00:05Dopo quattro anni dalla sorgente del fiume, Teo Angelopoulos torna ad affrontare i temi
00:10fondanti della sua poetica, la persistenza della memoria, la ciclicità temporale, l'amore,
00:15la morte.
00:16Non è finito niente.
00:18Non finisce mai niente.
00:20Ritorno dove ho lasciato che una storia scivolasse nel passato, perdendo la sua chiarezza sotto
00:25la polvere del tempo.
00:26Saranno le immagini della Berlino cupa e nebbiosa in cui la pellicola è in gran parte
00:30ambientata, ma la polvere del tempo ricorda molto da vicino il Wenders più poetico del
00:34cielo sopra Berlino, anche a causa della presenza di Bruno Ganz, qui nei panni dell'eccentrico
00:39Jacob, uno dei due uomini amati dalla volitiva Eleni.
00:43Il gioco di specchi autobiografico che sottende il film si focalizza sulla figura del protagonista
00:48interpretato da William Defoe, regista intento a preparare una pellicola dedicata alla storia
00:53d'amore vissuta dai suoi genitori, che però non vuol saperne divenire alla luce.
01:00La polvere del tempo procede all'insegna della discontinuità spazio-temporale che veicola
01:05in modo confuso atmosfera e sentimenti, lasciando allo spettatore il compito di ricostruire
01:10il complicato sottotesto narrativo.
01:13Che sia realmente accaduto o no, il triangolo amoroso tra Eleni, Ren Jacob, Spiro, Michelle
01:18Piccoli e Jacob Bruno Ganz è decisamente la cosa migliore della pellicola.
01:22Un amore che si dipana per più di 50 anni e che viene ricostruito in maniera caotica
01:27riservando attimi di eternità tra danze, prigionia, fughe precipitose, allontanamenti
01:32forzati e dolorose riconciliazioni.
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