00:00Va a casa adesso, subito!
00:06Tre vittime, un'intera famiglia, l'omicidio ha lasciato una lettera piena di frati senza senso.
00:11Partiamo da una scena che secondo me è bellissima, che è quella del bombolone a colazione.
00:17Bellissima per noi, non per lei.
00:20Se ne è mangiati quanti?
00:21No, non devo dire, non troppi.
00:23Non troppi, ok, ok.
00:25E questa è allora una domanda provocatoria.
00:27All'uscita dalla proiezione ho sentito qualcuno che diceva
00:30ah però questi personaggi sono così un po' anche schifosi, la ragazza così mangiava quel bombolone.
00:36Io ho detto scusate ma in questo film succedono le cose assurde e ci andiamo a focalizzare su come lei
00:41mangia il bombolone.
00:43Quanto è importante quella scena in realtà e quanto è importante avere il diritto di mangiarsi anche i bomboloni in
00:48un modo scomposto e schifoso.
00:50Ma come si mangiano i bomboloni in maniera, cioè allora uno li mangia e li assapora
00:55e allora si deve sporcare, cioè nel senso, poi vabbè, allora no, parlando seriamente.
01:02Quella scena racconta di una ragazza che non mangia, che non si nutre di niente, di cibo, di vita, di
01:10felicità, di niente.
01:11Quindi ha appena dormito nella stanza di un padre che non conosce, in una casa che non ha mai visto
01:19e dopo una serata che non conosciamo ma possiamo immaginare.
01:25Quindi insomma, secondo me è molto importante contestualizzare i momenti e le cose ovviamente.
01:31Però io trovo che quella scena è quasi, cioè c'è una luce diversa, nel senso che per la prima
01:38volta lei si permette di essere bambina,
01:42di mangiare, sporcarsi e il padre per la prima volta gli leva le mosche dal cibo,
01:50nel senso è il primo passo di una figlia e di un padre verso questo rapporto che non ha avuto
02:01il suo corso.
02:03Quindi secondo me è molto dolce, è molto tenera, cioè sì, è la prima carezza, senza ovviamente la vera carezza.
02:16Però, tornando sul concetto di, sempre tra virgolette, schifoso, questa è una serie che effettivamente ci fa vedere
02:26il marcio, lo scuro, lo sporco, pensieri terribili e io sono contenta che faccia questo perché pochissimi soprattutto in Italia
02:34hanno questo coraggio, ma secondo me va raccontato anche questo.
02:37Quindi secondo te, che poi gli hai dato vita in questa serie, ma come tutti, quanto è importante far vedere
02:42anche questo aspetto
02:43degli esseri umani? Perché potrei essere io, potrebbe essere lui? Cioè, quanto è importante raccontarlo?
02:48Allora, quanto è importante? Non lo so. È importante, cioè, dare tridimensionalità a un ruolo, no?
02:59Vuol dire anche affrontare le ombre, appunto la parte che non ti piace di te, con diversi estremi.
03:08Qui è ovvio che c'è una spinta molto decisa per quasi umanizzare qualcosa di epico, no?
03:25Cioè, sono davvero degli anti-eroi, ma talmente anti che hanno qualcosa di soprannaturale.
03:36È come se parlassero, sono dei ponti caduti in mezzo, che cercano di parlare altri ponti caduti in mezzo.
03:48In questo senso, no? È orribile pensare che l'amore tra un padre e una figlia possa trasformarsi in fango.
03:58Però alcune volte accade. Capito? Quindi in questo senso fa parte della vita.
04:08Nel film si parla della città dei figli sbagliati, che è un po' un tema che secondo me fa da
04:14fil rouge a tutta la produzione di Innocenzo.
04:16C'è sempre questa, anche se non si vede, non se ne parla, c'è questa comunità dei figli sbagliati.
04:21Quindi voglio chiedervi, com'è vivere in questa città dei figli sbagliati?
04:24E vi siete sentiti anche voi un po' membri della città dei figli sbagliati?
04:29Magari sul set, non nella vita, non lo so.
04:32No, io assolutamente mi sento da quando sono nato un figlio sbagliato.
04:36Ovviamente, ma credo tutti.
04:39A un certo punto ho riparlato da grande con il fighetto della classe, quello figo, figo, figo.
04:46Anche lui si sentiva quello sbagliato, il figlio sbagliato.
04:52Tutti, ma perché? Perché lì nasce il confronto con i genitori.
04:56E devi essere sbagliato.
04:58Il primo specchio per il figlio è la madre.
05:01Quindi il figlio diventa lo sguardo della madre sul mondo.
05:05Davvero, vatti a emancipare dallo sguardo galera di tua mamma.
05:10E ogni madre è galera per un figlio.
05:14Perché deve emanciparsi, per riaffermare magari le stesse cose.
05:19Ma deve emanciparsi, deve staccarsi, deve sentire che il suo sguardo è solo suo.
05:24Sul mondo.
05:26Per un genitore è impossibile da accettare.
05:30Ed è questa la scommessa.
05:31E per un figlio è impossibile non pretenderlo.
05:34Altrimenti non ti stacchi mai.
05:38Va a casa adesso, subito!
05:39Se facevo il mamma!
05:40No, no, no, no.
05:41Mi ha preso un colpo.
05:44Autoritarismo zero.
05:46Però sono...
05:47Sa recitare, dimmi, dai, diciamo.
05:51No, secondo me il punto più anche è che non smettiamo mai di sentirci figli.
05:56Ed è un rapporto che non scegliamo e succede e non smettiamo mai di essere né figli né genitori.
06:03Quindi siamo, come dice Filippo, anche incastrati in questo rapporto che vogliamo a tutti i costi che sia bello, perché
06:15ci hanno insegnato che così deve essere, ma alla fine dobbiamo anche scontrarci con la realtà.
06:21Ecco, e in questo caso Ambra lo fa e secondo me fa bene, perché poi c'è un futuro davanti
06:31a lei.
06:32Capito? Bulletto, va più a porta a casa.
06:34Proprio così.
06:35Grazie mille, grazie.
06:36Grazie.
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