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  • 1 settimana fa
L'intervista a Michele Riondino.
Trascrizione
00:00E' stato un lungo viaggio quello di quest'anno con Palazzo di Nalaf, quindi c'è stato un momento in
00:10cui magari hai pensato
00:11è troppo complesso, è una storia troppo grande, ti saresti immaginato magari iniziando quel grande viaggio lungo
00:17e anche molto appassionato e impegnativo di arrivare poi con questo successo, insomma con tanti premi e riconoscimenti.
00:23Io sono sempre stato molto consapevole della complessità dell'argomento e la cosa che più temevo è sempre stato il
00:34ritorno del pubblico,
00:35il ritorno insomma come una storia, come Palazzina Nalaf potesse lavorare nel pubblico, con le sale, insomma ecco speravo che
00:52il film
00:53funzionasse ma non pensavo insomma ci fosse questo bisogno, questo bisogno di questo genere di film perché poi i numeri
01:03hanno dato ragione al tema,
01:05cioè nel senso questo è un tema che appassiona il pubblico, che si fa tante domande e che fa tante
01:12domande.
01:13Portare il film nelle sale è stato molto bello perché mi ha dato la possibilità di confrontarmi con la gente
01:19che aveva voglia di parlare.
01:21Io ci ho messo mesi per farmi raccontare la vera storia dei confinati della Palazzina Nalaf, però questo film ha
01:28dato, ha fatto sentire in diritto
01:34di raccontare le proprie storie al pubblico che alla fine della proiezione era sempre lì attento a raccontare la propria
01:43storia.
01:43C'era un po' per giudizio perché il cinema sociale sembrava che in Italia non si potesse più fare, ma
01:48questo film si è riuscito in questo piccolo miracolo
01:51che rimanda magari ai grandi gloriosi anni 60-70, quelli in cui comunque il cinema italiano riusciva a raccontare qualcosa
01:57in cui
01:58anche il pubblico di tutti i strati sociali si identificasse come dicevi prima, quindi trovasse la verità in una storia
02:04invece molto drammatica
02:06e questa è l'idea per cui si deve per forza distrarre al cinema sia superata dai fatti.
02:12Guarda, io naturalmente sono cresciuto con un certo tipo di film, io ho formato la mia personalità
02:20oltre che artistica anche politica con film e registi come Monicelli, Petri, Germi, Scola, Montaldo
02:32è inevitabile, questi film hanno contribuito a far nascere in me il desiderio di utilizzare un linguaggio che potesse far
02:46leva sul carattere
02:47proprio sulla cultura nazionale, la nostra indole ironica che ci permette di ridere anche dei drammi
02:58e io non ho voluto fare un film drammatico proprio per solleticare questa indole tutta italiana.
03:07Cosa hai imparato, cosa pensi di aver imparato dopo questo lungo viaggio di film?
03:12Innanzitutto ho imparato un sacco di cose da attore, cioè io non volevo interpretare Caterino, lo ha detto molto bene
03:22Elio alla premiazione dei David
03:24era un ruolo che avevo pensato per lui e quindi non ho avuto il tempo per prepararlo
03:30è vero che conosco molto bene il carattere, la psicologia del personaggio
03:37ma io ho interpretato, penso per la prima volta in vita mia, un personaggio in maniera molto libera, istintiva
03:45e questo mi ha fatto capire che forse dobbiamo dimenticarci tutte le domande che ci facciamo attorno al personaggio
03:54come attori e lasciarci andare. Ecco, questo ho imparato sicuramente come attore e come regista
03:58devo ancora imparare molto, però mi sono divertito e quindi cercherò di imparare ancora di più
04:07quando mi sarà data una seconda chance.
04:11E a proposito di seconda chance, tu hai dimostrato che l'Italia è ampia e grande, non è solo fatta
04:15di Roma e Milano per esempio
04:16cioè dimostrare come la provincia è sempre il cuore pulsante poi dell'Italia, quindi questo credo che sia un aspetto
04:24importante
04:26Sì, sicuramente, io solitamente non mi piacciono i confini, non mi piacciono i campanilismi, i regionalismi
04:34lo stesso film, insomma, racconta una storia avvenuta ambientata in una fabbrica, non è neanche ambientata in una città
04:45perché io non parlo della mia città, questo non è un film su Taranto, è un film sulla fabbrica
04:50e all'interno di questa fabbrica esistono tanti linguaggi, tante lingue, uomini e donne che provengono da diverse parti del
05:00sud, del meridione in questo caso
05:02Io credo, ecco, nell'apertura, non credo che il cinema possa salvarsi se resta romanocentrica
05:15Un'ultima cosa, hai avuto tempo per pensare al nuovo film per l'appunto, visto che sei stato così impegnato,
05:21stai già lavorando qualcosa?
05:22Ci sto pensando, sto leggendo molto e diciamo che è mio interesse trovare una storia altrettanto forte e importante come
05:35quella della Palazzina Love
05:36Grazie, grazie a te

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