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  • 9 minuti fa
Roma, 18 mar. (askanews) - La nazionale femminile iraniana di calcio torna in Iran, quasi al completo, dopo che diverse componenti della delegazione hanno ritirato le richieste di asilo presentate in Australia.Sette erano state le richieste dopo che le giocatrici erano state bollate come "traditrici" in patria per essersi rifiutate di cantare l'inno nazionale durante la partita d'esordio della Coppa d'Asia femminile, con il conflitto in corso con Usa e Israele. Ora solo due sono rimaste in Australia.Le ragazze sono atterrate in serata in Turchia, a Istanbul, con un volo dall'Oman, per poi ripartire per Igdir, dove sono arrivate poco dopo mezzogiorno. Con la tuta della nazionale iraniana, sono state viste lasciare l'aeroporto prima di dirigersi verso il valico di Gurbulak-Bazargan per rientrare in Iran.Le organizzazioni per i diritti umani hanno accusato Teheran di esercitare pressioni sulle atlete all'estero, minacciando i loro familiari o i loro beni in caso di defezione o se si fossero espresse contro la Repubblica islamica.

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00:00La nazionale femminile iraniana di calcio torna in Iran quasi al completo dopo che diverse componenti della delegazione hanno ritirato
00:07le richieste di asilo presentate in Australia.
00:10Sette erano state le richieste dopo che le giocatrici erano state bollate come traditrici in patria per essersi rifiutate di
00:17cantare l'inno nazionale durante la partita d'esordio della Coppa d'Asia Femminile con il conflitto in corso con
00:23Stati Uniti e Israele.
00:25Ora solo due sono rimaste in Australia. Le ragazze sono atterrate in serata in Turchia, Istanbul con un volo dall
00:31'Oman per poi ripartire per Iqdir dove sono arrivate poco dopo mezzogiorno.
00:36Con la tuta della nazionale iraniana sono state viste lasciare l'aeroporto prima di dirigersi verso il balico di Gurbulak
00:42Bazargan per rientrare in Iran.
00:44Le organizzazioni per i diritti umani hanno accusato Teheran di esercitare pressioni sull'atlete all'estero minacciando i loro familiari
00:52o i loro beni in caso di defezione o se si fossero espresse contro la Repubblica Islamica.
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