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  • 1 settimana fa
(LaPresse) Momenti di tensione pura, catturati in un video: cinque atlete della nazionale femminile iraniana di calcio, protagoniste della Coppa d’Asia, hanno compiuto una fuga rocambolesca dall’hotel Royal Pines Resort, sulla Gold Coast australiana, inseguita dagli uomini del regime di Teheran.Si tratta della capitana Zahra Ghanbari, Fatemeh Pasandideh, Zahra Sarbali, Atefeh Ramezanizadeh e Mona Hamoudi. Il gesto segue il loro rifiuto di intonare l’inno nazionale durante la partita contro il Giappone (0-6), protesta simbolica contro il regime degli ayatollah. Paura di ritorsioni al rientro in patria: ora sono al sicuro in Australia, che ha concesso loro visti umanitari.Il video, ripreso dall’attivista Leigh Swansborough, è agghiacciante. Si vedono le cinque calciatrici precipitarsi giù per una scalinata secondaria dell’hotel, valigie in mano, volti tesi e determinati. Dietro di loro, lo staff iraniano legato all’Irgc – i Guardiani della Rivoluzione – le insegue con urgenza, gridando e tentando di bloccarle. Nessun agente australiano interviene: «Lo staff Irgc è ancora qui, liberi di agire», denuncia Swansborough. Le atlete svaniscono nella notte, verso la libertà.

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00:02Sì, no, no, no, it's Australia now, you're in Australia, motherfucker, you're in Australia, you better run, yeah, we're gonna
00:10get you now, you better run, yeah, you got no rights here, you're in Australia, I know who you are,
00:19get down the stairs, yes, you gotta run now, what cowards are you guys running?
00:32No, no, no, no.
01:01No, no, no, no.
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