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Evento ospitato dalle Vicepresidenti Pina Picierno e Antonella SbernaUN’ INDAGINE SULLA POPOLAZIONE DEI 27 PAESI EU DELL’OSSERVATORIO DISCLAIMER, REALIZZATA DA SWG – POLLING EUROPE CON IL CONTRIBUTO DI INTESA SANPAOLOSALUTI ISTITUZIONALI Roberta Metsola, Presidente Parlamento europeoPina Picierno e Antonella Sberna, Vicepresidenti del Parlamento europeoPRESENTAZIONE DEL RAPPORTOAlessandra Dragotto, Head of research SWG – Polling EuropeElisa Zambito Marsala, Responsabile della Direzione Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa SanpaoloINTERVENTIBrando Benifei, Europarlamentare e relatore dell’AI ACTLetizia Moratti, EuroparlamentareEnrico Letta, Presidente Istituto Delors, Dean IE UniversityRoberto Viola, Direttore Generale della DG CONNECT della Commissione EuropeaMODERARiccardo Luna, Editorialista Corriere della Sera
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NovitàTrascrizione
00:00:20Grazie a tutti.
00:00:30Ci possiamo ancora fidare del nostro principale alleato che è anche quello che ci fornisce gran parte delle tecnologie digitali
00:00:37che usiamo? Di questo parleremo oggi, ma prima, e stato benvenuto anche Giorgio Cori, ti puoi accomodare dove vuoi, benvenuto,
00:00:44e vi dico l'evento sarà in italiano ma ci sono le cuffie all'ingresso se qualcuno le volesse prendere.
00:00:50Il saluto della Presidente del Parlamento, Roberta Mezzola.
00:01:06Grazie a tutti.
00:01:10Grazie a tutti.
00:01:12Grazie a tutti.
00:01:51Grazie a tutti.
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00:02:48Grazie a tutti.
00:03:28Grazie a tutti.
00:03:31Grazie a tutti.
00:03:32Io desidero naturalmente ringraziare molto SVG, il Corriere della Sera, per aver promosso, voluto questo evento, questo lavoro. Ringrazio, saluto,
00:03:41do il benvenuto a tutti gli speaker presenti.
00:03:45Un benvenuto particolare a Enrico Letta che è un gradito ritorno in questa casa della democrazia e un ringraziamento dicevo
00:03:56appunto agli organizzatori per questo lavoro che non si limita soltanto a raccogliere dati ma contribuisce come veniva anticipato a
00:04:08mettere a fuoco una delle questioni che è più decisiva davvero per il futuro europeo.
00:04:15Perché il rapporto che presentiamo oggi è il merito di restituire e lo fa con rigore non soltanto opinioni ma
00:04:26restituisce orientamenti profondi dell'opinione pubblica europea in un momento di trasformazione che ne parleremo oggi riguarda assolutamente tutti noi.
00:04:36E quando noi discutiamo di intelligenza artificiale fateci caso il dibattito pubblico tende ancora a collocare questo ragionamento dentro categorie
00:04:50che sono ormai del tutto insufficienti.
00:04:52Innovazione, innovazione, crescita, competitività, categorie utili senza dubbio legittime ma io credo riduttive perché quello che stiamo attraversando non è
00:05:05soltanto una transizione tecnologica, è una trasformazione più profonda, è una trasformazione dell'infrastruttura cognitiva delle nostre società.
00:05:18Ogni epoca lo sappiamo è definita dalle forme attraverso cui l'informazione viene prodotta, viene organizzata, viene resa accessibile.
00:05:29Pensateci, la stampa, la stampa a caratteri mobili ha reso possibile la nascita dello spazio pubblico moderno, le telecomunicazioni ne
00:05:42hanno accelerato la circolazione su scala globale,
00:05:45il sogno di internet che ha connesso miliardi di individui in un ecosistema informativo senza precedenti.
00:05:53Poi qualche studioso, discutevamo prima della meravigliosa intervista che Riccardo Luna ha fatto qualche tempo fa a Yuval Harari,
00:06:01Harari in quella bellissima intervista ci ha ricordato alcune cose importanti,
00:06:07che cioè che la stampa, l'invenzione della stampa a caratteri mobili ha come conseguenza che il libro più diffuso
00:06:15non è Copernico,
00:06:18ma è il Malleus Maleficarum, cioè quello strumento era un libro che indicava precisamente come catturare,
00:06:30come torturare le streghe di allora, è stato uno strumento per la definizione della tortura delle donne,
00:06:38così come pure il sogno di internet, l'accesso illimitato alle informazioni ci ricordava Harari,
00:06:46in quella bellissima intervista ha avuto come conseguenza il fatto che tante persone hanno accesso a contenuti spazzatura,
00:06:57non soltanto appunto a informazioni corrette, tutto il tema della disinformazione, della manipolazione cognitiva, no?
00:07:05E come ce lo racconta Harari? E perché queste conseguenze?
00:07:12Harari ci dice perché, insomma, la verità è una cosa complessa e a noi piacciono le cose semplici
00:07:21e la verità è anche dolorosa, mentre noi siamo portati a preferire racconti più semplici, più superficiali.
00:07:31E l'intelligenza artificiale introduce una discontinuità ulteriore rispetto anche alle precedenti trasformazioni tecnologiche,
00:07:41perché per la prima volta le reti dell'informazione non si limitano più a trasmettere contenuti che sono prodotti da
00:07:48esseri umani,
00:07:49sono in grado di generarli, di interpretarli, di riorganizzarli autonomamente.
00:07:56Anche qua verrebbero da citare, insomma, un sacco di antropologi studiosi
00:08:02che stanno, secondo me, elaborando delle coordinate che ci aiutano ad orientarci in questo momento così particolare,
00:08:12decisamente denso e interessante.
00:08:13Penso a Soshana Zuboff che ha descritto con lucidità la nascita di un nuovo modello economico,
00:08:20che a lei ha redefinito come quello del capitalismo della sorveglianza,
00:08:27perché ci racconta come l'intelligenza artificiale ridefinisce il rapporto tra tecnologia e potere,
00:08:33così come pure, ho già citato Arari, che ragiona di come appunto l'intelligenza artificiale
00:08:42ridefinisce il rapporto tra libertà, la nostra libertà, la libertà di ciascuno e il potere stesso,
00:08:49perché questo passaggio segna l'ingresso in una nuova fase evolutiva delle democrazie contemporanee,
00:08:57una fase in cui la produzione della conoscenza, la costruzione della verità e la formazione del consenso
00:09:05si svolgono all'interno di ambienti che sono sempre più mediati da sistemi algoritmici.
00:09:12Ed in questo quadro, insomma, un quadro decisamente complesso e denso,
00:09:18che i dati che oggi noi presentiamo acquistano il loro significato profondo
00:09:23e non sono soltanto una rilevazione dell'opinione pubblica europea,
00:09:29sono l'emergere, io credo, di una consapevolezza collettiva che è informazione
00:09:37e che si esprime non a caso attraverso la prudenza più che attraverso l'entusiasmo,
00:09:44la diffusa inquietudine rispetto al lavoro, la percezione di vulnerabilità,
00:09:49il timore di una dipendenza tecnologica ad attori esterni, sono che cosa?
00:09:56Io credo il riflesso di una trasformazione che i cittadini europei avvertono
00:10:02e l'avvertono ancora prima di averla pienamente, compiutamente concettualizzata.
00:10:09E questi dati di cui oggi noi parliamo lo dimostrano con chiarezza
00:10:13la preoccupazione per la manipolazione dell'informazione e per la diffusione di contenuti falsi
00:10:20o indistinguibili dal reale per l'opacità delle fonti informative
00:10:26è una questione centrale nell'immaginario collettivo.
00:10:30Ciò che viene percepito empiricamente è ciò che la riflessione teorica ha iniziato a descrivere
00:10:38e cioè il passaggio da reti informative che trasmettono contenuti
00:10:43a reti che li producono e li gerarchizzano.
00:10:47Ed è in questo passaggio, precisamente in questo passaggio,
00:10:53che si sta ridefinendo il rapporto tra conoscenza e potere.
00:10:58Perché quando i dispositivi che organizzano l'informazione acquisiscono capacità generative autonome
00:11:05e allora il loro controllo non riguarda più soltanto l'economia dei dati
00:11:12ma investe direttamente la qualità del discorso pubblico
00:11:17e insieme ad essa la tenuta delle istituzioni democratiche.
00:11:22Ed è qui che la questione dell'intelligenza artificiale, io credo, riveli la propria natura autentica.
00:11:29Non è una sfida settoriale ma è una questione, almeno io sono convinta,
00:11:34di questo profondamente politica.
00:11:36Ed è una questione anche di sovranità.
00:11:41Non sorprende che una parte significativa dei cittadini europei percepisca
00:11:45il rischio di una dipendenza strutturale da altre potenze tecnologiche,
00:11:51associandolo, associando questo rischio ad una vulnerabilità sistemica
00:11:57in ambiti cruciali per la sicurezza, per l'autonomia decisionale.
00:12:01E in questo senso la questione della sovranità tecnologica smette di essere una formula retorica
00:12:09e si impone, io credo, come condizione di possibilità per un'autonomia politica reale.
00:12:17Perché un continente che non sviluppa capacità autonome nelle infrastrutture,
00:12:22in quelle in particolare che organizzano il sapere e l'economia,
00:12:25è destinato progressivamente a perdere la propria capacità di decisione.
00:12:31E allora noi ci troviamo, l'Europa si trova, le istituzioni europee, il Parlamento europeo,
00:12:36noi tutti ci troviamo di fronte ad una scelta che non può più essere elusa.
00:12:42Limitarsi a regolare tecnologie sviluppate altrove
00:12:47significherebbe accettare una forma di eteronomia tecnologica
00:12:52che è destinata a tradursi nel tempo in una eteronomia politica.
00:12:59E allora costruire capacità autonome significa rivendicare la possibilità,
00:13:06fatemi dire, la necessità di abitare questa trasformazione senza subirla.
00:13:12Perché nel ventunesimo secolo la sovranità non si esaurisce nel controllo dello spazio territoriale,
00:13:18si ridefinisce e questo accade in misura sempre più crescente
00:13:24come controllo delle infrastrutture cognitive che organizzano il sapere,
00:13:28che orientano le economie, che vanno a strutturare la vita pubblica.
00:13:32Ed è su questo terreno che io credo si giochi una parte decisiva del destino europeo
00:13:38e su questo punto io credo che ci attenda precisamente qui una sfida che noi non possiamo perdere.
00:13:46Dunque grazie al Corriere, a Riccardo Luna per questa occasione,
00:13:50perché è un'occasione come questa che matura un'opinione pubblica consapevole.
00:13:54Grazie per questo intervento che era molto più di un saluto istituzionale.
00:13:59L'altra vicepresidente del Parlamento europeo, l'onorevole Antonella Sberna.
00:14:03Grazie.
00:14:04Prego.
00:14:09Buonasera a tutti, intanto benvenuti agli ospiti che sono arrivati qui oggi
00:14:14per presentare questo evento che non solo è di estrema attualità,
00:14:19ma è anche di estrema necessità per tanti di noi che sono impegnati quotidianamente
00:14:24all'interno dei lavori del Parlamento europeo.
00:14:27Voi come sapete la Commissione europea in questi mesi,
00:14:30ma insomma ci confrontavamo con il dottor Viola che saluto poco fa,
00:14:34sta mettendo in campo tutta una serie di azioni e di attività
00:14:37proprio perché il tema, come diceva la mia collega, è centrale, è vitale
00:14:42e è molto più vicino alle vite di tutti noi, di tutti noi che siamo qui,
00:14:47ma anche di tutti i nostri ragazzi, di tutte le nostre aziende,
00:14:50di tutti i nostri sistemi produttivi.
00:14:52Io penso che quello che l'Unione europea in questo momento debba poter fare
00:14:56e i dati che oggi ci avete fornito in realtà non sono solo una ricerca importante,
00:15:01non sono solo aggregati, ma per noi che ce li siamo andati a spulciare,
00:15:05rispetto ai partiti, rispetto alle varie sensibilità,
00:15:09ci danno la misura di come il fenomeno è percepito a livello di opinione pubblica
00:15:14e di come possiamo noi nella nostra prerogativa intervenire alla luce di una percezione
00:15:20che è molto più di quella che possiamo incontrare nel nostro lavoro quotidiano
00:15:24perché magari noi veniamo a contatto con una parte di pubblico,
00:15:27con una parte di cittadini che magari sono quelli per vicinanza politica
00:15:31più affini agli incontri e le attività politiche che svolgiamo sui nostri territori.
00:15:36Qui credo che noi dobbiamo fare un salto di qualità,
00:15:39riconoscere che governare, gestire e organizzare in maniera seria
00:15:44l'intelligenza artificiale è una questione di autonomia strategica,
00:15:48autonomia strategica di un continente che si sta e ha una dicotomia,
00:15:52a mio avviso, importante tra la regolamentazione che è necessaria
00:15:56e un progresso, una crescita, comunque una tecnologizzazione della nostra vita
00:16:00che è inevitabile e rinefrenabile.
00:16:02Noi lo vediamo all'interno del Parlamento europeo.
00:16:04Io sono vicepresidente del gruppo di lavoro sull'intelligenza artificiale,
00:16:07saluto anche i direttori generali che sono qui in platea
00:16:10e proprio la scorsa settimana abbiamo approvato degli atti, dei documenti
00:16:14che ci aiutano a capire come all'interno di questa istituzione,
00:16:18che chiaramente è parziale rispetto al tutto, rispetto a un fenomeno molto più grande,
00:16:22ma in realtà può essere da esempio per le nostre pubbliche amministrazioni,
00:16:30per le nostre aziende, con roadmap precise, con l'equilibrio tra
00:16:35utilizziamo l'intelligenza artificiale per il nostro processo legislativo
00:16:39oppure, come io ritengo a livello personale, e quindi cerchiamo di metterlo in pratica
00:16:43anche nel nostro lavoro quotidiano, l'ultimo miglio, mi piace dirlo così,
00:16:47deve essere comunque filtrato di umanità e quindi trovare l'equilibrio
00:16:51tra regole e cambiamento, tra quanto va veloce questo cambiamento
00:16:57e quanto l'Europa, per le prerogative che noi abbiamo,
00:17:00che noi siamo Commissione, Parlamento, Consiglio e tutta una serie di stakeholder
00:17:04importanti che cercano di farci aprire gli occhi.
00:17:07Allora quanto l'infrastruttura europea, l'autonomia strategica europea è importante,
00:17:11quanto con il dottor Luna, che ringrazio per essere qui oggi,
00:17:15ci confrontavamo qualche settimana fa proprio nella mia terra e ci è venuto a raccontare
00:17:19di quanto anche l'esperienza americana sia così tanto prepotente, ma nel senso positivo
00:17:25in questo momento, perché chiaramente ha creato tecnologie che tutti noi utilizziamo,
00:17:28noi non possiamo pensare di vivere ormai senza l'intelligenza artificiale,
00:17:31ma quando l'Europa sta prendendo coscienza di il suo posto, diciamo, da tanti punti di vista,
00:17:36credo che è fondamentale anche che lo faccia da questo punto di vista strategico.
00:17:42Quindi vi ringraziamo per aver proposto questi dati oggi in questa sede
00:17:45e per raccontarci uno spaccato che può essere utile quotidianamente al nostro lavoro.
00:17:51Permettetemi due ringraziamenti e vado in conclusione,
00:17:54la dottoressa Basso che ci ha coinvolto in questa attività,
00:17:57la Presidente Mezzola che ci ha tenuto a mandare il suo saluto,
00:18:01insomma è un segnale importante perché anche lei nella sua attività quotidiana
00:18:05mette tanto di questa tematica nel lavoro quotidiano perché riteniamo che sia fondamentale
00:18:10e vi lascio con una suggestione.
00:18:16Io ho tra le mie deleghe il dialogo interreligioso, che voi direte e quindi che c'entra con tutta questa
00:18:21tematica.
00:18:21Beh, noi abbiamo approvato in ufficio di Presidenza qualche settimana fa
00:18:24i prossimi appuntamenti che noi stiamo portando avanti,
00:18:27anche grazie a questa delega e abbiamo incentrato esattamente sull'intelligenza artificiale
00:18:31e l'attenzione alla salute ai nostri giovani questo dialogo,
00:18:34il che significa che è così tanto importante e viene dai nostri partner.
00:18:37Quindi veramente a livello di permeabilità della società è un argomento fondamentale e importante.
00:18:43Quindi grazie per essere qui, grazie per i dati che ci darete
00:18:46e mi auguro che il confronto anche nel proseguio del nostro lavoro possa essere costante
00:18:52perché una società come SVG, una voce come quella del Corriere della Sera
00:18:58può veramente essere al fianco anche del racconto di un cambiamento
00:19:02che deve essere portato nelle case di tutti e voi avete la forza e anche l'autorevolezza
00:19:07per poterlo fare all'interno di una istituzione come questa.
00:19:10Quindi grazie e buon lavoro a tutti.
00:19:11Grazie, grazie davvero.
00:19:15Anche per aver ricordato e ringraziato Francesca Abbasso
00:19:18che è la corrispondente del Corriere della Sera da Bruxelles da cinque anni
00:19:21che quindi racconta tutti i giorni le vicende dell'Unione Europea
00:19:25e ci ha dato una mano importante anche per organizzare questo evento.
00:19:28Allora si è parlato molto dei dati, un po' il senso è stato anticipato da questi interventi
00:19:32ma ora è il momento di ascoltarli e di presentare l'osservatorio
00:19:35nell'ambito di questo progetto che vi ho raccontato, disclaimer, l'anno scorso
00:19:38con il sostegno decisivo di Intesa San Paolo e assieme a SVG abbiamo parlato di questo osservatorio
00:19:43per andare a capire che cosa succede in vari settori dell'intelligenza artificiale.
00:19:47Un primo report è stato presentato a novembre sul giornalismo
00:19:51e adesso questo così importante è anticipato ora.
00:19:54Sul palco qui con me quindi la capa delle ricerche di SVG, Alessandra Dragotto, prego,
00:19:59e la responsabile di Direzione Education, Ecosystem e Global Value Program di Intesa San Paolo
00:20:04Elisa Zambito Marzala, prego.
00:20:07Elisa che invito al podio, allora, prego.
00:20:14Buongiorno a tutti, sono veramente onorata di essere stata invitata
00:20:19come Intesa San Paolo in questo evento, ci tengo a ringraziare moltissimo il Corriere della Sera
00:20:30e in particolare Riccardo Luna con il quale abbiamo disegnato questo programma,
00:20:38ovviamente SVG con Adelo De Carolis e ovviamente un ringraziamento particolare
00:20:46all'istituzione del Parlamento Europeo e ovviamente alle vicepresidenti che abbiamo appena sentito.
00:20:55È stata davvero una bella opportunità e spero anch'io che ci siano altre evoluzioni nel proseguio.
00:21:04Ci tengo a portare i saluti del dottor Stefano Lucchini che penso molti di voi conoscano
00:21:11e il nostro Chief Institutional Affairs and External Communication Officer del gruppo Intesa San Paolo
00:21:17da cui origina e che ha sostenuto con grande vigore il tema dell'evoluzione delle competenze,
00:21:26la priorità che il nostro Paese in connessione con l'Europa deve garantire sui temi delle competenze,
00:21:34sull'evoluzione delle competenze e lo studio dei trend trasformativi che diventano sempre più temi chiave
00:21:41per lo sviluppo del sistema Paese ovviamente ma europeo.
00:21:47Intesa San Paolo non so se tutti lo sanno e diciamo si pone, si propone come banca sistemica,
00:21:54questo è una riconferma che abbiamo in maniera molto importante anche con l'ultimo piano industriale
00:22:01che è stato presentato lo scorso 2 febbraio dal nostro CEO ed è una banca che mira a creare valore
00:22:10per le persone, le imprese e le comunità in cui opera appunto non solo come partner finanziario
00:22:16ma come partner strategico. Il nostro gruppo assume un ruolo e attribuisce un ruolo centrale
00:22:24all'education e alla crescita civile e culturale della società, il sostegno allo studio, alla ricerca,
00:22:32all'innovazione e alla sostenibilità sono alcuni degli elementi fondamentali del nostro piano industriale
00:22:38ma sono radicati nella storia e nel modo di operare nel nostro gruppo.
00:22:42Io ci tengo a ringraziare anche Letizia Moratti che conosce molto bene il nostro gruppo
00:22:46e con la quale ho frequenti opportunità di collaborare.
00:22:52In un mondo in costante evoluzione che è evidentemente caratterizzato, lo dicevano prima le vicepresidenti,
00:23:01da un'accelerazione dei cambiamenti così rapida e costante, ci troviamo di fronte a sfide globali
00:23:08guidate da trend trasformativi come la transizione digitale accelerata dall'intelligenza artificiale
00:23:14ma non è solo l'unico trend che ci troviamo di fronte, le life signs, la space economy, la blue
00:23:24economy,
00:23:24la crisi demografica per cui il nostro paese evidentemente presenta delle complessità particolari
00:23:31e deve anticipare delle soluzioni prima di altri paesi anche in Europa.
00:23:41Ovviamente rappresentano solo alcuni esempi questi trend perché ho voluto citare anche in relazione
00:23:51alle caratteristiche storiche, quindi alla nostra storia e alle caratteristiche geografiche
00:23:59e alle potenzialità del nostro paese.
00:24:02Per affrontare queste sfide il nostro gruppo ha avviato programmi associati ai trend trasformativi
00:24:08che prevedono l'attivazione di osservatori dedicati, sviluppati con università di eccellenza italiane ed internazionali
00:24:17e centri di ricerca, percorsi di education con scuole e università
00:24:23e l'attivazione di partnership ad alto impatto a livello sistemico.
00:24:29Per garantire sostenibilità nel medio-lungo termine è fondamentale lavorare con le istituzioni,
00:24:36quindi italiane ed europee, le università e le imprese per supportare la futura leadership
00:24:43preparandola alle sfide globali guidate dai trend trasformativi in settori distintivi italiani ed europei.
00:24:52Gli osservatori sono strumenti strategici, in alcuni casi sono diventati per noi già degli asset
00:24:59che si pongono l'obiettivo appunto di supportare la ricerca e sviluppare con sistemi virtuosi
00:25:05composti da istituzioni, università, fondazioni, aziende e territori.
00:25:10Attraverso la costituzione di osservatori dedicati ai principali trend, il nostro gruppo fornisce al sistema
00:25:18analisi e informazioni su tendenze, modelli, soluzioni e tecnologie emergenti
00:25:24per orientare gli sforzi nel medio-lungo termine a beneficio dell'intero sistema
00:25:29che deve essere sempre più connesso a livello europeo.
00:25:36Con queste premesse all'interno della collaborazione con il programma Disclaimer
00:25:41abbiamo quindi deciso di avviare l'osservatorio appunto Disclaimer, l'abbiamo denominato così
00:25:46sviluppato da SVG in collaborazione con il Corriere della Sera e appunto il nostro gruppo
00:25:53la nuova ricerca dell'osservatorio di cui appunto vi parlerà successivamente la dottoressa Dragotto
00:25:59mira ad analizzare la percezione dei cittadini europei rispetto allo sviluppo e alla diffusione
00:26:07di questa nuova tecnologia, cioè l'intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle aspettative
00:26:14e alle potenzialità legate al suo impatto sulla società, sull'economia e sul lavoro
00:26:20con focus specifici su trend culturali e legati anche ai temi dell'education.
00:26:27Inoltre lo studio mira a valutare il livello di consapevolezza dell'opinione pubblica
00:26:34sulle iniziative dell'Unione Europea in materia di regolamentazione dell'EIAI
00:26:38e a comprendere quali priorità i cittadini attribuiscono alle politiche europee
00:26:44per garantire un equilibrio tra innovazione tecnologica, tutela dei diritti, sicurezza
00:26:50e competitività dell'Europa nel contesto internazionale.
00:26:55Dalla ricerca che abbiamo condotto in 27 paesi europei emergono sentimenti diffusi di prudenza
00:27:03e attenzione accompagnati da una percezione ambivalente tra opportunità e rischi nell'utilizzo diffuso
00:27:12dell'EIAI. I timori riguardano prevalentemente le possibili conseguenze sul lavoro, la sicurezza
00:27:20dei dati e delle informazioni, la diffusione di eventuali contenuti falsi che possono essere
00:27:28appunto diffusi online. Allo stesso tempo si sottolinea la necessità che l'Europa sviluppi
00:27:35una propria autonomia tecnologica e in questo contesto i cittadini si aspettano maggiori investimenti,
00:27:43regole chiare e strumenti tra i quali percorsi formativi e l'acquisizione di maggiori competenze
00:27:50per consentire un uso più sicuro, consapevole e responsabile dell'intelligenza artificiale.
00:27:57Concludo dicendo che noi stiamo lavorando da molto tempo sull'evoluzione delle competenze,
00:28:04siamo di fronte ad una sfida globale su cui molti paesi si stanno già attrezzando, una
00:28:11sfida urgente in cui istituzioni ed imprese possono ciascuno nel proprio ruolo contribuire
00:28:18attraverso un'azione congiunta e strutturata a partire dalla comprensione profonda di quelli
00:28:24che sono i fabbisogni di nuove competenze dei nostri paesi. Grazie.
00:28:30Grazie. Grazie Elisa Zambito Marzala che ti puoi accomodare, resti con noi e Alessandra
00:28:36Dacotto, finalmente i dati. Grazie, grazie Riccardo, grazie al Corriere della Sera, a tutti
00:28:41coloro che hanno permesso di essere qua oggi, è un onore, per parlare di Europa e per parlare
00:28:46per una volta non di cosa pensano i cittadini italiani, non di cosa pensano i cittadini
00:28:50francesi, ma di cosa pensano i cittadini europei e l'abbiamo potuto fare grazie a SVG
00:28:57che siamo appunto una realtà italiana ma oggi una realtà europea come Pauling Europe, per
00:29:00la prima volta ascoltiamo i dati degli europei. Un sondaggio e un'indagine che ha visto la
00:29:06partecipazione di oltre 1500, 5000 cittadini europei, chiedo magari se fosse possibile andare
00:29:14in modalità presentazione, se no non ci sono problemi possiamo sicuramente vedere insieme
00:29:20le slide, 5000 cittadini europei nel loro complesso, quindi un campione molto ampio con l'obiettivo
00:29:27di capire oggi come i cittadini europei effettivamente si pongono di fronte a questa nuova tecnologia
00:29:34che sempre più permia la nostra quotidianità. E allora se qualche anno fa i nostri dati che
00:29:41rilevavamo in Italia, ma non solo, che vedevamo anche a livello europeo, sicuramente ci raccontavano
00:29:47di un trend importante di crescita rispetto a quelle che le opportunità erano viste per
00:29:53l'intelligenza artificiale, oggi questo equilibrio è quanto mai instabile, perché se da una parte
00:29:58il 30% vede le opportunità che l'intelligenza artificiale ci può offrire, dall'altra parte
00:30:05oggi l'opinione prevalente, il 31%, un punto poco sopra, la vede oggi come una possibile minaccia,
00:30:11un'importantissima impressione di tendenza rispetto a qualche altro anno fa nei dati e
00:30:17quindi già il messaggio è molto chiave, è chiaro perché la partita di fatto oggi è
00:30:22aperta e si sta aprendo sempre di più questo gap e di fronte a questa partita che è aperta
00:30:28la prima parola d'ordine è responsabilità. Perché responsabilità? Perché per il 62% dei
00:30:36cittadini europei siamo realmente a rischio di una perdita importante di posti di lavoro
00:30:41perché non sapremo reinventarci, creare nuove opportunità rimettendo l'uomo al centro e su
00:30:49questo per esempio la Francia e i francesi sono molto sensibili anche in un momento importante
00:30:54che sta vivendo il paese, ma dall'altra parte un dato allarmante viene dai più giovani perché
00:30:59di fronte allo sviluppo dell'intelligenza artificiale se la media dei cittadini europei,
00:31:05il 40% teme che in futuro potranno non essere più utili fondamentalmente, potranno essere
00:31:12sostituiti, questa visione è ancora più aggravata per la Gen Z che è il futuro di tutti i paesi,
00:31:21per oltre il 51%. Questo fa già intravedere lo sguardo corto che le giovani generazioni hanno
00:31:28rispetto al futuro. E allora in tutto questo ci sono a rischio sì i posti di lavoro, ma
00:31:35non solo, c'è a rischio la tenuta del sistema, dell'Europa e dei paesi in generale, perché
00:31:41l'86% dei cittadini europei di fronte allo sviluppo dell'intelligenza artificiale intravede
00:31:48un altro rischio. Quali sono i rischi? I rischi prima di tutto che si possono avere sono, i riverberi
00:31:54possono essere sulla giustizia e in generale decisioni giudiziari, ma anche sanità e diagnosi
00:31:59mediche, forze dell'ordine e sicurezza pubblica, energia, infrastrutture critiche. Insomma, il
00:32:06rischio in realtà si ha su tutti quelli che sono oggi la tenuta complessiva dei sistemi
00:32:12a livello Europa. E allora che cosa bisogna fare? Se da un lato il 36% dei cittadini europei
00:32:21ritiene che l'intelligenza artificiale debba essere utilizzata per delegare, efficientare,
00:32:27ridurre quello che è il rischio umano, dall'altra parte però abbiamo ben il 53% che ci dice che
00:32:36oggi deve essere vietata o se non vietata severamente regolamentata, controllata e già entriamo
00:32:42nel tema della regolamentazione. E un po' però da questo punto di vista il principio del
00:32:47human in the loop, ovvero la regolamentazione non passa solo attraverso delle pratiche,
00:32:53ma attraverso l'interazione, la regolamentazione attraverso l'umano che deve presidiare ciò
00:32:59che avviene fatto attraverso l'intelligenza artificiale. E su questa è la cosa più rilevante
00:33:04che sono tutti i paesi, sono d'accordo da questo punto di vista.
00:33:08E allora, se ci sono tutto nel sistema, un insieme di infrastrutture che sono fortemente
00:33:15a rischio, abbiamo visto dalla sanità alla giustizia, alla difesa, che possono essere
00:33:21in qualche modo appunto messe a rischio dell'intelligenza artificiale, non di meno lo è l'informazione
00:33:26che arriva a tutti noi ogni giorno. E di fronte ai rischi dell'intelligenza artificiale nei confronti
00:33:33dell'informazione, la cosa che oggi più preoccupa i cittadini europei è proprio l'aumento
00:33:38delle fake news, che oggi sono diventate pervasive. Per cui di fatto per uno su due oggi quasi
00:33:43non è più possibile riuscire a discernere ciò che è reale e ciò che non lo è. E questo
00:33:49permia e condiziona poi come ci muoviamo, come ci rapportiamo nei confronti della realtà
00:33:57e delle persone stesse. E allora, di fronte a questo ci rendiamo conto che oggi fake news
00:34:04e le deep fake oggi preoccupano di più di cittadini europei ancora più della possibile
00:34:10violazione della privacy. Ci siamo dimenticati della nostra privacy perché siamo preoccupati
00:34:16di quello che leggiamo tutti i giorni perché non sappiamo più distinguere ciò che è reale
00:34:20e ciò che non lo è. E allora è evidente che di fronte a questo, a questa sempre maggiore
00:34:26presenza dell'intelligenza artificiale nell'informazione, gli europei sono disposti persino a sacrificare
00:34:33la libertà di espressione a fronte di nuovo di un'importante regolamentazione. Bisogna rimuovere
00:34:40rapidamente contenuti falsi, pericolosi e illegali per il 46%, solo per una minoranza, quindi
00:34:47oggi è più importante difendere la libertà di espressione a tutti i costi. Un po' di più
00:34:53i giovani, ma è importante in questo senso definire una via che permetta probabilmente
00:34:58di coniugare entrambe queste anime nell'elgittimo rispetto della libertà di espressione, ma anche
00:35:03in questo caso ancora una volta regolamentata. E allora in tutto questo l'Europa come si pone
00:35:09oggi? Come viene vista l'Europa da parte di cittadini europei? Per il 61% siamo in ritardo,
00:35:16siamo già pericolosamente in ritardo, se non ormai è troppo tardi. Per il 59% il tempo
00:35:23è scaduto o sta scadendo, non abbiamo più tempo, bisogna assolutamente intervenire. E
00:35:30questo vede gli europei uniti in questa percezione, è trasversale a tutti i paesi europei, è le
00:35:39principali economie che qui abbiamo rappresentato, ma in particolare in questo momento forse l'Italia
00:35:45è uno dei paesi più fragili dove questo senso ovviamente di ritardo che stiamo accumulando è
00:35:51ancora più sentito. E quindi bisogna correre, bisogna correre ai pari, bisogna fare in modo
00:35:57di far qualcosa come Europa. Perché? Perché nel momento in cui la Cina, gli Stati Uniti, le grandi
00:36:05potenze dovessero in qualche modo sopravvalere su di noi, noi continuare ad accumulare estremo
00:36:11ritardo, l'abbiamo visto prima, siamo seriamente a rischio. Quello che potrebbe venire a meno
00:36:17è proprio la tenuta del sistema industriale, del sistema della difesa militare, del sistema
00:36:22bancario e questo percepito soprattutto come una grande debolezza e un grande rischio
00:36:26soprattutto nei paesi del sud Europa. Ma ancora più e ancora una volta ne potrebbe venire
00:36:31a meno anche il sistema democratico che qui è proprio la culla in cui viene rappresentato.
00:36:38E allora i rischi sono tangibili e un rischio ancora più tangibile è che domani ci possa
00:36:44essere quello che noi chiamiamo non switch off. E anche questo è un dato che fino a qualche
00:36:49anno fa non avremmo mai visto nei nostri dati. Oggi come oggi la paura che ci vengano chiusi
00:36:58tutti i robinetti, che a un certo punto ci possa essere uno switch off di tutte le infrastrutture
00:37:02le tecnologie di cui tutti oggi stiamo soffrendo non è solo un'ipotesi plausibile da non escludere
00:37:08per l'86%, ma per il 59% è già qui e già oggi, è reale e concreta e su
00:37:14questo tutti i cittadini
00:37:15europei sono assolutamente d'accordo. E quindi di fronte a queste paure che ci sono e sono tangibili
00:37:22quindi la via europea resta una priorità, è una priorità assoluta ed è un tema geopolitico
00:37:28cruciale per il 55% dei cittadini europei, soprattutto per i cittadini del sud Europa.
00:37:37Ed è perché è importante e come lo dobbiamo fare? Nella corsa tecnologica globale la via europea
00:37:45deve passare per la regolamentazione e per la prima volta, rispetto ad altri aspetti
00:37:51magari gli europei non sono sempre così favorevoli all'estrema regolamentazione, in questo caso
00:37:55sì, bisogna regolamentare perché è molto più pericoloso quello che in questo momento
00:38:03stanno facendo in particolare gli Stati Uniti in questa corsa sregolata e irresponsabile
00:38:10verso proprio la corsa tecnologica. Quindi l'approccio regolatorio è importante, ci deve
00:38:18essere, i cittadini europei vogliono certezza. Ma in tutto questo siamo partiti dall'uomo
00:38:25e chiudiamo con l'uomo perché non basta costruire infrastrutture, non basta regolamentare
00:38:30ma bisogna fare sempre in modo che al centro di tutto questo ci sia l'uomo perché possa
00:38:36effettivamente supervisionare. Come lo possiamo fare? La prima cosa che dobbiamo fare è sicuramente
00:38:42come ha detto la dottoressa Zambito, investire in competenze e in conoscenza nei nostri paesi
00:38:48ma recuperare almeno per il 51% dei cittadini europei tutte quelle competenze, quelle conoscenze
00:38:54e quei talenti che abbiamo esportato dall'altra parte della CENOR per riportarle e diciamo
00:38:59riportare competenze in casa. Grazie.
00:39:02Grazie, grazie Alessandra Dragotto, grazie Elisa Zambito Marzala.
00:39:07Ultima pagina, grazie.
00:39:08Grazie Elisa, grazie.
00:39:10Allora invito sul palco per questo primo giro di commento di dati il direttore generale
00:39:14della DG Connect Roberto Viola e il presidente dell'Istituto dell'Or, Enrico Letta.
00:39:18Prego. Prego Enrico.
00:39:28Allora, io avrei mille domande ma mi trattengo, vi faccio solo una per cominciare, poi ditemi
00:39:32dove volete andare dopo aver visto questi dati che sono abbastanza sorprendenti e Roberto
00:39:36che conosco da tanti anni perché da quando eri al direttore generale io qua facevo il
00:39:40Digital Champion a Bruxelles quindi mi ha seguito in tutte le mie parabole e la cosa che più
00:39:45mi ha colpito pensando al lavoro che hai fatto in questi anni è che la vulgata per
00:39:50cui l'America innova, la Cina copia, l'Europa regola ed è per questo che non innova oggi
00:39:57esce smentita nel senso che i cittadini europei vogliono l'innovazione ma la vogliono con le
00:40:01regole.
00:40:03Grazie, grazie Riccardo, grazie dell'invito, grazie per arrivare al Parlamento per ospitare
00:40:08questo bellissimo evento e soprattutto grazie per la ricerca.
00:40:12Secondo me la ricerca mostra che i cittadini europei sono più svegli degli algoritmi perché
00:40:18c'è una verità che gira diciamo che l'Europa si è sparata sul piede, che è incapace di
00:40:25innovare, di fare cose eccetera e quindi deve cambiare completamente il registro e questa
00:40:33è la verità, chiamiamola della rete per un attimo e anche si portano a questo due
00:40:40conseguenze inevitabili.
00:40:43La prima è che c'è solo un blocco che sta dalla parte giusta della forza che fornisce
00:40:51tutta l'intelligenza artificiale che va comprata in blocco e l'altro è che tutto sommato
00:40:58alla fine è ineluttabile che ci sarà la superintelligenza e che sarà più intelligente
00:41:04di qualunque uomo sulla faccia della terra che effettivamente in senso tecnico avverrà
00:41:09però questo carotaggio dei cittadini europei ci dice beh siamo un filino preoccupati e quindi
00:41:17ci vuole una risposta sistemica.
00:41:19Io ricordo due cose che sono secondo me importanti per capire la forza dell'Europa
00:41:28e perché secondo me l'Europa ci ha po' fa.
00:41:32Quando c'è stato il dramma del Covid e il mondo in lockdown non sono stati i signori della
00:41:41rete che hanno trovato la soluzione, è stata la tecnologia europea.
00:41:45Il MRNA è una invenzione europea con fondi europei.
00:41:52Quindi non è stato certo la Silicon Valley che ci ha portato fuori dalla pandemia.
00:41:58Il modello più avanzato del clima è europeo, si chiama Destination Earth ed è un modello
00:42:06di intelligenza artificiale che permette di ricostruire il clima futuro sulla base degli eventi passati.
00:42:12E' adesso il gemello digitale del clima e ha un altro gemello digitale che è quello
00:42:17delle emergenze del clima.
00:42:18Quindi è in grado di prevedere eventi estremi 15 giorni in anticipo.
00:42:24E' stato adesso utilizzato per il ciclone nel Mar dei Caraibi e la protezione civile lì
00:42:31ha avuto informazioni 15 giorni prima della traiettoria esatta del ciclone.
00:42:36Quindi io credo che la scienza europea, la tecnica europea e anche la forza dell'Europa
00:42:43è tale per cui l'Europa si iscrive alla corsa, quella positiva dell'intelligenza artificiale
00:42:50come forza trasformativa che è indubbia e i dati che abbiamo visto ci dicono che i cittadini
00:42:57vogliono che questo sia una corsa bilanciata, che rispetti le persone e che porti un risultato
00:43:04positivo. Non è che dicono non fate nulla, anzi dicono l'Europa è in ritardo e questo
00:43:08purtroppo è innegabile.
00:43:11E quindi mi taccio citando il mio vicino di banco, perché l'Europa ha due cosine le
00:43:20deve fare.
00:43:20La prima è completare il suo strumento più forte che c'ha, perché queste tecnologie
00:43:27hanno bisogno di scala, che quindi è il mercato unico.
00:43:29è il mercato unico, è la quinta libertà, è il fatto che i dati devono circolare, che
00:43:35la scienza, la conoscenza deve circolare.
00:43:37E l'altro ex presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, che dice mancano 800 miliardi
00:43:45di euro all'appello, voglio dire.
00:43:46Quindi se uno mettesse insieme completamente il mercato unico, risorse a sufficienza per
00:43:53garantire che questa discontinuità che si è creata purtroppo venga rapidamente colmata,
00:44:00io penso che l'Europa dà una risposta matura a quello che abbiamo visto come quello che
00:44:06ci chiedono i cittadini.
00:44:08Le regole, e quelle francamente sono le migliori al mondo, e continuare a lavorare perché siano
00:44:14non oppressive ma siano giuste, ma completare il mercato e soprattutto riuscire a dare l'infa
00:44:21all'ecosistema e all'innovazione delle eccellenze europee.
00:44:25Grazie Roberto, poi ti chiederò un'altra cosa, con Enrico Letta, volevo partire da un dato
00:44:32che la ricerca è della fine di gennaio, quindi era esattamente un anno dopo l'inizio
00:44:37della presidenza Trump.
00:44:39Ci vuole così poco a cambiare il mondo?
00:44:41Cioè quel dato sugli Stati Uniti è impressionante?
00:44:44Sì, impressionante, ma intanto complimenti al Corriere, complimenti a SVG, grazie alle
00:44:51vicepresidenti Picerno e Sberna per l'invito.
00:44:55Credo che sia molto interessante quello che abbiamo ascoltato adesso da Roberto Viola,
00:45:02la dice lunga.
00:45:05E trovo molto interessante perché è il segno di una grande saggezza dei nostri concittadini
00:45:12europei e tutto sommato anche di una certa omogeneità, perché è vero che il Sud Europa
00:45:18è un pochino più, però alla fine a me colpisce molto che tutto sommato viene fuori un disegno
00:45:24abbastanza omogeneo.
00:45:26In Europa questo per me è anche un segno interessante, esiste un'opinione pubblica europea.
00:45:32Continuiamo a ragionare per Silos, però alla fine un'opinione pubblica europea esiste.
00:45:37E l'anno che è passato, come dicevi tu, è assolutamente un anno che ha lasciato un
00:45:46segno, tanto che oggi sicuramente la percezione di una potenziale minaccia, l'ha detto Elon
00:45:56Musk, ha detto se vi sta con la spina collassate in un minuto, quindi quella risposta rispetto
00:46:03alla domanda è sostanzialmente simile al tweet che fece Elon Musk l'anno scorso e che poi
00:46:11cancellò, che era rivolto agli ucraini, però tutto sommato era rivolto anche a noi europei.
00:46:18Però io siccome dobbiamo fare rapidi e dare un messaggio, vorrei che rimanesse un messaggio,
00:46:25un po' come ha fatto Roberto molto efficacemente adesso, il messaggio che io voglio lanciare
00:46:30è questo e che voglio lasciare è questo. Perché siamo arrivati terzi? Perché i cittadini europei
00:46:41hanno certificato, che si sono resi conto, che abbiamo preso la medaglia di bronzo, che in questo
00:46:47caso non c'è da festeggiare perché dovevamo competere per la medaglia d'oro, come abbiamo
00:46:53fatto in tante fasi della nostra storia. Anche recenti il tuo esempio calza a meraviglia.
00:47:00Perché sull'intelligenza artificiale, che è probabilmente la più grande rivoluzione
00:47:06di questi ultimi tempi, siamo arrivati dietro americani e cinesi. Perché? Io ho una interpretazione
00:47:16che è ovviamente di parte, perché in parte quello che ho scritto, cioè alla fine siamo
00:47:21arrivati indietro perché per salti tecnologici di questo tipo non basta l'intelligenza e il
00:47:29talento dei ricercatori. C'è bisogno della potenza dal punto di vista della dimensione
00:47:36degli investimenti. E noi europei, frammentati come siamo, non siamo stati in grado di mettere
00:47:43in campo una potenza di investimento simile a quello che hanno fatto gli americani, per
00:47:49un verso, privata, e quello che hanno fatto i cinesi con l'investimento pubblico. Perché
00:47:56abbiamo un sistema finanziario europeo che è frammentato e quindi è un sistema per il
00:48:03quale uno più uno non fa tre e non fa nemmeno due, fa un e mezzo. Se è frammentato come
00:48:11è,
00:48:11perché il sistema finanziario alla fine ha un meccanismo di leverage. A me colpisce
00:48:17sempre, lo ripeto qui perché basta dire questo per capire perché siamo sott'acqua e sotto
00:48:22schiaffo. Se si prendono tutte le grandi imprese finanziarie europee e tutte le grandi imprese
00:48:32finanziarie americane e le si mettono in una stessa scatola tutte insieme e poi le si mette
00:48:41in un ordine decrescente di peso economico, viene fuori che le prime 35 imprese finanziarie
00:48:52di questa lista sono americane. La prima europea è 36esima. Come possiamo pensare di battere
00:49:02gli americani su una partita nella quale partiamo così indietro sulla capacità di investimento
00:49:09finanziario? E la colpa non è ovviamente né degli investitori europei né delle banche
00:49:15europee né di altre, di un sistema che è rimasto nazionale. Le nostre banche sono nazionali,
00:49:21i nostri sistemi finanziari sono nazionali perché il sistema politico europeo le ha volute
00:49:27tenere nazionali e quindi sono piccole, sono al massimo campioni nazionali. Non riescono
00:49:33ad essere come invece le istituzioni finanziarie americane e quindi globali e quindi in grado
00:49:41di immettere una quantità di risorse che hanno consentito a loro di provare una prima
00:49:47volta e fallire, una seconda volta e fallire, una terza e fallire, alla quarta di farcela
00:49:52e di metterci a noi in un angolo con molto spesso ricercatori europei. Perché la cosa per
00:49:58noi drammatica è che la buona parte di quei nomi, sì molti sono nomi indiani, però molti
00:50:07sono nomi europei, il caso clamoroso di Jan Lecun che ha lasciato meta per fondare Ami qualche
00:50:17settimana fa e mi sembra il caso più evidente di tutti. Quindi termino dicendo che questa
00:50:24vicenda non sarà l'ultima se noi non integriamo il mercato europeo e non saliamo di scala e non
00:50:32siamo in grado quindi per le prossime rivoluzioni industriali e tecnologiche di avere una capacità
00:50:39di investimento su una scala che sia diversa da quella che abbiamo oggi. Grandi investimenti
00:50:46portano a grandi salti tecnologici come è accaduto nel passato. Ecco perché il progetto
00:50:53One Market, One Europe che giovedì e venerdì il Consiglio europeo discuterà e io mi auguro
00:51:00che il Consiglio europeo lo approvi e lo porti avanti è assolutamente decisivo perché
00:51:06la prossima ricerca che SVG e Corriere faranno ci racconteranno una situazione che sarà diversa
00:51:12perché lì i cittadini e gli elettori e i cittadini europei avranno colto che l'Europa
00:51:20ha fatto un passo avanti perché questa maggiore unità di intenti gli consente di farlo.
00:51:25Enrico te lo chiedo brutalmente, non è troppo tardi?
00:51:31I cittadini europei dicono che siamo al limite, io mi affido diciamo alla loro saggezza, ecco
00:51:38la saggezza dei cittadini europei che dà ancora una chance. Io penso che una chance ancora
00:51:43ce l'abbiamo, l'esempio che ha fatto Roberto prima lo dimostra, una chance ancora c'è e soprattutto
00:51:49io penso che quello che i coloro che hanno risposto a questa ricerca hanno detto, l'Europa
00:51:57ha qualcosa in più e secondo me l'Europa oggi ha due cose in più che dobbiamo coccolarci
00:52:04con forza. La prima è che gli americani hanno preso un vantaggio ma adesso secondo me avranno
00:52:13un rinculo rispetto a una scelta drammatica che stanno facendo che è quella di respingere
00:52:19i talenti che vengono da lontano. Quanti giovani studenti del mondo oggi non vanno negli Stati
00:52:27Uniti perché la politica dei visti e l'incertezza totale che regna lì è diventato un punto di
00:52:32difficoltà. E primo punto. Secondo punto, credo che l'altro elemento di forza che l'Europa
00:52:41può avere è il fatto ovviamente che accanto a questo noi abbiamo e veniamo incontro a un'esigenza
00:52:47che la gente percepisce e cioè come la ricerca dice bisogna tener conto delle esigenze dei
00:52:55diritti della persona. Accanto alla innovazione, allo sviluppo, un'innovazione allo sviluppo
00:53:01che non protegga i diritti della persona è vista con grande preoccupazione da tutti i cittadini
00:53:07europei e noi europei abbiamo in questo una capacità probabilmente di stare attenti a
00:53:13questo diritto fondamentale della persona. Questo secondo me è fondamentale per lo sviluppo
00:53:18di una futura innovazione su questi temi che sia equilibrata e che non sia squilibrata.
00:53:25Enrico, qualche giorno fa il sindaco di Londra ha invitato Dario Modei, il fondatore di Antropi
00:53:30che mi si è legato a trasferirsi nel Regno Unito in seguito al contrasto con il Pentagono.
00:53:36È una strada da seguire? C'è quella di attrarre talenti americani al di là di Dario Modei?
00:53:41Nella ricerca viene fuori.
00:53:42Posso dirti che non soltanto è una strada da seguire ma sta già accadendo.
00:53:47Cioè oggi la capacità dell'Europa di attrarre studenti internazionali che stavano andando
00:53:53negli Stati Uniti che alla fine non possono più andare negli Stati Uniti perché rischiano.
00:53:57Cioè quando vai in un'università americana, fai un investimento per un triennio di centinaia
00:54:05di migliaia di dollari, non puoi permetterti che questo investimento sia messo in discussione
00:54:10da una politica di visti che ti fa saltare tutto.
00:54:13Per cui quello che io so, ovviamente io parlo del mio settore che non è questo, ma il settore
00:54:18nel quale io lavoro oggi in università, delle relazioni internazionali, un settore nel quale
00:54:23le università americane più importanti hanno tutte un calo del 15, del 20, del 25% degli
00:54:29iscritti studenti internazionali.
00:54:31Questi studenti dove vanno?
00:54:33Un po' vanno in Inghilterra, un po' vanno in Svizzera, ma la gran parte viene nell'Unione
00:54:39Europea e credo che su questo noi possiamo fare veramente un grandissimo lavoro.
00:54:43è un'occasione straordinaria, se ci internazionalizziamo, se le nostre università italiane si internazionalizzano
00:54:51con la forza che l'Italia ha di attrazione, questa è una grandissima opportunità che dobbiamo
00:54:57assolutamente cogliere.
00:55:01Scusa, mi hanno dato un via?
00:55:03Sì, ok, un suggerimento dalla legge.
00:55:06Grazie Enrico, ti volevo chiedere un'ultima cosa Roberto, ci hai annunciato, anzi anche
00:55:11Enrico l'ha detto, sono in arrivo cose importanti sul fronte dell'innovazione, ma anche sul
00:55:16fronte delle regole, state per prendere delle decisioni importanti.
00:55:20Non c'è il rischio di un arretramento e di un anacquamento davanti alle pressioni americane
00:55:25che sono forti da questo punto di vista, che cosa state decidendo?
00:55:30Ma guarda, io intanto cominciamo con le novità sull'innovazione e in questi giorni stiamo
00:55:38completando le procedure per lanciare le cosiddette gigafactory dell'intelligenza artificiale.
00:55:45L'Europa zitta zitta è diventata una potenza del supercalcolo, perché questo è molto importante,
00:55:52perché i grandi ricercatori vengono in Europa se hanno le condizioni al contorno importanti,
00:55:58ma anche se hanno gli strumenti.
00:56:00Quindi questa corsa che abbiamo fatto per dotare l'Europa dei più grandi strumenti di calcolo
00:56:05sulla terra, credo che pagherà.
00:56:07E questo passo ulteriore permette a start-up ricercatori di accedere a infrastrutture di calcolo
00:56:15che al momento sono solo riservate ai grandi della Silicon Valley.
00:56:20Quindi questo è un passaggio decisivo per aprire ancora di più il panorama dell'innovazione europea.
00:56:28L'altro è il cosiddetto CERN delle AI, cioè creare una eccellenza delle eccellenze,
00:56:35mettendo insieme tutti i più grandi ricercatori di intelligenza artificiale al mondo.
00:56:39è un'iniziativa che la Commissione europea sta lanciando con la Francia, con la Germania,
00:56:44e tanti altri paesi che stanno associando.
00:56:48Parisi lo ha rilanciato giustamente, e quindi su questa cosa noi ci stiamo lavorando e ci stiamo credendo.
00:56:56E la terza cosa, prima che rispondo alla tua domanda, non vado fuori tema, prometto,
00:57:01è quella della sfida delle tecnologie quantistiche che daranno un ulteriore...
00:57:08Lì ancora la partita ce la possiamo tutta giocare, e quindi se facciamo bene i compiti che ci ha prescritto
00:57:15Enrico,
00:57:16ce la possiamo fare, quindi uscirà presto il Quantum Act, e speriamo quindi di fare bene i compiti a caso
00:57:21sull'innovazione.
00:57:22Su quello che stiamo facendo, sulle regole, in questo momento stiamo completando due cose che sono molto importanti,
00:57:29che sono, uno, il codice di condotta su quelli che si chiamano i deepfake, quindi i falsi generati dall'intelligenza
00:57:37artificiale,
00:57:38in cui chiediamo a tutte le imprese, però nel codice di condotta non all'acqua di rose, perché è legato
00:57:44alle AI Act,
00:57:45quindi anche azionabili dalla Commissione europea se non rispettato, di identificare con una traccia,
00:57:51con una firma elettronica che si chiama watermarking, le immagini generate dall'intelligenza artificiale.
00:57:56in una maniera tale che immediatamente si possa identificare un falso, e poi che ci sia anche un marchio visibile,
00:58:05standardizzato in tutta Europa, che visibilmente anche renda immediatamente evidente che si tratta di immagini generate in maniera falsa.
00:58:17Grazie Ricoletta, grazie Roberto Viola.
00:58:20Adesso cerchiamo di capire dove troviamo gli 800 miliardi di cui parlava Roberto Viola,
00:58:26e li chiediamo, non li chiediamo direttamente a loro, a due europarlamentari, Letizia Moratti, Brando Benifei.
00:58:31Prego.
00:58:36Perfetto. Benvenuto Brando, benvenuta, benvenuta onorevole.
00:58:47Allora, cominciamo proprio dalla ricerca e poi entriamo nel merito, adesso vi chiederò anche,
00:58:52anzi cominciamo dall'inizio, la Presidente del Parlamento ha detto serve coraggio politico,
00:58:58ma lo stiamo dimostrando, secondo voi? Chi lo deve dimostrare in questo momento?
00:59:03Brando, benifei.
00:59:10Credo che se avessimo dimostrato più coraggio non saremmo dove siamo, insomma.
00:59:15Credo che serva il coraggio che ci chiedono i nostri cittadini,
00:59:20cioè di non rinunciare a un modello basato sul rispetto delle libertà fondamentali
00:59:27e dei diritti della persona, in questa situazione di corsa dell'innovazione,
00:59:33dove c'è una retorica, quella della arms race, della corsa agli armamenti,
00:59:38che è alimentata da certi ambienti culturali e politici a cui noi dobbiamo opporci,
00:59:43perché non possiamo trasformare una questione che è una competizione,
00:59:50ne avete parlato prima, delle medaglie, della classifica,
00:59:54in un scontro che travolge i diritti delle persone.
00:59:59Dobbiamo trovare un equilibrio.
01:00:00E quindi credo che per dare forza al modello regolatorio
01:00:05dobbiamo fare le cose che venivano dette prima.
01:00:08E quindi, e chiudo, torno al tema del coraggio e della domanda,
01:00:12bisogna avere il coraggio di fare quelle cose che venivano dette prima,
01:00:16da Viola e da Letta, che erano qui un attimo fa,
01:00:19e che i nostri governanti non hanno avuto il coraggio di fare.
01:00:23Gli 800 miliardi, anche se sono stati citati,
01:00:25a parte che Draghi è tornato qui dopo un anno dalla presentazione del rapporto
01:00:30e ha detto, oh, gli 800 miliardi non bastano più, sono 1.200 ora,
01:00:34l'ha detto qua a Bruxelles.
01:00:36Quindi diciamo, 800 sono già, come dire, il minimo.
01:00:41Quanti ne hanno messi a disposizione di questi investimenti comuni
01:00:45i nostri capi di governo, quelli che si riuniscono di nuovo
01:00:47per l'ennesima volta fra qualche giorno? Zero.
01:00:50Ecco, io credo che dobbiamo chiedergli di avere un po' più di coraggio.
01:00:55Prego, Letizia Maratti.
01:00:57Anzitutto grazie, grazie a SVG, grazie a Banca Intesa,
01:01:00grazie al Corriere per questo incontro,
01:01:02per questa riflessione importante su un tema così trasformativo
01:01:08dal punto di vista sociale, culturale ed economico
01:01:12come l'intelligenza artificiale.
01:01:15Coraggio.
01:01:16Io credo che avremo bisogno tutti di avere maggior coraggio,
01:01:20quindi io non lascerei solo ai capi di Stato e di Governo,
01:01:22direi anche noi a livello di Parlamento, quindi,
01:01:25e la Commissione.
01:01:27Nella ricerca che abbiamo visto, abbiamo visto che c'è la consapevolezza
01:01:33che siamo un bivio.
01:01:35Possiamo farcela, ma potremmo anche non farcela.
01:01:38Quali sono le condizioni per riuscire ad avere una leva importante
01:01:45come l'intelligenza artificiale?
01:01:48Leva che può essere, è un'opportunità, sicuramente può anche essere un rischio,
01:01:53ma se ben regolata è un'opportunità.
01:01:56Leva per avere una sanità migliore?
01:02:00Per avere un'industria più competitiva?
01:02:04Per avere servizi migliori?
01:02:07Cosa fare?
01:02:08Allora, io credo, e vado un po' a un punto che so essere anche critico
01:02:15in questo momento nella nostra Europa, noi non riusciamo ad avere
01:02:19una governance europea che ci consenta di prendere decisioni rapide,
01:02:25decisioni rapide, le stesse decisioni rapide che stanno prendendo
01:02:28le altre grandi superpotenze, quindi gli Stati Uniti, la Cina e la Russia
01:02:33e in genere le grandi superpotenze, anche l'India ed altre.
01:02:38Non riusciremo a riformare i nostri trattati perché occorre l'unanimità
01:02:42e quindi occorre rapidamente attivare quello che la Presidente von der Leyen
01:02:47ha accennato come possibilità, la cooperazione rafforzata,
01:02:52che permette a nuovi Paesi di lavorare un po' come è stato fatto
01:02:57nel percorso per l'Euro e come è stato fatto per Schengen,
01:03:01quindi lavorare su tematiche specifiche, attivando appunto la possibilità
01:03:09di mettere insieme le risorse, le competenze e le decisioni
01:03:15di almeno nove Paesi per arrivare ad avere un'accelerazione rispetto
01:03:21a determinate decisioni. Quindi questo secondo me è un punto importantissimo.
01:03:25Che cos'altro fare? Allora, questo intanto già ci permetterebbe,
01:03:30spero di dire ci permetterà o ci permetterebbe di attivare il mercato unico
01:03:35dei capitali, che è fondamentale perché quando prima giustamente si parlava
01:03:40di frammentazione, questo è uno dei grandi problemi che noi abbiamo,
01:03:46la frammentazione indubbiamente non aiuta la possibilità di avere
01:03:55grandi imprese, di avere la possibilità di centri di eccellenza.
01:04:03Ringrazio il direttore Viola per l'impegno che mette in queste straordinarie opportunità
01:04:12per creare appunto il quantum europeo e l'equivalente del CERN nell'ambito
01:04:17dell'intelligenza artificiale o del quantum computer.
01:04:21Tra l'altro voglio citare un esempio perché anche questo è un esempio positivo.
01:04:26L'Europa è stata capace quando ha voluto. Io ricordo il progetto di fusione nucleare.
01:04:31Allora, noi eravamo in competizione. Io allora ero ministro dell'istruzione
01:04:35università ricerca e mi sono trovata a competere per la localizzazione del progetto
01:04:43ITER. Scusate se vado un attimo, ma penso che sia un esempio interessante.
01:04:47Per la localizzazione del progetto di fusione nucleare ITER. Il tavolo era composto dagli
01:04:53Stati Uniti, dal Giappone, dalla Corea, dalla Russia, dall'Europa e dagli Stati Uniti.
01:05:00Quindi noi stavamo perdendo perché il Giappone era già riuscito ad avere il voto del Giappone,
01:05:07dell'America e della Corea e quindi noi eravamo a rischio. Siamo riusciti, c'era come al solito
01:05:15un problema di paesi perché lo voleva la Francia e lo voleva la Spagna. L'Europa non
01:05:20decideva perché non poteva decidere tra due paesi europei. Ecco, io ho obbligato l'Europa
01:05:26a decidere. L'Europa ha deciso per la Francia con una compensazione alla Spagna. Sono andata
01:05:34a difendere l'Europa e nella specie la Francia in America, non è stato facile, però siamo
01:05:42riusciti. Quindi l'Europa quando vuole e quando c'è, come diceva il mio collega Bonifei,
01:05:47quando c'è coraggio è capace di decidere. Bisogna avere coraggio. Quindi superare la
01:05:53frammentazione, avere un antitrust che non ci blocchi quelle che sono delle fusioni europee
01:06:00perché nell'ambito per esempio delle telecomunicazioni abbiamo bloccato adesso una fusione europea
01:06:06in Danimarca assolutamente in maniera assurda. Quindi no alla fermentazione, no a un antitrust
01:06:16che guarda all'interno dell'Europa. Io aggiungerei un'ultima cosa, non aver paura di capitali
01:06:22privati perché anche per l'innovazione tecnologica siamo simili come investimento pubblico
01:06:30noi gli Stati Uniti, 07 e 07, dove noi siamo molto più deboli e investimenti più
01:06:36privati. Uno e due contro due e tre. Quindi queste tre cose fondamentali, ma fondamentale
01:06:41la prima perché è la madre di tutto, la cooperazione rafforzata. Grazie.
01:06:46Bene, grazie. Vi chiedo a entrambe una cosa. Nella ricerca di SVG trovate evidenziati dei
01:06:53valori di alcuni paesi e trovate evidenziati dei valori per generazioni, quindi la Gen Z,
01:06:59millenniali, boomer, con delle differenze che non sono eclatanti ma ci sono. Non trovate
01:07:03evidenziate delle differenze tra aree politiche e non perché non l'abbiamo chiesto agli
01:07:08intervistati, ma perché sostanzialmente non erano così marcate. Cioè è come se su questo
01:07:13argomento della sovranità tecnologica la differenza destra-sinistra non fosse così
01:07:20evidente. Cioè i cittadini europei la sentono allo stesso modo. È così anche per voi che
01:07:25appartenete a due forze politiche diverse. Brandon Benifei.
01:07:28Ma secondo me il tema è che c'è anche una, diciamo così, non c'è la chiarezza per tutti,
01:07:38anche per chi ha risposto a queste domande, su cosa esattamente poi può essere la sovranità
01:07:45tecnologica rispetto, faccio l'esempio su questa parte, rispetto a altre questioni che
01:07:53poi entrano in gioco quando tu metti, come dire, alcuni paletti per far avanzare una vera
01:07:59sovranità. Potresti limitare l'accesso a determinate tecnologie per alcuni settori,
01:08:05per proteggerli da rischi, diciamo, di perdita del controllo e quindi anche le cose che emergevano
01:08:11dalla ricerca, ma magari non tutti hanno gli elementi per valutare tutte le implicazioni
01:08:17e poi questo forse è il lavoro, come dire, di chi poi viene mandato qui a rappresentare
01:08:23i cittadini, di andare un po' a fondo perché nei prossimi mesi avremo una serie di proposte,
01:08:30Industrial Innovation, Industrial Accelerator Act, scusate, avremo la proposta
01:08:41che riguardano il bi-European in altri contesti, ma diciamo che quello che emerge da questa
01:08:50ricerca è che ci sono dei principi, secondo me, di fondo che possono essere un po' trasversali
01:08:54alle sensibilità politiche, cioè poi il dettaglio, quanto l'equilibrio, diciamo, di questi principi,
01:09:02come si sviluppa è una cosa, appunto, un po' da specialisti, però il principio, diciamo,
01:09:08che secondo me è effettivamente, ne sono convinto anch'io, trasversale, cioè gli europei vogliono
01:09:14essere sovrani nel controllo delle proprie tecnologie, non essere a rischio di trovarsi
01:09:20la sottrazione, diciamo, la situazione di impedimento e sono a favore del fatto che la propria libertà,
01:09:31la propria vita sia tutelata anche nello spazio digitale, perché credo si accorgono
01:09:37facilmente del fatto che nello spazio dell'innovazione, nello spazio del digitale, nello spazio
01:09:43dell'IA, prima si è parlato del tema dei deepfakes, appunto, abbiamo affrontato con la stesura
01:09:49delle AI Act nella scorsa legislatura, abbiamo messo elementi di trasparenza che al tempo sembrava
01:09:56che chiedevamo delle cose impossibili, io ricordo i discorsi, oggi appare quasi che non
01:10:02ce n'è abbastanza, tanto che si discute nell'omnibus di aggiungere degli elementi pure di ulteriore
01:10:09limitazione su questo fronte. Quindi, come dire, abbiamo, e voglio ringraziare per chiudere
01:10:17chi ha svolto questa ricerca, il Corriere, SVG, eccetera, perché avete un po' sfatato
01:10:23un sacco di stupidaggini che si sentono dire, cioè del fatto che, un po' veniva detto anche
01:10:29prima, insomma che gli europei sono infastiditi dal fatto che abbiamo messo una serie di regole,
01:10:36anzi invece emerge che anche sul tema più d'avanguardia, il tema che si dibatte adesso,
01:10:41che è il tema di ora, cioè la sovranità, hanno delle idee molto chiare che io spero
01:10:47che riusciremo a rappresentare adeguatamente, al di là appunto magari delle differenze fra
01:10:53le parti politiche che portano magari ad alcune soluzioni diverse, però ripeto i principi
01:10:57di fondo che emergono da questa ricerca che è stata credo davvero utile sono molto chiari.
01:11:03Grazie, grazie. Allora il sovranismo appartiene a una parte politica, la sovranità tecnologica
01:11:08appartiene a tutti. Certamente sì, io credo che da questa ricerca emerga la consapevolezza
01:11:18e anche io vedo una consapevolezza che mi sembrava da, come dire, al di là delle appartenenze
01:11:23politiche, l'importanza di avere una sovranità tecnologica, perché sovranità tecnologica vuol dire
01:11:30avere anche un'Europa più competitiva, perché la tecnologia è una leva di competitività,
01:11:36avere un'Europa più competitiva significa avere un'Europa che è in grado di crescere,
01:11:43cosa che ultimamente non sta facendo, e crescendo è in grado di mantenere il proprio welfare
01:11:49che è il migliore al mondo. Quindi io credo che questa consapevolezza dell'importanza
01:11:55della sovranità tecnologica sia non solo per motivi legati alla sicurezza, motivi assolutamente
01:12:03giusti, il switch off, rischiamo di averlo, ma anche legati alla consapevolezza della leva
01:12:16della tecnologia come leva per la crescita, crescita che è indispensabile per il nostro
01:12:22welfare. Quindi mi sembra che la risposta sia assolutamente sì, consapevolezza utile.
01:12:27Grazie, vi chiedo un'ultima cosa per chiudere, un pensiero che arriva dagli Stati Uniti è
01:12:32che alla fine il vero ostacolo al progresso tecnologico è la democrazia, non lo dicono
01:12:38in tanti di quelli che in questo momento ruotano attorno alla Casa Bianca. Vi rendete conto
01:12:42che siamo nel cuore della democrazia europea, la sfida che avete davanti, cioè dimostrare
01:12:46che il progresso tecnologico e la democrazia possono ancora stare insieme?
01:12:51Io credo sia la sfida principale per noi oggi, c'è chi argomenta il contrario, anche
01:12:57qualcuno che era a Roma in questi giorni, porta avanti una tesi opposta. Credo che sia
01:13:02un po' lo sforzo che dobbiamo fare anche perché la democrazia oggi è messa in discussione
01:13:09da tanti, leggiamo le statistiche a proposito di ricerche, ce ne sono alcune che ci mostrano
01:13:14come ci siano tanti, soprattutto giovanissimi, che oggi si chiedono veramente se la democrazia
01:13:21come l'abbiamo organizzata ha un senso, se non sarebbe meglio fare qualcosa di diverso.
01:13:26Certamente la democrazia deve riorganizzarsi, deve raccogliere anche la sfida delle nuove
01:13:33tecnologie. Io ho promosso, sono un membro della STOA, del panel scientifico del Parlamento
01:13:39Europeo promosso e abbiamo presentato, dopo una ricerca di alcuni ricercatori, una ricerca
01:13:44sull'uso nell'ambito del coinvolgimento e della partecipazione democratica degli strumenti
01:13:51digitali e delle AI. Perché queste ricerche e questo tipo di innovazioni, anche nel funzionamento
01:13:56della democrazia, secondo me li dobbiamo affrontare con coraggio, con apertura, senza atteggiamenti
01:14:01conservativi. Però far sì che la tecnologia non riduca gli spazi democratici è una sfida
01:14:09tutta aperta, tanto che l'AI Act per esempio ha preso delle decisioni, c'era già nella proposta
01:14:15della Commissione, il Parlamento l'ha rafforzata nella negoziazione, la scelta di vietare alcuni
01:14:20usi che andavano a danneggiare gli spazi democratici. Abbiamo combattuto per esempio un uso abusivo,
01:14:27un uso non controllato, di telecamere biometriche, a proposito di sorveglianza di massa e del
01:14:31dibattito che oggi cresce per tanti motivi, noi abbiamo deciso di mettere dei limiti e delle
01:14:37regole, proprio soprattutto sui temi che riguardano i rischi di compressione degli spazi democratici
01:14:43utilizzando in modo malevolo da questo punto di vista proprio l'intelligenza artificiale.
01:14:47Letizia Moratti, all'onore e l'onere di chiudere questo evento, democrazia e progresso
01:14:53tecnologico. Io credo che la cosa che a me è piaciuta molto è che nell'ambito della
01:14:58presentazione della ricerca uno delle paure, dei timori dei nostri concittadini era proprio
01:15:06sul tema della democrazia. Questo a mio avviso dimostra una grande maturità dell'Europa
01:15:13proprio nella consapevolezza dell'importanza di avere la fortuna di vivere in un continente
01:15:23che è l'unico continente che non ha la pena di morte, il continente che ha la miglior
01:15:29democrazia al mondo. Quindi la democrazia è un percorso di crescita continuo, non dobbiamo
01:15:40mai darla per scontato, dobbiamo però sapere che è il più grande valore che noi abbiamo
01:15:46e quindi sì, l'intelligenza artificiale è un'intelligenza artificiale che aiuti anche
01:15:52il percorso democratico che deve essere alla base per poter garantire quella libertà della
01:15:59persona che non può che essere il fine ultimo di una democrazia matura.
01:16:05Bene, i cittadini europei l'hanno capito, adesso siamo davanti a un nuovo momento spinelli
01:16:08secondo me in cui fare un passo avanti come Unione Europea, grazie a Brando Benifele
01:16:14di Samoratti, grazie a SVG che ha condotto la ricerca, grazie a Intesa San Paolo, al gruppo
01:16:19che ha fondato l'osservatorio del Corriere della Sera, grazie a tutti voi, buona serata.