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  • 1 giorno fa
Nove europei su dieci non si fidano più degli Stati Uniti quando si parla di tecnologia; e la maggioranza pensa che il ritardo accumulato sia importante ma recuperabile. Sono le due evidenze più importanti del Rapporto dell’Osservatorio Disclaimer, promosso da Intesa Sanpaolo, con Elisa Zambito Marsala, Responsabile della Direzione Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, ed SWG, con Alessandra Dragotto, Head of Research SWG – Polling Europe, per il Corriere della Sera. È stato presentato nella libreria del Parlamento Europeo da un bel panel guidato dalle vicepresidenti Pina Picierno e Antonella Sberna, gli europarlamentari Brando Benifei e Letizia Moratti, il Direttore Generale della DG Connect Roberto Viola ed Enrico Letta.

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Trascrizione
00:00Siamo a Bruxelles, nella libreria del Parlamento Europeo, per la presentazione del rapporto
00:06di disclaimer, dell'osservatorio di disclaimer sulla sovranità tecnologica, per rispondere
00:10fondamentalmente a due domande. Il ritardo tecnologico che ha l'Europa rispetto agli
00:14Stati Uniti e la Cina è ancora recuperabile? E la seconda, ci possiamo fidare ancora degli
00:21Stati Uniti come partner tecnologico oppure l'Europa deve cominciare a sviluppare le
00:25proprie tecnologie?
00:30Dear colleagues, welcome to the European Parliament. Here in Europe we know that moving forward
00:35means working together. The same goes for artificial intelligence, so thank you dear Pina and Antonella
00:41for hosting this timely event and for all the hard work that you do on this crucial topic
00:46in this house. When it comes to AI, Europe has what it takes to lead. Our union is home to
00:53top tier universities and research centres. We are one of the world's largest single markets
00:58with vast industrial expertise. In short, we have the capacity, the resources and the talent
01:04we need to kickstart the AI revolution right here in Europe. What we need now is the political
01:10courage and the shared resolve to take that next crucial step forward. This parliament understands the
01:17challenge ahead. That is why we are pushing on legislation that will help our start-ups
01:21to make the most of AI. We are voting next week on the digital omnibus on AI to make life
01:27easier for
01:28our businesses and help them scale up. We welcome the Commission's AI Continent Action Plan, scaling up the
01:35necessary infrastructure right here in Europe. And this is about more than just staying ahead. As AI becomes
01:43part of people's everyday lives and we need to keep these systems safe, fair and trustworthy, while also ensuring that
01:51our
01:52social fabric is prepared for this paradigm shift, including in education and re-skilling. We are already
01:58seeing the incredible societal progress AI can generate. But we must also remain wary of its developing
02:05relationship with our democracy, making sure it works in line with and not in opposition to our democratic
02:13principles. That is why discussions like this are so important to our work in this house. Thank you all for
02:19being here this afternoon. I welcome the report which will be discussed later today and I wish you all a
02:25successful and productive debate. Thank you.
02:30Il ritardo tecnologico deve essere assolutamente recuperato. Sicuramente è importante conoscere i fabbisogni
02:39di competenze per poter affrontare in maniera più consapevole, più responsabile, più sicura quelle che sono le
02:46potenzialità di questa nuova tecnologia che sicuramente ha avuto dei grandi impatti anche nelle modalità di
02:53apprendimento da parte dei cittadini italiani e che, a differenza delle altre tecnologie, impatta non
03:00soltanto nei processi aziendali ma anche nella vita di tutti i cittadini, indipendentemente dalla fascia
03:06di età. Quindi dobbiamo assolutamente cercare di essere più autonomi dal punto di vista tecnologico in Europa,
03:14ma affrontare questa nuova tecnologia e questo grande cambiamento dal punto di vista dell'impatto sociale,
03:22del lavoro e dell'economia anche attraverso una conoscenza profonda dei fabbisogni di competenze e quindi
03:28attraverso percorsi formativi più mirati.
03:33Il ritardo è enorme, però non è vero che non ci sono le competenze da noi, anzi la gran parte
03:39delle
03:39intelligenze che portano avanti le grandi scoperte che hanno portato avanti l'intelligenza artificiale
03:45nelle sue grandi scoperte negli Stati Uniti, per esempio, sono molti di loro europei. Il problema è che non
03:52non abbiamo un sistema in grado di aiutare la crescita delle start-up europee che alla fine
03:59per crescere vanno negli Stati Uniti. E' per questo che l'integrazione del mercato unico, la creazione del
04:06ventottesimo regime per le imprese e le start-up in particolare, la capacità di finanziarle in una modalità che sia
04:13innovativa e facilitata, uguale per tutti in Europa, sono assolutamente essenziali. C'è la possibilità
04:20di farlo, siamo fuori tempo massimo forse.
04:26Il ritardo che abbiamo accumulato rispetto a Cina, ma soprattutto agli Stati Uniti, in questa corsa
04:32tecnologica che stiamo assistendo dovuto all'intelligenza artificiale, sicuramente è un ritardo
04:36molto importante, percepito così almeno da oltre il 60% della popolazione europea in maniera trasversale
04:42da tutti i paesi. C'è una grandissima consapevolezza che il ritardo è importante, ma ancora qualcosa
04:48si può fare prima che sia troppo tardi, prima che avvenga quello che tantissimi cittadini europei
04:54stanno temendo in questo momento, il fatto che da un giorno all'altro gli Stati Uniti in particolare
04:59potrebbero decidere di spegnere tutti gli interruttori e noi oggi, essendo totalmente dipendenti dalle
05:06infrastrutture e della tecnologia degli Stati Uniti, ma non solo, ovviamente ci troveremo in grave difficoltà.
05:11E questo è non solo un'ipotesi plausibile per l'86% dei cittadini europei, ma è qualcosa che già
05:16concreto, reale, sta avvenendo dietro l'angolo. In tutto questo quindi l'Europa deve intervenire,
05:22perché siamo ancora in tempo, deve reagire, lo deve fare soprattutto oggi puntando a quello
05:29che deve essere una sovranità tecnologica europea, ma che si può fare con un modello che deve essere
05:34completamente diverso rispetto a quello che ha attivato fino ad ora gli Stati Uniti, la Cina,
05:38ma attraverso un modello che sia fortemente regolamentato, ma da chi? Dall'umano prima di
05:44tutto, perché poi al centro di tutto questo è comunque il principio dello Human in the Loop.
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