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  • 1 giorno fa
(askanews) - Arrivano per la prima volta in Italia oltre cinquanta capolavori delle collezioni del Kunsthistorisches Museum di Vienna. I visitatori potranno ammirarli nella mostra Le meraviglie degli Asburgo, al Museo del Corso, Palazzo Cipolla, a Roma, fino al 5 luglio 2026.

La mostra curata da Cecilia Bischoff riunisce opere raccolte o commissionate tra il XVI e il XIX secolo da figure centrali della Casa d'Asburgo, e restituisce l'immagine di un impero multietnico, multiculturale e multireligioso che ha fatto dell'arte uno strumento di rappresentazione culturale, diffusione del sapere e dialogo tra civiltà. Cuore della mostra è la pittura europea tra Cinque e Seicento, con la grande stagione fiamminga del XVII secolo rappresentata dalle opere di Rubens, van Dyck e Brueghel il Vecchio.

«Quando si entra nella mostra, dalla trafficata via del Corso ma anche dalla bellezza impareggiabile della città, abbiamo creato una stanza di decompressione, che introduce al museo. - ha spiegato C cilia Bischoff, curatrice della mostra - E poi nel percorso non ci sono media, così il pubblico non è distratto, osserva con calma i dipinti, che sono veramente il fulcro di tutto. Credo che questo sia il modo migliore per allestire una mostra come questa».

Accanto ai grandi formati, la mostra dedica uno spazio alla pittura di gabinetto e agli oggetti della Kunstkammer, le celebri "camere delle meraviglie" rinascimentali: dipinti di piccolo formato, nature morte, paesaggi e oggetti preziosi rivelano un'estetica della precisione e dell'intimità, destinata a una fruizione raccolta e colta. La sezione dedicata alla pittura olandese del Seicento riflette l'ascesa di una società borghese e protestante, in cui l'arte si orienta verso la vita quotidiana, la dimensione privata e l'osservazione del reale. Uno sguardo specifico è riservato alla pittura tedesca dell'età moderna.
In mostra anche un dipinto di Caravaggio
Il racconto converge poi sugli Asburgo come acquirenti, committenti e custodi dell'arte europea, con straordinari ritratti, insieme a opere di Giuseppe Arcimboldo e Diego Velàzquez, che realizzò il celebre ritratto dell'Infanta Margarita in abito blu. La pittura italiana costituisce poi il fulcro simbolico ed estetico della collezione viennese.

In mostra troviamo capolavori di Tiziano, Tintoretto, Veronese, Orazio Gentileschi, e la splendida Incoronazione di spine di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

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