccontata a chi arriva dopo di noi piena di storture e omissioni.
07:05La riflessione sulla memoria suggerisce che il passato è sempre una ricostruzione imprecisa
07:10o quantomeno condizionata.
07:12È così per te? Cos'è e a cosa serve in fondo la memoria?
07:17Allora, sì, come per esempio appunto facevamo riferimento prima a Santa Rita,
07:22questa protagonista che alleggia per tutto il romanzo.
07:26Chiaramente è stata una donna, una donna probabilmente così carismatica
07:32che poi è stata, diciamo, assorbita da un potere molto maschile
07:39che è quello della Chiesa Cattolica e che ce l'ha restituita attraverso una narrazione di finzione.
07:46Diciamo, per una persona come me non religiosa, è evidente che quella sia una narrazione di finzione.
07:52Questo poco importa perché le cose in cui decidiamo di credere esistono,
07:56che sia Babbo Natale per un bambino piccolo o una santa per una persona religiosa.
08:03Però le storie in generale che poi vengono trasmesse agli altri
08:09sono storie che non possiamo verificare fino in fondo.
08:14ci sono sempre delle cose imprecise o delle cose non provabili, ecco.
08:21Questo mi interessava che, insomma, fosse messo in evidenza.
08:28La memoria è quello su cui non ho fatto altro che ragionare mentre scrivevo questo libro,
08:34probabilmente perché sono in un momento di maturità della vita,
08:37sono, diciamo, adulta abbastanza, per avere capito che ho bisogno di riconnettermi al passato.
08:48Cioè, io credo che ci sia la generazione precedente alla mia, quella dei miei genitori,
08:52per intenderci, che ha vissuto la rivoluzione culturale degli anni 70,
08:57del 68, degli anni 70, che hanno avuto l'esigenza di rompere completamente con il passato.
09:02Io credo che la mia generazione, quella successiva,
09:04invece senta l'esigenza di riconnettersi a quel passato.
09:10Perché mettere a fuoco il posto da dove si viene e ricostruire la linea da cui si viene
09:18fa capire che le nostre scelte, la nostra identità,
09:20dipende anche dalle scelte che hanno fatto altre persone prima di noi
09:24e che ci hanno messo al mondo e ci hanno cresciuto.
09:26Così come dipende da scelte della società intorno a noi,
09:31i momenti storici, le cose che sono cambiate, le battaglie che sono state perse
09:36e quelle che sono state vinte.
09:40Tutto questo per me fa parte di un discorso di memoria
09:44e quindi anche di una presa di coscienza e di un senso di responsabilità
09:50che poi possiamo avere noi nella nostra esistenza.
09:54Scrivi, Maria non sta bene, ha addosso un'espressione sgualcita, mai chiara,
09:59con gli occhi stretti puntati in basso.
10:01Come veniva vissuto nella prima metà del secolo scorso
10:04il rapporto con le malattie mentali, soprattutto nel caso di una donna?
10:08Tra me ovviamente ci saranno stati dei medici più illuminati,
10:14però la malattia soprattutto mentale di una donna
10:18viene vissuta con molta superficialità, viene liquidata
10:24e soprattutto non si era costruito un sistema sociale
10:31per cui si potesse insegnare a famiglie che non avevano strumenti
10:36come quella appunto del mio libro
10:38come relazionarsi a una donna, una giovane donna, in questo caso Maria nel mio libro
10:44a cui viene diagnosticata una schizofrenia.
10:49Questa madre e questo padre sono totalmente impreparati,
10:53non sanno come rapportarsi a lei, ma soprattutto non sanno come spiegarla agli altri.
10:59Questo chiaramente produce un segreto
11:04e una voglia di non spiegarsi le cose perché è spaventoso e anche ingestibile.
11:13In questo caso appunto una struttura sociale non c'era,
11:19tuttora diciamo forse non c'è ancora abbastanza.
11:23Scrivi, Gelsomina aveva imparato presto che il silenzio era l'unico modo
11:27di non far divampare l'incendio.
11:29Il rapporto tra Gelsomina ed Ernesto è segnato da una violenza che viene quasi normalizzata.
11:35Ci parli di questo aspetto tremendo e per te quanto è ancora presente
11:40ai giorni nostri questa aberrante condizione?
11:42La violenza nella Sicilia che racconto io era assolutamente normalizzata.
11:48Il sistema patriarcale è la cupezza che esisteva in quel momento
11:57e che tuttora esiste con nuove forme e per fortuna diciamo con nuove consapevolezze
12:03grazie a battaglie che non smettono di andare avanti.
12:07Però in quel momento storico, in quella terra, in quella città, in quegli anni,
12:13la violenza di un uomo e il dominio di un padre famiglia
12:19diciamo all'interno di tutto il nucleo familiare
12:21era assolutamente non messo in discussione.
12:25Quindi io non responsabilizzo Ernesto, vittima, naturalmente di un sistema
12:32che coinvolge uomini e donne e che aveva coinvolto uomini e donne anche allora.
12:39Per cui cerco di raccontare questa figura maschile di padre padrone diciamo
12:47anche con il pudore di una visione che non vuole responsabilizzarlo.
12:56Lui non saprebbe come altro comportarsi, per lui non c'è un'alternativa di comportamento.
13:02È un uomo che ha le sue tenerezze, un uomo che ha la sua dolcezza
13:07ma non sa proprio come esternarla.
13:09Mentre la parte violenta sa come esternarla, sa come agirla.
13:14E non pensa che sia sbagliato, pensa che è così che funziona il mondo.
13:21Le donne all'epoca non avevano assolutamente voce in capitolo,
13:25le donne del popolo soprattutto.
13:28Non per niente si affidavano a Santa Rita, che a Palermo veniva chiamata la giusta Mariti.
13:35Era necessaria una difesa forte, una difesa che andasse oltre.
13:41Era un po' l'unica cosa che riuscivano a fare donne che non avevano altre opportunità.
13:47ma non soltanto appunto una cultura che potesse farle reagire in quella direzione,
13:56ma neanche economica perché le donne non lavoravano.
14:00Quindi insomma, le donne che racconto io in questo libro.
14:04E quindi non c'era nessuna possibilità per loro.
14:08Scrivi, i luoghi del Signore sono familiari e respingenti,
14:12perché non ci si deve aspettare niente come dentro alle famiglie.
14:15La tua descrizione dei luoghi sacri è molto curiosa.
14:19In che senso le chiese sono familiari e respingenti?
14:23Allora, forse questa è una mia visione delle cose.
14:25Nel senso, io mi sono sempre sentita lievemente a disagio dentro una chiesa,
14:32perché mi è sempre sembrato che molte delle chiese che ho viste,
14:39non ho viste tante, l'Italia è piena, Palermo è strapiena,
14:43sono bellissime architettonicamente,
14:46eppure io le trovo dei luoghi in cui non ti senti esattamente confortato,
14:53ma ti senti più in una posizione, ti senti piccolo.
15:00E quindi, però, allo stesso tempo è un luogo familiare,
15:04è un luogo che si frequenta, appunto, ci si può andare tutti i giorni,
15:08o comunque, come tutti i rituali poi chiedono,
15:12ci si va comunque a cadenze fisse tutte le domeniche,
15:15per le feste, per i battesimi, i matrimoni, i funerali,
15:21tutte le cose della vita, no?
15:22E quindi è un luogo che non sembra estraneo,
15:27e al tempo stesso c'è sempre quel lieve disagio,
15:31per cui non ti senti esattamente al tuo posto,
15:35e a volte nelle famiglie succede così.
15:37Oggi, al piacere della lettura, abbiamo parlato della Santa degli Altri,
15:41edito da Neripozza,
15:42e tu, Anna, quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
15:46Per il piacere della lettura, consiglio un libro che è quello di Marguerite Duras,
15:52che si intitola Il marinaio di Gibraltar,
15:56che è un libro che ho incontrato, insomma, qualche anno fa,
16:01e che, secondo me, ci sono un sacco di temi che a me stanno a cuore,
16:07la ricerca, l'ossessione, il desiderio,
16:11c'è una figura femminile che, secondo me, è estremamente affascinante,
16:17è una figura maschile un po' più incompiuta,
16:22un po' più sconfitta,
16:23e è una storia d'amore che, quindi, va sempre bene.
16:28Grazie mille!