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  • 5 anni fa
Intervista al regista Massimo Donati per Diario di Spezie, film noir dai toni cupi tratto dall'omonimo romanzo di Donati stesso. Presentato in anteprima al Noir in Festival 2021.
Trascrizione
00:24Allo?
00:27Juliette?
00:29Philippe?
00:31L'ho trovata.
01:00Per certi aspetti viene da dire che sono stato facilitato dal fatto che il romanzo partiva da un racconto per
01:07il cinema, che ha vinto il premio Solinas e quindi è nato per diventare un film, però nel momento in
01:20cui è diventato romanzo, siccome la scrittura del romanzo non è stata per scherzo,
01:24nel senso che mi ha richiesto parecchio tempo e un impegno notevole per renderlo un'opera letteraria vera e propria.
01:36Questo ha richiesto tempo e ho dovuto imparare anche molte cose perché non nascevo da quel percorso, da un percorso
01:43letterario che poi invece è andato avanti dopo Diario di Spezie.
01:46E quindi nel momento in cui è diventato romanzo si è allargato, si è spessita la storia, ha assunto nuove
01:55sfumature.
01:56Quello che ho fatto con Alessandro Leone che ha seguito con me la sceneggiatura è stato quello di un po'
02:04tornare alla essenzialità del racconto filmico iniziale
02:10e con una serie di sacrifici necessari anche alla fruibilità perché il tempo cinematografico non ha nulla a che vedere
02:26con il tempo letterario
02:29e quindi effettivamente è stata in qualche modo avvincente ritornare nello stesso luogo del delitto ma reinventandolo di nuovo.
02:42È stato impegnativo per certi aspetti di sofferenza ma per altri anche di liberazione perché è venuto fuori un nuovo
02:52essere
02:53che è il risultato più agile, più capace di muoversi rapidamente rispetto all'opera letteraria che appunto ha di tempi
03:02diversi.
03:03Il topic del film è il male, inteso un po' come male assoluto, visto che alla fine non ci sono
03:08né vinti né vincitori
03:10e visto che parli anche di tematiche, definiamole scomode, nel senso che non è mai facile parlare di un certo
03:18tipo di tematica
03:19soprattutto quando poi ci sono i minori, secondo te quale potrebbe essere l'ascito da questo punto di vista del
03:26film nei confronti dello spettatore?
03:28Allora, la vicenda dal mio punto di vista va guardata come una vicenda personale di una figura molto nera
03:41che è in qualche modo un po' l'elemento che trascina tutta la vicenda.
03:48Alle sue spalle io ho cercato di costruire un male assoluto, un male di una durezza tale da non poter
04:00lasciare indifferenti nessuno di noi.
04:04Questo male è un male raffinato perché si parla sempre della brutalità e della anche semplicità del male
04:21ma io penso che la nostra società invece al contrario sia caratterizzata dalla presenza di un male estremamente raffinato
04:30un male che è capace di sedurci e di portarci su delle strade che non, come accade nel film, noi
04:38non nemmeno probabilmente riusciremo a immaginare.
04:41Quindi riguardo a questo elemento del male penso che se vuoi l'ascito sia quello di riflettere su quanto sia
04:54complesso e articolato il male
04:57su quante figure e quanti travestimenti riesca ad adottare per perseguire i propri fini.
05:07C'è anche da dire che io penso il noir come uno spazio dove gli incubi della società possono essere
05:17espansi
05:19e quindi illustrati, mostrati con grande forza.
05:26Nelle pieghe della realtà molti aspetti rimangono più taciti, più sotterranei.
05:32Lo spazio dell'invenzione è quello di poter far esplodere elementi che sono già presenti nella nostra realtà
05:40come spesso accade nei nostri sogni o nei nostri incubi dove l'allargamento è una delle caratteristiche.
05:50Penso che sia anche quello che ci porta al cinema, poter vedere questa trasfigurazione.
06:18Penso che sia anche quello che ci porta al cinema, poter vedere questa trasfigurazione.
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