00:00Diciamo che forse la letteratura aveva già qualcosa, in particolare la poesia un po'
00:13meno e penso in particolare Pascoli che ha questa idea un po' polverosa legata al modo
00:23in cui a scuola l'abbiamo imparato a memoria, quindi anche a scoprire che anche quella poesia
00:33o cavallina che aveva una sua grandezza è stata una scoperta, è bello Pascoli, è sterminato,
00:43non è solo il poeta delle piccole cose che tuttavia sono sempre in relazione all'universo
00:50perché Pascoli vede sia l'umile mirice, le umili mirice, sia le stelle e guarda la terra dal cielo
01:02e non il cielo, dalla terra, come se noi facessimo parte di una vita unica.
01:08In qualche modo è un ecologista antelittera perché scopre in questo rapporto alla natura
01:17che l'uomo destabilizza questo rapporto, sembra che sia un poeta contadino ma invece parla
01:25della città come se prefigurasse la solitudine, lui dice che nella città il tempo falla,
01:33come se il tempo non ci fosse, fossimo sempre assediati da tante cose che ci impediscono
01:41di percepire questo rapporto, diciamo, col tutto.
01:45E quindi la poesia, credo che indirettamente ho avuto un sentore che qualche mio film ha avuto
01:56qualche interesse da parte della comunità dei poeti, in particolare Luce dei miei occhi,
02:02o qualche altra cosa. Però qui il rapporto era frontale ed era difficile perché è impossibile
02:10raccontare Pascoli. Pascoli può dare delle evocazioni, aprire delle finestre, sperare che
02:17poi lo spettatore continui in questo suo viaggio. Però la cosa bella è scoprire in loro, che sono
02:26molto più giovani di me, che anche loro hanno avuto questa rivelazione e che anche loro un po'
02:35hanno sposato il mio partito preso, che era quello, sì, ci sono delle inclinature, ci sono delle ombre,
02:43ci sono aspetti caratteriali di Pascoli e un rapporto con le sorelle. Non è così limpido, no?
02:50Però abbiamo sposato Pascoli, in qualche modo un'idea di grandezza, anche rispetto alla sua vita,
02:59come se la sua stessa vita parlasse anche di una specie di cantiere che non trova soddisfazione perché
03:09si illude. Però è anche vero che il periodo del Nida è il periodo in cui lui è più prolifico, dove scrive
03:16tantissimo, dove diventa Giovanni Pascoli il grande poeta del popolo, pur essendo un uomo
03:23enormemente euridito, che si occupa di botanica, di zoologia, di cosmo, di galassia, di umili,
03:35rampicanti, felci o cose del tutto che noi non riusciamo neanche a vedere, no? E lo fa con competenza,
03:44accusa qualche poeta di non avere competenza florofaunistica perché Leopardi mette insieme
03:52le rose e le viole nel sabato dei villari. Per cui Pascoli ogni cosa che noi studiavamo,
03:58perché anche loro costretti a studiare, anzi loro si sono autocostretti, era...
04:05Andiamo avanti, no? Un'esplorazione continua. Dico sempre, un magazzino che sembra circoscritto,
04:15grande, spazioso, però poi c'è un corridoio, c'è una stanzetta, un sottoscala, un balconcino,
04:22un'altra stanza. Pascoli è così. E adesso tutto il facente, io penso che questa esperienza
04:29vitalità è che Pascoli deve essere riconsegnato a quei 4-5 nomi della storia della letteratura
04:37italiana che sono i nostri maestri per sempre.
04:45Ma mi ha avvicinato enormemente alla poesia più che alla letteratura perché la poesia abbiamo
04:52sicuramente un rapporto diverso con la poesia, secondo me, fin dalle scuole. Sicuramente la poesia
05:02credo che dopo questo film per me ha assoluto una strada di concretezza. Si è resa concreta
05:09perché è applicabile all'interno della nostra vita. E quindi io credo che avvicinarmi a Pascoli
05:17è stato comprendere la sua poetica, attraverso la comprensione della sua poetica, comprendere
05:22la sua filosofia di vita. E la sua filosofia di vita è appunto questa, come diceva Giuseppe,
05:27è un meccanismo di resistenza al dolore attraverso la ricerca e la glorificazione, come diceva
05:36lui, delle piccole cose che però poi vengono elevate a una dimensione cosmologica. La differenza
05:43tra il cosmo di cui parla nella vertigine e le umili tamerice non c'è. C'è la differenza
05:51con l'uomo perché l'uomo prende distanza in qualche modo dalla natura. Si immagina come
05:57un qualcosa di differente a sé e anzi la sfrutta la natura. Si sente, è usurpatore della
06:03natura in qualche modo. Invece lui si vuole ricongiungere a questa sfera naturale e attraverso
06:08questo con l'umanità in toto. Lui richiama l'uomo alla campagna proprio per sentirsi
06:15in contatto con la natura e si stringe alla convivialità, invita l'uomo a stringersi
06:19alla convivialità proprio per ritrovarsi umanamente, una dimensione terrena umana che poi però ci
06:25fa sentire parte di un tutto.
06:29Ho studiato parecchio, ho studiato i suoi scritti, ho studiato la biografia di Maria Pascoli,
06:35ho cercato anche di studiare appunto la critica dell'epoca in merito a Pascoli proprio
06:40per cercare di capire qual era la visione che aveva la società di lui e che differenza
06:44c'era tra lui e la società. Perché appunto, come diceva Giuseppe, si iniziava a biolineare
06:51una bella differenza tra la vita che poteva condurre Giovanni Pascoli e la vita che magari
06:56esplodeva all'interno delle città. Anche le ambizioni degli uomini iniziano ad essere
07:02differenti. Se pensi che in quell'epoca potevano convivere poeti come D'Annunzio,
07:06che è il poeta dei grandi slanci, dei virtusismi, mentre Pascoli si dedica a ben altro, appunto
07:12come diceva, a una dimensione più terrena, questo mi ha aiutato un po' a capire tutto
07:17il contesto dell'epoca. Quindi studiare il suo pensiero e la sua filosofia mi ha permesso
07:23di prendere una scelta su chi fosse per me Giovanni Pascoli, perché questo poi abbiamo
07:27dovuto fare. Abbiamo dovuto prendere una scelta su quello che volevamo raccontare e su
07:31chi fossero per noi questi personaggi, cosa potessero significare, perché raccontarli
07:36assecondando ogni visione era impossibile.
07:42È una domanda che non ha una risposta conclusiva. Ancora adesso devo dire con grande sincerità
07:53come se non si fermasse questo percorso di conoscenza. Adesso mi sto leggendo i poemi
07:59latini. È uno che parla dei gladiatori, dai tempi di Roma. A un certo punto vedi questo
08:10esercito sbandato, armati di spiedi, che sono un po' in fuga perché hanno appena abbandonato
08:19la loro scuola gladiatoria e si trovano, sono rifugiati sul Vesuvio e cominciano. A un certo
08:30punto si sentono anche un po' cacciati dai romani, a un certo punto uno di loro percorre
08:36un'altura e poi passo che dico là di fronte le legioni romane con i loro elmi, con le loro
08:45insegne. E loro questa vedetta presagisce lo scontro, presagisce la tragedia, la sconfitta
08:56di questo sogno di libertà. E non è il cinema questo. Non è un poeta visionario. Non vedi
09:05tu questa scena. Ma è lo stesso quando parla, quando fa l'Aquilone e dice lui è a Messina
09:13in quel periodo. E inizia dicendo c'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi l'antico. E poi
09:22dice sento che intorno sono nate le viole. Ma non sto parlando delle viole di Messina,
09:28sto parlando delle viole nel collegio dei padri scolopi da piccolo. Sono nate nella selva
09:33dei Cappuccini. E parla di Urbino quando era piccolo. E poi parla delle ali nel cielo,
09:41sono gli apiloni. Dico ma l'idea dello spazio-tempo, della visione. Io spesso dico agli attori,
09:51e su questo credo che siamo d'accordo, gli attori vedono spesso, e lo stesso Pasquale
09:57accontro questa idea di causa-effetto, di logica. Spesso anche nelle poesie ci sono delle
10:06arditezze sintattiche, che sono bellissime, sono delle cesure, delle ellissi. E lui quando
10:16fa questo fa qualcosa di... Gli attori, io dico, gli attori anche spesso ragionano in termini
10:24di causa-effetto. Io vengo da una tragedia, quindi oggi sarò scuro in volto. E cercano
10:30le ragioni del prima e del dopo. Quando secondo me gli attori invece, secondo me come succede
10:37a noi quando pensiamo a una storia, noi abbiamo una visione, qualcosa di intravisto, non ancora
10:44definito. E lo stesso gli attori hanno una visione, secondo me, di quello che stanno per
10:51mettere in scena. Secondo me togliere un po' di premeditazione li aiuta anche, a volte
10:59di comprensione eccessiva, sempre che poi nessuno dirige nessuno, perché noi ci picchiamo,
11:08ci abbracciamo, ci confrontiamo, è un corpo a corpo, insomma. Questa è la cosa bella.
11:13Ma è meraviglioso, perché Giuseppe è uno studioso e un appassionato, è uno studioso
11:27e un appassionato ed è curioso e ha voglia di mettere in campo appunto delle scelte, delle
11:37visioni e in qualche modo ti trasmette questa voglia di abbracciarli, di abbracciarli in
11:48maniera spontanea, emotiva e di seguire quindi questi impegni, a volte anche folli, a volte
11:55anche, come dire, non calcolati, ecco. Quindi cercare di andare alla scoperta e in esplorazione
12:12di qualcosa che non conosciamo e poi vedere che cosa ci succede intorno.
12:16No, io sono felicissimo di aver incontrato questo ragazzo qua. Mi ha un po' ridato molta
12:24energia, prima per gli aspetti suoi, proprio umani, che è un'eccezione. Non me ne vogliono
12:32altri attori, ma è davvero una persona che sembra limpida, non odiamo per definitivo questo
12:40giudizio, che però si confronta con i pericoli di questo mestiere, le lusinghe eccessive o
12:50anche la sopravvalutazione del proprio lavoro. È bello vederlo sullo schermo, passare dall'essere
13:04un Pasquali giovane, un giovane come tutti, un po' sbandato, un po' alla deriva, poi improvvisamente
13:11un professore credibile, senza però quell'idea della performance virtuosistica, no? Che un po'
13:19a certe volte vediamo sempre l'attore al lavoro lì e quello non è che ci convince, vediamo
13:25il mestiere, no? Invece lui in qualche modo ci frega perché ci cattura, ci conquista, si fa
13:34amare, bellissima scoperta il pianeta Cesari.
13:40Grazie.
13:41Grazie.
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