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  • 8 anni fa
Intervista a Uberto Pasolini, regista del drammatico Still Life, interpretato da Eddie Marsan.
Trascrizione
00:04Il film è un film sulla vita, sul valore della vita degli altri,
00:08sull'importanza di essere coinvolti nella vita degli altri,
00:14sull'importanza di aprire la propria vita, la nostra vita, agli altri.
00:19Un po' di tempo fa ho letto un articolo che era l'intervista a uno di questi impiegati del comune
00:26che si occupano di rintracciare le famiglie delle persone che sono morte da sole.
00:30Questo ufficio si occupa di rintracciare i parenti di chi è morto nel municipio.
00:34Ho cominciato a seguire alcuni di questi impiegati comunali
00:39che si dividevano fra arrivare e entrare in queste case come se fossero dei poliziotti
00:45per scoprire il passato.
00:47Cara mamma, ti ringrazio molto del bellissimo regalo.
00:51Quindi c'è una figlia?
00:51Per cercare indicazioni di una famiglia della persona morta.
00:57Susi, Susi è la gatta.
01:00E l'altra metà della giornata era dedicata a presenziare o almeno organizzare esegue.
01:06Le viene in mente qualcuno che lo abbia conosciuto?
01:09Che magari avrebbe voglia di partecipare al suo funerale?
01:11È stata una cosa per me molto molto interessante.
01:14E in fondo negli ultimi tempi il cinema più che una scusa per raccontare delle storie
01:22è diventato una scusa per scoprire dei mondi che non avrei potuto scoprire altrimenti.
01:32Ho avuto modo di osservarla al lavoro.
01:34Lei è scrupoloso.
01:35Ma se permette posso dire che è anche molto lento.
01:38John May è un personaggio immaginato ma è un personaggio vero nello stesso tempo.
01:42Eddie Marsan è un attore che non pensa mai a se stesso come attore
01:47e alla importanza che uno riconosca l'attore nel ruolo
01:52ma pensa che la cosa più importante sia la scena, la battuta, la storia, il film.
01:58Per quello noi ci siamo immediatamente trovati benissimo insieme
02:02perché io sono una persona molto esigente
02:04anche se non forse capace di esprimermi nel modo migliore con un attore
02:10però molto sicuro dopo la scrittura di una sceneggiatura
02:16di quello che cerco nel tono di una scena, di una battuta.
02:20Questa la situazione finanziaria il comune ha deciso di tagliare un po' di rami secchi.
02:24Faremo a meno di lei.
02:25Farete a meno di me?
02:26Potrebbe considerarla come un'opportunità per un nuovo inizio, non crede?
02:30Una nuova vita.
02:31Insieme alla recitazione certamente il lavoro di macchina,
02:34certamente il lavoro sui colori, sia al momento della produzione che della post-produzione,
02:41il lavoro sui suoni e sulla musica, dovevano rispecchiare un mondo che non si muoveva.
02:50Io ho una vaga teoria che mi fa pensare che è molto facile colpire violentemente uno spettatore,
02:57e fargli sentire delle emozioni forti, violente, attraverso una grammatica di drammaturgia e di cinema violente.
03:08Una macchina che si muove molto, una recitazione sopra le righe, una musica molto presente.
03:14Però credo che, dato che questo tipo di grammatica cinematografica
03:19abbia la capacità di colpirci violentemente al momento della proiezione cinematografica,
03:28ma poi di restare poco, cioè di avere una presenza dentro di noi emotiva,
03:34a volte molto superficiale e per cui molto transitoria.
03:38Mentre se riusciamo a coinvolgere lo spettatore con una grammatica cinematografica
03:45che si avvicina di più alla realtà della vita di tutti i giorni,
03:50in quel modo è possibile, non è sicuro perché è una teoria,
03:55ma è possibile che questo prodotto, questo film, questo racconto cinematografico
04:02entri nello spettatore, nell'animo dello spettatore, in modo più consistente,
04:08per cui è possibilmente più duraturo.
04:10È una teoria, però ci sono abbastanza attaccato.
04:13Grazie per quello che hai fatto.
04:15È solo il mio lavoro.

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