00:00In fondo è un film sul diritto alla felicità.
00:07Avete lavorato in un modo molto interessante sul suono, sul sound design del film
00:12perché la protagonista è costantemente immersa nel rumore
00:15e questo rumore riflette un po' la confusione, insomma, di vento anche della nuova vita.
00:20Come avete lavorato appunto su questo aspetto del film?
00:24Sicuramente il punto di partenza è stato il rumore che abbiamo sentito in fabbrica
00:28e non a caso abbiamo scelto quel tipo di fabbrica dove il rumore è costante e ripetitivo.
00:33Quindi l'alienazione è inevitabile, non è soltanto dovuta ai gesti ripetuti e infiniti
00:40ma anche al fatto di non poter ascoltare e che per potersi parlare bisogna urlare.
00:46Questo in qualche modo ci ha aiutato tantissimo nella costruzione del personaggio
00:53e costringeva Marianna a doversi concentrare per forza sulla sua testa.
00:59Quando non puoi comunicare con nessuno sei costretta a chiuderti
01:04e quella chiusura creava anche la necessità di cercare altro.
01:09Infatti nel fine ci sono diversi momenti in cui lei cerca il silenzio.
01:13Lo cerca in fabbrica ma lo cerca anche a casa dove sta ascoltando della musica ad alto volume
01:18ed esce sul balcone. Questa ricerca del silenzio però per lei è la sua forma di cercare la luce
01:25che trova in una voce però, in una voce che vive in un silenzio assoluto che è quello del carcere.
01:33Poi se ti interessa però tecnicamente il lavoro sul suono è comunque abbastanza ambizioso anche quello
01:38abbiamo cercato di creare il mondo che lo spettatore potesse vedere attraverso il suono
01:51perché il film è un primo piano di Marianna Fontana e il mondo ascoltato.
01:58Non vediamo nemmeno mai il carcere, non vediamo nulla ma crediamo che con il suono che l'avvolge
02:05lo spettatore possa vedere quello che non vogliamo far vedere
02:12proprio perché cerchiamo di fare un cinema che sia molto sensoriale e fastidioso
02:16per costringere lo spettatore a partecipare alla visione e alla realizzazione durante la visione.
02:23e in questo film c'è non solo il suono ma anche il movimento, quindi per i minuti il posto
02:28è un film essenziale
02:29su cosa è il cinema praticamente perché il suono e il movimento, lei si esprime poi ballando, ballando col gatto
02:37ma c'è bellissimo, ecco quindi come avete lavorato anche su quello, il movimento che è molto diverso
02:43da quello che c'è anche della fabbrica per esprimersi anche da sola, cioè a lei basta anche da solo,
02:49no?
02:49ballando col gatto
02:51Sai, la fabbrica, come la pagine, no? è una, come la famiglia, è una società di una società
02:59che ha delle regole e dei recinti nei quali è difficile trovare il proprio spazio e muoversi
03:08e muoversi esprimendo le loro opinioni ma soprattutto, ma muoversi anche fisicamente
03:15la protagonista del film è ingabbiata in questi mondi e avevamo bisogno di esprimere e di evocare il suo bisogno
03:27di muoversi
03:30Fugge ogni tanto dalla catena di montaggio e cammina, balla, balla in casa, balla da sola
03:40il movimento di macchina, così come il movimento dell'attrice esprime per noi, con il movimento di macchina
03:48così come il movimento dell'attrice volevamo esprimere il tumulto di fatto che c'era, che c'è nel personaggio
03:56e abbiamo provato a farlo con lunghi piani sequenza, con primissimi piani e a volte distorti
04:07e abbiamo provato a mettere degli elementi piccoli che potessero evocare il suo movimento
04:14soprattutto, dallo scorrere nel nastro della catena di montaggio che si muove veloce
04:19a molta gente che balla in cerchio e volteggia in una balera
04:27fino a un finale che si esprime senza volerlo svelare
04:37però attraverso un movimento che va poi a cercare proprio il volto della protagonista
04:46volto nella quale lei si specchia, si riconosce
04:50riconosce la scelta mazzana che ha fatto all'inizio del film
04:53In fine, mi ha colpito che l'amico che fa i filmini dei cumple anni le dice
05:01a me piace il miracolo perché incontro sempre persone felici, persone contente
05:05invece lei quando fa lavoro parla solo con persone molto scontente della vita
05:10e quindi mi affascina questo fatto che voi mettete in voce che agli esseri uomini non basta sopravvivere
05:17vogliono anche essere felici di quello che fanno
05:19che è una cosa che noi spesso ci scordiamo e che non riconosciamo magari in altri
05:24non riconosciamo che tutti abbiano il diritto a dovere un sogno
05:27e comunque essere contenti a provarci
05:28quanto mi interessava anche questo?
05:31farlo vedere insomma la contattina
05:33In fondo è un film sul diritto alla felicità
05:36e come tutti i diritti ha bisogno di battaglie per conquistarle
05:41quindi di fatto è una battaglia per la libertà e per la crescita
05:45della trasformazione di questa ragazza in donna
05:47ma ci interessa allo stesso tempo e perciò è importante la contrapposizione
05:52tra il mondo fiabbesco delle cerimonie e quello della fabbrica e della prigione
05:57questa opposizione per noi è fondamentale
06:00perché comunque è il rapporto che c'è tra verità e finzione
06:04la felicità delle cerimonie probabilmente è falsa
06:08ok è bello dice il fotografo vedere persone felici attorno a me
06:13ma è una finzione e quando il personaggio al telefono può trovare la sua felicità
06:19lo fa attraverso la finzione
06:21in qualche modo decodifica le parole del fotografo e le trasforma
06:25ma proprio perché viene dal mondo della fabbrica e dall'alienazione
06:29quella finzione diventa verità
06:30grazie
06:32grazie
06:44grazie
06:50grazie
06:52grazie
06:53grazie
06:53grazie
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