00:18Abbiamo appena finito di vedere la tomba delle lucciole, abbiamo finito i fazzoletti,
00:23abbiamo finito le lacrime, è un film di carezze e un po' di pugni nello stomaco e proviamo
00:28a digerirlo assieme al direttore di doppiaggio, Gualtiero Cannarsi. Mi piacerebbe partire
00:34dal titolo che è stato cambiato. Una tomba per le lucciole era già un titolo di per sé
00:39sintetico, ma la tomba delle lucciole è ancora più asciutto. È una scelta che è stata dettata
00:44da te, dal direttore di doppiaggio, o è stata una scelta presa anche col distributore?
00:49No, è una scelta dettata semplicemente dal titolo originale che è più correttamente corretto
00:54perché è tradotto come una tomba delle lucciole perché è una genitiva molto semplice,
00:57hotaru no haka. Non c'è una finalità, non c'è un complemento di termine, non c'è
01:02un complemento di fine, quindi è più la tomba delle lucciole. Penso che, questa è una
01:08storia un po' buffa, il traduttore di questo film si chiama Francesco Prandoni ed è persona
01:13di cui ho grandissima stima per vari motivi, quindi mi sono sempre chiesto perché una traduzione
01:20di Francesco Prandoni avesse portato una tomba per le lucciole a partire da hotaru no haka,
01:27nel senso che la mia stima per Francesco Prandoni è tale che se fosse stato chiunque
01:31altro avrei pensato vabbè ha sbagliato. Però no, è Francesco Prandoni quindi non potevo
01:36liquidare questa con me stesso. Questa cosa è durata per tanti tanti tanti anni, più di
01:40una decade. Quando poi ho lavorato per la prima volta io sul testo ho ricevuto la traduzione
01:48di Francesco Prandoni dei tempi che titolava La tomba delle lucciole. Non era stato lui a dare
01:54quel titolo, era stato inventato dall'adattatore, esatto. Anche perché era stata aggiunta una frase
01:59nel testo del proprio del dialogo, quando tu hai visto il film quando Sezco dice sto facendo
02:06una tomba, nella precedente edizione gli avevano fatto dire sto facendo una tomba per le lucciole.
02:11Ok, quindi ribadiva il concetto. E quindi questa cosa era passata anche nel titolo.
02:15Non mi piace il rifugio antiaereo. Devi resistere.
02:19A proposito appunto del tuo lavoro di adattamento, quanto è stato importante il testo, il romanzo
02:24per te nel lavoro di adattamento? Quindi quanto ti sei poi riferito al testo originale?
02:35Ovviamente, dato che io sono chiamato a lavorare su un film, il testo canone è il copione.
02:42Però stiamo parlando di un autore come Takahata Isao, che sappiamo essere estremamente ligio,
02:47estremamente interessato, estremamente colto. Quindi mi sono sentito in questo caso in dovere
02:54di fruire il testo del libro originale. Quando l'ho fatto mi sono reso conto che il regista
03:00aveva trasposto di peso talune battute. E aveva trasposto talune scene che nel libro
03:06sono descritte, sono disegnate. Quindi il libro non è diventato un referente prescrittivo,
03:13come dire, nel libro è così, quindi devo fare così. È diventato semplicemente un elemento
03:17di approfondimento. Un ulteriore elemento, un supporto, un aiuto, un aiuto in più in questo caso.
03:24Io ho trovato da spettatore delle scelte di adattamento molto coraggiose.
03:31soprattutto nell'utilizzare un registro espressivo che rende un po' la rigidità
03:36dei rapporti sociali. È una scelta voluta, la tua, quindi quello di mantenere intatta
03:43questa, chiamiamola così, autoreferenzialità dei film giapponesi.
03:47Ne abbiamo parlato dopo la proiezione. Sono film giapponesi che parlano del Giappone,
03:51sono pensati per i giapponesi. L'adattamento rispecchia questa volontà di rimanere
03:56in questo ecosistema oppure no? Guarda, in realtà il punto è che,
04:01secondo me, l'adattamento è un'opera molto meno autoreale di quella che la si vorrebbe vendere.
04:09Nel senso che se si eligi alle parole, i conti torneranno sempre. Nel senso che,
04:17piuttosto che fare processi alle intenzioni di, ma sicuramente l'autore voleva fare questo,
04:21ha fatto questo per questo motivo, queste sono tutte istanze speculative. Se uno resta fedele
04:27alla materia inerte del testo, i conti torneranno sempre. E quindi viene fuori che un film di
04:34Miyazaki Hayao ogni tanto parla in maniera strana, perché Miyazaki Hayao ogni tanto fa parlare
04:38in maniera strana i suoi personaggi. E viene fuori che un film come quello di Takahata Isao
04:43mette in scena dei rapporti dei personaggi che sembrano quelli di un film di Ozu. Perché è il Giappone
04:49crudamente ritratto in un film molto realistico. Ovviamente ci sarà, dato che è una traduzione,
04:56sempre un gradino, un sostrato di difficoltà aggiunta, perché si sta comunque fruendo un'opera
05:03straniera. Alternativamente noi faremmo i Cesaroni in Giappone, non sarebbe più il Giappone
05:09tradotto in italiano, sarebbe l'Italia ambientata in Giappone, cosa che secondo me sarebbe sempre
05:14molto, molto, molto in debita.
05:16Facciamo casa nostra qui.
05:19Qui è la cucina.
05:21Sappiamo che ci sono diversi fan dei film dello studio Ghibli o Ghibli, adesso ci rispondi
05:30anche a questo, a questo dubbio omeletico. Si è creata una comunità anche, quindi molto
05:35attiva sui forum, sui social, che commenta le scelte di adattamento. Tu come ti inserisci
05:43in questo dibattito? Per te è utile, è costruttivo? In che maniera ti confronti anche con questa
05:48comunità, che è comunque molto attiva sui social o comunque sul web.
05:52Si chiama Studio Ghibli. Si chiama Studio Ghibli perché Miyazaki sbagliò.
05:58Questa cosa la dice Suzuki, non lo dico io. C'è proprio un filmato sulla nascita dello
06:03Studio Ghibli in cui Suzuki dice, sì, si chiama Studio Ghibli perché Miyazaki sbagliò.
06:08Ovviamente, dato che ha creato un nome proprio, il suo errore è creativo e fondativo, quindi
06:13quello è lo studio che si chiama Ghibli perché lui ha sbagliato, cioè ha letto G-H-I-B-L
06:18in italiano, ha pensato si legge Ghibli e quindi l'ha chiamato Ghibli.
06:23Fugato questo dubbio, penso che sia veramente difficile leggere in maniera, come posso dire,
06:31non viziata il dato oggi come oggi online. Io personalmente mi interfaccio con la realtà
06:40virtuale dell'online dal 1995. Sono stato abbastanza un early adopter, no?
06:45Al quel tempo c'era Usenet.
06:47E ancora 1.0 diciamo.
06:49Sì, 0.9, forse.
06:510.1.
06:510.9.
06:53Comunque c'era Usenet, c'era i miei due cents perché ti scaricavi tutte le news, due cents,
07:00poi scrivevi tutte le risposte e ti riconnettevi due cents per inviarle.
07:03C'era l'anetichette, c'era l'aschi ristretto dovevi mettere soltanto gli apostoli perché
07:09le accentate non passavano a serve.
07:11Dopo tutto questo amarcord, dopo tutto questo amarcord, dico che è molto difficile leggere
07:19il dato online perché diventa un dato, tra virgolette, drogato.
07:24Quando iniziavo a frequentare un po' i forum o le prime chat che erano IRC, su formato
07:32IRC, mi resi conto che quello era il più grande gioco di ruolo esistente al mondo.
07:36Molto prima dei MMORPG, ognuno faceva il personaggio del suo superego, si dava un nickname
07:43ed era il suo superego ed era il suo personaggio.
07:45Quindi comunque facilmente diventa un dato drogato.
07:48Diventa un dato drogato un po' come quando vai a leggere i commenti su TripAdvisor, no?
07:52È nel senso una stella a quest'hotel perché ho pagato 15 euro la notte in doppia ma non
07:58c'era la jacuzzi.
07:59Aspetta, forse questa persona non è.
08:01Ovviamente c'è del buono, ci sono un sacco di persone interessate ed è bellissimo poter
08:05avere un dialogo reale con le persone che hanno voglia di un dialogo reale.
08:09Però penso che sia comunque sempre necessario applicare, tra virgolette, un filtro di lettura
08:14perché se no non si fa altro che cadere vittima di un gioco al rialzo delle grida,
08:21delle urla in cui sembra che l'opinione più urlata sia quella più veritiera.
08:26Cosa che non è necessariamente vera.
08:27Magari a volte è anche vero, però non è necessariamente vero.
08:35Vorrei chiudere con una domanda sul doppiaggio, quindi sulla direzione degli attori.
08:39Qual è stato il personaggio più difficile da dirigere e chi secondo te ha espresso meglio
08:45le intenzioni del personaggio?
08:46Da spettatore sento di premiare la piccola bambina di 4 anni che secondo me è stata eccezionale
08:52e quindi quanto è stato difficile tirar fuori delle emozioni così crude, così mature,
08:57comunque immagino da dei ragazzini, bambini o ragazzini.
09:04Guarda, penso che il mestiere della direzione del doppiaggio sia fatta di due componenti.
09:09Una è conoscere l'originale e saperlo interpretare, perché comunque tu indialmente vuoi rifare quello.
09:15L'altro è in qualche modo conoscere gli attori che stai dirigendo, perché la verità è che
09:21essendo gli attori materiale umano, ogni attore è diverso, ogni attore ha una sua sensibilità
09:25e ogni attore ha un suo modo di intendere la recitazione, di arrivare al risultato recitativo.
09:32E ovviamente anche l'età gioca un suo ruolo.
09:35Chiaramente una cosa è una bimba di 10 anni, una cosa è un ragazzo di 18, una cosa è un
09:40professionista di 60 anni.
09:42Ma non è soltanto questo, è anche una questione proprio di personalità.
09:45Ci sono degli attori che sono estremamente sensoriali nel loro approccio alla recitazione
09:52e altre che sono più intellettuali, cervellotici.
09:55E in qualche modo tu lo devi sapere, li devi conoscere per cercare di portarli verso l'originale
10:01nel loro modo.
10:04Perché non ha senso fare una lunga spiegazione analitica a un attore o un'attrice
10:09che al contrario ha un approccio molto empatico e sensoriale con la recitazione.
10:15Bisogna puntare su quello.
10:18Penso che questo doppiaggio, ho pensato tanto tanto alla distribuzione delle voci,
10:23soprattutto anche dei personaggi più piccolini che scolpiscono delle scene molto significative.
10:28Mi piace in particolare la riuscita della scena del poliziotto.
10:34Perché in particolare è una scena che non è presente sul libro originale.
10:38Che il regista ha aggiunto, sul libro originale è una riga.
10:41Si cita il fatto che il poliziotto non era molto interessato.
10:44Quindi non posso non pensare che, dato che il regista l'ha aggiunta, deliberatamente,
10:49sia una scena per lui significativa, lui cara, per lui necessaria nella dinamica del film.
10:55E quindi è una scena molto peculiare perché si vede tutto sommato la bontà naturale di una persona
11:03che rappresenta l'istituzione.
11:05È l'unico punto di contatto, semmai di affetto, tra l'adulto e il bambino.
11:08Ma in realtà ce ne sono vari, però quello spicca sicuramente di più.
11:14E tra l'altro è una cosa che, almeno a me che sono italiano, spiazza.
11:16Perché quello che ci vendono del Giappone è che sono persone rigide.
11:19Che sono persone che non violano mai un regolamento.
11:22Mentre invece lì succede esattamente il contrario.
11:23Lì sembra il poliziotto buono italiano che diceva
11:26«Bu, no, tu hai rubato, però si aggrava duro».
11:30E quindi questo fatto mi ha colpito tanto e ho in qualche modo cercato poi una voce particolare
11:40che potesse rendere quel personaggio così come quello del medico.
11:44Anche lì si poteva facilmente svirgolare verso una forma di patetico, no?
11:48o anche «Ah, il medico cattivone, non mi importa della bambina, ma…»
11:52Eh esatto, diciamo che era un film che si prestava molto a svirgolare nello stereotipo.
11:57Si è lavorato soprattutto per cercare di evitare questo.
11:59Benissimo, grazie.
12:01La tomba delle lucciole