00:00Cara Anna, vorrei dirti tante cose.
00:09Vorrei dirti come la vita è come va affrontata.
00:18Vorrei trasferirti il mio modo di fare e di pensare.
00:21Se c'è una cosa che ti piace tantissimo, la mangi subito o la lascia alla fine?
00:25Alla fine.
00:26Non abbiamo veramente un cazzo in comune io e te.
00:28Non me lo male.
00:30Per cominciare ho una domanda per ciascuna di voi.
00:32Prima, Vittoria.
00:33Tu hai parlato giustamente della grande responsabilità con cui vi siete avvicinate a questo progetto
00:40legato a una storia vera e alla vita di persone che hanno coinvolte nella produzione.
00:49Io mi chiedevo però, a livello tecnico, interpretativo, per te è stato diverso calarti in questo personaggio
00:56rispetto agli altri e che hai interpretato precedentemente, posto che secondo me sei stata
01:00magnifica.
01:01Grazie.
01:02È stato diverso in qualche modo?
01:04Ti ha lasciato qualcosa di diverso?
01:05Beh, è stato molto coinvolgente da un punto di vista emotivo.
01:08Allora, devo dire che all'inizio, e questo forse è un po' il fatto che il cinema appunto
01:14è un qualcosa anche di catartico, se vuoi, siccome nella mia vita ho anche vissuto un'esperienza
01:19appunto legata, cioè ho perso mia madre quando era non giovane come Anna, ma insomma quando
01:25lei era troppo giovane, e quindi all'inizio avevo paura di non riuscire a controllare questo
01:32flusso emotivo che sapevo sarebbe comunque riesploso.
01:36E paradossalmente però dopo tipo il terzo giorno di riprese ho chiamato, la mia gente
01:41ha detto, beh, non mi sono mai sentita così tranquilla su un set, è come se vivere quella
01:46storia nella finzione mi aiutasse in qualche modo a elaborare la mia, non lo so.
01:51Questo è durato molto poco perché poi invece dopo ci sono rimasta sotto, invece nel senso
01:57che è chiaro che quando giri un certo tipo di storie, quando racconti un certo tipo di
02:02cose, ma è anche giusto, lo devi fare, cioè sono quei film dove l'attore si deve mettere
02:07in gioco con generosità, senza paura di darsi, in maniera assolutamente vera, autentica,
02:12perché se no lo vedi.
02:14Quindi poi in realtà sono stata travolta, però appunto è giusto che fosse così, dovevo
02:18mettermi in gioco in maniera molto autentica e sincera e sapevo che sarebbe stata una lavorazione
02:22in cui tutti i giorni sarei stata un po' con i nervi scoperti, perché poi quando giri
02:28quel tipo di cose appunto sei sempre con i, quando ti dai in maniera autentica sei sempre
02:33con i nervi un po' scoperti.
02:34Però è bello, è anche molto coinvolgente per un attore, è stata una bellissima esperienza.
02:40Poi ci sono stati invece anche momenti in cui ci siamo divertite, soprattutto nelle scene
02:44con Benedetta, questo personaggio che rompe nella vita di questa donna e che le insegna
02:49anche un po' a lasciarsi andare, ad ammorbidirsi un po', e quindi c'è anche tutta una parte
02:54del film che è più d'avventura, se vuoi, in cui queste due donne si divertono insieme
02:58e quindi tutta la scena della piscina, di quella nottata passata insieme è stato divertente
03:03anche girarla.
03:06Per passare a Benedetta, una domanda anche per te, che alla tua giovane età ti sei trovata
03:09a esplorare, comunque, una situazione un po' anomala, quella di una ragazza che vive
03:15il vuoto, l'incomprensione di una vita senza un genitore o con un genitore mai conosciuto.
03:21Che volevo sapere, che riferimenti hai avuto, che cosa ti ha guidato nell'esplorare questa
03:27condizione così particolare?
03:32Credo che la parte bella di questo lavoro sia l'immedesimazione in qualcosa che non hai
03:38veramente vissuto e in questo senso è una lavorazione più che altro interiore, l'immaginazione,
03:48la maturazione di un qualcosa di cui non hai un'esperienza, che a volte ti permette anche
03:53di muoverti più liberamente all'interno di quella dinamica.
03:58Poi, devo dire, abbiamo lavorato tanto insieme, ci siamo preparate, abbiamo capito quali erano
04:02le corde da toccare, quali invece era meglio evitare per non appesantire troppo il pubblico,
04:07per non diventare ridondanti o anche rischiare appunto di essere patetici e quindi abbiamo
04:12fatto un lavoro collettivo perché tanto poi il cinema alla fine è questo, non se ne esce.
04:18Elisa lavora con l'immaginazione per immaginare questi regali che avrebbero aiutato sua figlia
04:23a crescere.
04:25Voi volete provare a immaginare che cosa regalereste a voi stessa tra dieci anni o quindici anni?
04:32Penso sia impossibile fare, infatti Elisa ci mette un po' anche per capire, insomma ogni
04:37regalo è pensato, è studiato e lì sta anche la grandezza di questa donna nella sua semplicità,
04:42cioè quella di proiettarsi nel futuro, di immaginare la figlia a diciotto anni, immaginarsela
04:48anche fisicamente, che è una cosa che potrebbe anche spaventarla perché comunque una persona
04:53magari malata si concentra più sul presente, il futuro non sai cosa ti riserva e quindi
04:57tende, invece lei fa, si proietta, proietta lei, proietta la figlia, se la immagina grande
05:02e si immagina il regalo, è una cosa difficilissima, non lo so, nel personale non ti so rispondere
05:09cosa regalerei a mia figlia, adesso su due piedi non ci riesco.
05:13Ah scusa, me stessa.
05:14Mi regalerei un viaggio in Messico di tre mesi, che non so che cosa farò tra dieci anni,
05:18però ammetti che...
05:20Un viaggio in Messico di tre mesi, tra dieci anni cosa no, oddio, ma come stessa.
05:25Sono regali pratici.
05:27Sì, sì, ma non lo so.
05:29Sparane uno, un desiderio.
05:32Un desiderio.
05:33Vieni via in Messico con me.
05:34No, un corso di qualcosa, vorrei imparare a far qualcosa che non so fare, vediamo, un corso
05:38di...
05:39Bucato.
05:40Eh?
05:40Di bucato.
05:41No, per andare a cavallo, che non sono mai diventata brava, non lo so, un corso di qualcosa.
05:49Sì, un corso di quietazione.
05:50Di quietazione.
05:51Di quietazione.
05:51Oltre me scelte.
05:54Sì, adesso sì.
05:58Questo è il mio ultimo regalo e spero che ti piaccia.
06:02Ora sei diventata una donna.
06:05E io ti amo alla fondia.
06:09La tua mamma.
06:10La tua mamma.
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