00:00Una delle ultime volte che ci siamo visti, lui mi disse, si parlava anche dei miei film,
00:05me ne citò uno e mi disse, eh, lì avrei potuto fare meglio.
00:16Il leone disse, io quel flauto di panna, lo vorrei a tappeto sul film.
00:23Morricone disse, non so come mettere il flauto di panna su tutto.
00:26Nel film Morricone dice che il regista controlla tutto, la scenografia e i costume, ma non la musica.
00:34Questo è vero o è vero nel caso di Anno Morricone?
00:38No, è vero.
00:40Cioè, è naturale che il regista riesca a controllare tutto, ma sulla musica ha un potere limitato,
00:50perché, salvo caso eccezionale, che esistono registi che conoscono la musica,
00:55la sanno leggere e in alcuni casi anche scrivere.
01:00Ma in genere il regista, sì, ama la musica, l'ha ascoltata, sa distinguere una musica che ama di più
01:08da una che ama di meno, però nel rapporto con il musicista non ha la stessa forza
01:14che può avere con lo scenografo, nel dirgli che una certa cosa va cambiata, va resa più
01:21tonda, meno squadrata o di un altro stile e sa suggerire lo stile.
01:26Con la musica è più difficile.
01:29Questo era il crucio di Anno Morricone, perché a lui dispiaceva, cioè a lui dispiaceva che
01:36certe volte il regista non potesse comprendere quello che lui progettava di creare per il
01:45suo film e quindi lui cercava di metterlo nelle condizioni di capire, quindi canticchiando,
01:53aiutandosi col pianoforte, facendo molte più versioni per dargli la possibilità di avere
02:02più opportunità di scelta.
02:04insomma, gli dispiaceva, però è anche vero che il mistero del rapporto tra regista e musicista
02:15sta anche un po' in questo mistero, nel fatto che ciascuno dei due si trova a invadere un
02:22campo che non gli è proprio.
02:25Vediamo che, lo dice proprio nel film, la musica nasce da un pensiero, vediamo che c'è
02:31anche proprio una mentalità matematica, lui parla di toni, semitoni, quarti, frazioni
02:37varie e lo vediamo giocare a scacchi anche, mi ha aiutato anche, non nella musica.
02:42Volevo sapere, avete mai giocato a scacchi insieme?
02:45Purtroppo non ho mai giocato a scacchi con Ennio, lui ha provato più volte a convincermi
02:51a studiare.
02:53Una volta mi ha anche regalato una scacchiera, ma io non ho mai studiato, anche un manuale
02:59mi regalò, e quindi non ho mai giocato a scacchi, sarebbe stato bello, ma non l'ho
03:03mai fatto.
03:05Però sì, per lui la musica era un mondo matematico, che non è un concetto particolarmente originale,
03:15qualunque musicista si riconosce in questa definizione.
03:19in lui però c'era questa caratteristica specifica, che la musica lui la creava nella
03:29sua mente e che quando lo vedevi scrivere la musica, in realtà non stava scrivendo la
03:37musica, la stava trascrivendo da un supporto a un altro supporto, quindi era un copiare,
03:46perciò eravamo sempre tutti molto sorpresi nel vederlo scomporre con quella velocità
03:54così sorprendente e con dei risultati che, appunto per chi non è padrone di quel linguaggio
04:04lì, sottintende un lavoro complicatissimo, lunghissimo, invece per lui era istintivo.
04:13Vediamo nel film che ci sono tipi di persone diversissime che si commuovevano con la sua
04:18musica, cioè da metallica per dire, a Tarantino, a registi, ma anche la cantante che dice è
04:25un ponte con il divino, ognuno dà un'interpretazione diversa.
04:29Qui adesso faccio una domanda un po' alla Billy Elliot, tornatore, quando sente la musica
04:34di Morricone, cosa prova?
04:39Beh, io quando sento la musica di Morricone, e ne sento sempre, non penso a… sento sia
04:49le sue musiche da cinema, ma anche la sua musica assoluta, nel caso delle musiche da cinema
04:55non penso alle immagini del film, mi viene sempre in mente lui, lui mentre componeva,
05:02mentre dirigeva, lui con il suo sorriso quasi inconsapevole di chi aveva composto qualcosa
05:16che a lui sembrava normalissimo e che invece a te sembrava assolutamente fuori dalla norma,
05:22perché lui era così, leggeva un pezzo con l'orchestra, tu rimaneva bocca aperta e capivi
05:27che era una cosa straordinaria, complicatissima, e invece lui sembrava un falegname che aveva
05:34appena finito di mettere un piede a un tavolo, ecco, questo era il suo atteggiamento, e lo
05:43rendeva ancora più attraente, ancora più empatico, questo suo atteggiamento.
05:51Infine, dal documentario scopriamo anche che era simpaticissimo, perché ci sono delle
05:57battute nel film che sono meravigliose, ma c'era anche questo fortissimo senso di dignità,
06:03la dignità soprattutto, ecco, e quindi oltre all'artista anche l'uomo, questo aspetto
06:08è molto interessante che emerge dal film, viverlo come è stato?
06:13Beh, viverlo è stato un privilegio, perché è stata anche una grande lezione di vita,
06:17cioè lui dice la dignità del compositore che mi insegnò il mio maestro, io sentivo
06:23di applicarla a tutto quello che dovevo fare, dalla canzonetta più commerciale alla composizione
06:31più nobile. Questo è un modo di rapportarsi al proprio lavoro straordinario ed è una grande
06:38lezione, cioè tu devi estendere, tenere alto il livello della tua dignità professionale,
06:48quindi della tua persona, rispetto a tutto quello che fai. Non devi fare niente con la mano
06:54sinistra, non devi fare mai nulla pensando di essere sicuro di fare qualcosa che funzioni,
07:03devi sempre pensare che forse non ce la farai e quindi ti devi impegnare di più.
07:08Lui aveva questa straordinaria capacità di temere, di voler temere, che non tutto era
07:19al massimo delle sue capacità e che si sarebbe sempre potuto fare meglio.
07:25Una delle ultime volte che ci siamo visti, si parlava anche dei miei film, me ne citò uno
07:32e mi disse, eh, lì avrei potuto fare meglio. Un film, non posso dire il titolo, amato da
07:38tutti e lui ebbe il coraggio di dirmi lì potevo fare meglio. Ecco, questa è stata una
07:44grande lezione. Grazie mille, grazie.
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